(LU-Seravezza) LE GOBBIE-SCHIENALE DELL' ASINO BIVIO (1358 m)-RIFUGIO PULITI (1013 m)-MADONNA DEL CAVATORE (1050 m)-LE GOBBIE
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

LE GOBBIE (1038 m)

Località di arrivo:

LE GOBBIE (1038 m)

Dislivello mt.:

400

Tempo totale:

04h 25'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Bar Ristorante Le Gobbie; Rifugio Puliti; Arni

Rifornimento acqua:

Rifugio Puliti

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

150_157♦150♦155♦141(ex31)_155♦141(ex31)_153♦153

Tipologia percorso:

Tutti sentieri Cai ben segnati

Immagini del percorso (62)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 01/11/2025

L'escursione inizia dall'ampio spiazzo delle Gobbie (1042m) situato da parte opposta rispetto all'omonimo bar ristorante. La zona delle Gobbie si trova nel comune di Seravezza subito dopo l’uscita, in direzione Arni, della galleria del Vestito. Qua si trova un bar ristorante denominato Le Gobbie in un fabbricato che fu alloggio dei cavatori dell’Henraux. Dall’altro lato della strada c’è uno spiazzo parcheggio utile per gli escursionisti. Da esso iniziano i sentieri 156 per Canevara, il 157 per Renara e il 150 per il Passo di Sella, inoltre transita il 153 (Arni-Foce del Campaccio).

Seguiamo la strada verso la galleria, qua transitano i due sentieri 150 e 157. In 3' siamo presso la galleria dove inizia una marmifera che seguiamo (presenti indicazioni). A sinistra ci sono le pendici del Monte Vestito, mentre a destra scorre il Canale Buro, tributario del Canale delle Gobbie. La visibilità oggi è molto scarsa per cui vedremo molto poco, ma faremo riferimento a precedenti escursioni in zona. La marmifera sale lievemente e a 8’ la via di cava sale a sinistra diretta alle cave del Pelato. Subito dopo siamo al bivio 150/157 (1074m). Sulla destra sale il sentiero 150. Invece il 157 prosegue per il vicino Passo del Vestito e poi scenderà (impegnativo) verso Renara. Noi seguiremo il 150 fino allo Schienale d’Asino. Esso sale subito su rocce, poi prosegue tra rocce, arbusti e qualche raro albero e salendo il panorama si apre sul monte Pelato e sull’Altissimo a sinistra, mentre sulla destra, in basso, scorre il Canale Buro. Più avanti il sentiero si fa più ripido e a 22’ passiamo su rocce lisce dove serve passo sicuro.
A 28’ siamo in un punto panoramico stupendo con una visuale che dalla costa arriva al Sagro, Grondilice, Contrario, Cavallo e Sella e in basso abbiamo l’orrida valle di Renara. Sulla sinistra c’è uno spuntone panoramico (attenzione a non sporgersi). Questa visuale ci accompagna per un po’ mantenendosi il sentiero in cresta, tra pinnacoli rocciosi (questa è la Cresta del Vestito). Segue un tratto tra alberi, con bel foliage autunnale. Poi recuperiamo il crinale presso un masso con muretto (forse vecchio recinto di pastori in abrì). Saliamo e a 44’ arriviamo a una selletta panoramica, tra l’altro, sulle cave Ronchieri. Proseguiamo a destra, prima per breve discesa, poi saliamo un canalino su roccette agevoli e poi proseguiamo la salita su tratto che sembra scalinato.
A 54’ entriamo in una bella faggeta in cui il sentiero sale molto ripidamente a tornanti fino ad una selletta dove siamo a 01h 06’. Qua andiamo verso sinistra, prima in salita, poi con qualche tornantino per tratto più ripido. Usciamo dal bosco, presso una selletta, andiamo a destra e, a 01h 21’, arriviamo allo Schienale dell’Asino (1377m). Qua arriva il sentiero 155 (Rifugio Puliti-innesto 150).

Anche Schiena dell'Asino. È la cresta che scende da quella del Vestito in direzione sud. Dalla quota 1385 (vicino al raccordo dei sentieri 150 e 155) scende verso sud. In realtà oggi si tende a chiamare (impropriamente) in questo modo la parte della Cresta del Vestito che scende dalle pendici del Macina. Il 150 prosegue, impegnativo, a sinistra (nord) verso le pendici del Monte Macina, con qualche tratto che richiede l’uso delle mani per procedere. Noi percorreremo interamente il sentiero 155 e data la giornata non potremo apprezzare i bei panorami che lo stesso offre sulla Valle di Arni, su Macina e Fiocca e sulla costa. In alcuni tratti ripidi saremo ritardati dal fondo scivoloso per cui i tempi dell’escursione sono allungati.

Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino a 01h 25’. Scendiamo per la cresta e poi percorriamo un breve tratto alberato cui segue un po’ di salita. A 01h 32’ siamo su tratto aperto e scendiamo lievemente. Sulla cresta ci sono torrioni e pareti rocciose. Segue discesa per canale alberato. A 01h 42’ percorriamo un canalino scivoloso avendo la roccia sulla destra, poi scendiamo tra alberi. Poi la discesa si svolge ripida nel bosco.
A 02h il sentiero pianeggia e poi sale fino a una vicina selletta panoramica per prateria di mirtilli. Poi prosegue tra eriche e a 02h 15’ scendiamo di nuovo nel bosco. Poi ci spostiamo a destra (zona a betulle), proseguiamo e a 02h 30’ percorriamo un ripido costone tra due canali, uno a destra e l’altro a sinistra. Scendiamo e a 02h 38’ attraversiamo un modesto canalino e poco dopo lo attraversiamo di nuovo.

Un paio di minuti e su uno spuntone roccioso troviamo una targa in marmo che ci ricorda che il sentiero 155 è intitolato a Luca Savoja caduto sul Monte Rosa il 14 agosto 2013 (l’intitolazione è del 4 settembre 2016 da parte del Cai Pietrasanta). Savoja (1959-2013) era socio della sezione e professore di sociologia all’università di Torino.

Continuiamo a scendere nel bosco e a 02h 57’ percorriamo un largo canale roccioso con prudenza, ma senza difficoltà. Dopo qualche minuto, lo lasciamo verso sinistra, per poi recuperarlo a 03h 10’ e seguirlo per altri 5’. Segue un tratto a tornantini tra alberi e arbusti che ci porta all’innesto (1021m) nel sentiero 141 a 03h 18’. Esso a sinistra porta alla marmifera che seguirà fino a Passo Sella. Invece verso destra, dove andiamo, porta al Rifugio e proseguirà fino al Cipollaio e oltre. Continuiamo a mezzacosta per pendio erboso, panoramico a sinistra su Arni e Fiocca e in 5’ siamo al Rifugio Puliti (1009m).

Il rifugio Adelmo Puliti appartiene al Cai di Pietrasanta. È intitolato all'ingegner Puliti, che fu tra i soci fondatori della sezione di Pietrasanta e ne fu il primo presidente. Fu aperto nel 1965, poi negli anni '80 fu dichiarato inagibile. É stato recentemente ristrutturato e riaperto. È aperto nei mesi estivi e nei fine settimana. Il rifugio dispone di 14 posti letto. Qua arrivano i sentieri 141, 153 e 155.

Al rifugio arriva da sinistra il sentiero 153. Noi proseguiamo, in salita, per tratto comune ai sentieri 141 e 153. Subito ci sono alcune case colorate e alcuni ruderi (Case Giannelli). Il sentiero è adesso un’ampia mulattiera, più avanti, a sinistra, vediamo una bella vasca intagliata nel marmo. A 03h 30’ siamo presso alcuni ruderi e continuiamo la salita. Dopo 5’ siamo al pianoro sommitale del Castellaccio, a destra scende il 153 che seguiremo. Però ci spostiamo poco avanti a vedere il sito della Madonna del Cavatore (1062m) dove arriva invece il sentiero 141.

La statua in marmo della Madonna del Cavatore è stata eretta nel 1979. In questo sito c’è anche un altare in marmo e una stele dedicata alle vittime delle cave (1989) e poco distante ci sono tre croci di ferro (in ricordo del Calvario). La Madonna del Cavatore si festeggia a Gorfigliano dal 1947 e da qua il culto si è diffuso a molti altri paesi. Ad Arni la festa si celebra ad agosto.
Il luogo è molto panoramico su Arni e la sua valle percorsa dalla marmifera e circondata dai monti Macina, Sella e Fiocca, inoltre la vista si apre su Altissimo, Monte dei Ronchi, Freddone Corchia e Panie.

Dopo una breve sosta torniamo indietro al vicino bivio del 153 che scende verso le Gobbie. A 03h 40’ imbocchiamo il sentiero che scende poco o pianeggia a mezza costa su paleo. Poco dopo sulla sinistra c’è un rudere immerso nella vegetazione. Poi saliamo un po’ con fondo del sentiero che si fa roccioso. A 03h 49’ cambiamo versante e prendiamo a scendere. Subito dopo entriamo nel bosco di faggi e a 4h passiamo facilmente un canale sassoso. Procediamo con saliscendi e qualche tratto aperto su roccia. A 04h 20’ siamo su un ampio stradello e subito dopo agli edifici Henraux, oggi Bar Ristorante Le Gobbie. A 04h 25’ chiudiamo l’anello al Piazzale delle Gobbie.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa, passando per Altagnana e Antona (8,4 km) si supera la galleria del Vestito che porta in provincia di Lucca. Fatti pochi metri si trova uno spiazzo sulla destra (19 km), di fronte al bar ristorante Le Gobbie, dove è semplice parcheggiare. Da Seravezza si segue la strada provinciale di Arni (strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, e si arriva poco dopo alla deviazione per Retignano e poi a quella per Levigliani (12 km), si supera il bivio per Terrinca. Poi si continua fino alla Galleria del Cipollaio (20 km) e presso la località Tre Fiumi (20 km) si prosegue a sinistra per Arni (22,9 km), si supera una galleria e si arriva alle Gobbie (24,6 km). Provenendo da Castelnuovo Garfagnana servono 16,7 km per arrivare a Tre Fiumi e 21,5 per arrivare alle Gobbie.
Note
Questa è una variante di altre escursioni già descritte. Interessanti i panorami dalla costa alle Apuane Settentrionali e Centrali, se la giornata è serena. Il tratto fino allo Schienale dell’Asino presenta qualche tratto ripido e faticoso ed è bene non sporgersi nei diversi punti panoramici.
Il sentiero 155 è panoramico nella parte iniziale e poi scende nel bosco con qualche tratto abbastanza ripido che richiede un minimo di attenzione.
Il rifugio è stato riaperto ed è un interessante punto di sosta, anche nel programmare escursioni più lunghe. Con neve e ghiaccio le difficoltà aumentano, come pure dopo giornate di pioggia che rendono il terreno scivoloso e insidioso nei tratti di discesa.