DATA ESCURSIONE: 27/02/2025
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un approfondimento sulla Gabellaccia.
Questa breve escursione descrive come si arriva al Puntone direttamente dalla Gabellaccia, con percorso breve e facile.
Arrivati al valico della Gabellaccia, caratterizzato dai ruderi della vecchia Dogana e indicato da un cartello stradale, parcheggiamo l’auto. Possiamo farlo in uno slargo della strada, un centinaio di metri più avanti, sulla destra. In un paio di minuti siamo al passo (897m) sul lato destro della strada, dove sono le indicazioni dei sentieri, mentre i ruderi sono a sinistra. Il passo è panoramico sulla costa e sul promontorio di Montemarcello e, da parte opposta, sull'Appennino.
[Conosciuta anche come Dogana della Tecchia, la Gabellaccia è un valico tra Carrara e Lunigiana, oggi attraversato dalla provinciale per Campocecina. In passato qua passava il confine tra lo stato di Massa-Carrara (poi granducato di Modena) e il territorio di Fivizzano (granducato di Toscana), quindi passando da queste parti era necessario pagare il dazio, la cosiddetta gabella, da cui il nome dispregiativo che è rimasto alla zona. Nel 1848 con il passaggio di Fivizzano agli estensi il confine smise di esistere. Oggi rimangono solo dei ruderi che si trovano nel territorio di Carrara.]
La Gabellaccia è un importante nodo di sentieri, qua arriva il 198 (ex 47, Castelpoggio-Maestà-Gabellaccia: 4,2 km) e inizia il 184 (Gabellaccia-Case Respettolo: 5,2 km). Transitano poi il 185 (Castelpoggio-Rifugio Carrara: 6,4 km) e il 197 (ex 46, Ponte Storto-Maestà della Villa: 6,9 km) che per un tratto coincidono per separarsi proprio alla Gabellaccia. Qua sono presenti le necessarie indicazioni e questo è il punto più alto dell'escursione.
Seguiremo il sentiero 197 che è quello più a sinistra. Esso scende tra gli alberi con breve tratto molto ripido. Ma subito la ripidità diminuisce. Sulla destra, tra gli alberi, si intravede la mole del monolito del Puntone verso cui siamo diretti. Passiamo poi per tratto su ghiaino, con tratti aperti sulla Torre di Monzone. Stanno sbocciando le prime primule (Primula vulgaris) insieme a viole, ellebori ed epatiche. Poi segue un tratto di lieve discesa.
A 13' sulla sinistra c'è una fonte. Dopo un paio di minuti, da sinistra, arriva un'ampia traccia (833m), che porta alla strada asfaltata, la seguiremo al ritorno. Proseguiamo in discesa e poco dopo (19') a sinistra c'è un ometto che indica una flebile traccia di cui ignoriamo la destinazione, ma presumiamo per la vicina quota 849. Invece a destra scende una traccia più ampia, probabilmente una vecchia forestale.
Proseguiamo e in un paio di minuti siamo a una prima curva del sentiero, con di fronte una traccia sul crinale che al ritorno seguiremo per qualche minuto. Andiamo a sinistra e subito c'è una seconda curva cui segue un lungo tornante che ci porta a 27' a una terza decisa curva (772m) verso sinistra. Qua lasciamo il sentiero e seguiamo l'evidente traccia di fronte a noi. Su un albero poco distante una flebile traccia P arancione aiuta nell'individuare il percorso, comunque molto evidente. Sulle cartine la zona è indicata come Mandriella. In un paio di minuti arriviamo a un masso di calcare cavernoso con un modesto ometto e una utile freccia rossa. La traccia prosegue verso sinistra diretta al modesto Monte Puntone e più tardi la seguiremo per qualche minuto. Invece adesso andiamo a destra del masso per il sito del monolito del Puntone. La traccia in parte porta dei flebili segni arancio e rossi ed è piuttosto evidente, ma è bene seguire le indicazioni per non sbagliare percorso. Pochi metri dal masso scendiamo e poi seguiamo l'evidente traccia verso destra. Attenzione poiché c'è subito un bivio: non si deve salire per l'evidente traccia sulla destra, bensì scendere a sinistra (segno rosso su un albero). Subito dopo si incontra un ometto.
A 30' si va a destra per traccia evidente (ometto) quasi in parina poi scende. Proseguiamo con attenzione per non perdere la traccia per cui i tempi sono un po' più lunghi del dovuto. A 40' scendiamo verso sinistra per tratto più ripido scegliendo sempre il percorso migliore tra segni e ometti, ma non ci sono difficoltà. A 44' siamo presso delle rocce che formano una sorta di piccolo riparo, segue una specie di piccola radura con il Puntone ormai ben visibile. Seguiamo la traccia in discesa e a 50' siamo al Puntone (694 m) in un luogo di sosta alla base più alta dello stesso.
[Il Puntone, detto anche Dente del Gigante, è un monolite di calcare cavernoso di un ben colore grigiastro. Esso si stacca isolato e ben visibile anche da una certa distanza, poco a sud del modesto Monte Puntone (814 m). Noi ne stimiamo l'altezza in circa 720 m. Fu scalato nel versante ovest dall'amico Renzo Gemignani e da Luciano Ciampi, allora giovanissimi alpinisti alle prime armi. Sulle altre lisce pareti sono possibili salite artificiali come si vede dai numerosi spit.]
Ricordiamo che il Puntone non è riportato nelle cartine, come peraltro i numerosi spuntoni rocciosi presenti in zona. È possibile girare attorno al monolito, meglio in senso orario, e arrivare al versante est dove la parete è più alta (circa una trentina di metri) mentre dove siamo noi è circa venti metri. Alcune piante hanno colonizzato le pareti, in particolare due bei lecci nella parte sommitale. Delle scritte indicano alcune vie di arrampicata artificiale. La discesa verso destra è impegnativa su ripida roccia, per cui è necessario scendere ancora più sulla destra.
Dopo una breve sosta, a 58', torniamo indietro per lo stesso percorso. Saliamo per il calcare cavernoso, poi per la radura e a 01h 02' siamo alla sorta di riparo sotto roccia. Saliamo e dopo meno di cinque minuti andiamo a destra per il tratto più tranquillo. Poi saliamo a sinistra per tratto più ripido.
A 01h 12' siamo al bivio dove è possibile sbagliare e dopo un minuto siamo alla roccia con il segno. Adesso seguiamo per qualche minuto la traccia evidente in direzione Monte Puntato. Essa ben presto passa su rocce fino ad arrivare a una sorta di pianoro (791 m) dove ci fermiamo a 01h 16'. Questa è la quota 783 delle cartine. Da qua si vede una traccia in discesa, che poi salirà alla vetta boscosa del vicino Monte Puntone. Ci torneremo in futuro, adesso torniamo indietro.
A 01h 23' siamo nuovamente al masso con la freccia e dopo 2' siamo sul sentiero 197. Fatti pochi metri seguiamo una traccia verso sinistra che sale al crinale che poi seguiamo verso destra per evidente e facile traccia da cui in lontananza si nota ancora il Puntone. A 01h 32' siamo nuovamente sul sentiero. Lo seguiamo e a 01h 36' siamo all'ometto con traccia che sale a destra e dopo 5' siamo all'ampio stradello che sale a destra e che seguiremo fino alla strada. Naturalmente chi preferisce seguirà il 197 fino alla Gabellaccia. Saliamo due tornanti, il secondo è più lungo e a 01h 48' siamo sulla strada per Campocecina presso una decisa curva. C'è da dire che prima della curva sullo stradello c'è una discarica di rifiuti che ci rovina un po' l'escursione. Andiamo adesso a sinistra per la strada, con qualche scorcio panoramico su Torre di Monzone e Rocca di Tenerano e con le prime fioriture sulle rocce sulla destra. Superiamo la Gabellaccia e a 02h terminiamo l'escursione.