DATA ESCURSIONE: 14/04/2024
Arrivati a Canevara si parcheggia dove è possibile, per esempio, come facciamo noi, lungo la strada principale che da Massa porta a Forno.
[Canevara deriva il nome dal latino canabaria, terra coltivata a canapa, poiché nel XV secolo qua ne era molto diffusa la coltivazione. Oggi rimane a testimonianza la panoramica Casa delle Rondini, situata nella parte alta del paese, dove si stoccava la canapa stessa. Il paese si è sviluppato lentamente nel tempo. Gli abitanti erano dediti all'agricoltura e ad attività silvo-pastorali. In seguito fu aperta una fabbrica di cappelli e poi segherie per la lavorazione del marmo nel XIX secolo. Inoltre molti abitanti erano, e sono ancora, cavatori. La parte più antica del borgo è arroccata sulle alture alla destra del Frigido, mentre la parte più recente è lungo la strada. La chiesa è intitolata a Sant'Antonio e risale al XVII secolo e si trova nella parte più antica del borgo. A Canevara si trova la sede del Cai Massa situata nell'edificio delle ex-scuole elementari dove è situata anche la locale Stazione del Soccorso Alpino.]
Dalla strada ci spostiamo nei pressi del ponte sul Frigido, poco prima del quale, sulla destra, si trova un piccolo parcheggio. Qua inizia un breve tratto asfaltato, verso destra, con all'inizio il segno del sentiero 156 (109m). Esso dal Borgo del Ponte, a Massa, porta alle Gobbie. Qua iniziamo a prendere i tempi. Percorriamo adesso un breve tratto di strada asfaltata e privata. In un paio di minuti finisce l'asfalto e lo sterrato. Il tratto iniziale è molto ampio, ameno e ombroso, e costeggia il Fosso di Antona (tributario del Frigido) che ci rimane a sinistra. Un tratto del Fosso è stato attrezzato come piscina con strutture per lo svago dei canevaresi. Alcune tracce, sulla sinistra, portano all'alveo del torrente.
Più avanti il sentiero si apre e a 9' (125m) arriviamo al Ponte della Tavella (cioè delle piastre di pietra) risalente al XIII secolo. Al ritorno qua chiuderemo l'anello scendendo da destra. Adesso lo attraversiamo e ci troviamo a costeggiare il Fosso di Antona, mantenendolo a destra. Il sentiero che stiamo percorrendo è chiaro, anche se non ci sono i segni bianco-rossi. Subito dopo il ponte ci sono dei ruderi e il sentiero adesso è una evidente mulattiera lastricata che collegava Canevara con Antona. All'inizio la salita è lieve e la mulattiera è ricca di vegetazione.
A 16' saliamo per tornantini allontanandoci dal Fosso fino a superare, su lastroni, dopo un paio di minuti, un affluente dello stesso . Sulla destra iniziamo a scorgere la chiesa e le case del borgo di Altagnana. Continuiamo a salire e a 24' abbiamo un rudere sulla destra (forse un seccatoio). La mulattiera si fa più pulita dalla vegetazione e continuiamo per tornanti delimitati da muri di contenimento. A 30' c'è un bivio ben segnato dove dobbiamo prendere a destra e subito dopo c'è una maestà con pregevole affresco della Madonna col Bambino e Santo (forse la Madonna del Carmelo) in condizioni molto precarie. Essa è la Maestà dei Groppi o di Mezzo.
A 37' un albero caduto ci obbliga a qualche contorsione per superarlo. Subito dopo superiamo su lastre un altro modesto canalino che scende da sinistra. La mulattiera diventa ancora ricca di vegetazione e umida. A 46' percorriamo un tratto aperto tra felci, panoramico a destra, su Altagnana. A 51' passiamo presso un altro rudere di un'altra marginetta, come si evince dalle cartine. Questa era la Marginetta della Padula o delle due finestre. Poco dopo superiamo su lastroni un altro tributario del Fosso. Subito dopo, a 56', troviamo le indicazioni per la Maestà dei Mulini (281m). Il viottolo dei mulini scende a destra diretto ai Mulini del Bacone, situati sul Fosso di Antona. Il sentiero è stato ripulito di recente e la zona dei mulini è stata sistemata con particolare attenzione per la marginetta. L'inaugurazione del percorso, che stiamo seguendo, è avvenuta lo scorso 24 marzo.
Adesso scendiamo per l'ampio ed evidente sentiero che comunque non è segnato. Alcuni tratti sono a tornantini. A 01h 06' un breve tratto di corda permette di scendere un piccolo salto umido e argilloso. Poi il sentiero si fa più stretto e umido, ma ben percorribile per l'intervento di manutenzione dei volontari che lo hanno sistemato. A 01 27' arriviamo al sito dei mulini, presso la Maestà dei Mulini (211m). La marginetta è interamente affrescata al suo interno, anche se il dipinto è ormai molto danneggiato. L'immagine principale è la Madonna con Bambino e due santi; il Bambino ha una collana rossa di corallo come segno di buona fortuna, che unisce il sacro con il profano. Sui muri laterali ci sono solo decorazioni, come pure sul soffitto, su quest'ultimo esse circondano un sole con 16 raggi e il trigramma IHS con croce al centro. Nel complesso la decorazione è molto pregevole e interessante, ma purtroppo sta andando in rovina causa l'umidità. Di fronte alla marginetta si trova il Fosso di Antona, a sinistra degli edifici del vecchio mulino con dentro due macine ancora intatte. Invece sulla destra si trova un altro edificio in rovina.
Andiamo verso quest'ultimo e scendiamo aiutandoci con una catena metallica che ci permette di superare facilmente un salto. Ci troviamo sulla sponda del torrente e lo guadiamo cercando di non bagnarci troppo. Andiamo verso destra fino ad una vasca che raccoglie l'acqua e la convoglia in una tubatura coperta da lastre (qua il torrente fa un salto). Adesso percorreremo il Viottolo della Gora, cioè questa tubatura coperta. Il sentiero è ben percorribile anche se serve attenzione poiché in alcuni tratti manca la copertura.
A 01h 39' superiamo un canalino che scende da sinistra e poco dopo lasciamo la tubatura e saliamo a sinistra per scendere subito e trovare sulla sinistra, un po' più in alto, una struttura a cui arriva l'acqua della gora. Adesso scenderemo per il tratto terminale delle Vie di Lizza del Monte Carchio e del Campaccio e di quella del Pianello e delle Madielle che si estendeva per 4,2 km dal Carchio a Canevara. L'ultimo tratto da Altagnana (Via di Lizza del Fosso di Antona) fu costruito alla fine dell'800 per sfruttare la tranvia massese che scendeva da Forno. Noi percorriamo il tratto dove la via di lizza è ancora evidente e ben tenuta, mentre la parte superiore è ormai invasa dalla vegetazione. La traccia è ampia e ben percorribile e qua e là si vedono i fori per i piri, a 01h 47' superiamo facilmente alcuni massi caduti da sinistra. Scendiamo per ambiente umido e ricco di fioriture scorgendo sull'altro lato del torrente la mulattiera percorsa in precedenza. Dopo una panca e alcuni ruderi siamo di nuovo al Ponte della Tavella dove chiudiamo l'anello a 02h 10'. Ricordiamo che presso i ruderi si trovava il poggio caricatore della via di lizza. Scendiamo per il percorso fatto all'andata e a 02h 19' terminiamo l'escursione.