DATA ESCURSIONE: 16/02/2025
Arrivati a Cardoso continuiamo in auto per la via principale, lasciando a sinistra la deviazione per l'Orzale. Poco dopo seguiamo le indicazioni Colombetta. Saliamo qualche centinaio di metri, a una curva sulla destra c'è una casetta-captazione d’acqua con ben evidenti segni di sentiero. Questa è una presa d’acqua dove iniziano il sentiero 118 (Cardoso-Foce delle Porchette-Palagnana, 5,5 km) e il sentiero 120 (Cardoso-Arco Forato-innesto 116). In realtà sulle cartine ufficiali i due sentieri vengono fatti iniziare presso la Chiesa di Santa Maria Assunta all'inizio della strada principale di Cardoso.
Noi continuiamo in auto e parcheggiamo poco dopo, presso una cascata artificiale (431m) che imbriglia l’abbondante acqua che scende dai monti (Fosso di Casalina). Qua iniziamo l'escursione scendendo per la strada appena percorsa in auto. Dietro a noi c'è il Forato di cui si vede anche il foro, mentre sulla destra ci sono Volegno e Pruno con dietro il Monte Alto e il Sullioni. Dopo 4' siamo presso alcune case che rimangono sulla sinistra (località Colombetta).
Scendiamo ancora un po' e a 9' siamo alla casetta-captazione (presente fontana) (370m). Qua sono presenti le indicazioni dei sentieri ancora con la vecchia numerazione. Adesso seguiremo il sentiero nel bosco che, in passato, era una mulattiera conosciuta come strada vicinale delle Porchette (queste sono, localmente, i terrazzamenti coltivati), nel tratto fino a Fonte Moscoso. Qua si inserisce nella strada comunale per Palagnana che inizia da Stazzema.
Subito dopo la casetta si trova un bel ponte metallico che superiamo. Il sentiero costeggia, nella parte iniziale, il Canale Versilia (anche Torrente di Cardoso), tributario del torrente Vezza. Il percorso è evidente e ben segnato, qua e là alcuni alberi sono caduti, ma la progressione non è ostacolata, basta un po' di pazienza. Saliamo subito nel bosco con sulla destra il torrente.
A 13' passiamo presso alcuni ruderi avendo di fronte la zona del Procinto. Più avanti siamo su tratto lastricato della mulattiera, in ambiente dove prosperano i bucaneve, e passiamo tra grandi rocce con tratti di salita ripida. A 22' c'è un rudere sulla sinistra. Proseguiamo e a 29' arriviamo a una struttura di contenimento delle acque alla confluenza di alcuni corsi d'acqua (località Due Canali sulle cartine anche Porchette) e qua inizia una linea dell'acquedotto che si dirige a sinistra, più in alto del sentiero da noi percorso. Andiamo a destra in salita e dopo 5' siamo presso una casa abbastanza conservata, con scritta AV 1889. Da qua scendiamo per tratto scalinato e a 42' guadiamo il canale Versilia e ci portiamo ancora alla sinistra del canale precedente.
[Secondo la cartina i due canali che si incrociano sono il Torrente di Cardoso e il Canale Versilia, in ogni modo dopo il guado noi siamo a sinistra del primo.]
Ora scendiamo ancora un po' descrivendo una curva a U e poi riprendiamo la salita con davanti il Procinto. A 48' sulla destra c'è una piccola croce di ferro a ricordo di BF. Dopo 5', ad una curva, c'è un rudere addossato alla roccia (abrì) poco a sinistra del sentiero. Poi saliamo per tornantini fino a un'altra casa dove siamo a 01h 02'. Seguono tratti panoramici su Procinto e Nona.
A 01h 15' arriviamo a una teleferica in buon stato. Ci sono molti alberi, ma la zona è panoramica dalla Pania al Forato, al Nona e al Procinto. Procediamo fino ad arrivare, dopo 5', presso altri ruderi. Adesso il sentiero per un po' pianeggia. Più avanti, a 01h 27', percorriamo un breve tratto degradato per caduta di diversi alberi. Subito dopo passiamo un breve tratto protetto da corde metalliche, presso una cascatella che rende le rocce scivolose. Subito dopo, a 01h 31', guadiamo facilmente il canale (Fosso di Carpineto) che abbiamo finora costeggiato e che è tributario di quello di Cardoso. Dopo c'è un grosso masso che costeggiamo. Riprendiamo a salire con visuale che si apre sulla Pania e sul Corchia mentre vicino ci sono il Nona e il Procinto. Il sentiero sale per un giovane bosco.
A 01h 37' arriviamo al bivio (673m) con il sentiero basso di Traversaia, che proviene da destra presso una curva. Saliamo qualche ripido tornantino e a 01h 53' siamo al bivio con il Sentiero alto di Traversaia (754m) che proviene da destra presso una roccia. Saliamo ancora e a 02h siamo al bivio (segno rosso su un albero) (788m) con il sentiero per il Col di Grati-Casa Garibaldi che si innesterà nel 124A (vedi relativa escursione). Ancora un po' di salita e in breve siamo a Fonte di Moscoso (captazione di acqua e una bella fonte di acqua freschissima). Saliamo pochi metri e intercettiamo il sentiero 116 (Stazzema-Fornovolasco) che per un tratto è comune con il 121 (Fonte di Moscoso-Foce di San Rocchino). Adesso andiamo verso sinistra per tratto comune al 116 e al 118, ampio e in leggera salita.
A 02h 12' siamo a un altro bivio: il 118 sale a destra per la Foce delle Porchette. Noi proseguiamo a sinistra. Adesso il sentiero scende un poco fino ad alcune grotte che vediamo poco più in alto scavate nelle pendici del Nona. Siamo sempre nel bosco, ora saliamo un poco e a 02h 22' siamo a un bivio (837m): il sentiero 116 prosegue verso destra mentre a sinistra si stacca il 124A che seguiremo. Esso è un raccordo tra il sentiero 116 e il 124. Dietro noi abbiamo il Procinto, il Nona e il Matanna e davanti la cresta del Forato.
Scendiamo e dopo circa 100 metri da sinistra si raccorda il sentiero Col di Grati-Casa Garibaldi di cui abbiamo già detto. Il percorso è essenzialmente in discesa, nel bosco, con qualche tratto di salita. Nel primo tratto, ma anche più avanti, ci sono bei panorami sul Procinto e sul Nona. Scendiamo per traccia evidente e ben segnata passando presso massi di calcare cavernoso. Poco dopo aver superato una vecchia teleferica arriviamo, a 02h 33', presso i ruderi dell'alpeggio di Mancaiola a circa 790 m. Sulla destra ci sono le ultime pendici del Monte Croce, che costeggiamo, scavate dall'erosione con diverse grotte-riparo. Subito dopo attraversiamo un canale roccioso e poco dopo un secondo che ha vicino una fonte che vediamo poco più in basso.
A 02h 45' siamo presso la Casa Colleoni, ma prima di essa deviamo verso destra a vedere una costruzione addossata alla roccia (abrì) presso la quale si trova un modesto stagno dove prosperano i tritoni. Ci fermiamo qualche minuto e poi andiamo alla vicina casa.
Colleoni è un vecchio alpeggio di Cardoso citato già nel XVIII secolo, insieme all'edificio. Quest'ultimo fu abitato fino agli anni 60 del secolo scorso. Oggi è gestito da Simona e Michele che accolgono piccoli gruppi con l'intento di promuovere un turismo "leggero" (culturale, escursionistico, gastronomico e di tutela dei prodotti locali). Infatti l'edificio ospita un museo etnografico denominato "Museo dell'Alpeggio e dell'identità apuana" e c'è una piccola Azienda Agricola con orto didattico (chi volesse visitarlo può informarsi in rete, comunque non fa servizio di albergo). Il luogo è molto panoramico su Procinto e Matanna ed è circondato da vecchi terrazzamenti ormai invasi da vegetazione.
Proseguiamo in falsopiano erboso, seguono poi saliscendi nel bosco e, a 03h 03', ci innestiamo (792m) nel sentiero 124, presso un grosso masso con le necessarie indicazioni. A destra il 124 sale verso Petrosciana, noi andiamo a sinistra per Casa Puccio. Siamo in leggera discesa e a 03h 13' arriviamo a una casetta-captazione di acqua (Fonte dei Ciglieri, con casetta in passato a uso frigorifero) dove è possibile riempire le borracce. Ancora 4' e siamo a Casa Puccio (759m) con bella vista su Nona e Procinto. In realtà le case sono due a formare una elle che circonda un'aia lastricata. Su una parete c'è una lastra marmorea con data 1877. All’esterno c’è un cartello della Clap (Consorzio Lucchese Autotrasporti Pubblici) che qualche buontempone ha pensato bene di portare qua sopra. Nelle piane circostanti pascolavano le capre, ma poi i lupi le hanno sterminate.
Sostiamo 15' e a 03h 32' riprendiamo il cammino. Giriamo attorno alla casa (indicazioni) passando da un'altra porta della costruzione e costeggiamo la zona terrazzata. La traccia è sempre molto evidente e ben camminabile. All'inizio la discesa è amena poi a 03h 40' il sentiero scende a tornantini con tratti scalinati. Proprio a questa curva, pochi metri a destra, si trova una roccia (725m) con croci di cristianizzazione e altri interessanti segni da decifrare, ci attardiamo qualche minuto e poi riprendiamo il cammino. Il sito è proprio di fronte al Procinto.
Scendiamo per tornantini gradinati e poi i tornanti si fanno più lunghi. A 04h 03' sulla sinistra, un po' distanti, vediamo dei ruderi e più avanti scorgiamo il Forato. Dopo 5' a sinistra c'è un altro masso inciso con croci una delle quali molto grande. Segue un breve tratto scalinato, in discesa, con una corda di sicurezza e a 04h 18' ci innestiamo nel 120 presso una bella casa (557m) con fonte e giardino (Casa ai Boschi). Scendiamo per una scala in legno e siamo alla fonte. Dalla casa inizia un'ampia via privata sterrata (ancora sentiero 120) che noi adesso seguiamo in discesa. Tra gli alberi vediamo Pruno e Volegno, Corchia e Monte Alto e Sullioni.
Superiamo subito la base di una teleferica sulla destra e a 04h 28' a una curva si trova a destra una casetta in sassi usata come deposito e subito dopo una deviazione a destra porta a un'altra abitazione ben tenuta. Scendiamo a tornanti nel bosco di castagni fino alla catena che chiude lo sterrato privato, dove siamo a 04h 35'.
Scendiamo avendo a destra una cascata artificiale che imbriglia l’abbondante acqua del Fosso di Casalina che scende dai monti. Pochi minuti e siamo presso un piazzale con torretta dell'elettricità e un modesto edificio a servizio della Cava Casalina che si trova qua sulla destra
[La cava Casalina fu attiva in galleria dall’inizio del secolo ventesimo fino al 1990 per l’estrazione di ardesia apuana in blocchi, lastre e pietre. Attualmente è in abbandono e l’accesso è chiuso da un cancello. Di rilievo è il fatto che la zona di Cardoso è rinomata per la pietra omonima che deriva dal metamorfismo di arenarie di origine granitica mentre l’ardesia deriva dal metamorfismo di arenarie calcareo-argillose.]
A destra c'è il sentiero per San Leonardo, il sito di Trogna e l'Orzale, mentre sinistra la strada che andiamo a percorrere e, prima, uno sterrato scende a destra verso una costruzione isolata, con indicazione di strada a fondo cieco. Scendiamo per la strada e a 04h 40' concludiamo l'escursione.