DATA ESCURSIONE: 01/10/2023
Provenendo dalle Mulina e superata la deviazione per Pomezzana-Farnocchia si arriva a un bivio. Sulla sinistra la strada sale al vicino borgo di Stazzema mentre a destra (Via 4 Novembre) va all'inizio dei sentieri 115 e 116, da cui continua, sterrata, verso Casa Giorgini.
[Il tratto sterrato è conosciuto localmente con strada Stazzema-Gallicano. Iniziata nel 1973 questa strada avrebbe dovuto collegare Stazzema con Palagnana, fortunatamente il progetto non è stato completato, preservando la bellezza di queste zone].
A circa 200 metri dal bivio la strada è attraversata da un sentiero SAV che inizia dall'Oratorio della Madonna della Neve a Stazzema (448 m) e arriva a Pomezzana. Noi lo seguiremo diretti a Pomezzana. Il percorso è sempre evidente e ben percorribile, in parte è stato recuperato, ma, naturalmente, richiede una manutenzione continua. Lasciamo l'auto in uno spiazzo sulla destra e saliamo pochi metri. Sulla destra, proprio dove termina il guard-rail e dove iniziano gli abeti (401m), scende la traccia. La palina indicatrice del sentiero è desolatamente a terra. Iniziamo a prendere i tempi da questo punto. Poco più avanti, sulla strada, a sinistra arriva lo stesso sentiero presso uno slargo-parcheggio.
Scendiamo e troviamo subito un rudere sulla destra e, sulla sinistra, i resti di una marginetta. A 5' attraversiamo uno dei tanti canali presenti lungo questo sentiero. Siamo nel castagneto e il sentiero si allarga . A 8' attraversiamo un altro canale e la traccia va decisamente a destra costeggiando il canale stesso. Poco più avanti sulla sinistra c'è una vecchia casa con balcone di legno. A 13' un altro canale con un breve tratto di corda metallica di protezione. Sulla destra vediamo la zona del Gabberi-Lieto, segue un breve tratto scalinato e saliamo un po'.
A 18' ci sono altri ruderi sulla sinistra mentre a destra ci sono i resti di una bella marginetta addossata alla roccia (abrì). Lo spazio per l'immagine scra era scavato nella roccia come il foro per il trave della copertura. Poco dopo, a 22', siamo al guado (377 m) del Fosso di Picignana, a sua volta tributario del Vezza. Il fosso è piuttosto largo e qua esisteva il ponte in pietra di Filucchia, abbattuto dalla disastrosa alluvione del 1996. Rimangono ben evidenti i resti di uno dei pilastri di sostegno. Poco prima del ponte, sulla sinistra, si staccava il Sentiero dei Vecchi Mulini, oggi impraticabile (vedi Apuane Segrete).
[Ricordiamo che in zona esisteva la Stele di Filucchia con numerose incisioni e una croce di cristianizzazione andata perduta con l'alluvione.]
Adesso saliamo per tornanti, scalinati con tronchi, per un breve tratto, poi il percorso scende ancora scalinato e poi pianeggia. Il tratto che percorreremo aggira il modesto Colle dei Forni (453 m). A 29' attraversiamo un canale e subito dopo un altro, saliamo un poco e intravediamo il Procinto. A tratti il percorso è una mulattiera ben conservata. A 35' dopo un breve tratto di salita scalinata abbiamo una costruzione sulla destra e poi il percorso pianeggia.
A 40 c'è un altro canale e intravediamo Stazzema tra le fronde. Proseguendo ci sono altri canali e il percorso pianeggia o sale lievemente. Abbiamo sulla destra, in basso, un canale tributario del Fosso di Picignana e, a 47', c'è un breve tratto di corda metallica sulla destra. Dopo un paio di minuti superiamo il canale su piastroni. Adesso saliamo, superiamo un altro canale e vediamo la Pania e il Corchia.
Dopo un tratto di lunga salita, a 01h, arriviamo a una marginetta (445 m) posta a sinistra. Essa è stata sistemata, ma manca l'immagine sacra. La salita adesso si fa più ripida, superiamo un paio di tornanti e a 01h 14' un ponticello in legno ci fa superare un modesto canale e subito dopo ce n'è un altro. Poi a destra c'è il punto di arrivo di una vecchia teleferica. A 01h 19' sulla sinistra c'è un vecchio casolare con fontana dopo il quale procediamo in salita evitando le tracce sulla destra dirette a case e proprietà. Dopo 5' siamo in tratto aperto e panoramico tra orti coltivati, il panorama va dal Gabberi-Lieto all'Altissimo, Alto, Corchia e Pania. Proseguiamo per ampio sterrato nel bosco e dopo altri 5' siamo nuovamente su tratto aperto presso il campanile della chiesa e di fronte a noi si vede il borgo di Pomezzana. Proseguiamo e a 01h 32' siamo alla chiesa di San Sisto (597m).
[Pomezzana si sviluppa lungo un crinale ben esposto al sole nel versante ovest del Monte Matanna, presso il Colle della Castellina, dove esisteva un castello. Il borgo è citato sin dall'VIII secolo e possiede una bella chiesa (XIII secolo) intitolata a S. Sisto con arredi di pregio, ricostruita nel XIX secolo. Inoltre c'è l'Oratorio della Madonna delle Grazie (XIV secolo), restaurato nel XVII secolo. Il paese ha una lunga tradizione nell’artigianato del ferro ed esistono in zona vecchie cave di ardesia.]
La chiesa si trova in posizione panoramica su Gabberi e Lieto e sul borgo di Farnocchia, isolata rispetto al borgo. Il campanile, leggermente inclinato, è staccato dalla chiesa e fu ricostruito, più grande del precedente, dopo il terremoto del 1912,. Presso la chiesa ci sono altre costruzioni e, più in alto, il cimitero del paese. Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino a 01h 39'. La nostra intenzione è di andare al Rifugio Forte dei Marmi con il sentiero 106 (Trescolli-Pomezzana-Rifugio Forte dei Marmi).
Entriamo nel borgo, lasciando il parcheggio sulla destra. Percorriamo la strada principale in lieve salita e a 01h 46' troviamo le indicazioni del sentiero 106 (603m), a sinistra va verso il Rifugio Forte dei Marmi, mentre a destra va a San Rocchino e poi a Trescolli. Noi andiamo verso sinistra, lasciamo sulla destra una bella fontana di marmo, e siamo subito presso una caratteristica croce del 1988 (Croce del Gallo o Croce di Passione) con i simboli della Passione di Cristo. Qua il sentiero sale a destra come mulattiera lastricata con ardesia che corre parallela all’abitato di Pomezzana. Poi la mulattiera si restringe e sale per tratti scalinati.
A 01h 54' siamo presso una costruzione dell'acquedotto presso la quale sale verso sinistra una traccia diretta alla panoramica Castellina. Dopo un paio di minuti arriviamo su un ampio stradello che sale dalla sottostante officina dei fratelli Milani (lavorazione artigianale del ferro) alla quale arriva un ramo della strada asfaltata. Percorsi pochi metri il sentiero 106 va a sinistra (indicazioni) passando per un valico. Qua, sulla sinistra, si trova un edificio con nicchia, in alto, per ospitare una Madonnina. Invece lo stradello prosegue verso Bovalica e Grattaculo (vedi relativa relazione).
Proseguiamo per il sentiero 106 trascurando subito una traccia che a sinistra si dirige in direzione Castellina. Proseguiamo invece in lieve discesa per circa 200 metri, poi a una curva, presso un piccolo spiazzo, a 02h 02', si stacca verso sinistra una traccia per la Rupe dii Grotta Capraia (vedi relativa escursione). Il bivio (644m) non è molto evidente specialmente con l'erba alta, ma un segno rosso su un albero aiuta a individuarlo. Proseguiamo sul 106 prima in discesa poi in salita.
A 02h 12' siamo presso una zona di cave di ardesia, di tentativi di cava e di ripari sotto roccia e superiamo diversi canali, tra cui la parte alta del Fosso della Brunettina conosciuto, nella parte alta, come Canale dell'Orso.
A 02h 16’ incontriamo una costruzione in legno, con il tetto caduto e subito dopo l’edificio principale delle cave ormai semi distrutto. Dietro esso ci sono gli ingressi della miniera parzialmente coperti da edere che formano una cortina discendente, diamo un’occhiata e poi proseguiamo il cammino in salita.
A 02h 23' scorgiamo una traccia (705m) sulla sinistra che porta a dei vicini ruderi e poi si perde nel bosco. Ci attardiamo a vedere lo sviluppo iniziale di questo sentiero poi riprendiamo il cammino. A 02h 30' siamo a una curva dove un ometto indica una traccia che sale verso destra ma anch'essa si perde nel bosco. Adesso scendiamo per poi continuare con saliscendi. Poi un tratto di discesa ci porta a 02h 44' al guado del Fosso del Ceseto tributario di quello di Picignana. Poi saliamo e a 02h 52' arriviamo a un piccolo pianoro dove ci sono i ruderi di una marginetta.
A 02h 58' superiamo su roccette il Fosso della Caseatora, tributario di quello precedente, poi un altro più modesto. Dopo un paio di minuti sulla destra ci sono i ruderi di una vecchia calchera e poco dopo un altro canale. Il sentiero prende a salire e per qualche minuto la salita si fa più ripida per strette voltoline per poi addolcirsi. A 03h 16' superiamo un altro canale e dopo pochi minuti siamo tra gli abeti su una traccia che seguiamo verso sinistra (a destra si va alla casa detta Il Melo).
A 03h 21' superiamo un canale roccioso e poi altri due, saliamo e a 03h 30' siamo al Rifugio Forte dei Marmi (855m) del Cai omonimo (presenti fontane). È situato in luogo molto ameno, circondato da un rimboschimento ad abeti ed è dominato dal Monte Procinto e dalla strapiombante parete sud-ovest del Monte Nona. Qua arriva il sentiero 106 (Stazzema Scalette-Rifugio) e transitano il 115 (Stazzema-Callare del Matanna), e il 121.
Lasciamo subito il rifugio e saliamo, trovando subito a destra il 121 che va verso Grattaculo. Poi la piccola grotta dove viene allestito il presepe e il sentiero 115 che sale a destra per le pendici del Nona diretto al Callare del Matanna. Proseguiamo avendo di fronte il Procinto e a, 03h 38', siamo alla Fonte della Grotta (839m). Qua c’è una captazione d’acqua con relativa fonte freschissima (oggi a secco) e c’è una grande marginetta con icona marmorea del 1727 dedicata a S. Antonio e Santa Margherita e buone indicazioni dei sentieri. Il 106 e il 121 proseguono oltre la fonte per poi separarsi poco dopo. Invece il sentiero 115, che seguiremo, scende a sinistra, con tratto iniziale scalinato.
Subito superiamo un rivolo d'acqua che alimenta il Fosso della Grotta, tributario del Fosso di Picignana. Il percorso che ci aspetta è a tratti in ripida discesa, a tratti più tranquillo e anche pianeggiante. Adesso scendiamo per tratto ripido su roccette avendo alle spalle la strapiombante parete sud-ovest del Nona, interessante per i rocciatori. Più avanti scorgiamo sulla sinistra il Matanna, segue un tratto pianeggiante o di lieve discesa.
A 04h siamo presso dei ruderi e poco dopo passiamo un modesto canale. Scendiamo lievemente e poi un tratto più ripido ci porta a 04h 18' a un tratto nuovamente ameno. Subito dopo superiamo due canali umidi con breve protezione di corda metallica, anche se nel primo la stessa ormai è inservibile. Essi sono tributari del Fosso della Ficaia tributario di quello di Picignana. Poco più avanti ne superiamo un terzo. Dopo un tratto ripido siamo presso un altro rudere a 04h 31'.
Proseguiamo e dopo 5' siamo presso una marginetta che rimane sulla destra, in questa c’è un’immagine in terracotta del 1998 della Madonna del Popolo, quella originale, in marmo, è stata asportata da ladri come, purtroppo, è successo per molte altre in zona. Purtruppo il tetto della marginetta è parzialmente caduto. Scendiamo per tratto tranquillo e, a 04h 49', siamo al bivio tra i sentieri 115 e 116 (Stazzema-Foce di Petrosciana-Fornovolasco) (561m). Scendiamo per ampia mulattiera, scorgendo sulla destra la strada Stazzema-Gallicano e dopo 5' siamo a una marginetta con annessa panchina per riposarsi, essa è stata restaurata dalla famiglia Giannaccini-Cianci, insieme agli alpini di Seravezza, in ricordo del congiunto Giorgio e inaugurata nel 2007. Contiene una terracotta della Mater dolorosa del 1962. Intorno sono stati piantate diverse conifere. Sostiamo un quarto d'ora e a 05h 09' riprendiamo il cammino.
In un paio di minuti siamo all'inizio dei sentieri 115 e 116 (534m) in località Freddaccia, sulla strada che continua a destra per le Scalette. Qua è presente la macchinetta per pagare il diritto di sosta lungo la strada, che per un'escursione di media durata è di 3 euro. Noi adesso scenderemo a chiudere l'anello. Subito sulla sinistra c'è una casa abitata con marginetta privata e poco dopo sulla destra c'è una fontana (che ahimè non è usabile) proprio dove una strada sale a destra per località La Croce.
Scendiamo per la strada principale, lasciando a sinistra, a 05h 16', una falegnameria. Poi la strada curva e c'è una deviazione sulla destra con indicazione del B&B Antico Asilo e poco dopo ce ne è un'altra sempre a destra (entrambe dirette al vicino borgo di Stazzema).
Scendendo per la strada vediamo Nona e Matanna e più avanti anche la zona del Procinto. A 05h 30' sulla sinistra c'è la deviazione per una zona di cave. Dopo 5' sulla sinistra c'è un deposito di materiali edili e un altro poco più avanti. Presso quest'ultimo c'è una marginetta voluta da Dalida Bertellotti nel 1954. Essa contiene una Madonna col Bambino e anime del Purgatorio (Madonna del Carmine), incisa su lastra di ardesia. Ancora pochi minuti e a 05h 42' chiudiamo l'anello e l'escursione recuperando l'auto pochi metri più avanti.