(MS-Carrara) PASSO DELLA GABELLACCIA-PILASTRO VAL DI PRATA (876 m)-CRINALE ROCCIOSO (849 m)-PENDICI DEL PUNTONE (706 m)-INNESTO SENT.197 (429 m)-PASSO DELLA GABELLACCIA
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Passo della Gabellaccia (895 m)

Località di arrivo:

Passo della Gabellaccia (895 m)

Dislivello mt.:

248

Tempo totale:

03h 20'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

nessuno

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

184◆traccia◆discesa al meglio per Puntone◆traccia◆197(ex 46)

Tipologia percorso:

Il primo tratto e quello finale sono su sentieri Cai. Si segue poi una breve traccia per il Pilastro. Da qua una traccia abbastanza evidente per il crinale roccioso. Dopo questo la traccia si fa meno evidente fino a scomparire per cui si procede al meglio nel bosco fino al Puntone. Da questo una traccia evidente con vecchi segni porta sul sentiero 197.

Immagini del percorso (65)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 15/02/2025

Qui un approfondimento sulla Gabellaccia.

Arrivati al valico della Gabellaccia, caratterizzato dai ruderi della vecchia Dogana e indicato da un cartello stradale, parcheggiamo l’auto. Possiamo farlo in uno slargo della strada, un centinaio di metri più avanti. In un paio di minuti siamo al passo (895m) sul lato destro della strada, mentre i ruderi sono a sinistra.

[Conosciuta anche come Dogana della Tecchia, la Gabellaccia è un valico tra Carrara e Lunigiana, oggi attraversato dalla provinciale per Campocecina. In passato qua passava il confine tra lo stato di Massa-Carrara (poi granducato di Modena) e il territorio di Fivizzano (granducato di Toscana), quindi passando da queste parti era necessario pagare il dazio, la cosiddetta gabella, da cui il nome dispregiativo che è rimasto alla zona. Nel 1848 con il passaggio di Fivizzano agli estensi il confine smise di esistere. Oggi rimangono solo dei ruderi che si trovano nel territorio di Carrara.]

La Gabellaccia è un importante nodo di sentieri, qua arriva il 198 (ex 47, Castelpoggio-Maestà-Gabellaccia: 4,2 km) e inizia il 184 (Gabellaccia-Case Respettolo: 5,2 km). Transitano poi il 185 (Castelpoggio-Rifugio Carrara: 6,4 km) e il 197 (ex 46, Ponte Storto-Maestà della Villa: 6,9 km) che per un tratto coincidono per separarsi proprio alla Gabellaccia. Qua sono presenti le necessarie indicazioni e questo è il punto più alto dell'escursione.

Adesso seguiamo il sentiero 184 che si trova tra il 185 che sale verso destra e il 197 che scende a sinistra (al ritorno ne percorreremo un tratto per chiudere l'anello). Il sentiero è un ampio stradello che, in passato, serviva per trasportare il minerale delle Miniere di manganese che dalla zona delle stesse, oggi sul sentiero 140, era fatto prima scendere vicino alla Cava Peghini. Il sentiero scende lievemente nel bosco con scarsa visibilità a causa della vegetazione, anche se spoglia. Nel primo tratto notiamo, in basso, sulla sinistra la mole bianca del Puntone verso cui siamo diretti.
A 17' arriviamo a una radura dove il sentiero curva. Di fronte vediamo la mole del Pilastro di Val di Prata, usato come palestra di roccia. Lasciamo il sentiero per una traccia che va a sinistra e siamo subito a una casa nel bosco (la Casina) posta proprio a fianco del Pilastro. Questa zona si trova nell'Alta Val Saliceto, conosciuta anche come Val di Prata. Aggiriamo verso destra (senso antiorario) il monte, scendendo per traccia ghiaiosa. Percorsi pochi metri saliamo a sinistra (segno rosso sbiadito) per canalino evidente e facile. Esso ci porta a 25' a un'ampia traccia, sulla destra, tra due alte pareti di roccia. La seguiamo per pochi metri e, dove le pareti terminano, saliamo alla vetta del Pilastro salendo verso destra. Il percorso è semplice ed evidente. Serve la necessaria attenzione e in qualche tratto ci aiutiamo con le mani, ma non ci sono pericoli.
A 29' siamo alla vetta del Pilastro (876m) dove si trova anche un breve tratto di catena metallica per la sosta. Il panorama si apre sulla valle, sulla Gabellaccia e sull'Appennino, non scorgiamo invece il Puntone. Dopo una breve sosta scendiamo e a 35' siamo di nuovo all'inizio dell'arrampicata. Seguiamo adesso una traccia evidente che percorre il crinale in discesa tra giovani alberi. Più avanti passiamo per rocce affioranti per traccia semplice anche se non sempre evidente, ma basta seguire il percorso di crinale.
A 46' vediamo di fronte a noi un affioramento roccioso verso cui ci dirigiamo mantenendoci sulla sinistra per seguire la traccia adesso evidente. Questo tratto di crinale roccioso è conosciuto dagli arrampicatori come "L'uomo che caga" (scusate il termine). Comunque questo nome, che abbiamo trovato sulla cartina del Cai della Spezia e su un blog di arrampicatori, non è sicuramente un toponimo locale. In pochi minuti siamo presso questo crinale, mantenendolo a destra. Saliamo facilmente a due modeste vette. A 49' siamo alla prima (849m), essa dista pochi metri dalla traccia. Scendiamo, andiamo poco avanti e saliamo all'altra (846m) a strapiombo sulla valle. Qua si trova anche un modesto palo di vetta. Subito dopo (01h 02') ci sono altre rocce e sulla destra scende una traccia, con corda, presumibilmente a servizio degli arrampicatori di questa cortina rocciosa. Infatti le pareti si sviluppano nell'altro versante del crinale. Dopo 5' siamo presso l'ultimo gruppo di rocce e scendiamo nel bosco con qualche tratto anche ripido. Iniziamo a vedere il lontananza la mole del Puntone verso cui siamo diretti che sarà il nostro riferimento. Ci aiutano nella progressione dei segni rossi posti però da qualcuno che ha fatto il nostro percorso in salita e anche una modesta traccia.
A 01h 22' siamo di fronte a un'altra roccia che aggiriamo a destra (antiorario). Aggirata la roccia andiamo a sinistra incontrando un'altra traccia che continua davanti a noi, fatti pochi metri la trascuriamo scendendo verso destra. Proseguiamo scendendo al meglio, mantenendoci sulla sinistra e scendendo verso il canale, che vediamo in basso verso sinistra, che dovremo guadare. La discesa, a tratti ripida, ci porta via un po' di tempo, ma è bene farla con prudenza, scegliendo il percorso migliore. Comunque non ci sono pericoli. Arriviamo al canale, che è il Fosso di Saliceto, tributario del Torrente Bardine. Presso di esso prospera il campanellino (Leocojum vernum) conosciuto come falso bucaneve.
A 01h 55' guadiamo facilmente il canale. Un ultimo tratto in salita ci porta, in cinque minuti, al Puntone. Si potrebbe salire a un luogo di sosta alla base più alta dello stesso, ma noi preferiamo aggirarlo in senso antiorario e, a 02h 09' arriviamo alla sosta (706m).

[Il Puntone, detto anche Dente del Gigante, è un monolite di calcare cavernoso di un ben colore bianco. Esso si stacca isolato e ben visibile anche da una certa distanza, poco a sud del modesto Monte Puntone (814 m). Noi ne stimiamo l'altezza in circa 730 m. Fu scalato nel versante ovest dall'amico Renzo Gemignani e da Luciano Ciampi, allora giovanissimi alpinisti alle prime armi. Sulle altre lisce pareti sono possibili salite artificiali come si vede dai numerosi spit.]

Dal poggio di sosta la parete è di una ventina di metri, mentre nel versante verso est è di circa una trentina. Dopo una sosta di una decina di minuti riprendiamo il cammino. Seguiamo una evidente traccia con qualche segno arancione e qualche ometto che sale a recuperare il sentiero 197. Essa inizia proprio dal luogo dove abbiamo sostato. Sale su calcare cavernoso in maniera semplice e sempre evidente. Percorsi pochi metri c'è una radura e andiamo leggermente verso destra verso una roccia che sembra una piccola grotta. Saliamo poi tra giovani alberi sempre seguendo la evidente traccia.
A 02h 35' siamo al crinale presso un piccolo masso di calcare (780m) con un flebile segno arancio molto stinto. Qua incontriamo una traccia che verso destra va in direzione del vicino Monte Puntone, mentre a sinistra recupera il sentiero 197. Andiamo a sinistra e ci innestiamo in pochissimi minuti nel sentiero stesso (770m) presso una curva decisa. Guardando indietro notiamo su un albero una modesta P arancione. Proseguiamo per il sentiero segnato e dopo un centinaio di metri c'è una curva, saliamo e subito dopo un'altra curva. Poi il sentiero prosegue più o meno rettilineo.
A 02h 51' siamo presso un ometto: qua una flebile traccia sale a destra presumibilmente alla vicina quota 849 e un'altr scende verso sinistra, probabilemnte una vecchia forestale. Proseguiamo e dopo 5' una traccia ampia sale a destra. Proseguiamo e a 03h 11' percorriamo una zona su sfasciumi, in ripida salita, che ci porta alla strada e alla fine dell'escursione a 03h 20'.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio e Fosdinovo. Molto prima di quest’ultimo paese, si prende la deviazione a destra per Campocecina (9,5 km) che si segue per altri 5 km fino alla Gabellaccia. Essa è ben riconoscibile per la presenza di ruderi sulla destra e per il cartello indicatore (Loc. Dogana Della Tecchia – Gabellaccia).
Note
Questo anello permette di salire il Pilastro Val di Prata e di ammirare il Puntone. La salita, evitabile, del Pilastro richiede un minimo di attenzione, ma è corta e semplice. Da evitarsi con neve e ghiaccio. Attenzione anche a salire sulle due vette del Crinale roccioso, anch'esse evitabili, ma la prima molto panoramica sull'Appennino e sulla seconda vetta.
La discesa per il Puntone non è difficile, ma richiede attenzione e un minimo di capacità di orientamento. Aiutano una flebile traccia, nella parte iniziale,e qualche segno rosso posto però nel senso della salita. Comunque aiuta la mole del Puntone verso cui siamo diretti e anche il modesto ruscello che dovremo guadare.
La salita dal Puntone al sentiero 197 è semplice, in buon parte la traccia è evidente e aiutano stinti segni rossi e qualche ometto. Chi volesse andare al Puntone deve seguire il percorso per la Gabellaccia a ritroso a recuperare la traccia per il Puntone stesso.