(LU-Stazzema) PRUNO-CASA AL CERRO (555 m)-CREPATA-COLLE DI CAVAZZOLA (690 m)-RANOCCHIAIA (805 m)-MONTE ALLA TANA (895 m)-COLLE A IAPOLI (740 m)-PIASTROLA (531 m)-PRUNO (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Pruno (parcheggio 470 m)

Località di arrivo:

Pruno (parcheggio 470 m)

Dislivello mt.:

450

Tempo totale:

04h 40'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Pruno

Rifornimento acqua:

Pruno, Ranocchiaia, 122 davanti alla casa dove si lascia la strada, Piastrola

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

vicoli di Pruno◆traccia Crepata◆traccia Ranocchiaia◆traccia Monte alla Tana◆122◆traccia Piastrola◆Poveromo◆vicoli di Pruno

Tipologia percorso:

Il sentiero per la Crepata è segnato ed è ben percorribile. Attenzione al bivio prima della casa e a quello dopo Casa al Cerro. Dopo il bivio per Tiglieta la traccia è evidente fino alla marginetta poi si procede seguendo i segni bianchi e rossi. Il sentiero privato di Ranocchiaia è molto evidente. La traccia per Monte alla Tana non è in buono stato, ma è percorribile e abbastanza evidente. La traccia per Piastrola è evidente e ben percorribile.

Immagini del percorso (66)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 26/08/2023

La strada da Ponte Stazzemese, superato Cardoso e Volegno (quest'ultimo proprio di fronte a Pruno) porta a un parcheggio sotto il borgo di Pruno.

[Pruno è un borgo medioevale ben conservato situato di fronte a Volegno. Di rilievo la Pieve di San Niccolò dell’XI secolo, costruita su una chiesa precedente del IX secolo, molto interessante è anche il ponte mediceo con edicola sul Canale Deglio, fuori del paese. Il paese è dominato dalla mole della Pania della Croce e, in particolare, dal Monte Forato. Possiede anche un ostello della gioventù.]

Dal parcheggio (456m) saliamo subito per la stradina asfaltata che porta al borgo. Arrivati al vicolo che a destra porta verso la chiesa, andiamo invece a sinistra. Proseguiamo pochi metri e andiamo ancora a sinistra al secondo arco, dove si trova il bar-ristorante il Poveromo, che è anche negozio di alimentari, presso il quale siamo a 3'.
Da qua proseguiamo per una ripida salita scalinata con utile passamano e con tratti panoramici sulle case circostanti, sul Monte Alto e sul Monte Sullioni. In breve ci troviamo a un bivio: a sinistra sale la traccia per il Pianello (spiazzo panoramico), e Piastrola, che percorreremo al ritorno. Essa è indicata da un segno del sole, infatti dal Pianello si può ammirare il fenomeno della doppia alba del Monte Forato, visibile nei giorni a cavallo del solstizio d'estate. Noi proseguiamo verso destra aggirando il Pianello sul lato orientale. Questa traccia è in parte segnata con utili tratti bianco-rossi, messi comunque in maniera da agevolare la salita e non la discesa, e in qualche punto essi non sufficienti a capire quale sia il giusto percorso. Il sentiero pianeggia, stretto, ma ben percorribile, tra coltivi, con bel panorama sulla destra, dalla Pania, al Forato, Croce, Procinto, Nona e Matanna.
A 8' sulla sinistra ci sono dei conenitori per l'acqua e si vede una casa pensile di legno addossata a un albero. Saliamo verso di essa e poco dopo a 11' siamo sulla traccia principale (essa è raggiungibile proseguendo per la traccia che stavamo percorrendo, deviando a sinistra prima di una casa e superando poi un rudere). Proseguiamo lasciando a sinistra una traccia per Piastrola (Apuane segrete dice che si incrocia il Sentiero dei Giganti (= massi erratici), ma non lo abbiamo notato, anche perché l'erba è molto alta). Sulla sinistra ci sono muri di contenimento di terrazzamenti.
A 15' verso destra ci sono alcune costruzioni, molte ridotte a ruderi, cui si accede con la continuazione del sentiero che abbiamo lasciato per salire a sinistra pochi minuti fa (da essi una traccia raggiunge il nostro sentiero). Saliamo ancora e a 18' siamo alla Casa al Cerro (544 m), edifici addossati tra loro e ridotti a ruderi e panoramici sulla Pania. Qua la traccia sale evidente verso sinistra. Questa è la zona della Crepata (o Nella Crepata). Vi sono rocce, rupi, tentativi velleitari di cave, qualche rudere e qualche tratto aperto e panoramico. Riteniamo la Crepata un altro mirabile esempio di Apuane Segrete, con il sentiero che la attraversa, per lo più scalinato, mediante il duro lavoro degli antichi abitanti di Pruno per poter andare al lavoro nelle cave o salire agli alpeggi più alti.
A 24' siamo a una modesta edicola nella roccia, sulla sinistra, sormontata da una improbabile agave. La piccola immagine marmorea è del 1896 e rappresenta la Madonna del Bon Consiglio, con il Bambino. Saliamo ancora e dopo 5' sulla destra su una rupe in alto si trova una prima lapide alla memoria di Pietro Barsanti, vittima del lavoro, posta dai suoi colleghi, soci della COECA. Proseguiamo per tratto scalinato e a 32' superiamo un tratto di ravaneto con ruderi sulla sinistra. Ci spostiamo verso destra e subito, a 36', siamo alla seconda lapide, questa ricorda Michele Barsanti (1899-1958), anch'egli vittima del lavoro. A fianco c'è una pregevole icona di marmo della Madonna delle Grazie, posta da Silicani Silvestro fu Bernardo. Poco dopo percorriamo un ampio e breve cengione erboso costruito dall'uomo per percorrere un tratto di roccia liscia. Poco avanti dovrebbe esserci un bivio per Tiglieta, sulla sinistra presso due croci di ferro, ma non lo abbiamo visto.
A 40' passiamo facilmente per un breve tratto di ravaneto e ci troviamo in una vecchia cava con blocchi abbandonati e ormai invasa dagli alberi. Più avanti ci sono vecchie costruzioni di servizio (alcune anche in basso a destra) e presso l'ultima dobbiamo salire, a 46', verso sinistra (presente segno). Adesso il sentiero sale ameno nel bosco e in 5' siamo su una dorsale erbosa (672m) e panoramica sulla Pania (Colle di Cavazzola). Un provvidenziale segno ci dice che dobbiamo salire di fronte e poi spostarci verso destra e seguire la traccia che qua è piuttosto stretta e nascosta dall'erba alta.
A 56' arriviamo a un bivio (683m) presso delle grotte che guardano la Pania e che si trovano poco più in alto, verso sinistra, che andiamo a visitare. A sinistra un sentiero si dirige a Tiglieta, alpeggio di Pruno dove furono attive cave di marmo cipollino, di color verde chiaro, dal XVI secolo fino agli anni settanta del XX secolo(rimandiamo per la descrizione del percorso a una precedente escursione). Noi adesso seguiremo il sentiero sulla destra diretto alla marginetta di Santa Barbara e poi a Ranocchiaia.
Il primo tratto è in discesa, nel bosco, poi pianeggia e prosegue con saliscendi. Sulla sinistra si alzano pareti rocciose. A 01h 08' percorriamo un breve tratto scalinato in salita, con una piccola grotta sulla sinistra. Dopo un paio di minuti siamo a un bivio dove si trova un segno rosso. Sulla destra, in discesa, c'è il sentiero di Tricella proveniente dalla zona dell'Acquapendente. Noi saliamo sulla sinistra e dopo 5' siamo presso una grande roccia che rimane sulla destra. Ancora poco e a 01h 19' arriviamo alla Marginetta di Santa Barbara (703m) sopra di essa sulla sinistra c'è una costruzione sotto roccia (abrì). Prima della marginetta verso sinistra si stacca una traccia molto ripida diretta verso Tiglieta (sentiero degli Scacci) secondo Apuane Segrete, in realtà a noi pare che di sentieri ce ne siano un paio, si tratta di vedere qual è quello degli Scacci. La marginetta, ancora in buon stato, è priva dell'immagine sacra che dovrebbe essere stata trasportata in luogo sicuro. Adesso andiamo a destra della marginetta curvando poi un poco per tratto pianeggiante. La traccia è praticamente scomparsa e la progressione è aiutata da provvidenziali bolli bianchi. Subito vediamo in basso a destra i ruderi delle Rave (quota 705 m).
A 01h 28' iniziamo a salire, verso sinistra, per un ripido canale, per tratti gradinati, anche se il percorso è piuttosto abbandonato. Poco più in alto incrociamo una sorta di traccia, andiamo verso sinistra per pochi metri e troviamo un segno rosso. Da qua continuiamo la ripida salita e troviamo a 01h 34' la scritta "Ranocchiaia" incisa sul tronco di un albero. Continuiamo a salire ripidamente seguendo i segni bianchi per tratto degradato, ma sicuro e a 01h 52' ci troviamo sul bel sentiero privato che da Ranocchiaia porta alle Caselle (823m). Andando verso sinistra in pochi minuti il sentiero inizia a salire per scalinata di legno con corrimano sulla destra formato da una corda metallica. Poi in un paio di minuti arriva al cancello metallico chiuso da lucchetto. Noi andiamo a destra e subito attraversiamo un ripido canale secco.
A 01h 57' siamo a un trivio (828m). Sulla sinistra sale una traccia, che tra poco seguiremo, diretta al Monte alla Tana. Di fronte prosegue il sentiero che stiamo percorrendo che è diretto a Ranocchiaia e che seguiremo. Invece a destra scende una evidente traccia che si stacca (non sappiamo dove) da quella che abbiamo percorso noi in salita dalla marginetta di Santa Barbara. Proseguiamo e dopo cinque minuti attraversiamo un fosso su un ponte di legno. Subito dopo siamo alle Case della Rocchetta, continuiamo trovando altre case a destra e a sinistra e in un paio di minuti siamo a una casa panoramica presso due giganteschi faggi. Da qua vediamo le case della parte bassa di Ranocchiaia e le Apuane, dal Procinto al Nona e al Matanna.
Scendiamo e in pochi minuti attraversiamo il Fosso della Tricella (che alimenta la Cascata dell'Acquapendente), qua è facile guadarlo per la presenza di scalini intagliati nella pietra, comunque oggi è secco. A sinistra, presso un modesto tabernacolo in pietra con statuetta della Madonna e fontana, sale la traccia che andrà a recuperare il sentiero di raccordo che unisce il 122 (Monte alla Tana) con il 124 (Rifugio la Fania). Su una casa poco distante si trova un'iscrizione in pietra del 1547 di Tommaso da Volegno.
Scendiamo paralleli al fosso, lo attraversiamo su un ponte di legno e a 02h 18' siamo alla piazzola degli elicotteri, alla quale arriva una traccia dal tabernacolo intitolato alle Anime del Purgatorio (740 m) che si stacca dal sentiero da noi percorso in salita (vedi Apuane Segrete).

[Ranocchiaia si trova nell'Alpe di Pruno. È un vecchio alpeggio con un borgo formato da diverse costruzioni per lo più ristrutturate in modo rispettoso usando i giusti materiali, il colore dominante è il grigio. Fuori del gruppo di case c'è anche una piazzola per l'elicottero segnata da punti rosso-giallo. Il borgo è attraversato dal fosso della Tricella che andrà poi ad alimentare le Cascate dell'Acquapendente. L'alluvione del 1996 contribuì all'abbandono del borgo. Infatti diverse case risultano ancora abbandonate]

A 02h 14' passiamo nuovamente il fosso, saliamo alle case alte e alla Rocchetta e, a 02h 33', siamo nuovamente al trivio dove prendiamo a destra in salita. La traccia è evidente, ma non ben tenuta. Superiamo un canale e poco dopo, a 02h 43', arriviamo a un rudere. Qua la traccia prosegue sulla destra (evitare di salire sulla sinistra) ripida con tornantini e a 02h 50' ci porta sul sentiero di raccordo tra il 122 e il 124. Andiamo pochi metri sulla sinistra e siamo sul sentiero 122 (Pruno-Passo dell'Alpino). All'innesto nel sentiero (902 m) si trova un cippo marmoreo che ricorda i 100 anni dell'UOEI, ma posto in loco successivamente all'anniversario del 2011. Questo è Monte alla Tana, poco sopra c'è una marginetta e una deviazione che porta al vicino B&B Fuorimano ricavato dalle case più alte dell'alpeggio di Pereta. Noi scendiamo a sinistra e subito sulla destra ci sono due casolari serviti dalla teleferica di Colle a Iapoli. Scendiamo per sentiero umido, a volte su lastroni, avendo sulla destra un modesto tributario del canale di Deglio.
A 03h 01' siamo al ponte in località Le Caselle. Questao alpeggio era divisa tra i due borghi di Pruno e di Volegno, e i due gruppi di case sono entrambi in posizione panoramica. Andiamo prima verso destra, alle Caselle di Volegno e troviamo i ruderi dell' antico rifugio Gaddi del Cai di Viareggio, attivo dal 1937 al 1949. Poco avanti ci sono alcune case in posizione panoramica.
Torniamo indietro e ci spostiamo sulla sinistra del sentiero alle Caselle di Pruno dove ci sono altre costruzioni panoramiche e dove si stacca la traccia per Ranocchiaia a uso esclusivo dei proprietari di cui abbiamo già parlato. A 03h 13' siamo al punto di arrivo della teleferica molto panoramico sulla Pania, Forato e monti circostanti. Riprendiamo il sentiero 122, scendiamo, passiamo su un ponte, e siamo, a 03h 20', presso una marginetta con una bella immagine originale dell'Immacolata Concezione del 1849 (è detta La Marcona e si trova a 800 m). Qua vengono lasciati in voto i fiocchi dei neonati, come succede per altre marginette.
Dopo la marginetta una vecchia traccia non evidente porta all'alpeggio di Traversati. A 03h 33' siamo a Colle a Iapoli (753m). Il luogo è straordinariamente panoramico sulla Pania della Croce, sulla Cresta Pulita, Forato, Croce, Nona, Matanna e Procinto. Qua arrivano anche le auto per la strada asfaltata che rimane sulla destra e inizia dalla strada per Pruno, prima di arrivare al borgo. A sinistra invece una mulattiera porta all'alpeggio di Tiglieta e poi per tracce di sentiero al Colle di Cavazzola. Inoltre qua partono delle teleferiche per il Monte alla Tana. Noi proseguiamo sul 122 e subito troviamo un grosso contenitore per l’acqua per gli incendi boschivi. Scendiamo e in breve siamo a un’altra marginetta (Gesù morto in croce), a 735 m, con l’immagine (1851) sostituita da una copia in gesso. Scendiamo sopra un taglio di cava e a 03h 38' siamo sulla strada asfaltata che seguiamo in discesa verso sinistra. Poco dopo a destra c'è il rudere di un edificio addossato alla roccia (abrì). Scendiamo ancora per la strada e a 03h 43', sulla destra, si stacca un sentiero in salita per Fontana Donica e lizza Guidi e poco avanti c'è una fontana. Invece a sinistra c'è un grosso edificio ben tenuto (680 m) presso il quale il sentiero 122 scende a sinistra.
Scendiamo sul 122 percorrendo qualche tornante e a 03h 51' arriviamo alla marginetta di in Cima alle Selve (635 m). Essa contiene una icona marmorea della Madonna col Bambino del 1990, che sostitisce l'originale del 1661 fatta fare da Bartolomeo di Pietro di Gregorio e trafugata da cialtroni avidi di denaro. Da destra arriva un'antica mulattiera da Volegno. Scendiamo ancora e a 03h 57' siamo presso una casa che rimane sulla destra. A 04h 04' siamo all'inizio di una evidente traccia per Piastrola (573m) subito dopo una delle tante croci metalliche a ricordo presenti lungo il sentiero. Poco sotto si trova la casa ben tenuta dove arriva lo stradello carrozzabile che si stacca dalla strada per Colle a Iapoli. La traccia per Piastrola costeggia in alto la casa stessa ed è molto agevole a percorrersi.
Dopo pochi minuti siamo a una casa in posizione panoramica con qualche spazio coltivato a orto. A destra in basso scorgiamo Pruno. Poco dopo (04h 11') siamo a Piastrola (Piàstrola) a quota 531 m, un piccolo agglomerato di case panoramico su Pania, Forato e Procinto, Nona, Matanna e Croce. Scendiamo per scalinata verso sinistra, andiamo a destra e troviamo una bella fontana di acqua freschissima con vaschetta in marmo. Proseguiamo e a 04h 11' siamo nell'aia lastricata della casa abitata e dotata di vigneto ombreggiante. Qua abita il gentile signor Sirio insieme alla moglie Zaira ed è sempre piacevole fermarsi a parlare con loro.
Poi scendiamo per ripida traccia a tratti scalinata che scende presso il rudere davanti all'aia. Lasciamo una piana sulla sinistra e subito dopo a 04h 17' siamo a un'altra piana più grande e molto panoramica, detta Pianello, dove ci fermiamo un quarto d'ora. Poi scendiamo sulla destra della piana, chiudiamo l'anello arrivando al bivio con la traccia per la Crepata e in breve siamo al Poveromo. Proseguiamo e a 04h 40' terminiamo l'escursione arrivando al parcheggio.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8 km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si arriva ad un bivio (6,2 km) che a destra porta a Stazzema, invece a sinistra porta a Cardoso che si raggiunge in pochi minuti (8,6 Km), da qua si continua verso Volegno e poi Pruno (9,8 km) dove c'è un parcheggio capiente.
Note
Questa escursione percorre il bel sentiero della Crepata e poi delle tracce che portano a Ranocchiaia. Fino alla marginetta di Santa Barbara la traccia è chiara e ben percorribile. Invece il tratto dalla marginetta all'innesto nel sentiero privato Caselle-Ranocchiaia è meno evidente e per buona parte sale ripido. Solo dei grossi segni bianchi rendono possibile la progressione per tratto, come detto, ripido e faticoso.
Il resto del percorso non presenta difficoltà, ma il breve sentiero per il Monte alla Tana richiede manutenzione per essere agibile con continuità. Di interesse tutta la zona delle Crepata con il bel sentiero spesso scalinato. Poi Ranocchiaia e il piccolo borgo di Piastrola. A tratti bei panorami sulla Pania e Forato, Nona, Procinto, Croce e Matanna, ma serve una bella giornata limpida. Sconsigliato con pioggia, neve e ghiaccio.