(LU-Stazzema) STAZZEMA (scalette)-FOCE DELLE PORCHETTE (982m)-FONTE DEL PALLINO (1080 m)-IL TERMINE (1121 m)-BIVIO IL CERRO (767m)-FOCE DELLE PORCHETTE-FONTE MOSCOSO (800m)-SENT. TRAVERSAIA (662m)-STAZZEMA (scalette)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Stazzema (Scalette 620 m)

Località di arrivo:

Stazzema (Scalette 620 m)

Dislivello mt.:

790

Tempo totale:

7 h

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Palagnana

Rifornimento acqua:

Fonte Moscoso, Palagnana

Tratti ferrata:

No(brevi tratti assicurati)

Sequenza sentieri:

•106(ex 5A)◆•106(ex 5A)_116(ex 6)◆116(ex 6)◆116(ex 6)_121◆116(ex 6)_118(ex 8)◆118(ex 8)◆108◆135⇩◆strada◆118(ex 8)◆116(ex 6)_118(ex 8)◆118(ex 8)◆sentiero NN◆stradello

Tipologia percorso:

Si svolge su sentieri Cai ben segnati ed evidenti. A Palagnana si percorre un tratto di strada da Pioppo al Cerro. Da Fonte Moscoso si scende per sentiero Cai e poi per traccia evidente, ma non segnata.

Immagini del percorso (70)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 28/09/2024

Seguiamo la strada asfaltata fino alla località Freddaccia, dove si trova, sulla destra, una casa con marginetta privata e, poco prima, a sinistra, una fontana. Subito dopo, a destra, c'è l'inizio dei sentieri 115 (diretto al Rifugio Forte dei Marmi e poi all'Alto Matanna) e 116 (diretto alla Foce di Petrosciana e poi a Fornovolasco). Ricordiamo che, dal 2020, per sostare in zona è necessario pagare un pedaggio, oggi di 4 euro, e la macchinetta per l'esazione si trova proprio all'inizio del sentiero 115/116, sul lato sinistra della strada.
Noi continuiamo, in auto, per la strada comunale sterrata detta Stazzema-Gallicano (che in realtà si interrompe al bivio per la sede del Soccorso alpino). Essa, dopo circa 1 km, arriva alle "Scalette" dove inizia il sentiero 106 (Stazzema Scalette-Rifugio Forte dei Marmi). La strada è in buona parte sterrata e da percorrere con attenzione, poiché non è ben livellata e qualche sasso potrebbe danneggiare l'auto. Presso l'inizio del sentiero 106 la strada si allarga e offre ampia possibilità di parcheggio. Più avanti essa è chiusa da una sbarra ed è possibile arrivare a piedi al bivio 106/116 dove si arriva anche con il 106. La zona è molto panoramica sui monti Procinto, Nona e sul crinale del Forato.

L'attacco del sentiero 106 (612m), da cui iniziamo a prendere i tempi dell'escursione, è ben evidente e provvisto di segnalazioni. Esso si trova in prossimità della curva della strada, dopo la quale la stessa si allarga notevolmente, e consiste di una breve rampa rocciosa scalinata, con un cavo d’acciaio per facilitare la salita. Entriamo subito nel bosco di castagni dove ci sono diverse piante di agrifoglio e alcuni ruderi, saliamo abbastanza ripidamente per il sentiero intagliato nel fondo argilloso. A 14' ci innestiamo nel sentiero 116. Questo proviene da destra e pochi metri sotto c’è una fonte dell’acquedotto di Stazzema. Di fronte invece c’è l’indicazione per la base logistica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) di Querceta a cui si arriva seguendo uno stradello all’inizio del quale c’è una casa adibita a ricovero delle capre che costeggeremo. Da sinistra invece arriva lo sterrato su cui abbiamo parcheggiato.
Noi proseguiamo a sinistra, in salita, per un tratto comune ai sentieri 106 e 116. Quest'ultimo sentiero segue una antica via di comunicazione tra la Versilia e la Garfagnana passante per la Foce di Petrosciana e noi lo percorreremo in parte. Seguiamo quindi il ripido percorso lastricato e a 18' siamo alla Locanda di Casa Giorgini che fa servizio Bed & Breakfast per gli escursionisti

[In passato fu proprietà della famiglia Giorgini originaria di Montignoso e imparentata con Alessandro Manzoni. Essa fu fatta costruire dall'industriale del marmo Vittorio, amico del pittore Filadelfio Simi].

Saliamo qualche tornantino e il panorama si apre, sulla destra, sul monte Alto che sovrasta Retignano. Altri 5’ di curve portano all’ingresso della Montanina (detta anche Casa del Pittore) che è un villino immerso nel verde del bosco, subito dopo c'è una marginetta. Questa abitazione è così chiamata perché fu abitata e affrescata dal pittore versiliese Filadelfo Simi (1849 -1923). La marginetta è dedicata a Renzo figlio di Filadelfo e in essa c'è un'immagine in ceramica di Cristo del 1964.

In realtà noi seguiamo una evidente deviazione sulla sinistra (dopo Casa Giorgini) che evita di passare dalla Montanina e recupera il sentiero 106/116 passato l'ingresso della villetta. Naturalmente consigliamo di percorrere il sentiero normale a chi non fosse mai stato da queste parti.
A 26', siamo a un'altra deviazione (781m) dopo la Casa del Pittore. Il sentiero 106 sale verso destra fiancheggiando il Parco della Casa del Pittore, esso è diretto alla Fonte della Grotta e al vicino Rifugio Forte dei Marmi. Poco più avanti una deviazione dal sentiero porta alla bella e panoramica Baita degli Scoiattoli e si innesta, poi, nel sentiero 121 (Fonte di Moscoso-Foce di San Rocchino).

Noi proseguiamo sul sentiero 116 che procede tranquillo nel bosco con qualche saliscendi e poi costeggiamo alcune costruzioni, presso la prima delle quali c’è un teleferica operativa. A 35' siamo in località Oglieta, poco in alto sulla destra si trova una marginetta con icona marmorea di Sant'Antonio abate che, probabilmente, sostituisce un'icona più antica. A fianco della marginetta c'è una fonte con lapide dedicata a San Francesco e da parte opposta rispetto alla marginetta c'è una casa sistemata. Essa si trova alle pendici del Procinto e delle sue propaggini. In alto c'è anche un vecchio fienile costruito come le tipiche capanne apuane. Continuiamo superando un'altra costruzione sulla destra cui ne corrisponde un'altra, in basso, sistemata negli ultimi anni.
Proseguiamo con un po' di discesa e a 45’ siamo al bivio con il sentiero 121 che sale a destra. Esso in alto costeggia il Procinto e porta alla Baita degli Scoiattoli, poi al Rifugio Forte dei Marmi. Il tratto, da percorrere, fino alla Fonte di Moscoso è comune ai sentieri 116 e 121. Subito dopo il bivio, e prima della marginetta, c'è una traccia che sale per innestarsi nella Cintura del Procinto, nei pressi del ponticello di legno. Il tratto che percorriamo adesso è aperto e panoramico (per qualche metro), in particolare sulla Pania della Croce, il Corchia e il crinale del Forato. Passiamo subito presso una marginetta con Sacra Famiglia in ceramica e icona marmorea della Madonna del 2000, poi entriamo nel bosco e a 50' ci innestiamo nel sentiero 118 (Cardoso-Palagnana) che sale da sinistra, proveniente da Cardoso. Pochi metri sotto c'è una captazione d'acqua con annessa fonte di acqua freschissima (Fonte di Moscoso). Adesso, per un breve tratto i sentieri 116 e 118 coincidono, in lieve salita, e poi a 01h si separano (832m): il sentiero 116 scende a sinistra diretto alla Foce di Petrosciana.
Noi seguiamo il sentiero 118 in salita sulla destra per andare alla Foce delle Porchette. Proseguiamo e in pochi minuti, dopo una curva, troviamo sulla parete alla destra una lapide che ricorda il passaggio, il 9 ottobre 1949, della sacra immagine della Madonna di Sotto gli Organi di Pisa. Infatti la stessa fu portata in pellegrinaggio dal Duomo di Pisa alle chiese della Versilia per aspre mulattiere con ampio concorso di popolo a testimoniare una forte religiosità.

[Ricordiamo che una leggenda, priva di fondamento, sostiene che il dipinto, attribuito a Berlinghiero Berlinghieri, fu trafugato dai soldati pisani dal Castello di Montecastrese, presso Lombrici, nel 1225 nel corso di guerre tra Lucca e Pisa.]

Proprio sotto la lapide marmorea, nella giusta stagione, prospera la pianta carnivora Pinguicula Mariae, un raro endemismo apuano che ama gli ambienti umidi e somiglia, vagamente, a una viola. Essa è presente sulla roccia calcarea per ancora qualche decina di metri proseguendo verso le Porchette. Seguiamo la mulattiera che si fa più ripida e poi si sviluppa in tornantini. A 01h 30' siamo alla Foce delle Porchette (991 m). A pochi metri dalla foce c'è un bel panorama sulle Panie. Alla foce c’è anche una bella marginetta con la Madonna col Bambino e con un altro piccolo che presumo sia San Giovanni, nei pressi ci sono ruderi di antiche abitazioni. La foce è un intaglio roccioso tra il Monte Nona e il Monte Croce, dominato dalla parete verticale di una propaggine nord del Nona. Qua passavano le vie di comunicazione tra Stazzema e la sua frazione Palagnana, ancora oggi non collegate direttamente con strade carrozzabili, e, in passato, tra l’Alta Versilia e la Garfagnana.
La Foce è importante nodo di sentieri, qua si incrociano il sentiero 118, che stiamo percorrendo, e scende a Palagnana e il 109 (Albergo Alto Matanna - Foce di Petrosciana). Inoltre qua inizia il 108 (Foce delle Porchette-Foce del Termine) che andremo a percorrere interamente.
Ci incamminiamo sul 108 che inizia proprio di fronte alla marginetta e dopo pochi passi lasciamo il sentiero 118 sulla destra (al ritorno lo percorreremo in salita). Entriamo in un rado boschetto in leggera salita e a 01h 45' iniziamo il tratto in salita delle Scalette. Questa è una costa rocciosa che permette di superare una gola scavata dalla furia delle acque che hanno formato anche delle marmitte. Il tratto è indicato per escursionisti esperti. Infatti qualche tratto è un po'esposto, comunque ci sono tre catene metalliche e utili scalini nella roccia, nei punti più impegnativi.
A 01h 57' terminiamo l'ultimo tratto con catena e scendiamo facilmente a un canalino da cui risaliamo e a 02h siamo alla Fonte del Pallino (1083m). Il luogo è molto ameno e immerso nel verde della faggeta che scende dalle pendici del monte Croce, comunque la fonte che giustifica il nome è piuttosto scarsa di acque.
Proseguiamo inizialmente nel bosco poi all'aperto e dopo 4' sulla sinistra c'è una traccia (ometto a poca distanza) che in pochi minuti porta alla Buca di Bosi e poi a un manufatto in pietra dedicato alla Madonna delle Cime.

[Qua si trova un'icona marmorea della Madonna col Bambino e una lapide in pietra. La lapide, posta della sezione UOEI di Ripa di Versilia, il 17 settembre 1978, ricorda che qua c'era un presidio (tedesco) della Linea Gotica e auspica un futuro di pace. Infatti poco sotto c'è una buca di osservazione che guarda su Forato e relativa cresta e sul Corchia e le Panie.]

Ancora qualche minuto di salita e a 02h 09' troviamo sulla sinistra (1126m) l'evidente traccia, segnata di blu, per la vetta del Monte Croce. Ricordiamo che a maggio le pendici del monte sono ricchissime di fioriture di giunchiglie (Narcissus poeticus) cui si mescolano interessanti e rari Tulipa australis. Noi non saliamo alla vetta e continuiamo il sentiero 108 che si sviluppa a mezzacosta sul facile versante roccioso meridionale del Monte Croce, con vista sui nuclei abitativi di Palagnana e, in particolare, sulla Chiesa di S. Anna. Lungo il percorso molte belle fioriture (a primavera inoltrata, non adesso) di Globularia vulgaris e di Globularia incanescens.
A 02h 37' siamo nel punto più alto dell'escursione (1164 m) dove arriva una traccia segnata per la vetta del Croce che segue il versante orientale. Ancora circa 3' e siamo a una sella panoramica (le Prade) dove un'altra traccia porta in vetta. La zona è molto panoramica sul gruppo delle Panie e, da parte opposta, su Piglione, Prana, Nona e Matanna che già si vedevano bene salendo. Una traccia scende verso il basso per Ontanelli di Palagnana.
Continuiamo per gradevole tratto aperto e poi scendiamo nella faggeta, con qualche successivo saliscendi.

A 03h arriviamo al Termine di Palagnana o Colle delle Baldorie (1122m) pochissimo dopo aver ricevuto da sinistra il sentiero 137⇩ proveniente dal sentiero 116 sotto Petrosciana. Questa foce è importante nodo di sentieri indicati da un palo: il 135⇩ per Foce Pompanella, Trassilico, Pioppo e Palagnana; il 137⇩ per Colle Maschio e Foce di Petrosciana,. È presente anche una marginetta con un santo con Gesù Bambino e un lupo, presumo sia San Francesco. Sono presenti 3 cippi di confine con inciso GDT (Granducato di Toscana) e DM (Ducato di Modena), infatti qua passava il confine di stato (fino all’unità d’Italia) tra l’alta Versilia appartenente alla Toscana e la Garfagnana Estense appartenente a Modena. Oggi è confine tra i comuni di Stazzema (granducato) e Fabbriche di Vergemoli (Garfagnana estense).

Dopo una brevissima pausa scendiamo con il 135⇩ in direzione Palagnana, il primo tratto è un ampio stradello in discesa, sempre nel bosco, poi diventa un po' più ripido tra sassi. A 03h 12' siamo presso una fontana-abbeveratoio con scritte (1959, viva la repubblica, viva la legge della montagna), poi la discesa si addolcisce. Poco dopo siamo presso una marginetta a cui manca l'icona marmorea, sostituita da un'immagine dozzinale delle Anime del Purgatorio.
A 03h 20' troviamo sulla destra un'altra piccola marginetta con icona del Volto di Cristo dell'inizio del 1900 con una scritta, a parte, che promette indulgenze. Poco dopo siamo a un bivio di stradelli carrozzabili dove scendiamo verso sinistra.
Seguiamo il tratto asfaltato che unisce i gruppi di case sparse che costituiscono Palagnana, antico alpeggio della comunità di Stazzema, nel cui comune si trova nonostante la distanza tra i due centri. Era prevista negli anni ‘70 del secolo scorso la costruzione di una strada Stazzema – Palagnana che in circa 6 km avrebbe collegato i due borghi, ma i lavori furono interrotti a causa dell'effetto devastante sul territorio. La parte costruita di questa strada è quella che abbiamo percorso in auto per arrivare all'inizio di questa escursione.
A 03h 22' seguiamo il sentiero che taglia la strada. Poi di nuovo sulla strada proseguiamo fino ad alcune case (Campanella) da cui il sentiero scende a sinistra portandoci al Pioppo, gruppo di case in posizione amena, alcune abitate stabilmente mentre altre lo sono saltuariamente, poiché i proprietari si sono spostati a valle. A 03h 45' siamo al cartello stradale Pioppo (922m) con le indicazioni del sentiero 135⇩ che qua inizia.

Seguiamo la strada (evitando il ramo di sinistra ) e in cinque minuti siamo a Sant'Anna (890 m). Qua si trova la chiesa omonima (XVIII secolo) con di fronte il bel campanile e a fianco la vecchia sede della banca Toscana che ospitava al piano superiore la scuola elementare, oggi è stata trasformata in centro ricreativo (Circolo Sant'Anna) con cucina tipica. Presso la chiesa un vecchio cartello indica una rete di sentieri, in una precedente escursione (cui rimandiamo) ne avevamo percorso uno a destra che ci ha riportato alla Foce delle Porchette.

Dopo una breve sosta scendiamo ancora per la strada e a 04h siamo presso il cimitero che rimane sulla sinistra. Subito dopo andiamo verso destra seguendo una traccia che ci porta a un gruppo di case (Zarli) tra cui una decorata con molte lampadine colorate. Ci riportiamo sulla strada e proseguiamo. A 04h 15' troviamo una deviazione a destra per l'Agriturismo Monte Croce. Proseguiamo scorgendo in alto il Matanna e il relativo Callare ben visibile. Scendiamo e dopo pochi minuti siamo al cartello (767m) della località Cerro, con indicazione dei sentieri 113, 118 e 135. Continuando un centinaio di metri sulla strada principale si arriverebbe al piccolo gruppo di case detto Palagnana dove si trova un ristorante.
Adesso saliremo sullo stradello carrozzabile che va a destra. Subito, sulla sinistra, ci sono le case del Cerro con all'inizio una marginetta, il sentiero 113, diretto all'Alto Matanna, passa dal borgo (rimandiamo a una precedente escursione). Come detto il sentiero è una sterrato carrozzabile per le case di Gufonaia. Saliamo per lo più nel bosco e a 04h 50' siamo alla deviazione, a sinistra, per le case di Gufonaia poste presso un canale, tributario della Turrite di Palagnana, che scende dalle Porchette. Adesso il sentiero si restringe e dopo 10' siamo in una zona rocciosa dove transita un canale, oggi secco. Qua c'è una marginetta restaurata nel 2007 dalla famiglia Bertellotti con icona marmorea della Madonna delle Grazie (2007) su base del 1822.
Saliamo per tornantini per evidente mulattiera e a 05h 20' chiudiamo l'anello tornando alla Foce delle Porchette. Qua sostiamo 20' a riposarci e rifocillarci. A 05h 41' riprendiamo il cammino percorrendo il percorso fatto all'andata. A 06h 08' siamo al bivio 116/118, proseguiamo e a 06h 15' siamo all'altro bivio 116/118 a Fonte Moscoso (802m). Adesso, invece di percorrere il percorso fatto all'andata, scenderemo con il sentiero 118, fino a recuperare una traccia che ci porterà, passando per la zona di Traversaia, a poca distanza dal punto di partenza. Scendiamo lasciando la fonte sulla destra.
A 06h 21' un sego rosso su un albero indica la traccia che porta a Casa Garibaldi-Col di Grati (vedi relativa escursione). Scendiamo e dopo 5', a una curva (masso sul sentiero e segno arancione su un albero), inizia la traccia alta di Traversaia che si unirà all'altra. Scendiamo nel bosco per tornantini vedendo di fronte Forato e Pania e a destra il Nona. A 06h 39' siamo all'evidente bivio (662m) per Traversaia. Il sentiero 118 va a destra e la traccia che seguiremo a sinistra. Il sentiero procede, nel bosco, a saliscendi o pianeggia. Subito dopo ci sono due modesti guadi (Fosso delle Porchette) e qualche tratto aperto e panoramico.
Proseguiamo nel bosco e a 06h 47' si innesta da sinistra il sentiero alto, in zona un po' infrascata. Più avanti a destra c'è un rudere. Più avanti saliamo e passiamo presso vecchie cave della locale ardesia immerse nella vegetazione. A 06h 57' siamo sullo stradello che scende dalla zona di Casa Giorgini e lo seguiamo in discesa. Superiamo la sbarra e arriviamo allo slargo parcheggio dove a 07h 09' concludiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si oltrepassa Ponte Stazzemese, Mulina (8km) e Culierchia, si lascia a destra la deviazione per Pomezzana e Farnocchia (8,5km) e, poco dopo, su un ampio tornante prima di arrivare a Stazzema, si imbocca la deviazione a destra (10km) contrassegnata con una rustica, ma utile indicazione "Rifugio Forte dei Marmi" (Basta fare attenzione). Poi si arriva a una casa con maestà (11,5km) dove finisce la strada e iniziano i sentieri •5 e •6 e si prosegue per la strada adesso sterrata per circa 1 km.
Note
Lunga escursione alle pendici del Monte Croce. Il percorso è lungo, ma non è difficile. Il dislivello richiede il giusto allenamento. Il tratto delle Scalette dopo le Porchette è, in parte attrezzato, e richiede la giusta attenzione, ma è ben percorribile con la necessaria prudenza. Notevoli sono i panorami costeggiando il Croce con una bella finestra sulle Pania. Di interesse il Termine di Palagnana con i suoi cippi di confine e poi il borgo sparso di Palagnana dove la vita è rallentata. Molte e sempre interessanti sono le marginette lungo il percorso con le loro belle icone marmoree. Interessanti le fioriture nella giusta stagione, in particolare le giunchiglie sul Croce. Esistono diverse varianti ai sentieri da noi percorsi in modo da effettuare altre interessanti esrsioni. In inverno con neve e ghiaccio le difficoltà aumentano specialmente nella zona delle Scalette.