DATA ESCURSIONE: 03/01/2024
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un approfondimento su Padule di Fociomboli.
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un approfondimento sul Monte Freddone.
L'escursione inizia da Case Campaccio (660 m) lungo la strada provinciale 13 Arni-Castelnuovo Garfagnana. Questo luogo dista 1,8 km dal vecchio bar di Tre Fiumi ed è facilmente individuabile per la presenza di alcuni ruderi, sulla sinistra della strada (direzione Isola Santa), e della marmifera che sale verso destra, proprio presso un curva della strada. La cartina Multigraphic chiama questi ruderi case Poli, ma queste si trovano più in alto, superata la Turrite Secca.
Parcheggiamo presso i ruderi e ci spostiamo di pochi metri, in direzione Arni, e troviamo l'imbocco (671m) della marmifera per la vicina cava, ormai abbandonata, di Campaccio alto. Saliamo per l'ampio stradello con qualche albero e subito, a 4', deviamo a sinistra (segno giallo) lasciando la marmifera. Il sentiero che seguiremo fino al crinale ENE del Freddone, presso la Cima di Gufonaglia, è conosciuto come sentiero del Canal Buia e passa per un bosco conosciuto come Bosco delle Rave Lunghe. Poco più avanti bisogna evitare una traccia che verso destra porta alle cave e proseguire verso sinistra. È probabile che questo fosse un sentiero di boscaioli perché lungo il percorso troveremo diverse carbonaie.
Adesso saliamo, tra giovani alberi, tratti erbosi e roccette. La traccia è sempre evidente e ben camminabile. A 38', sulla destra, c'è una carbonaia. Invece sulle pendici del Sumbra scorgiamo un'arditissima via di lizza. Dopo 3' sulla destra c'è la lapide che ricorda un caduto su questo sentiero. Saliamo ancora e a 54' siamo presso un'altra grande carbonaia e poco dopo raggiungiamo dei ruderi che lasciamo a sinistra e saliamo per ripidi tornantini, con qualche segno, in una faggeta.
A 01h 12' siamo sul crinale ENE del Freddone. È questo un luogo panoramico su Pania Secca e Pizzo delle Saette, Corchia e Sumbra. Qua c'è un traliccio della corrente e l'arrivo della teleferica che inizia dal Ponte del Balzello (poco distante da dove abbiamo lasciato l'auto in direzione Isola Santa). Lungo la cresta è visibile un modesto risalto (quota 989 m). Invece poco più in basso sulla sinistra si trova la modesta Cima di Gufonaglia (934 m). Dopo una breve sosta scendiamo per evidente traccia, prima su roccette per tratto aperto e poi nel bosco. A 01h 28' sulla destra c'è un riparo sotto roccia (abrì) probabilmente usato per gli animali e subito dopo i ruderi di una marginetta. Poco più avanti, in basso, sulla sinistra, c'è una piccola costruzione ristrutturata (La Flora).
A 01h 24' siamo a un bivio (indicazioni), sulla sinistra il sentiero va alla vicina cava Cecconi o Gufonaglia, ormai abbandonata. Ricordiamo che la marmifera per la cava inizia dalla provinciale 13 poco prima di Isola Santa e che da essa si diparte una traccia ampia per Col di Favilla. Subito dopo, sulla sinistra c'è un grosso masso erratico con costruzione addossata alla roccia (abrì) che oggi funziona da captazione delle acque per il locale acquedotto. In zona c'è anche una teleferica. Subito dopo c'è un altro bivio (presenti cartelli). Salendo a destra si va al Rifugio Il Robbio, mentre a sinistra si va al Rifugio la Quiete. Noi andiamo a sinistra e a 01h 46' guadiamo facilmente il Canale delle Fredde (è presente anche un modesto ponte di tronchi, ma non è invitante).
In un paio di minuti siamo agli edifici del rifugio (933m). Da questo saliamo al meglio per tratto erboso, passiamo presso dei ruderi, e a 01h 59' (994m) siamo su tratto comune ai sentieri 129 (Fociomboli-Col di Favilla) e ·128 (Tre Fiumi-Mosceta) a breve distanza dalla Chiesina del Puntato, che rimane a sinistra. Noi andiamo verso destra per tratto costeggiato da grossi faggi e siamo subito a un bivio (990m) dove il ·128 scende a destra. Noi proseguiamo sul sentiero 129 che seguiremo fino a Fociomboli. Un paio di minuti più avanti siamo a una sorta di quadrivio, bisogna salire a destra per mulattiera tra grossi faggi.
A 02h 08' siamo alla prima marginetta a sinistra del sentiero. Essa è dedicata ai caduti della montagna, all'interno c'è un'immagine della Madonna e una di Cristo. A fianco c'è una costruzione in buono stato e poco più avanti un rudere. Continuiamo tra grossi faggi e poi per tratto aperto e, a 02h 11', siamo a una seconda marginetta proprietà della famiglia Coppedè, restaurata nel 1998. In essa c'è un'icona marmorea di Santa Barbera Benedetta. Poi c'è una casa a destra e siamo di nuovo in tratto alberato.
Siamo nella conca del Puntato [Il Puntato era un alpeggio dei pastori della comunità di Terrinca ed esistono in zona vecchi casolari e anche una chiesetta che sono stati ristrutturati] e sulla destra abbiamo la mole del Freddone. Poco avanti saliamo ripidamente nella faggeta per tornantini. Poi il tornante si allunga e costeggiamo il Canale delle Fredde che guadiamo facilmente, a 02h 33', presso una costruzione dell'acquedotto. Ancora un po' di salita e siamo al Padule o Torbiera di Fociomboli che rimane subito a sinistra.
[Esso è una conca prativa acquitrinosa che si estende per circa un ettaro ai piedi del versante settentrionale del Monte Corchia e di quello orientale del Monte Freddone. È circondato dal bosco ed è percorso da rivoli di acqua meteorica che scendono dalle rocce calcaree dei monti che lo circondano. Questa Torbiera costituisce l’unico ambiente umido in quota delle Alpi Apuane e riveste un notevole interesse naturalistico. Il padule è, infatti, ricco di rare specie botaniche per lo più neutrofile o leggermente basofile poiché le acque calcaree che alimentano la torbiera neutralizzano l’acidità della stessa.]
Dopo una breve sosta per ammirare il padule ricoperto dalla neve riprendiamo il cammino in salita, con bella visuale su Corchia e Paglino. A 02h 44' siamo a una marginetta restaurata nel 1982 con una dedica polemica del restauratore su marmo. Salendo si vede bene il sito del Padule. Subito dopo rientriamo nella faggeta e proseguiamo in salita. A 02h 51' siamo sullo stradello che scende da Fociomboli presso una costruzione che somiglia a una marginetta, ma è priva di immagini sacre ed è divisa in due parti. A sinistra lo stradello porta al Colle di Piano nella zona del Solco del Puntato dove sono presenti numerose abitazioni, alcune recuperate e adibite a uso turistico. Noi andiamo a destra (sempre sul sentiero 129) e subito lasciamo lo stradello per il sentiero che sale a sinistra. Dopo 5' siamo nuovamente sullo stradello che lasciamo nuovamente poco dopo per andare a sinistra.
Saliamo e a 02h 59', a una curva, vediamo una traccia che va a sinistra per poi inserirsi nel ·129 (vedi relazione per il sito delle Girandole). Saliamo ancora e arriviamo a una marginetta sulla destra con immagine marmorea della Madonna (2007) qua inizia il percorso più semplice per salire alla vetta del Freddone. Saliamo pochi metri e a 03h 10' siamo al Passo di Fociomboli (1295m), il punto più alto dell'escursione. Questo è un valico tra la quota 1461 del Corchia e il Freddone, in testata del Canale delle Fredde. Qua arriva il sentiero 129 che abbiamo percorso e transita il sentiero ·129 (Ponte dei Merletti-Foce di Mosceta). Inoltre sulla destra della palina dei sentieri una evidente traccia sale al crinale che porta alla vetta del Monte Paglino e al suo spettacolare Dolmen.
Scendiamo a destra seguendo il ·129 in discesa, qua esso segue l'ampio sterrato carrozzabile che proviene dal Passo di Croce. A 03h 19' presso una curva (1240m) c’è la ben evidente deviazione per il sentiero ·129 in direzione Campanice. Poco sotto c’è un traliccio dell’elettricità e una maestà restaurata di recente e senza icone marmoree, ma solo immagini dozzinali. Adesso scendiamo nella faggeta spostandoci verso destra, seguendo i segni e la traccia evidente. Il primo tratto è scavato dalle acque, poi scendiamo per tornantini e proseguiamo su qualche roccia mentre sulla destra è possibile vedere Freddone e Paglino se il bosco è spoglio. In basso sulla destra scorre un rivo che è uno dei tributari del Canale delle Macchie.
A 03h 43' passiamo sul canale su lastroni sassosi. Proseguiamo per tratto ameno in lieve salita e poi superiamo un altro canale presso il quale ci sono i resti di una carbonaia. A 03h 48' ci spostiamo verso sinistra per zona ricca di muri a secco di confine e di contenimento che, in parte, costeggiamo. Poi superiamo un altro canale e sulla destra abbiamo un rimboschimento ad abeti e poco dopo, a 03h 54' c'è una casa isolata in basso, con il tetto sfondato, sulla sinistra tra gli abeti, mentre di fronte vediamo il Freddone. Poi superiamo ancora un canale cui seguono dei ruderi sulla destra.
Arriviamo poi ai ruderi delle case di Campanice (una sorta di villette a schiera) poi il sentiero è fiancheggiato da bosso e a 03h 46’ siamo alla chiesetta di Campanice (1053m).
[Si pronuncia Campanìce. Il toponimo significa “campo seminato a panico”. Esso è formato da gruppi di casolari: Pian di Mela, Lanzino e Togno che ruotavano attorno alla chiesa. Il borgo nacque come alpeggio di Terrinca, lungo un’antica via di transumanza. La località è ricca di legname, utilizzato in passato per produrre carbone, e di pascoli e fu sede, nel secolo XIX, di modeste escavazioni di marmo. La chiesa, intitolata a San Giovanni Battista, risale al 1704, il campanile fu aggiunto in seguito (1928). Le vecchie case sono ormai ridotte a ruderi. Esso si rianima ogni anno il 24 giugno in occasione della festa di San Giovanni.]
La chiesa è panoramica sulla cresta ovest del Freddone fino alla vetta, sul Paglino e sui pilastri della quota 1461 del Corchia che domina Fociomboli. Dopo una sosta per rifocillarci, a 04h 17', riprendiamo il cammino. Però invece di scendere con il ·129 che va a Ponte Merletti e scende a sinistra della chiesa seguiamo una evidente traccia che continua quella che stavamo seguendo e oltrepassa la chiesa. Essa è diretta alla cresta ovest del Freddone. Subito, sulla destra, c'è una casetta di legno, proseguiamo nel bosco e a 04h 24' superiamo un ravaneto e subito dopo un altro più piccolo.
A 04h 29' superiamo un terzo ravaneto e saliamo. Poco dopo arriviamo a una zona con ruderi e con sopra il grosso muro di contenimento di un piano caricatore. Qua saliamo aiutati da ometti e da segni rossi e a 04h 38' siamo su una evidente via di lizza. Poi saliamo tra sfasciumi di cava per traccia in parte gradinata aiutandoci con ometti, lasciando sulla destra i resti della modesta cava. A 04h 40' siamo sulla cresta ovest del Freddone con uno spuntone panoramico a sinistra, in particolare su Sumbra e Fiocca. Adesso scenderemo con evidente traccia segnata con bolli rossi diretti al sentiero ·128 che recupereremo in località Gerbassoio.
Siamo nel boscoso versante nord-ovest del Freddone, il sentiero è ben camminabile e diventa più ripido solo nella parte terminale con qualche tornantino. A 05h 30' siamo sul ·128 ( 953m) presso un albero con disegnato un grosso quadrato rosso. Scendiamo verso sinistra e a 05h 50' siamo presso un rudere che rimane a destra. Poco dopo superiamo un modesto ravaneto in tratto aperto e arriviamo, dopo un ripido tratto finale attrezzato con catena metallica, sulla strada provinciale 10 del Cipollaio (782m) a 06h 05'. Da parte opposta c'è un edificio e uno spiazzo per parcheggiare.
Adesso ritorneremo al punto di partenza seguendo la strada per circa 2,5 km. Andiamo a destra in lieve discesa e a 06h 11' siamo al bivio con la strada per Arni. Proseguiamo verso destra in località Tre Fiumi. Questa è un’aspra e selvaggia conca, devastata da cave e ravaneti. Ci sono ancora gli edifici di servizio della cava e un ristorante denominato La Romana,da tempo chiuso. A 06h 18' siamo a una galleria non illuminata da percorrere con la dovuta attenzione. Prima di questa, sulla sinistra, inizia un sentiero per le Marmitte dei Giganti. Proseguiamo per la strada avendo sulla sinistra le spettacolari pendici del Sumbra e, a destra, quelle del Freddone su cui è costruita la strada. In basso a sinistra scorre la Turrite Secca. Più avanti possiamo ammirare le marmitte del Fosso del Fatonero cui arriva il sentiero di cui abbiamo detto. Poco dopo a 06h 29' ci sono delle indicazioni con segni gialli che portano alle stesse marmitte scendendo alla Turrite. Più avanti vediamo le indicazioni (689m) di un sentiero ampio che scende per vedere le marmitte.