DATA ESCURSIONE: 08/03/2025
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un approfondimento sul Monte Sagro.
L'escursione è finalizzata a una visita, non frettolosa, ai Capannelli del Sagro. La salita al Sagro è quindi accessoria ed evitabile, riducendo l'escursione di circa 50'.
Partiamo dal Piazzale di Pianza (1275m): è ampio e molto panoramico sui bacini marmiferi, sulla città di Carrara, sulla costa fino al Golfo della Spezia. Ben visibili sono le isole dell'arcipelago e, nelle giornate molto limpide, anche la Corsica. Da una parte c'è il Monte Borla e dall'altra il Sagro e il Maggiore. Qua arriva la marmifera Walton dall'Uccelliera che poi scende a sinistra dove c'è l'indicazione di Fivizzano. Invece a destra continua ancora la marmifera fino a una galleria, mai terminata per le Cave della Faggiola. La zona è importante nodo di sentieri: il 139⇧ Torano-Vinca-Equi Terme (con il tratto iniziale recuperato da poco); il 172 Foce di Pianza-Foce Luccica, il 173 Campocecina-Capanna Garnerone e il 174 Foce di Pianza-Casa Cardeto.
Saliamo subito alla bella cresta di marmo che costituisce il confine tra i comuni di Carrara e di Fivizzano, sulla sinistra abbiamo il Sagro, mangiato in basso dalle cave, e, sulla destra, il panorama si apre fino alla costa. Un breve tratto, su una cava abbandonata sulla destra, è protetto da un filo di acciaio, è bene non sporgersi e procedere con prudenza. A 15' siamo al bivio tra i sentieri 172 e 173 (1308m). Noi seguiamo il 172, mentre al ritorno scenderemo dall'altro. Il sentiero è intagliato nel marmo e aggira Quota 1341 fino ad arrivare a un tratto panoramico sulla piramide del Sagro. Qua, sulla destra in basso, si nota l’ingresso della galleria mai terminata.
Adesso saliamo qualche metro fino a vecchie trincee della guerra e poi il sentiero costeggia il crinale della Faggiola, che costituisce confine amministrativo tra i comuni di Carrara e Fivizzano. Noi però, dopo una sorta di riparo nella roccia, saliamo al meglio a recuperare il crinale panoramico.
A 32' siamo su detto crinale a Quota 1381 (1380m). Lo percorriamo con facilità fino ad arrivare in una decina di minuti al punto più alto dello stesso (quota 1424). Cominciamo a scendere notando delle aperture di possibili grotte e a 47' siamo di nuovo sul sentiero 172 in un pianoro panoramico sulle cave e sul mare. In pochi minuti aggiriamo, lasciandolo sulla destra, il Monte della Faggiola (1455 m), sul quale è ben evidente un cippo confinario. Da qui per tracce di sentiero si può salire al non facile monte Maggiore (1396 m). Il sentiero curva verso sinistra e se, invece del sentiero, si segue il crinale, che è poco più in alto, il panorama si apre sulle sottostanti cave, sul crinale della Cima d’Uomo e sul paese di Colonnata. Sulla sinistra c’è il Vergheto e il relativo crinale per le Casette e la zona di Gioia e della Brugiana, in secondo piano abbiamo le Apuane centrali fino alle Panie.
Proseguiamo fiancheggiando il boschetto della Faggiola, a sinistra, e l’ingresso di una grotta, avendo a destra la modesta Cima di Bozzarello (1466 m). A 01h siamo a Foce della Faggiola (1456m) alla base del Poggio della Signora (1568 m). Il sentiero 172 continua, a destra, per Foce Luccica. Invece per tracce è possibile salire al Poggio, proseguire per lo Spallone e arrivare al Sagro per percorso impegnativo. Adesso seguiremo il sentiero blu di vetta che va verso sinistra. Il sentiero non è impegnativo, è solo faticoso nell'ultima parte, prima della cresta sommitale. Proseguiamo per tratto quasi pianeggiante, poi saliamo per scendere di nuovo a un pianoro dove siamo a 01h 15'. Qua si stacca (1486m), sulla sinistra, una traccia per i Capannelli del Sagro, ruderi di vecchie abitazioni di pastori, continuando il quale si arriva al sentiero 173. Ci passeremo al ritorno dalla vetta, lo scopo dell'escursione è proprio una visita non affrettata a questi ruderi.
Adesso saliamo alla vetta del Sagro. Saliamo ripidi a recuperare un'ampia cresta che seguiamo verso destra. Saliamo poi seguono alcuni tornanti e andiamo a sinistra costeggiando il monte sul versante a mare, prima nel sentiero scavato nella terra e poi sulla roccia, sempre molto agevole, di fronte vediamo il monte Borla e scorci della Lunigiana. A 01h 50' siamo a un bivio (1660m). Qua arriva da sinistra un altro sentiero blu che percorre la cresta ovest del Sagro e si stacca dal 173. Iniziamo dieci minuti di ripida salita alla cresta sommitale, in parte seguendo la traccia, in parte al meglio. Arrivati alla cresta il panorama si apre a mozzafiato sull'alta valle di Vinca, in basso appare il borgo. In alto c’è il Pizzo d’Uccello, imponente di fronte a noi, con la cresta Nattapiana e, poi, a destra la cresta Garnerone, il Grondilice, il Contrario, il Cavallo e la Tambura e in secondo piano il Pisanino.
A 02h 10' siamo in vetta (1749m) dove si trova la croce sommitale e un piedistallo di marmo con la rosa dei venti e indicazione della posizione delle cime e delle isole donata dal Lions Club nel 2001. Il panorama si apre sul vicino Spallone e sulla costa e sulla Apuane Centrali. [Va sottolineato il fatto che la salita alla cresta (quote 1381 e 1424) e alcune soste a parlare con altri escursionisti hanno allungato il tempo di salita alla vetta che per giovani allenati è di almeno 30' inferiore.]
Dopo una breve sosta scendiamo per il percorso fatto in precedenza. A 02h 36' siamo al bivio dei due sentieri blu. A 03h 06' siamo al pianoro dove si stacca la traccia per i Capannelli. Andiamo quindi verso destra recuperando una ampia e flebile traccia, alla sinistra della quale c'è un canale che scende. Proseguiamo e, a 03h 15', siamo su evidente traccia che va a destra in discesa. Vediamo di fronte il nucleo più basso dei Capannelli e quindi scendiamo. Volendo si potrebbe andare verso sinistra e portarsi subito alla parte alta dei Capannelli.
[I Capannelli del Sagro sono il villaggio pastorale più alto presente sulle Apuane, tra i 1400 e i 1380 metri. È formato da due nuclei, distanti un centinaio di metri l'uno dall'altro. Il nucleo meridionale, più grande e più alto, è addossato a una parete rocciosa verticale, su cui ci sono molte incisioni. A questa parete sono addossate due vasche per la raccolta dell'acqua. Sono circa una ventina di edifici in pietra i cui i tetti sono crollati. Erano edifici a un piano, spesso con un pilastro centrale su cui appoggiare le travi di castagno. La copertura era in piastre. Molte sono le vasche per la raccolta delle acque e le case avevano dei forni, uno almeno si è conservato. Tra i ruderi si trovano diverse pietre incise. Tra le incisioni della parete verticale c'è l'immagine di un militare ben riconoscibile, poi un volto che dovrebbe essere quello di Lenin, dei pennati, una falce e martello e altro. Il villaggio fu residenza estiva dei pastori di Vinca, forse per secoli. Qua trovarono rifugio perseguitati politici (Fatti di Lunigiana del 1894). Poi fu usato dai cavatori delle vicine cave del Borla e del Sagro. Fu abbandonato definitivamente negli anni 70 del secolo scorso.]
Scendiamo e vediamo anche il nucleo più alto sulla sinistra. Di fronte a noi la traccia continua per dirigersi all'Acqua del Sagro, dove andremo più tardi. Dopo 5' di discesa decidiamo di andare verso sinistra per portarci al nucleo più alto. Scendiamo per ampio e facile canale avendo a destra un crinale roccioso che può, a sua volta, essere seguito. Andiamo poi leggermente a destra e a 03h 25' siamo alle case (1402m) del nucleo alto. Siamo a circa 1400 metri e qua prosperano i lamponi che in questa stagioni sono secchi, permettendoci una facile progressione. Ci portiamo poi alla verticale parete rocciosa dove vediamo interessanti incisioni, anche se le stesse non si distinguono bene con la luce di mezzogiorno. Vediamo un militare di incerta origine (toscano o di Modena?), ma sicuramente l'incisione è precedente l'unificazione. Alcuni accenni di pennati, delle lettere, una testa che dovrebbe essere quella di Lenin e una falce e martello piuttosto erosa. Servirebbe tempo e pazienza per identificare tutte le incisioni. Tra l'altro in precedenti escursioni in questi luoghi abbiamo fotografato lastre di marmo incise di gran interesse e altre dovrebbero essercene. Addossata alla parete c'è una vasca per la raccolta delle acque. Poi andiamo verso le ultime case dove siamo a 03h 36'. Anche qua troviamo una vasca per la raccolta delle acque addossata alla parte del monte, più piccola dell'altra. Nel muoverci tra i ruderi vediamo molte vasche in marmo alcune ancora in buono stato.
Adesso scendiamo dalle ultime case spostandoci un po' sulla sinistra. Troviamo dei massi scavati e notiamo in certe case dei pilastri su cui poggiavano le travi di castagno. Scendiamo per il percorso più agevole e costeggiamo anche una vecchia discarica di bottiglie di vetro e altro materiale anch'essa meritevole di attenzione (sarà lavoro per gli archeologi del futuro). Poi una sorta di traccia passa su roccia e, a 03h 50', siamo al secondo gruppo di case. Presso l'ultima casa c'è, ancora intatto, un forno per cuocere il pane e una iscrizione del 1916. Presso questi ruderi in estate prospera l'origano.
Sostiamo per circa 15' e a 04h 15' riprendiamo il cammino per andare all'Acqua del Sagro. Puntiamo un pino di fronte a noi, da cui passa la vecchia traccia, ci spostiamo un po' in alto sulla destra recuperando il percorso corretto. Tra l'altro vediamo bene in alto la traccia per il sito verso cui stiamo andando.
A 04h 20' attraversiamo un canale su ponte di blocchetti. Da qua saliamo su roccia, poi per tratto erboso e dopo 3' attraversiamo un altro canale da cui per ampia traccia evidente arriviamo al sito dell'Acqua del Sagro. Saliamo qualche metro e a 04h 28' siamo alla vasca (1412m). Qua c'è una grotta che scende da destra e un muro costruito dall'uomo che permette di conservare l'acqua. La vasca era a servizio degli abitanti dei Capannelli. A sinistra, alla base di una cuspide rocciosa, si trova un crocifisso con scritta che invita alla pace (1980) e una lapide che ricorda un caduto (1973).
Seguiamo una flebile traccia tra la vegetazione e, a 04h 37', siamo sul sentiero 173. Qua c'è un cumulo di sassi e una lieve freccia rossa. Salendo a destra in un paio di minuti c'è il bivio tra il 173 che va a sinistra per la Foce del Faneletto e la traccia blu di vetta per il crinale Ovest del Sagro. Noi invece scendiamo verso sinistra. Il primo tratto è piuttosto ripido, poi diventa più tranquillo. Segue un tratto erboso, poi il sentiero prosegue su sfasciumi di marmo. Sulla destra ci sono le cave abbandonate del Sagro.
Proseguiamo poi per tornantini e un ultimo lungo tornante su marmo ci porta a 05h 02' a un canalino da cui risaliamo per poi scendere nuovamente. Dopo 3' siamo presso un altro canale, da cui saliamo, per breve tratto ripido su roccia, per aggirare la Quota 1341. Seguiamo la traccia più bassa e più semplice invece del sentiero. A 05h 15' saliamo verso sinistra e, in 5', recuperiamo facilmente il bivio tra il 172 e il 173. Ripercorriamo il crinale dell'inizio e a 05h 34' terminiamo l'escursione a Pianza.