(LU-Stazzema) CARDOSO CASALINA-INNESTO SENTIERO 120 (767 m)-PASSO DEL MONTE FORATO (1170 m)-FOCE DI PETROSCIANA (970 m)-CASA PUCCIO (762 m)-CARDOSO CASALINA
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Cardoso Casalina (432 m)

Località di arrivo:

Cardoso Casalina (432 m)

Dislivello mt.:

740

Tempo totale:

06 h

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Cardoso

Rifornimento acqua:

Casa al bivio con sentiero Casa Puccio; captazione prima di Casa Puccio

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

120(ex12)◆120(ex12)_124◆120(ex12)◆110◆116◆124◆traccia

Tipologia percorso:

Sono quasi tutti sentieri Cai, il tratto finale per il foro richiede attenzione. Da Casa Puccio si segue una traccia semplice e molto evidente anche se non segnata.

Immagini del percorso (67)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 18/01/2025

Qui un approfondimento sul Monte Forato.

Arrivati a Cardoso continuiamo in auto, lasciando a sinistra la deviazione per l'Orzale. Poco dopo superiamo un ponte, subito dopo una deviazione in salita a sinistra, seguendo le indicazioni Colombetta. Saliamo qualche centinaio di metri, a una curva sulla destra c'è una casetta-captazione d’acqua con ben evidenti segni di sentiero. Questa è una presa d’acqua dove iniziano il sentiero 118 (Cardoso-Foce delle Porchette-Palagnana) e il sentiero 120 (Cardoso-Arco Forato-innesto 116). Anche se, al momento, i due sentieri mantengono qua ancora i numeri 8 e 120.Noi continuiamo in auto e parcheggiamo poco dopo, presso una cascata artificiale (432m) che imbriglia l’abbondante acqua che scende dai monti (Fosso di Casalina). Qua iniziamo l'escursione salendo a sinistra. La strada prosegue ancora asfaltata ed è possibile ammirare il monte Procinto.
Subito alla prima curva c’è un trivio, dove in pratica inizia il sentiero 120. A sinistra scende uno sterrato per una costruzione isolata (indicazione strada a fondo cieco). Invece la traccia di mezzo porta al vicino piazzale con torretta dell'elettricità e un modesto edificio a servizio della vicina Cava Casalina. Da questa traccia inizia il sentiero per San Leonardo e per il sito di Trogna che termina all'Orzale. Lo sterrato carrozzabile di destra, che seguiamo costituisce il nostro sentiero.
Continuiamo e ci troviamo sopra la cascata dove abbiamo parcheggiato e subito iniziamo a salire ripidamente. Qua una sbarra impedisce l’accesso alle auto (strada privata). Lo sterrato sale con alcuni tornanti in un bosco di castagni e si intravedono in lontananza Volegno e Pruno, il Monte Alto e il Sullioni. A 12’ una deviazione sulla sinistra porta a un casa ben tenuta situata più in basso. Noi continuiamo la strada principale e a 20’ siamo alla base di una teleferica e dopo 2’ arriviamo a una casa ben tenuta e frequentata dai proprietari. Qua è presente una fontana, saliamo, a destra, per una scalinata di legno presso la fontana. Poco sopra arriva, da destra, un sentiero da casa Puccio che percorreremo al ritorno. Noi andiamo verso sinistra superando un ponticello in legno. Il sentiero sale a recuperare il sentiero 124 con qualche tratto piuttosto ripido. È sempre evidente e abbastanza segnato. Ogni tanto tra le piante si intravedono il Procinto e il Nona.
A 28’ passiamo presso dei ruderi e subito dopo c'è un primo, modesto guado, infatti la zona è ricca di acqua e a 48’ c'è un secondo guado. A 55’ arriviamo ad una prima piazzola di teleferica, probabilmente per il trasporto di legna, ma è chiaramente in disuso da tempo. Subito dopo un terzo guado e la salita si fa un po’ più lieve. A 01h 04' altra teleferica in disuso e si torna a salire in maniera ripida. A 1h 10’ arriviamo in zona Colombara (774m), dove ci inseriamo nel sentiero 124 (Foce di Mosceta-Foce di Petrosciana). Qua c'è una costruzione in pietra (ricordiamo che la vera casa Colombara si trova pochi minuti più avanti sul sentiero 124 in direzione Collemezzana). Qua il sentiero 124, sulla destra, porta a Casa Puccio e poi alla Foce di Petrosciana. Invece a sinistra va a Collemezzana.
Il sentiero 120, a sinistra, per breve tratto coincide con il 124 e noi lo seguiamo. Fatti pochi metri arriviamo a un muretto dove c'è un bivio: il 120 sale decisamente sulla destra mentre il 124 prosegue diritto. Questo tratto di sentiero è più impegnativo del precedente (classificato per Escursionisti Esperti). Presenta tratti molto ripidi, un salto di roccia (che si potrebbe attrezzare) e in alto ha fondo ghiaioso e instabile. Procediamo sempre nel bosco che all’inizio è una giovane faggeta e saliamo regolarmente.
A 01h 22' sulla destra ci sono le pendici rocciose del monte, tutte scavate dall’azione dell’acqua. A 01h 40' arriviamo a un bello spiazzo panoramico sul foro del Monte Forato, sulla Pania e sulla Cresta Pulita. Saliamo e dopo una decina di minuti arriviamo a un salto di roccia che dobbiamo affrontare in discesa. Il salto può essere insidioso nel caso di fondo scivoloso e un tratto di corda metallico sarebbe sicuramente utile. Subito dopo, sulla destra, ammiriamo un bel taglio inciso nella roccia. Continuiamo a salire molto ripidamente e, a 02h 12’, si stacca, sulla destra, una traccia erbosa (1016) (da noi percorsa e descritta) che arriva al sentiero 124, a pochi minuti dalla Marginetta Meccheri. Questa traccia percorre i versanti occidentali del Forato, è segnata non benissimo, ma è abbastanza evidente. Proseguiamo e poco dopo saliamo per tornantini e a 02h 14' vediamo, sulla sinistra (1040m), segni rossi di una traccia che scende, presumibilmente a recuperare il sentiero 124. Tra la vegetazione spoglia continuiamo a vedere l'arco del monte verso il quale ci stiamo avvicinando. Segue un tratto ripido, su terriccio, con a destra pareti rocciose.
Poi il tratto finale che è ripido e insidioso e da percorrere con prudenza seguendo i segni. Non c'è esposizione, ma le cadute possono essere pericolose. Il fondo del sentiero è terriccio e ghiaia con qualche radice affiorante e la sede della traccia è stretta. Qualche albero può aiutare nella progressione. Arriviamo a 02h 50' proprio sotto la volta del foro e girandoci possiamo ammirare il panorama che arriva al mare e i tre paesi di Cardoso, Volegno e Pruno. Saliamo adesso, su facile roccia, i pochi metri che ci portano (1172m) sul sentiero 110 (Foce di Petrosciana-Foce di Valli).

[Il Monte Forato è caratterizzato da questo grande arco naturale aperto tra le due cime che gli dà il nome e che, da sempre, ha attirato scienziati, escursionisti e curiosi. Il foro è largo 32 m e alto 26 e lo spessore minimo dell'arco roccioso è 8 m. Il foro è stato causato da fenomeni erosivi nella roccia calcarea, per quanto le leggende popolari lo facciano derivare da una lotta titanica tra l’eremita San Pellegrino e il Diavolo tentatore.]

Dal sentiero il panorama si apre sull'Appennino e, sulla sinistra, sulle Panie. Il sentiero 120 prosegue sulla sinistra per poi scendere per la Casa del Monte. Volendo è possibile salire in pochi minuti, sempre andando a sinistra, alla panoramica vetta Nord (1209 m) del Forato dove è presente una croce sommitale che possiamo vedere dal punto in cui siamo (lo consigliamo a chi non ci fosse mai stato). Noi rinunciamo a salire alla vetta e seguiamo il 110 per la Foce di Petrosciana. Una breve sosta e poi riprendiamo il cammino. Saliamo un poco e in pochi minuti siamo a un intaglio panoramico protetto da catena metallica qua si dipartono due sentierini. Quello di destra sale a percorrere l'arco del monte, mentre quello di sinistra sale alla vetta meridionale (1230 m) del Forato dove arriva la Ferrata. Il sentiero prosegue a saliscendi nel bosco e segue a mezzacosta il crinale del monte, percorso, in alto, dalla via ferrata. Ci attardiamo qualche minuto a fotografare dei mufloni intenti a pascolare in alto.
A 03h 30' arriviamo a una sorta di pianoro dove il sentiero scende ripido per circa 5' con qualche tornantino reso insidioso dalle molte foglie. Poi il percorso diventa più tranquillo con panorami su Croce e Nona. In una decina di minuti siamo a un bivio (poco segnalato) che a destra porta all'inizio per la Ferrata del Forato (segnavia 110A, intitolata all'ingegner Renato Salvatori) che conduce alla vetta meridionale del monte. Proseguiamo in discesa per la cresta che diventa meno boscosa e più rocciosa e a 03h 55' siamo a un bel punto panoramico, e dopo 5' siamo all'inizio di un tratto attrezzato, in salita verso destra, che non è più necessario percorrere perché il sentiero è stato ridisegnato e va a sinistra. Continuiamo a scendere, passiamo poi presso un foro caratteristico che permette di andare dall'altra parte, si tratta con molta probabilità di un'apertura fatta ai fini militari. Infine, con un ultimo tratto roccioso, arriviamo a 04h 11' alla Foce di Petrosciana 969m). La zona è molto panoramica sul gruppo del Procinto-Nona da una parte e sul Croce dall’altra, è presente quella che sembra un'edicola con lapide ormai perduta e molte indicazioni di sentieri e croci commemorative. È un valico importantissimo tra l’alta Versilia e la Garfagnana sin da tempi remoti. Oltre al sentiero 110, qua inizia anche il 131 per la Casa del Monte che poi si innesterà nel 130. Inoltre transita il 116 (Stazzema-Fornovolasco) che percorreremo adesso in discesa (direzione sud, verso Stazzema).
Percorriamo qualche lungo tornante e a 04h 19' arriviamo alla Marginetta dei Fratelli Meccheri (925m) (icona marmorea della Madonna di Montenero del 1944 e fregio che ricorda i tre fratelli scomparsi tragicamente nel 1982). Qua sostiamo per una ventina di minuti poi riprendiamo il cammino diretti a Casa Puccio. Quindi lasciamo il 116 che scende a sinistra e seguiamo il 124 che scende invece sulla destra. Scendiamo nel bosco e, dopo 3', alla prima curva dove il 124 scende a sinistra si stacca, sulla destra, il sentiero che recupera il 120, di cui avevamo già detto.
Proseguiamo a scendere per il 124 con tornantini anche ripidi e ben segnati, con a tratti un po' di degrado per alberi caduti. A 05h arriviamo a un bivio presso una grossa roccia con riportate le indicazioni. Qua a sinistra si stacca il sentiero di raccordo 124A che va ad innestarsi sul sentiero 116 evitando la Foce di Petrosciana. A 5' lungo il 124A c'è la Casa Museo dell'Alpeggio (Casa Colleoni). Proseguiamo sul 124 che diventa meno ripido e a 05h 05' arriviamo a una casetta-captazione di acqua dove è possibile riempire le
Ancora 5' e arriviamo a Casa Puccio (761m) con bella vista su Nona e Procinto. In realtà le case sono due a formare una elle che circonda un'aia con tavoli di legno. Su una parete c'è una lastra marmorea con data 1877. All’esterno c’è un cartello della Clap (Consorzio Lucchese Autotrasporti Pubblici) che qualche buontempone ha pensato bene di portare qua sopra. Nelle piane circostanti pascolavano le capre, ma poi i lupi le hanno sterminate. Ci fermiamo qualche minuto a parlare con uno dei proprietari. Qua lasciamo il sentiero 124 che prosegue per Casa Colombaia dove incrocia il 120 per Cardoso e scendiamo seguendo una traccia evidente, a sinistra delle costruzioni (presente indicazione). Il sentiero è ben sistemato anche con scalinate e scende con qualche tratto ripido.
A 05h 45' siamo presso un rudere sulla sinistra e più avanti scorgiamo il Forato. Segue un tratto scalinato e poco dopo, a 05h 55', ci innestiamo nel 120 presso la bella casa con fonte e giardino. Adesso scendiamo per lo sterrato percorso all'andata e a 06h 18' terminiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (4,8 km), si prende la deviazione (6,9 km) a destra per il fondovalle in direzione Stazzema. Si arriva poi a un bivio (7,6 km) che a destra porta a Stazzema, invece a sinistra si va a Cardoso (9,8 km) che si raggiunge in pochi minuti. Arrivati a Cardoso si continua oltre il paese, si supera un ponte, subito dopo una deviazione in salita a sinistra, e si procede in direzione Colombetta per strada stretta. Arrivati poi saliamo a una cascata artificiale (11,1 km) che imbriglia l’abbondante acqua che scende dai monti, si parcheggia poco sotto gli edifici di Casa Casalina.
Note
Il percorso descritto è faticoso nella parte iniziale per il dislivello da affrontare e quindi richiede il giusto allenamento. Alcuni tratti tra il sentiero 124 e l'Arco del Forato richiedono attenzione e piede sicuro, specialmente col fondo scivoloso, e giustificano la classificazione EE. Nel tratto poco prima dell'Arco il terreno è ghiaioso e il sentiero è piuttosto stretto. Nel tratto precedente c'è poi un salto roccioso, in discesa, che richiede attenzione nel quale una corda metallica potrebbe essere utile specialmente quando il fondo è scivoloso. Il resto del percorso non presenta difficoltà anche se ci sono tratti di ripida discesa. Naturalmente neve e ghiaccio rendono tutto molto più complicato. Il sentiero da Casa Puccio non è segnato, ma è in buone condizioni e ben camminabile. Ottimi i panorami sul Foro e sulle Panie, anche Casa Puccio offre un bel panorama su Procinto e Nona. I tempi sono riducibili da parte di giovani ben allenati che fanno poche soste.