(MS-Massa) RESCETO–VIA VANDELLI–INNESTO VIOTTOLO DEI BRIGANTI (878 m)–INNESTO 163 (1294 m)–VIA VANDELLIi (1314 m)–RESCETO
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Resceto piazzetta (515 m)

Località di arrivo:

Resceto piazzetta (515 m)

Dislivello mt.:

814

Tempo totale:

6h

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Resceto, Rifugio Campaniletti (con deviazione)

Rifornimento acqua:

Resceto

Tratti ferrata:

No(brevi tratti assicurati)

Sequenza sentieri:

135⇧(ex 35)◆viottolo dei Briganti◆163◆135⇧(ex 35)

Tipologia percorso:

Il Sentiero dei Briganti è ben segnato ed evidente. Il resto è Via Vandelli.

Immagini del percorso (70)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 01/06/2025

Qui un approfondimento sulla Via Vandelli.

Partiamo dal paese di Resceto dove è semplice parcheggiare: o alla fine della strada principale, in una piccola piazzetta (516m), o lungo la strada, preferibilmente prima del borgo per non impedire ai residenti di parcheggiare. C’è da dire però, che nel 2024, il Comune di Massa ha posto, nei fine settimana, da fine giugno ai primi di settembre, un divieto di transito e di sosta, che inizia dal bivio Forno/Resceto. Comunque, esiste la possibilità di avere dei permessi di transito per chi vuole fare escursioni in montagna. È bene quindi informarsi se il divieto sarà in vigore anche negli anni successivi.

[Il nome Rescéto deriva, forse, dal termine dialettale réscia, di origine versiliese, usato per indicare i rovi. Il borgo si trova, in posizione molto panoramica, ai piedi della Tambura e del Monte Cavallo ed è dominato dalla mole di Piastra Marina. La carrozzabile della Bassa Tambura finisce nella piazzetta di questo borgo da cui continua diventando la famosa Via Vandelli. Resceto si sviluppò proprio dopo la costruzione della Vandelli, era un paese di cavatori e di pastori, le case sono costruite con ardesia e brecciame di marmo. La chiesa è intitolata alla Beata Vergine del Carmine e risale al XVIII secolo con rifacimenti successivi, il campanile fu aggiunto nel 1931.]

Ricordiamo che dalla piazzetta iniziano diversi sentieri. Il 161 (Resceto-Forno) in discesa rispetto alla piazzetta. Da parte opposta (in salita) iniziano i sentieri 135⇧ Via Vandelli (Resceto-Arnetola), 166 (Resceto-Lizza Magnani-Passo della Focolaccia) e 170 (Resceto-Foce della Vettolina-Case Carpano), con tratto iniziale in comune. Il 165 (Resceto-Focetta dell'Acqua Fredda) scende per il borgo per percorrere poi il Canale dei Vernacchi.

Noi partiamo dalla piazzetta dove è presente una fontana (che in estate può essere a secco) e un monumento ai caduti di tutte le guerre, con statua di un alpino (1985). Il parcheggio è panoramico sul Canale dei Vernacchi. Saliamo per la strada, ancora asfaltata, sopra il parcheggio e, subito, troviamo sulla destra una marginetta con icona marmorea di San Giovanni Battista che battezza Cristo. Proseguiamo e la strada ben presto diventa sterrata e, a 7', arriviamo alla base di un ripido canalone, con muretti di cemento armato, per imbrigliare la forza delle acque, e sulla roccia c'è la scritta strada Vandelli Km 6, in pratica qua inizia la via Vandelli (servono 6 km per arrivare al Passo della Tambura)

[La Vandelli era una strada progettata dall’ingegner Domenico Vandelli e costruita a metà del 1700 per unire Modena con Massa. Doveva essere carrozzabile, ma in realtà fu poco più di una mulattiera, almeno nella zona di crinale. Attualmente il versante massese è stato in parte restaurato e reso facilmente percorribile. Negli ultimi anni sono cresciuti anche molti alberi per cui a tratti il percorso è all’ombra, ma rimane una salita aspra e faticosa ripagata dalla bellezza dei panorami.]

Come detto, il primo tratto del sentiero è comune ai sentieri 135⇧ Via Vandelli, 170 e 166. A 10' siamo allo Zucco di Zanghìn, qua la visuale si apre sulla via Vandelli che vediamo inerpicarsi, sulla destra, e sulla lizza Magnani (sentiero 166, anche lizza del Pianone o lizza Silvia) che sale le pendici del monte Cavallo. Ricordiamo che da qualche tempo qua c'è la piazzola dell'elicottero e vi è stata murata, nel 2017, una lapide che ricorda la fatica delle donne massesi che durante la guerra percorrevano la Vandelli per recarsi in Emilia a scambiare il sale con farina e altro cibo.
Poco dopo, a 12', sulla sinistra si stacca (578m) il sentiero 170 diretto alla Foce della Vettolina. Proseguiamo in salita e, a 20', siamo presso la Casa del Fondo (627 m) da cui, a sinistra in salita, iniziava la Via di Lizza del Padulello e dove, ad agosto si tiene la rievocazione storica della lizzatura. La costruzione è stata sistemata dal Parco delle Apuane, ma è sempre chiusa. A 32' arriviamo a un bivio ben segnalato (685m), qua, a sinistra, si stacca una vecchia via di lizza, oggi ramo comune ai sentieri 166 e 166A (Resceto- Passo della Focolaccia, lizza Pellini o del Padulello o dell’Argia). Qua viene fatto iniziare il sentiero 166A. Invece il 135⇧ Via Vandelli prosegue a destra e subito dopo supera il Canal Pianone, con un ponte di ferro intitolato a Rolando Conti, costruito nel 1980. Qua inizia la vera e propria via a tornanti. Il panorama progressivamente si apre sul monte Castagnolo, sul Monte della Mandriola, sul Sagro e sulla costa, con le isole. Poi sulle pendici del monte Cavallo solcate dalle impressionanti vie di lizza che abbiamo citato in precedenza.
A 52’, presso una curva, sulla roccia di destra, sono stati appesi tre teschi finti dentro una gabbia. Ricordiamo che la zona è conosciuta come Le teste perché qua venivano appese le teste dei malfattori che derubavano i viandanti. Procediamo e dopo 3’, sulla roccia, c’è un cartiglio in marmo (Via Vandelli / Strada ducale del 1700 / Località Le Teste / M 788 slm). Saliamo ancora qualche tornante. A 01h 02’ c’è uno dei tratti all’ombra degli alberi cresciuti ai margini della strada. Dopo 3’ a una curva si trova una indicazione (primo Cudettino). A 01h 09’ siamo a un’altra curva presso la quale ci sono due massi di marmo e panorama sulla Focolaccia. Dopo pochi metri arriviamo al cartello del Viottolo dei Briganti (878m) che percorreremo.

[Ricordiamo che l’appellativo Sentiero dei Banditi è attribuito al 163, raccordo tra la Vandelli e il 166. Il motivo è che esso offriva una via di fuga ai malviventi che infestavano la Vandelli nel XVIII secolo. Invece il Viottolo dei Briganti unisce la Vandelli con il 163, a poca distanza dalla Miniera, e quindi dalla parte alta della stessa strada. Quindi è probabile che i due sentieri fossero entrambi vie di fuga per i malfattori.]

Il Viottolo è stato inaugurato l’8 giugno 24 e ben sistemato dall’Associazione Resceto Vive. Il sentiero è intitolato a Marco Bonotti (1975-2021) amante di queste zone, tragicamente caduto sulla Vandelli. Il sentiero è sempre evidente e ben segnato, due brevi tratti sono attrezzati e un salto nella roccia è superato mediante scalini metallici infissi nella roccia. Imbocchiamo il sentiero per breve tratto pianeggiante. Poi sale piuttosto stretto, con tratti ripidi, su sfasciumi, in un giovane bosco.
A 01h 16’ c’è un breve tratto panoramico sulle pendici del Cavallo. A 01h 23’ sulla destra si trova un masso piatto con il nome del sentiero e l’intitolazione a Marco Bonotti. Segue poi un tratto di salita lieve, stretto e un po’ esposto, il quale, a 01h 34’, è attrezzato da una corda metallica. Segue tratto tranquillo e, dopo 3’, superiamo senza difficoltà il sassoso Canale delle Piastre di Pierino, tributario del Canal Pianone. Subito dopo dobbiamo superare un salto su roccia, con l’aiuto di quattro scalini metallici inseriti nella roccia. La salita è agevole, poi andiamo a sinistra nel bosco. Scendiamo per poi prendere a salire molto ripidamente. Siamo sulla sinistra del Canale precedente e ci rimarremo fino a quando poi lo percorreremo in salita. Poi una breve discesa, ancora salita e, a 01h 56’, attraversiamo un modesto canale roccioso tributario di quello delle Piastre di Pierino. Saliamo con qualche tornantino ripido su roccette.
A 02h 09’ attraversiamo un breve tratto di ravaneto, ben stabilizzato, poi lo costeggiamo in salita. Ancora tratti ripidi e un ultimo tratto scalinato ci porta, a 02h 20’, a un breve tratto pianeggiante. Di nuovo salita ripida a tornantini, poi a 02h 25’ c’è un breve tratto panoramico sulla costa. Dopo 3’ una corda metallica aiuta a scendere per un traverso che può essere scivoloso. Subito attraversiamo un modesto canale, tributario di quello di Pierino. Poi pianeggiamo e scorgiamo in alto la Finestra Vandelli. Ancora salita e poi scendiamo al Canale delle Piastre di Pierino. Lo attraversiamo, a 02h 42’, scegliendo il percorso migliore. Poi lo risaliamo, tra le rocce, aiutandoci un po’ con le mani in certi tratti. Poi, a 03h, ci spostiamo a destra e lo costeggiamo per un breve tratto.
A 03h 08’ il sentiero si innesta (1294m) nel 163. Siamo in tratto aperto e mancano indicazioni, comunque ci sono segni a sinistra e a destra. Noi seguiamo le tracce verso destra in lieve salita nel bosco. Poi ne usciamo per tratto molto panoramico e a 03h 16’ siamo alla buca della Miniera di Ferro.

[Questa è un esempio dei tentativi velleitari dell’Italia fascista di rifornirsi di questo metallo ai fini bellici. Nei primi decenni del secolo scorso un sedicente ingegnere, in realtà un truffatore, convinse imprenditori locali a investire in questo sito. In realtà di ferro ce n’era ben poco. Inizialmente la miniera era un pozzo, poi, nel 1937, furono costruite due gallerie e il pozzo fu quasi completamente riempito di detriti. Attualmente restano un tratto iniziale di una galleria e la parte superiore del pozzo della profondità di circa tre metri.]

Entriamo qualche decina di metri nella miniera il cui fondo diventa poi bagnato. Per cui torniamo indietro e ci dirigiamo verso la vicina Vandelli. Percorriamo un tratto esposto dove è presente una corda metallica. Poi sulla roccia vediamo diverse genziane fiorite. A 03h 25’ siamo sulla Vandelli (1314m). Questo è il punto più alto dell’escursione. Adesso scendiamo per tornare a Resceto (circa 5 km). In alto scorgiamo la Finestra Vandelli da cui si accede al Rifugio Nello Conti ai Campaniletti. Il percorso è sempre molto panoramico sulla costa, sul Sagro e monti vicini e su Grondilice e Cavallo e sue pendici. Scendiamo per percorrere i tornanti lastricati della strada.
A 03h 27’ sulla destra c’è un modesto obelisco grigio. Segue qualche tratto ombroso, superiamo le indicazioni "Lama del Venaro" (1230 m) e "Casone" (1145 m) e a 03h 58', poco dopo uno spiazzo sulla destra, siamo presso un marginetta con immagine in terracotta di S. Bernardo di Mentone, patrono degli alpinisti, posta nel 1996, per i 50 anni del loro matrimonio, dai coniugi-alpinisti Chiappe di Carrara, che fecero restaurare anche la marginetta. Da qua si gode di bella vista sul passo della Focolaccia e si intravede il bivacco Aronte. Presso la marginetta c'è l’indicazione che indica che mancano 3,5 km per Resceto. Sostiamo 17’ poi riprendiamo il cammino. Più avanti percorriamo un paio di tornanti molto ombrosi per la presenza di alberi e altri ce ne sono più avanti. Moltissime le fioriture di orchidee e saponaria. A 04h 55’ chiudiamo l’anello tornando all’inizio del Viottolo dei Briganti. Dopo un quarto d’ora siamo ai teschi in gabbia. A 05h 25’ attraversiamo il ponte, a 05h 40’ siamo alla Ca’ del Fondo e a 06h terminiamo l’escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara. A 6,5 Km a sinistra la strada si dirige a Forno, si continua invece per il ramo di destra, si superano le Guadine e Gronda e si continua la strada che finisce a Resceto (11,5 km) nella piazzetta del paese.
Note
In questa escursione siamo saliti con il Sentiero dei Briganti, che abbiamo seguito interamente. Esso è ben segnato, a tratti ripido e faticoso. Due brevi tratti di corda metallica aiutano in due punti impegnativi. Un salto roccioso è agevolmente superato mediante una serie di facili scalini metallici. Faticoso la risalita del Canale delle Piastre di Pierino. Semplice tutto il resto. Con neve e ghiaccio le difficoltà aumentano molto. Notevoli i panorami dalla Vandelli. I tempi sono riducibili da parte di giovani allenati.