DATA ESCURSIONE: 21/04/2025
Iniziamo l'escursione dal grande parcheggio (465m), che si trova poco prima della ripida salita per Colonnata. Nel parcheggio c'è la vecchia stazione Colonnata della marmifera e una larderia che funziona da bar ristoro. Ricordiamo che l’accesso in auto al borgo è soggetto a limitazioni, in estate e nei fine settimana. Infatti, molti sono i turisti che vengono a Colonnata. Quindi saliamo per la strada asfaltata e, al terzo tornante, a 10', c’è una scalinata, verso destra, che porta ad una scorciatoia per il borgo. Purtroppo, un recente smottamento ha distrutto la parte iniziale di questo stradello. Quindi proseguiamo per strada asfaltata.
A 18’, ad una curva della strada, la lasciamo per andare a sinistra dove si trova il parcheggio. Da esso una scalinata (presenti bagni pubblici) porta alla piazza principale (Piazza Palestro), lastricata di marmo. È presente una fontana, un busto di Mazzini e diverse lapidi anarchiche ed è ben visibile il campanile in pietra e marmo della Chiesa di San Bartolomeo (XVI sec).
[Colonnata è un borgo del Comune di Carrara situato su uno sperone roccioso a cavallo tra la Fossa del Canalone e il Canale del Vento. Il paese si biforca per seguire i due canali. Colonnata è di origine romana (II secolo), probabilmente fu costruita da schiavi che estraevano il marmo dalle vicine cave. Comunque, le prime notizie storiche sono del XII secolo. Nelle zone vicine sono stati ritrovati importanti reperti archeologici. Il nome deriva da cŏlōnĭa: stazione di coloni, colonia di villici, oppure da cŏlumna: colonna, quindi zona delle colonne. Il borgo sopravvisse nel medioevo con agricoltura di sussistenza, pastorizia e allevamento dei maiali per poi diventare paese di cavatori con la ripresa dell’attività estrattiva nel XVII secolo.]
In piazza ci sono le indicazioni dei sentieri. Sulla destra inizia il sentiero 138⇧ (Colonnata-Vinca) che seguiremo. Inoltre, qua transita il sentiero 195 (Colonnata-Vergheto-Tamburone-Colonnata) che si sviluppa come un anello e passa per la Cima d’Uomo. Seguiamo il sentiero che passa per Via Giardino. Essa è una stretta strada asfaltata fiancheggiata da abitazioni. Subito, a destra, si trova una delle rinomate larderie di Colonnata. Infatti, questo borgo è famoso per il lardo IGP, che viene stagionato in conche di marmo dopo essere stato aromatizzato con spezie ed erbe locali. Esso era il cibo povero dei lavoratori del marmo, mentre oggi è molto apprezzato in tutta Italia. [Ogni anno si tiene a Colonnata una apprezzata Festa del Lardo.]
Saliamo e, a 25’, abbiamo sulla destra le indicazioni del 195 (548 m) che si dirige al Tamburone, con deviazione per il David di Kobra. Lo seguiremo al ritorno. Adesso saliamo e in un paio di minuti siamo presso l'Oratorio di Maria Addolorata (XVI secolo) con bel campanile. Fu restaurato, nel XIX secolo, dalla famiglia Cattani che lo usa come sepoltura. Saliamo ancora qualche tratto ripido, e, a 30’, lasciamo la strada per un sentiero cementato che ben presto diventa mulattiera. Superiamo alcune costruzioni e una captazione per l'acqua potabile dopo la quale proseguiamo nel bosco. Molto più in basso scorre, a destra, il Canale del Vento (o Canale di Vendreta) che è il tratto iniziale del Torrente Carrione, il fiume di Carrara. Saliamo leggermente e, a 43', arriviamo a un ponte metallico sul Canale del Vento, che attraversiamo. Sulla destra continua una traccia che trascuriamo (vedi escursione per le Sorgenti del Carrione. Presso il ponte c'è una piccola costruzione che può servire da riparo in caso di pioggia.
Adesso la salita si fa più ripida e, dopo un centinaio di metri, siamo a un bivio: a destra si sale a una vicina costruzione usata dai pastori, noi invece continuiamo verso sinistra per tratto ripido e scalinato. Poi il sentiero prosegue nel castagneto con lunghi tornanti meno ripidi. Più avanti, a 01h 15', intravediamo, tra le fronde, la zona delle Cave di Gioia, ben visibili quando in inverno gli alberi perdono le foglie. Saliamo ancora e, a 01h 26’, troviamo l'indicazione (801 m) di un raccordo per il sentiero 169 (Casette-Forno) verso destra. Questo raccordo è oggi parte del sentiero 195 e lo percorreremo al ritorno.
Saliamo e, poco dopo, arriviamo presso un grosso castagno dove, da destra, arriva una traccia dalla strada asfaltata che sale da Forno. Lungo il sentiero troviamo diversi massi con coppelle (molto interessante uno con quattro coppelle) e qualche altro segno, in particolare uno che sembra avere inciso un antropomorfo di incerta lettura (rimandiamo alla relativa escursione). Va aggiunto che queste pietre sono state spostate dalla collocazione originaria per essere riutilizzate per costruire la mulattiera sentiero per il Vergheto, che dovrebbe risalire a circa 90 anni fa.
Saliamo trovando le prime case del Vergheto, alcune ormai ruderi e, a 01h 38', siamo alla marginetta del Vergheto (861m). Essa è stata recentemente restaurata e ha all'interno un'icona marmorea della Maria Santissima del Bon Consiglio del 1864. Di fronte alla marginetta c’è il nucleo principale delle case del borgo, alcune restaurate e, saltuariamente, abitate. Esso è in posizione molto panoramica sulle Alpi Apuane: Sagro, Grondilice, Contrario, Cavallo, Sella, Tambura e Altissimo. Esso è diviso tra Carrara (Colonnata) e Massa (Forno) e si trova sul crinale che separa la valle di Colonnata da quella di Forno.
[Il termine Vergheto è riferito alla zona, coperta per lo più da castagni e interamente nel Comune di Carrara, che si trova subito a est della Cima d'Uomo nella Valle del Canale del Vento. Il termine (anche Verghetto) deriva da virgētum: piantonaio, cioè luogo dove si interrano pianticelle innestate fino a raggiungere lo sviluppo necessario per metterle e dimora. Era alpeggio e quindi sede di attività silvo-pastorali, sia dei pastori di Colonnata che di Forno.]
Proseguiamo per sentiero ameno. In pochi minuti siamo a un bivio. A sinistra scende il 195 per le cosiddette Sorgenti del Carrione. Noi, invece, saliamo a destra per Foce Luccica, mantenendoci nel bosco mentre in alto, a destra, c’è il crinale divisorio tra Carrara e Massa. Salendo il panorama si aprirà su Maggiore, Cima d’Uomo e Sagro, sullo sfondo la Cava dei Campanili (a sinistra) che ha ormai distrutto la cresta spartiacque tra Colonnata e Miseglia. Ben visibili sono anche la Cava della Verzolina e la Lizza del padre nostro, oggi sentiero 195A.
A 01h 55’ siamo presso i ruderi della Ca' di Ciccianera, in tratto aperto e panoramico. Più avanti il sentiero, a tratti, è costeggiato da fastidiosi ginestroni e poi sale più ripido. C'è da dire però che la sede del sentiero è perfettamente percorribile, mentre in estate qua prosperano le felci. Continuiamo a salire, rientrando nel bosco. Per poi uscirne per il tratto di salita per la Foce Luccica. Qua troviamo un tratto di sentiero interessato da un recente smottamento, presso un masso (occorre un po’ di attenzione).
A 02h 18’ siamo al bivio tra il 138⇧ che sale alla vicina foce e il 172 (Foce di Pianza-Foce Luccica) che va a sinistra. Saliamo qualche tornantino e, a 02h 24’, arriviamo a Foce Luccica che è un intaglio alla base della cresta est del monte Spallone. È presente un’icona marmorea della Madonna. Il luogo è ameno e molto panoramico sulle Apuane dal Sagro fino al monte Sella, con in primo piano il monte Rasori e il Poggio di Navola, qua è anche presente una ricca fioritura di crochi quando è il periodo adatto. In lontananza vediamo la Casa Pisani verso cui siamo diretti.
Proseguiamo per il 138⇧, esso continua in lieve salita, e qualche discesina, a mezza costa delle pendici est dello Spallone. Attraversa alcuni ravaneti che scendono dalle vecchie cave sovrastanti fino ad arrivare alla casa Pisani. Oggi vediamo le prime fioriture di orchidee, tra cui delle bellissime ofridi. Percorriamo il primo tratto di sentiero abbastanza stretto, ma ben camminabile. A 02h 39’ siamo al bivio evidente per Cava Pisani. A sinistra sale una via di lizza per la cava, qua c'è un blocco di marmo con le indicazioni e il sentiero 138⇧ scende un pochino in direzione Casa Pisani.
[Ricordiamo che siamo nel versante massese dello Spallone. Qua l'estrazione del marmo iniziò nella seconda metà del secolo XIX. Furono aperte alcune cave e costruiti diversi edifici e arditissime vie di lizza, che scendevano al Canal Regollo. I risultati non furono soddisfacenti e le cave furono tutte chiuse. La cava Pisani fu aperta da Pietro Pisani negli anni Dieci del XX secolo.]
Adesso superiamo, in successione, tre ravaneti in cui la traccia è ben stabilizzata. Nel primo scendono grosse funi metalliche di una teleferica di cui si vede, in alto, il punto di partenza. Una è piuttosto bassa e dobbiamo passargli sotto. Proseguiamo per altri due ravaneti, poi saliamo qualche metro per poi scendere alla Casa Pisani (1068m) dove arriviamo a 03h. Alcuni scalini in cemento portano al pianoro dove è costruita la struttura. Questo edificio è conosciuto, e indicato, nelle cartine come Casa dei Pisani, in realtà esso non ha a che fare con gli abitanti della città toscana. Il suo nome, infatti, ricorda Pietro Pisani imprenditore che operò in questa zona e lo fece costruire. Esso è naturalmente legato all'escavazione del marmo, presenta una torretta per la linea elettrica, resti di motori e una stazione della teleferica. Il tetto dell'edificio è ormai caduto. Le stanze ospitavano i cavatori per la notte. La zona è molto panoramica, dal Sagro al Sella e oltre. In basso si vedono il selvaggio Canal Regollo, i ruderi delle Capanne di Navola. Di fronte c'è il Poggio di Navola con dietro il Monte Rasori. Da parte opposta c'è la zona delle cave ormai abbandonate con tracce delle antiche vie di lizza. Il sentiero 138⇧ prosegue verso la Foce di Vinca e si scorge, in lontananza, la Casa al Riccio, più grande della Pisani, che serviva le Cave delle Bore del Sagro.
Sostiamo presso la Casa per circa 10' e a 03h 10' torniamo indietro seguendo il percorso dell’andata. A 03h 38’ siamo di nuovo a Foce Luccica. A 04h 12’ siamo al Vergheto e sostiamo per riprendere il cammino a 04h 30’. Scendiamo al bosco e, in una decina di minuti, siamo al raccordo (sentiero 195) per il 169. Siamo nel castagneto e lo seguiamo per qualche minuto.
[Questo è il Pianello, un ripiano in un bosco di castagni centenari a confine tra Carrara e Massa. Esso è luogo di campeggio libero e di picnic estivi. Qua arriva un ampio sterrato continuazione della strada asfaltata da Forno.]
Poi le indicazioni, su un albero, ci dicono di andare a destra e subito a sinistra, per evidente traccia. Segue un tratto di ripida discesa tra stipe e, a 04h 52’, inizia la cresta di Venedreta (743m). Dopo 5’ siamo al Colle dei Prunetti con indicazione dei sentieri. A sinistra scende il 169 (Forno-Casette) per Forno, mentre sulla cresta continua il 169/195 che seguiremo. Al colle arriva anche una traccia con vecchi segni che si stacca, più in basso, dal 169 presso una cisterna per la captazione delle acque. Percorreremo la cresta del Tamburone (o di Venedreta) confine tra il bacino del Carrione e il bacino del Frigido. Il percorso è divertente, per lo più su facili rocce, panoramico su Colonnata, Cima d'Uomo, Monte Maggiore e Sagro da una parte e sulle Casette e poi Forno dall'altra. Dalla parte di Colonnata poi la visuale arriva al mare e al Golfo della Spezia. Il panorama è notevole su tutte le Apuane dal Monte Maggiore all'Altissimo.
Proseguiamo sulla facile cresta e, dopo una decina di minuti, ci spostiamo nel bosco verso destra, nel versante carrarino. Segue anche qualche tratto in salita e qualche spiazzo panoramico. A 05h 27’ siamo al bivio del 195 (779m) che sale, da destra, da Colonnata. Il 169 prosegue in avanti. A breve distanza si trova la croce bianca (Croce di Gioia 787 m). Il luogo è molto panoramico. Proseguendo sul 169 si arriva, in pochi minuti, al bivio per la Cima di Gioia dove si trova la testa del David dell’artista Kobra (vedi relativa escursione).
Adesso scenderemo con il 195 per tornare a Colonnata. La traccia è in discesa, con qualche tratto ripido, a tratti scalinato, che può essere scivoloso dopo giornate di pioggia, come oggi. Quindi la discesa sarà piuttosto lenta per evitare di scivolare. Il primo tratto è su roccette, abbastanza panoramico su quello che rimane della Cima di Gioia. Poi proseguiamo nel bosco con tornanti anche ripidi e la traccia è pulita e sistemata con tronchi a mo' di scalini. Un ultimo tratto è parallelo al Canale del Vento e a 06h 10’ lo attraversiamo con facile guado. Poi saliamo, tra muretti e recinzioni di orti, per tratto degradato, e a, 06h 16’, ci innestiamo nel 138⇧ presso una casa gialla.
[Ricordiamo che quello che abbiamo percorso dalla Croce di Gioia è un antico sentiero usato, in passato, dai cavatori di Colonnata per recarsi al lavoro alle Cave alte di Gioia. Il Cai di Carrara lo ha recuperato e reso fruibile per accedere facilmente alla bella Testa del David.]
Andiamo a sinistra e seguendo il percorso dell’andata a 06h 37’ terminiamo l’escursione.