(MS-Massa) ANTONA (385 m) - LA FOCE (772 m) - RIFUGIO CITTA' DI MASSA (890 m) - PANCHINE PANORAMICHE
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Antona parcheggio (385 m)

Località di arrivo:

Antona parcheggio (385 m)

Dislivello mt.:

560

Tempo totale:

4h 30'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Antona, Rifugio Massa

Rifornimento acqua:

Antona

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

strada◆156(ex 41)◆sentiero per Redicesi◆156(ex 41)◆strada

Tipologia percorso:

Dopo un breve tratto di strada si segue un sentiero Cai ben segnato fino al Rifugio. Alle panchine si arriva con brevi tracce evidenti. Il sentiero di ritorno per la Foce di Antona è su sentiero segnato anche se non numerato, ben percorribile.

Immagini del percorso (71)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 25/02/2024

Parcheggiamo lungo la strada (399 m reali 379 m) per il Passo del Vestito (Via dei Colli) all'inizio del borgo di Antona, che si sviluppa a monte della strada verso destra.

[Antona è l'ultimo borgo della montagna massese prima della Galleria del Vestito ed è in posizione panoramica sulla costa. Il nome deriva dal latino Antonius e il borgo era conosciuto anche come Antognana. Esistono testimonianze di Antona già dall'XI secolo. Esso possiede ben cinque chiese, la principale è intitolata a San Geminiano (XIII secolo). Le altre sono: l'Oratorio di San Rocco (XVI secolo) nel borgo; l'Oratorio della Santissima Annunziata in località Colletto presso il cimitero (XVII secolo, distrutta per la costruzione della strada e poi ricostruita nel XX secolo); Oratorio della Madonna delle Grazie (XVIII secolo) poco fuori dal paese e Oratorio di San Marco (XV secolo) in località la Croce. Di interesse c'è la Casa Piccianti, dimora signorile a quattro piani del XV secolo, oggi museo della memoria di Antona. In passato gli abitanti erano dediti ad attività silvo-pastorali e poi, in seguito, all'estrazione del marmo, oggi gli abitanti sono circa 300. Durante l'ultima guerra Antona era il punto di partenza per passare il fronte e arrivare ad Azzano, mediante disagevoli e pericolosi sentieri della libertà.]

Andiamo in direzione Massa seguendo la strada che dopo pochi metri passa sotto un fosso, tributario di quello principale detto Fosso d'Antona. Qua arriva da destra (indicazioni) il sentiero 156 (Borgo del Ponte-Le Gobbie) che sale da Canevara (vedi relativa escursione).
Proseguiamo e, a 5', saliamo a sinistra per una strada asfaltata che porta al paese. Continuiamo su di essa costeggiando il borgo, superiamo un piccolo parcheggio, e a 10' prendiamo a destra, evitando di entrare in paese. I segni sono evidenti e qua è presente una fontana e un cippo marmoreo che ricorda la Linea Gotica e la Via della Libertà. Inoltre una lapide ricorda i Patrioti Apuani che per otto mesi tennero aperta questa strada della libertà. Andiamo a destra e, dopo pochi metri, il sentiero sale scalinato a sinistra. Esso è molto ripido e delimitato da lampioni, inoltre un utile corrimano aiuta quando le pietre del selciato sono umide e scivolose. Il panorama si apre sulla costa, su Massa e sul vicino borgo di Altagnana.
A 15' siamo presso il Santuario della Madonna delle Grazie al Colle (XVII secolo) con terrazza panoramica su Antona, ma la vista è impedita da alcuni castagni. Di fronte alla chiesetta (a sinistra del sentiero) si trova il vecchio cimitero di Antona che è stato recuperato un paio d'anni fa grazie al lavoro di un gruppo di abitanti del borgo. Essi hanno riportato alla luce lapidi e pietre votive per lo più di vittime della guerra che erano nascoste da una fitta vegetazione. Il sentiero ora si fa più stretto tra uliveti e orti e di fronte si intravede la cresta Focoraccia-Carchio.
Al primo bivio si deve deviare in salita a sinistra (è presente un segno) poi si prosegue con tanta vegetazione e fondo oggi molto umido e scivoloso, si superano dei ruderi e dopo essi si sale ancora a sinistra lasciando sulla destra una casa bianca. Poco più avanti si deve evitare una successiva deviazione verso destra. Seguono altre costruzioni, alcune in corso di recupero, e a 34' attraversiamo la strada per la prima volta. Il sentiero è proprio di fronte e costeggia altre abitazioni con vista sulla cresta della Focoraccia. A 40' attraversiamo nuovamente la strada e di fronte c'è il sentiero con la marginetta gialla Bertilorenzi-Pasqualini (1963) con immagine della Madonna. Il sentiero qua è più pulito e a 45' abbiamo una bella vista dagli Uncini al Carchio e due minuti dopo una bella casa con marginetta senza icona.
Continuiamo in falsopiano fino ad arrivare a 55' a una zona di orti ben curati (sulla sinistra). Superiamo un pitone roccioso sulla destra e poi arriviamo a una scalinata in cemento con indicazioni, qua dobbiamo salire verso sinistra. Siamo nella zona di Campareccia. Saliamo tra case e orti e poi il tratto scalinato diventa uno stradello in cemento che permette anche l'accesso alle auto. Da qua iniziamo a vedere l'aspro Monte di Antona, proprio di fronte a noi.
A 01h 03' siamo sulla strada presso l'Hotel Pintadera (nuova denominazione dell'Hotel La Campareccia), specializzato in cucina sarda, che rimane leggermente a destra. Salendo un centinaio di metri sulla strada, in direzione Pian della Fioba, c'è un statua in marmo di papa Giovanni XXIII, nel piazzale a quota 620 m, eretta nel 1973 e restaurata nel 2022.
Attraversiamo per la terza volta la strada, a sinistra c'è uno stradello privato, cementato, con cancello, mentre a destra c'è l'Hotel ristorante. Il sentiero segnato sale nel bosco, tra lo stradello e il ristorante, sempre ben segnato. Il primo tratto è scalinato. Saliamo una decina di minuti e arriviamo a una casa sistemata e panoramica sul Monte di Antona, dove arriva lo stradello privato di cui abbiamo detto. Saliamo ancora e, poco più avanti, troviamo quello che sembra un vecchio ricovero per animali, la zona costituisce oggi una palestra di roccia (Falesia della Campareccia), sono ben visibili gli spit.
Dopo pochi minuti il sentiero sale ripido, a tornantini, per le ultime pendici sud-est del monte di Antona. La traccia è evidente e ben segnata e, salendo, predominano i pini. A 01h 34' arriviamo presso una marginetta (776m) con all'esterno un altare, essa è decorata con un affresco della Madonna col Bambino e Santi (Madonna delle Grazie), purtroppo non in buon stato. L'affresco dovrebbe risalire al XVII secolo.
Saliamo pochi metri e arriviamo alla cosiddetta Foce, alla base del Monte di Antona. Qua ci sono le necessarie indicazioni di due distinti sentieri che portano al Rifugio Massa, entrambi verso destra (l'insieme dei due sentieri si chiama Anello Maestà). Uno percorre il versante verso mare ed è il nostro sentiero 156 e noi lo seguiremo. L'altro si sviluppa nel versante interno e recupera la traccia per Redicesi (lo percorreremo al ritorno). Inoltre sulla sinistra una evidente traccia porta alla vetta del Monte di Antona. Noi ci portiamo all'inizio del sentiero verso monti per ammirare il panorama che si apre sulle Apuane, dal Sagro fino al monte Macina, mentre in basso si scorgono i borghi di Casania e Redicesi. A sinistra si apprezza la mole del selvaggio Monte di Antona.
Torniamo indietro e a 01h 40' seguiamo il sentiero 156 che sale nel bosco, con qualche tratto panoramico sul Monte di Antona. Poi procediamo a tornanti sempre in salita anche ripida.
A 02h siamo a una indicazione dove troviamo anche quella dell'Anello Dolina in blu. Seguendo questo verso destra si va alla piazzola dell'elicottero dove si trova la Panchina Miramare. Noi invece seguiamo il 156 verso sinistra (tratto comune Anello maestà). Adesso scendiamo e vediamo subito a destra una tipica dolina (conca carsica) con un cumulo di pietre. A 02h 07' siamo al bivio con il sentiero per Redicesi che va verso sinistra. Proseguiamo verso destra. Intanto il sentiero è diventato un ampio stradello costruito nell'ambito di un intervento finalizzato a ridurre il rischio di incendio. Ben presto siamo nelle vicinanze del rifugio Città di Massa e andiamo a sinistra a uno dei tanti punti panoramici sulle Apuane dove si trova un tavolo di legno. Siamo qua a 02h 14'. Sulla sinistra c'è uno spuntone panoramico mentre a destra una traccia porta alla panchina Miramonti (899m) dove arriviamo in 5'. Qua si gode di splendido panorama sulle Apuane, dal Sagro al Macina.

[Le due panchine Miramonti e Miramare sono state inaugurate domenica 18 febbraio 2024. Sono state ideate e realizzate da Aquilegia e Il Sentiero, le associazioni che gestiscono l’orto botanico Pellegrini-Ansaldi e il rifugio Città di Massa. La prima si trova su uno sperone roccioso cui arriva un sentierino dal rifugio. L'altra invece si trova presso la piazzola degli elicotteri posta da parte opposta rispetto al rifugio stesso. Le panchine sono fatte usando un abete bianco schiantato dal vento qualche tempo fa. Il panorama che si gode dalle due panchine è splendido.]
La zona dove siamo si chiama Pian della Fioba. È un valico nella breve catena del Monte di Antona non distante dal valico della Tecchia. Il termine dovrebbe derivare dal latino fŏvea (= fossa, depressione del terreno, cavità) probabilmente per la presenza in zona di importanti fenomeni carsici. Oltre al Rifugio Città di Massa, qua si trova l’Orto Botanico Pellegrini, a poca distanza, ma da parte opposta della strada.

Scendiamo e siamo subito al rifugio dove si trovano le indicazioni relative ai punti panoramici vista monte e vista mare. Saliamo e aggiriamo il rifugio e ci spostiamo verso destra e a 02h 30' siamo alla piazzola dell'elicottero a breve distanza della quale si trova la panchina Miramare. La zona è molto panoramica sulla Cresta Uncini-Carchio e sul vicino Orto Botanico, oltre che sulle Apuane, dal Sagro al Macina e sulla costa. Qua inizia un sentierino di crinale che confluisce nel 156 (fa parte dell'Anello Dolina).
Scendiamo tornando presso il rifugio.

[Fu costruito nel 1966 dalla sezione Cai di Massa. La posizione infelice portò alla marginalizzazione del rifugio il quale è rimasto chiuso per mancanza di fondi da parte del Comune di Massa che ne è proprietario, ma dall'agosto del 2013 è nuovamente operativo ed è gestito da giovani di Massa, dell'Associazione Naturalistica "Il Sentiero". Il rifugio si trova vicino all'Orto Botanico e a pareti di arrampicata. Ha 30 posti letto, una sala conferenze e fa servizio ristorante, inoltre alla struttura è annesso un campeggio.]

Percorriamo nuovamente il sentiero 156 e, a 02h 55', siamo al bivio della traccia per la Foce di Antona e Redicesi. La discesa è amena nel bosco e dopo 5' vediamo poco più in basso un casolare sulla destra. Qua ci fermiamo qualche minuto. A 03h 11' siamo presso una casa in parte addossata a un affioramento roccioso (abrì). Da cui un sentierino porta al casolare precedente. In questa costruzione anni fa erano alloggiate delle capre.
Dopo 5' siamo al bivio per Redicesi (781m). Il sentierino per questo piccolo borgo scende a destra (vedi relative escursioni) invece il nostro prosegue verso sinistra e ci porta in breve alla Foce di Antona, dove chiudiamo questo piccolo anello a 03h 20'. Adesso scenderemo per il percorso fatto all'andata.
A 03h 42' siamo alla strada presso il ristorante. A 4h attraversiamo di nuovo la strada presso la marginetta e dopo 5' siamo al terzo attraversamento. A 04h 20' siamo al santuario e a 04h 35' concludiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa, seguendo Via Bassa Tambura, via Capannelle e Via dei Colli. Si supera Altagnana (5,3 km) e si arriva ad Antona (8,4 km). Qua c'è spazio per parcheggiare lungo la strada. Passando da San Carlo e Pariana si allunga di 2 km.
Note
Questa escursione è finalizzata a vedere le panchine panoramiche di Pian della Fioba, presso il rifugio, inaugurate il 18 febbraio 2024. Di interesse c'è il borgo di Antona, da cui partiamo, che merita una visita.
Il primo tratto è per zona umida e richiede un po' di attenzione in qualche punto per non scivolare. La foce di Antona è uno splendido punto panoramico sulle Apuane.
A Pian della Fioba ci sono le due panchine poste in punti estremamente panoramici e facilmente accessibili. Ricordiamo che si può accedere alla zona del rifugio e delle panchine con pochi minuti di cammino dalla strada sottostante. Il rifugio offre ospitalità nella buona stagione, ma è sempre aperto nei fine settimana. È possibile poi accedere facilmente all'Orto Botanico ed effettuare escursioni più lunghe partendo da Canevara (vedi relativa escursione) o proseguendo verso le Gobbie con il sentiero 156(ex 41). Naturalmente nei punti panoramici occorre prudenza, specialmente in presenza di bambini.