DATA ESCURSIONE: 10/08/2025
La strada porta a un ampio spiazzo parcheggio (654m) intitolato ad Anna Pardini. Questa fu la vittima più giovane dell’eccidio di Sant'Anna di Stazzema (ferita all’età di 21 giorni con sette proiettili e morta qualche giorno dopo). Una grossa marginetta ricorda la bambina e vicino si trova il cimitero. La strada prosegue in salita verso gruppi di case, come la Vaccareccia. Noi invece seguiamo il sentiero 114 (Valdicastello-Culerchia) che proviene da destra (zona della chiesa), attraversa la strada e sale (presenti indicazioni).
Sant'Anna di Stazzema nacque come alpeggio di Farnocchia, per poi diventare borgo autonomo. La chiesa intitolata a Sant'Anna, di impianto cinquecentesco, con campanile del XVII secolo, si trova a 650 metri e le case del borgo sono sparse ai piedi del Monte Lieto a formare piccole borgate o semplici gruppi di case che prendono nome: Argentiera, i Bambini, le Case, le Case di Berna, la Chiesa, i Coletti, il Colle, Fabbiani, Franchi, i Merli, il Moco, Monte Ornato, i Mulini, il Pero, Sennari, Vaccareccia, Vallecava, Vinci. La popolazione locale era dedita all’agricoltura, alla pastorizia e al lavoro nelle vicine miniere, in particolare quelle del Monte Arsiccio.
Il sentiero è ameno, con staccionata nel tratto iniziale, poi inizia a salire. Si tratta di una mulattiera, a tratti ben conservata. A 5’ a destra c’è un tabernacolo con croce (1890). Dopo 3’ siamo a un bivio, vicino a una casa, a sinistra una traccia porta a Franchi-Vinci-Focetta, mentre a destra prosegue il 114, ma c’è anche l’indicazione Moco-Colle Sennari. In zona infatti esiste una rete di brevi sentieri conosciuti come Sentieri di Pace. Proseguiamo a destra e subito, a 10’, attraversiamo un ponte sul Canale di Sant’Anna. Proseguiamo fino a una casa dove siamo a 14’, da essa saliamo ripidamente e, in un paio di minuti, siamo sulla strada asfaltata (728m). Essa a destra va a Sennari e in questa direzione prosegue anche il 114. Noi andiamo a sinistra in lieve salita. Subito passiamo presso il B&B Il Nido e altre case.
A 20’ la strada scende ancora lievemente. A 25’ sulla destra c’è l’impianto di una moderna teleferica. Proseguiamo sulla strada e dopo 5’ arriviamo a un bivio (719m) con indicazioni, la strada sale a destra per Vaccareccia, innesto 113 (ancora vecchia indicazione 3) e Focetta. Invece a sinistra la strada scende verso Piazza Pardini (volendo si poteva arrivare direttamente per strada a questo punto). Andiamo a destra per tratto di salita ripida.
A 34’ si stacca a destra una traccia per le vicine case della Vaccareccia (che porta direttamente al sentiero 113). Seguiamo la strada e subito dopo troviamo le indicazioni (756m) del sentiero 113 (Capezzano Monte-Palagnana) che seguiremo. La strada (in questo tratto anche sentiero 113) a sinistra va alla vicina Focetta con deviazione per l’Ossario. Saliamo a destra, tra giovani alberi, diretti alla Foce di Sant’Anna, poi seguono saliscendi. A 39’ una traccia porta a case sparse sulla destra, mentre dopo 2’ un cartello, sempre a destra, indica una traccia per la Vaccareccia. Dopo 5’ ancora una traccia va a destra. Poco dopo siamo su tratto aperto e panoramico su Lieto e Gabberi, la zona della Chiesa di Sant’Anna e in alto l’Ossario. Il percorso è una mulattiera con fondo di massi ben percorribile.
Saliamo e iniziamo a scorgere delle case presso dei terrazzamenti, servite da una grossa teleferica e dietro il Lieto. Una traccia si stacca a destra in discesa e dovrebbe scendere alla strada asfaltata. A 57’ arriviamo alla Foce di Sant’Anna (833m) o Foce del Compito.
Questa è un valico tra il Monte Lieto e il Monte Rocca nella parte più alta di Sant'Anna di Stazzema, attraversato dal sentiero 113 e qua termina il sentiero 113C, proveniente da Casa Zuffone. È conosciuta anche come Foce di Compito, considerando che compitum in latino è il crocicchio è possibile che qua si incontrassero antichi percorsi. Dalla foce inizia una traccia per le case de La Porta di Sopra, essa poi prosegue per innestarsi in uno stradello per Farnocchia. Dalla foce inizia poi il sentiero 107A che passa dalla vetta del Monte Lieto, esso, nel tratto iniziale coincide con il 113 in direzione Farnocchia. Lungo esso c'è la Falesia di Compito, usata dagli arrampicatori.
Adesso andremo a sinistra, seguendo il 113 per poi salire al Monte Rocca. Il sentiero sale ameno nel bosco. A 01h 06’ siamo presso una vecchia teleferica per il trasporto della legna che rimane sulla sinistra. Ora scendiamo un po’ e, a 01h 10’, saliamo su roccia per zona panoramica sulla costa e su Sant’Anna. Ancora un po’ di bosco e poi ancora rocce. A 01h 14’ vediamo a destra una croce metallica con fiori di plastica 870m). Lasciamo il sentiero, andiamo alla croce e saliamo al meglio su facili rocce, poi ci spostiamo un poco a sinistra per risalire verso destra. Arriviamo così a un modesto risalto roccioso (889m) dove siamo a 01h 20’. Gli ultimi metri sono tra giovani alberi e arbusti, evitando di andare sulla destra dove c’è esposizione. Il punto è molto panoramico sulle Apuane, anche se oggi la visibilità è limitata dal maltempo. Si vedono Sagro, Sella, Tambura, Sumbra, Panie e Forato, poi Altissimo, Falcovaia, Alto e borghi come Retignano che è in primo piano. A destra ci sono i vicini Lieto e Gabberi. Inoltre, ancora a destra a qualche centinaio di metri si trova un altro risalto roccioso della stessa catena del Monte Rocca.
Scendiamo pochi metri e poi andiamo a destra diretti alla vetta del modesto e boscoso Monte Rocca. La traccia all’inizio è più o meno parallela al sottostante sentiero 113 ben visibile e si sviluppa per tratto aperto. Poi saliamo su facili rocce e l’ultimo tratto è tra alberi che ci portano, a 01h 34’, al cippo presente in vetta (902m). Il cippo in cemento è di una compagnia mineraria (CMV) ed è uguale a quello in vetta al vicino Monte Lieto (su un lato ci sono due martelli incrociati). Dalla vetta non c’è panorama per la presenza degli alberi.Il Monte Rocca e il vicino Monte Ornato si trovano sullo spartiacque tra le Valle del Vezza e quella di Sant’Anna a Valdicastello, in direzione Ovest rispetto alla Foce di Sant’Anna.
Dopo una breve sosta torniamo o indietro a 01h 39’. Dopo 5’ scendiamo a destra a recuperare facilmente il 113, sul quale arriviamo a 01h 49’ (qua una freccia rossa segnala l’inizio del percorso per salire alla vetta). Torniamo indietro, per il percorso dell’andata, e a 02h 09’ siamo di nuovo alla foce di Sant’Anna e a 02h 28’ siamo sulla strada. La seguiamo in salita verso destra e siamo in breve (02h 31’) alla Focetta (765m). Subito prima si stacca una traccia in discesa, verso sinistra, diretta a Vinci e alla Chiesa. Il sentiero 113 prosegue come ampia traccia sterrata verso destra.
Alla Focetta si trova una marginetta con icona marmorea dell'Annunciazione (1830). Inoltre, una lapide ricorda Nara Buratti di 12 anni bruciata viva alla Vaccareccia nel 1944 che qua passò per cercare rifugio all'Argentiera, ma le sue ferite la fecero morire dopo pochi giorni.
La strada prosegue in salita, a sinistra, verso il Monumento Ossario delle vittime dell’Eccidio di Sant'Anna di Stazzema. All’inizio c’è un cancello che, comunque è generalmente aperto. La strada sale per pochi metri, poi scende. Dopo 5’ sale a destra una traccia con staccionata, che trascuriamo. A 02h 44’ siamo all’inizio del Monumento Ossario dei Martiri di Stazzema, qua una traccia va a destra (indicazione) a recuperare il sentiero 113 più in basso della Focetta. Da parte opposta c’è una marginetta con icona marmorea della Madonna col Bambino e qua arriva uno stradello dalla località Chiesa che costituisce una Via Crucis. Saliamo e siamo al punto più alto del monumento (726m) in pochi minuti.
Esso si trova sul Col di Cava e domina la piana circostante e il litorale ed è panoramico anche sul Monte Lieto. Fu realizzato nel 1948, su progetto dell'architetto Tito Salvatori, a perenne ricordo delle vittime dell'eccidio del 12 agosto 1944. Esso è formato da una torre in pietra alta 12 m, sorretta da quattro arcate sotto le quali si trova una scultura che raffigura una madre morente che stringe al petto il suo bambino, un uomo e un cane, opera dello scultore Vincenzo Gasperetti e aggiunta nel 1971. Sotto la statua si trovano i resti delle vittime non riconosciute, mentre nel basamento ci sono le vittime identificate (circa 400). Una lapide, installata nel 1971, riporta i nomi di queste ultime vittime. Il vialetto d'ingresso è affiancato dalle bandiere europee ad auspicare un futuro di collaborazione e di pace. A fianco una campana di pace posta in loco nel 2017.
Dopo la doverosa sosta scendiamo a 03h seguendo la Via Crucis che scende a destra della marginetta. Prima della discesa, sulla destra, si trova il Campo della memoria dell’artista tedesco Heilfurth: una serie di parallelepipedi con incisi i volti sofferenti delle vittime. La discesa richiede prudenza in caso di fondo scivoloso. A 03h 10’ sulla sinistra ci sono le case del Pero. Ancora un tornante e la Via Crucis termina nel piazzale della Chiesa. Sulla destra c'è la vecchia scuola elementare trasformata in Museo Storico della Resistenza. L’intera zona di Sant’Anna è stata dichiarata nel 2000 Parco Nazionale della Pace. Andiamo alla Chiesa (656m) che visitiamo velocemente. Usciamo e seguiamo la strada che porta al parcheggio dalla quale a destra scende il 114 per Valdicastello che passa dai vicini lavatoi dove c’è un bel murale. A 03h 20’ concludiamo l’escursione tornando in Piazza Pardini.
Eccidio di Sant'Anna. Nell’estate 1944 la zona di Sant’Anna ospitava oltre mille sfollati, dalla Versilia e da altre parti d’Italia, che qua cercavano rifugio dalla guerra. Infatti, il paese era praticamente isolato, sperduto tra i boschi, privo di strade d’accesso e quindi era ritenuto luogo sicuro. All’alba del 12 agosto, però, quattro colonne di SS, probabilmente al comando del criminale di guerra Walter Reder, ma guidate da collaborazionisti locali, provenienti dal Monte Ornato, da Farnocchia, da Mulina e da Valdicastello, invasero la zona bruciando le case e uccidendo bambini, donne e vecchi. Alla Vaccareccia oltre cento persone furono radunate in una stalla e uccise con bombe a mano e col fuoco. In altre frazioni (Colle, Moco, Franchi, Case) la gente riuscì a fuggire, specialmente i giovani uomini che credevano si trattasse di un normale rastrellamento che riguardasse solo loro. Gli abitanti del Pero, di Vinci, gli sfollati che vivevano nella canonica e nella scuola, furono ammassati nel piazzale della chiesa per essere poi trucidati con le mitragliatrici e dati alle fiamme. Moltissime vittime erano irriconoscibili. La strage rientrava nella strategia della “terra bruciata”, ideata dal criminale di guerra Albert Kesserling, per intimorire in maniera indiscriminata la popolazione civile per evitare che collaborasse con i combattenti per la libertà. In totale le vittime furono 560