(LU-Stazzema) CARDOSO ORZALE-COLLE DI FONDO (480 m)-LE PIANE (560 m)-RACC. CON 124 (690 m)-COLLEMEZZANA (765 m)-INN. 112 (782 m)-CAVA CASALINA-SITO DI TROGNA (460 m)-CARDOSO ORZALE
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Cardoso Orzale (390 m)

Località di arrivo:

Cardoso Orzale (390 m)

Dislivello mt.:

554

Tempo totale:

06 h

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Orzale, Cardoso (con deviazione)

Rifornimento acqua:

Orzale, Colle di Fondo, Pozzetto, Collemezzana, fonte prima di Rio Capitato; casa all'innesto nel 120

Tratti ferrata:

No(brevi tratti assicurati)

Sequenza sentieri:

breve traccia◆117◆117A◆sentiero raccordo Pozzetto◆124◆120_124◆124◆traccia Casa Puccio◆120◆via dell'acqua◆117

Tipologia percorso:

Si percorrono sentieri Cai sistemati e altri sentieri. Un tratto dal 117A porta al Pozzetto, non è segnato, ma è evidente e ben percorribile. Da Casa Puccio al 120 un altro tratto non segnato, ma ben curato e di facile percorrenza. Infine da Cava Casalina parte la Via dell'Acqua molto evidente e facile. Solo in un breve tratto dopo il Rio Capriolo la sede del sentiero è un po' infrascata, ma comunque di agevole percorrenza.

Immagini del percorso (73)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 02/02/2025

L'escursione inizia dallo spiazzo-parcheggio (393m) presso i Casolari di Orzale che si trovano sopra Cardoso. L'Orzale può essere raggiunto da Cardoso, in poco tempo, sia per strada che con il sentiero 117 (Cardoso-Foce di Valli-Piglionico). Il borgo è formato da un gruppo di case in pietra con fontana ed è raggiungibile anche con un sentiero SAV da Pruno, detto Sentiero della Castagna, che si inserisce nel 117 poco sotto il borgo.
Dalle case inizia una breve traccia che si inserisce nel 117 proprio sopra al bivio per l'Oratorio di San Leonardo e che andiamo a percorrere. In alternativa si può scendere per la strada asfaltata fino alla curva dove il sentiero 117 (presente indicazione) va a sinistra. In realtà in molte cartine il 117 è proprio quello che percorriamo (opzione che riteniamo più sensata). Dalla piazzetta si ha una bella vista su Nona, Procinto e Matanna e sul Forato con il caratteristico arco.

Seguiamo la traccia agevole che va a destra della fontana e lascia subito le case. Lungo il sentiero ci sono estese fioriture di bucaneve con qualche croco. A 3' siamo al primo bivio e ci inseriamo nel sentiero 117 che sale dalla destra. Esso proviene dallo stradello per il Sito di Trogna e l'Oratorio di San Leonardo, che nel primissimo tratto è comune col sentiero 117 (lo percorreremo interamente al ritorno). A destra c'è un rudere, noi andiamo a sinistra salendo per ripidi tornanti su mulattiera.
A 5' siamo presso una grossa marginetta con icona marmorea dedicata all’Immacolata Concezione, a San Niccolò e a Sant’Antonio (1889). Essa rimane a sinistra. Continuiamo a salire per ripidi tornantini ed è possibile scorgere, tra le fronde, il lontano Santuario. Più avanti da destra arriva una traccia dal sentiero del Santuario. Più in alto, sulla sinistra, ci sono dei ruderi con recinzione e il terreno circostante è pulito. A 15' siamo alla marginetta di Colle di Fondo (479m) costruita su uno spuntone di roccia. Nella marginetta c'è una icona dozzinale di terracotta a sostituzione di quella trafugata dai ladri. Una traccia, a sinistra, porta al ponte romanico di Pruno e, con deviazione, alla cascata dell'Acquapendente. Subito dopo la marginetta c'è una fonte con abbeveratoio e poi l'indicazione dell'Azienda Agricola Barsanti che rimane più in alto.
Proseguiamo nel bosco per il sentiero 117 con salita e tratti di falsopiano con diversi ruderi e qualche tratto panoramico su Forato, Costa Pulita e Cresta Pulita e sulle propaggini della Pania fino a Foce di Valli. A 19', sulla sinistra, si trova una tecchia rocciosa (Riparo del Mascherone), a quota 505m, dove ci sono alcune incisioni scoperte solo nel 2004.

[Il nome del sito è stato attribuito dagli scopritori. L'ambiente è protetto dall'erosione delle acque, ma è stato interessato da scavo. Il mascherone è su una porzione piatta di roccia a 3 metri di altezza e la parte sottostante è stata rimossa per le attività estrattive e si presume che in origine la figura fosse molto grande. Oltre al mascherone si riconoscono due pennati, uno sopra il mascherone , una croce e due date: 1724 e 1733. Si presume che il mascherone sia antecedente al XVIII secolo. Sulla sinistra del mascherone si sono incisioni più recenti: croci, due sacri cuori, nomi. L'ipotesi è che l'antropomorfo, di cui è rimasta la testa, abbia subito un deterioramento con perdita di alcuni millimetri di materiale di modo che quello che oggi si vede è il fondo della traccia originale a martellina.]

Poco dopo il Mascherone una traccia abbastanza ampia attraversa il sentiero, essa porta, verso destra in discesa, a innestarsi nello stradello per l'Oratorio di San Leonardo. Invece a sinistra, in salita, la traccia è diretta a costruzioni poste più in alto. Proseguiamo con qualche tratto di salita e alcuni precari ponticelli di tronchi per superare canali che scendono da sinistra (il primo è stato sistemato di recente). A 34' arriviamo a un bivio segnalato (560m) (Località Le Piane) sopra il quale c'è un rudere infrascato (che comunque da qua non si vede). Mentre il sentiero 117 continua per Collemezzana, sulla sinistra si stacca il sentiero 117A (Le Piane-Cima alla Ripa-inn 117). Il sentiero è conosciuto come sentiero di Pacì in omaggio a Pacifico che era pastore all'alpeggio di San Rossore.
Ora seguiamo il 117A, che sale nel bosco sottoposto a taglio, qualche tempo fa, con ancora la legna accatastata qua e là. La progressione è sempre in salita per tornantini con qualche tratto ripido. A 44' sulla sinistra, un po' rialzata, c'è una marginetta dedicata a Santa Rita (1950) con immagine cartacea della santa. Invece a destra c'è un tubo dell'acqua, che ci accompagna lungo il sentiero, che è aperto e funziona da fontana. Proseguiamo e a 56', poco dopo un rubinetto presente nel tubo, si stacca sulla destra una evidente traccia non segnata. A sinistra il sentiero prosegue scalinato in salita. Adesso seguiremo questa traccia che raccorda il 117A con il 124 (Foce di Mosceta-Foce di Petrosciana) presso la costruzione posta al Pozzetto. Essa è alternativa sia al 117 che al 117A per salire a Collemezzana.
La traccia è evidente, si sviluppa nel bosco ed è ben camminabile. Nel primo tratto c'è anche un tubo dell'acqua. All'inizio sale lievemente, poi un po' di più. A 01h passiamo un canale secco e poco dopo c'è un facile guado. Proseguiamo con saliscendi e a 01h 06' sulla sinistra c'è una distesa di rocce e, poco dopo, dei ruderi sulla destra. Saliamo e vediamo in alto un casolare con un modesto impianto eolico (zona Pozzetto). A 01h 17' ci inseriamo (774m) sul sentiero 124 con il casolare poco più in alto sulla sinistra. Adesso seguiremo questo sentiero fino a Casa Puccio. Subito guadiamo facilmente il Canale della Capriola presso cui c'è una bella fonte-abbeveratoio. Scendiamo per tratto ameno con muretti di contenimento sulla sinistra. Poi una breve salita ci porta, a 01h 26' a Collemezzana (772m).

Collemezzana è un gruppo di case, alcune restaurate, altre ridotte a ruderi, in posizione panoramica (presente fonte, che in estate è secca). Il toponimo è stato corretto in Colle Spento, forse per indicare l'attuale desolazione del luogo, ma per tutti rimane Collemezzana. Adesso è saltuariamente abitato, ma in passato qua vivevano alcune famiglie che si dedicavano all’agricoltura nei terrazzamenti vicini. Tra gli abitanti ricordiamo il mitico Angiolo Bartolucci (1871-1945), detto il Nonno, molto ospitale con gli escursionisti di passaggio. Egli fu ucciso dai tedeschi 10 giorni prima della fine della guerra mentre accompagnava un gruppo di soldati alleati, il fatto avvenne in località La Tomba vicino alla Fania. In seguito la tradizione di ospitalità di Angiolo fu portata avanti dal nipote Agostino morto nel 2006. Oggi sulla loro casa ci sono le loro fotografie con la mitica conchiglia che serviva al Nonno per annunciare agli escursionisti l’arrivo del maltempo.

Qua arriva anche il 117 diretto a Foce di Valli. Proseguiamo sul 124 che è interamente percorribile per merito dei volontari del Cai Viareggio che lo sistemano in continuazione poiché frane e cadute di alberi sono piuttosto comuni in questa zona. All'inizio la traccia è stretta in discesa, poi segue un tratto con malferma staccionata. Subito dopo, a 01h 34', attraversiamo una traccia che sale a sinistra all'Alpeggio della Grotta (dalla cartina 4Land la traccia in discesa va a recuperare il sentiero 124). Una piccola sbarra sul sentiero indica che questa è una proprietà privata. Dalla Grotta si accede al Piton Forato (vedi relativa escursione). Proseguiamo in discesa.
Dopo 5' c'è un breve tratto di corda metallica, poi il sentiero curva verso destra, superando un modesto canale. Più avanti c'è un breve tratto di discesa scalinata e, a 01h 51', sulla destra si trova un rudere, poi iniziamo a vedere il Forato tra gli alberi, poi anche la Pania e il Corchia con le vette innevate. Dopo pochi minuti superiamo un canale e subito dopo c'è un ponte in legno su un altro canale.
A 02h 04' altro canale roccioso e subito dopo un ponte sul Fosso di Cogna, dopo il quale c'è un rudere (forse di una marginetta) cui segue un tratto degradato di ripida salita, tra gli alberi scorgiamo Pruno e Volegno. Dopo la salita seguono saliscendi. A 02h 22' siamo presso una fonte con panca per riposarsi. Dopo un po' riprende la salita, superiamo un tratto sistemato e 02h 29' un bel doppio ponte in legno ci permette di superare il Rio Capitato. Saliamo e costeggiamo per qualche metro il Rio, che teniamo a sinistra, poi saliamo verso destra. Dopo 5' arriviamo a una costruzione, detta La Faniella (785 m), presso la quale un segno indica che è possibile salire al Monte Forato (vecchio tracciato del sentiero 120). Continuiamo a salire questo crinale che è conosciuto come Penna Rossa.
A 02h 50' scendiamo con qualche tratto ripido su rocce che possono essere scivolose. In un tratto c'è anche una breve corda che non dà, comunque, molto affidamento. Segue poi una ripida discesa a tornantini da affrontare con prudenza. Termina a 03h 05'. Segue un tratto pianeggiante o di lieve salita e dopo 5' arriviamo a un gruppo di costruzioni, per lo più ruderi, conosciuto come Casa Colombaia (780 m). Pochi metri dopo c'è l'incrocio con il sentiero 120 (Cardoso-Arco Forato-innesto 116) che sale verso sinistra per l'Arco.
Proseguiamo per breve tratto comune al 120 e al 124 e a 03h 18' siamo al bivio (780m) tra i due sentieri. Il 120 scende a destra invece il 124, che seguiamo, va a sinistra. Presso il bivio c'è un'altra costruzione in pietra. Saliamo e dopo 5' siamo presso un rudere costruito addossato alla roccia (abrì). Ancora qualche minuto e a 03h 30' arriviamo ad una casa ben curata chiamata “La campanella”, come dice una iscrizione marmorea, per la campanella legata ad una fune. Qua arriva una teleferica dalla parte alta di Cardoso e un ramo scende alla vicina Casa Puccio che vediamo dall'alto. Si gode di una bella vista su Procinto, Cardoso, Pania della Croce e Corchia.
Il sentiero scende ameno fino alla Casa Puccio (768m) dove siamo a 03h 38'. Qua ci sono le indicazioni dei sentieri. Il 124 prosegue verso sinistra per la Foce di Petrosciana. Invece a destra c'è la traccia per Cardoso. C’è un cartello della Clap (Consorzio Lucchese Autotrasporti Pubblici) che qualche buontempone ha pensato bene di portare qua sopra. In realtà le case sono due a formare una elle che circonda un'aia. Su una parete c'è una lastra marmorea con data 1878. All’esterno, nelle piane circostanti, pascolavano le capre, ma poi i lupi le hanno sterminate. Qua si gode di con bella vista su Nona e Procinto. Ci fermiamo venti minuti a rifocillarci poi riprendiamo il cammino (03h 58'). Seguiremo il sentiero non segnato che si raccorda con il 120. Giriamo attorno alla casa (indicazioni) passando da un'altra porta della costruzione e costeggiamo la zona terrazzata.
La traccia è sempre molto evidente e ben camminabile. All'inizio la discesa è amena poi a 04h 05' scendiamo a tornantini con tratti scalinati. Poi i tornanti si fanno più lunghi. A 04h 20' sulla sinistra vediamo dei ruderi e più avanti scorgiamo il Forato. Segue, a 04h 28' un breve tratto scalinato, in discesa, con una corda di sicurezza. Dopo 5' ci innestiamo nel 120 presso una bella casa con fonte e giardino (Casa ai Boschi). Scendiamo per una scala in legno e siamo alla fonte. Dalla casa inizia un'ampia via privata sterrata (ancora sentiero 120) che noi adesso seguiamo in discesa. Tra gli alberi vediamo Pruno e Volegno, Corchia e Monte Alto e Sullioni. Superiamo subito la base di una teleferica sulla destra e a 04h 44' una deviazione a destra porta a un'altra abitazione.
Scendiamo a tornanti nel bosco di castagni fino alla catena che chiude lo sterrato privato. Scendiamo avendo a destra una cascata artificiale che imbriglia l’abbondante acqua del Fosso di Casalina che scende dai monti. Pochi minuti dopo siamo a un trivio dove in pratica inizia il sentiero 120. A sinistra scende lo stradello, poi via asfaltata che porta a Cardoso. In basso a destra scende un altro sterrato verso una costruzione isolata, con indicazione di strada a fondo cieco. Invece la traccia più alta, sempre verso destra porta a un piazzale con torretta dell'elettricità e un modesto edificio a servizio della Cava Casalina.
Da questo piazzale, dove siamo a 04h 52' inizia (443m) il sentiero per San Leonardo, il sito di Trogna e l'Orzale che andiamo a percorrere. Una modesta indicazione indica San Leonardo e lo stradello che si stacca verso destra. Subito vediamo, nella parte alta, la Cava Casalina abbandonata e oggi piena di acqua che andiamo a vedere velocemente.

[La cava Casalina fu attiva in galleria dall’inizio del secolo ventesimo fino al 1990 per l’estrazione di ardesia apuana in blocchi, lastre e pietre. Attualmente è in abbandono e l’accesso è chiuso da un cancello. Di rilievo è il fatto che la zona di Cardoso è rinomata per la pietra omonima che deriva dal metamorfismo di arenarie di origine granitica mentre l’ardesia deriva dal metamorfismo di arenarie calcareo-argillose.]

Saliamo oltre la vecchia cava portandoci sopra il piazzale per stradello abbastanza ampio e intercettiamo, a 05h, una conduttura per l’acqua coperta da lastre di cemento: essa da una parte va a destra sopra la cava e dall’altra va a sinistra. La conduttura giustifica il nome di Via dell'Acqua del sentiero che stiamo percorrendo e che porta all'Orzale. Proseguiamo verso sinistra e subito troviamo una teleferica abbastanza recente che porta i materiali a San Leonardo. Poco dopo a 05h 04' siamo a un bivio: sulla destra sale la traccia per il vicino Santuario di San Leonardo, servono 10' per arrivarci. È presente un cartello SAV.

[La chiesa si trova a 520 metri di quota alla base della Penna Rossa. Vi è venerata la Madonna di San Leonardo che si festeggia la domenica di Pentecoste o quella successiva. La zona è molto panoramica sulla Pania della Croce, Corchia, Procinto, Nona e Matanna anche se la chiesa è completamente circondata dagli alberi. Si sostiene che la chiesa sia stata edificata dove si trovava la chiesa del villaggio di Farneta o Casamenta distrutto da Castruccio Castracani nel XIV secolo, o, forse, abbandonato dopo una disastrosa alluvione.]

Proseguiamo per la conduttura idrica. In un paio di minuti siamo presso una vasca di cemento dove si versano le acque che scendono dal monte. Il laghetto è protetto da una recinzione ed è una struttura dell'Enel che fa parte della minicentrale idroelettrica locale della Hydroversilia srl. Proseguiamo sempre sulla conduttura e scorgiamo tra le fronde Pruno e Volegno. Superiamo alcuni canali che scendono da destra. A 05h 14' siamo al Sito di Trogna (457m). C'è un bivio: la conduttura prosegue verso destra mentre a sinistra una passerella di legno (piuttosto malmessa) con pannello esplicativo porta al masso inciso che si trova pochi metri più in alto.

[Fu scoperto nel 2009 da Stefano Pucci ed è uno dei più importanti siti di incisioni rupestri delle Apuane. Sul masso ci sono 43 pennati di varie tipologie, quattro falci, un cerchio puntato (simbolo del sole) e molte croci di cristianizzazione. Il pennato, come incisione, è molto diffuso sulle Alpi Apuane e questa è una caratteristica locale che ha pochi riscontri nel resto dell'Europa. Secondo alcuni studiosi il sito sarebbe legato ai fenomeni astronomici venendo illuminato, al solstizio d'inverno, dai raggi del sole provenienti dalla spaccatura tra il Nona e il Procinto. Per costruire la conduttura una parte del masso fu distrutta.]

Dopo 5' ci rimettiamo in cammino e poco dopo passiamo per tratto umido. A 05h 21' c'è un rudere sulla destra e poco dopo passiamo sopra il Rio Capitato dove c'è un altro rudere e strutture dell'acquedotto, in alto vediamo il Forato. A 05h 27' lasciamo la conduttura cementata e superiamo con facile guado il Fosso di Cogna, presso strutture di contenimento. Andiamo decisamente a sinistra e proseguiamo sulla conduttura che poi lasciamo di nuovo e a 05h 36' superiamo il Rio Capriolo su ponte di legno presso altre strutture dell'acquedotto. Dopo c'è un bivio e dobbiamo andare a sinistra in discesa per tratto di sentiero immerso nel verde, ma con tendenza a infrascarsi.
Poi la traccia diventa più ampia e panoramica dalla Pania al Forato. A 05h 47' ci innestiamo nell'ampio stradello che proviene da destra e avevamo già attraversato all'andata sul sentiero 117, sulla destra, più avanti, c'è un rudere. Poco dopo c'è un altro rudere a sinistra e subito dopo sale, a destra, uno stradello per un altro rudere e poi prosegue fino al 117. A 05h 57' intercettiamo il sentiero 117, saliamo a destra pochi metri e quindi chiudiamo l'anello. Ancora 5' e siamo all'Orzale dove concludiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8 km), si prende la deviazione a destra (4,8 km) per il fondovalle in direzione Stazzema. Arrivati a Pontestazzemese c'è a un bivio (6,6 km) che a destra porta a Stazzema, invece a sinistra si va a Cardoso che si raggiunge in pochi minuti (8,8 Km). Si continua per la strada e si segue poi a 9,3 km la deviazione a sinistra per la località Orzale (9,9 km).
Note
Questo itinerario ad anello permette di passare da luoghi importanti dell'Alta Versilia, dall'Orzale, a Collemezzana, a Casa Puccio e al Sito di Trogna. I panorami sul Forato e Pania, su Nona e Procinto sono molto interessanti. Il Rifugio del Mascherone e Trogna offrono le loro incisioni che testimoniano un passato importante.
Il percorso non è difficile, ma il sentiero 124 richiede continua manutenzione per contrastare smottamenti causati dalle piogge. Vecchi ruderi testimoniano la dura vita dei nostri antenati. Sono possibili deviazioni usando i vari sentieri presenti in loco in modo da variare l'itinerario descritto. La pioggia può rendere scivoloso qualche tratto del percorso. I tempi sono indicativi e riducibili da giovani allenati.