DATA ESCURSIONE: 29/11/2025
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un approfondimento sul Monte Folgorito.
Superata Corvaia, prima del ponte sul Torrente Versilia (formato dalla confluenza del Serra e del Vezza) che porta a Seravezza, deviamo a sinistra per la valle del torrente Serra. Continuiamo per poco più di un chilometro e siamo a Riomagno, frazione di Seravezza.
Riomagno, localmente Rimagno, è frazione di Seravezza. È citato dal XIV secolo come borgo in cui si lavorava il ferro estratto nelle vicinanze. Poi ebbe un importante sviluppo in seguito all’apertura delle cave di marmo da parte del Granducato di Toscana. Le più importanti sono quelle della Cappella e quelle di Trambiserra. Inoltre, fu costruito uno stabilimento per segare il marmo e molti abitanti fabbricavano mortai, colonnine e vasetti usando gli scarti della lavorazione. La chiesa (XVII secolo) è intitolata a San Giovanni Battista. Il campanile è del 1871. La strada che costeggia il Serra arriva poi alle pendici dell’Altissimo e alle sue cave. Lungo la strada si trovano, nel torrente, numerose polle dove in estate si fa il bagno.
Proseguiamo lasciando sulla sinistra l'inizio del sentiero 140 per il Monte Folgorito e parcheggiamo presso il cartello stradale di Riomagno (64m). Torniamo indietro per un centinaio di metri e, sulla destra, troviamo una ripida salita cementata (66m) con indicazione del sentiero 140 (Seravezza-Pasquilio). La salita porta ad alcune case, dopo l’ultima (11’) il sentiero diventa una ripida mulattiera (localmente Sentiero della Canala). Essa si sviluppa con ben 44 voltoline che possono essere bagnate e scivolose. All’inizio costeggiamo un canale con strutture per il contenimento delle acque. Evitiamo delle deviazioni a destra e a 14’ superiamo un ponte. A 22’ sulla sinistra c’è un altro ponte che va a una proprietà. Lo trascuriamo andando a destra. Salendo il panorama si apre sul cimitero di Seravezza e suoi borghi vicini, più in alto si vedrà poi molto bene il Monte Altissimo.
A 26’ c’è un totem con una faccia e una freccia verso destra, che trascuriamo. Continuiamo la salita e a 58’ siamo sul crinale (360m) presso un traliccio dell’elettricità. Il sentiero continua a destra, mentre da sinistra arriva il sentiero 140A dalla vicina Ripa. La visuale si apre sulla costa, da Livorno alla Spezia completamente antropizzata e continueremo a vederla, a parte nei tratti nel bosco. Una traccia a sinistra porta a Lovacchino. Invece sulla destra sale uno sterrato, che percorreremo al ritorno, diretto al Monte Canala. Adesso il sentiero, ancora mulattiera, sale moderatamente, con anche tratti in falsopiano, in un ambiente decisamente mediterraneo in cui predomina il corbezzolo, insieme alla stipa, ai pini, ai ginestroni e ai cisti.
Su una roccia troviamo una piccola lapide per un soldato che ci ricorda che qua c’era la Linea Gotica e strutture difensive dei tedeschi che furono sgominate il 5 e 6 aprile 1945 da parte dei soldati nisei, americani di origine giapponese. Inoltre, la mulattiera era anche una via del Ferro poiché collegava l'area metallifera di Strettoia-Palatina con Seravezza dove i materiali estratti venivano lavorati.
A 01h 08’ troviamo un primo cartello del Sentiero della Georgia Hill (SGH) che sale verso destra. Ricordiamo che Georgia Hill era il nome attribuito al Monte Canala dagli americani. Subito dopo ci sono i ruderi di una marginetta senza l’originale icona sostituita da una piccola immagine in marmo della Madonna, circondata da rudimentali cuori in pietra. A 01h 14’ siamo presso una struttura dell’acquedotto e sulla destra sale una traccia di MTB (altre ne troveremo lungo il percorso). Poco più avanti ci sono le aperture di due bunker (uno usato come ospedale da campo) e a 01h 19’ un’altra indicazione del SGH. Al ritorno da qua partiremo per salire al Monte Canala percorrendo l’intero sentiero.
A 01h 26’ siamo ai ruderi di un’altra marginetta. Dopo una decina di minuti siamo alla Foce del Ferro con una traccia di MTB che scende a sinistra verso Tre Metati. A destra della Foce non ci sono sentieri. Sulle rocce del sentiero si trovano alcune incisioni, tra cui una croce e un cuore. Infatti, lungo questo sentiero si trovano interessanti segni lasciati dall’uomo, più avanti ne troveremo due molto interessanti.
A 01h 47’ superiamo un salto artificiale per le MTB. Più avanti a 01h 54’ sulla sinistra troviamo una pietra incisa (522m) con quello che sembra un gioco (tria o filetto) con coppella centrale. Saliamo e poco dopo troviamo un'altra interessante roccia incisa, ma spezzata (531m) con quello che è l'evidente gioco del filetto (o del mulino). Quest'ultimo sito è molto facile da individuare, infatti pochi metri prima c'è il tubo nero dell'acqua scoperto per alcuni metri, l'incisione rimane subito a sinistra dove il sentiero curva leggermente e qualche metro prima di una modesta traccia che sale a destra. Poi scendiamo e a 01h 28’ a sinistra c’è un ripido canale.
A 02h 05’abbiamo le indicazioni del sentiero e un’ampia traccia che sale da sinistra da Tre Metati. Adesso saliamo, superiamo un traliccio, sulla sinistra e, poco prima di un altro traliccio, seguiamo il sentiero verso destra a 02h 12’. In un paio di minuti siamo presso il piccolo cimitero (569m) di Cerreta San Nicola.
È un alpeggio nel comune di Seravezza. Fu, probabilmente, abitato da eremiti agostiniani che diffusero il culto di San Nicola, e poi da cavatori delle vicine cave di Trambiserra e dell'Altissimo che si dedicavano anche alla pastorizia, all'agricoltura e alla silvicultura. È formato da alcuni casolari situati presso la chiesa, da un minuscolo cimitero e da altri casolari sparsi per il castagneto che si sviluppa sulle pendici del Monte Rotondo. Durante l'ultima guerra ospitò centinaia di sfollati, ma poi si trovò proprio sulla linea del fronte. Il ripiano è molto panoramico sulla costa apuo-versiliese. Inoltre, all’alpeggio arriva anche uno sterrato dalla zona di Strettoia percorribile anche dalle automobili. La chiesetta è intitolata a San Nicola da Tolentino. La chiesetta si trova sulla sinistra e la vedremo al ritorno.
Proseguiamo fino a recuperare l’ampio stradello che seguiamo verso destra. Passiamo presso un casolare, attualmente in ristrutturazione, dopo il quale entriamo nel bosco. Il sentiero sale subito verso sinistra, evidente anche se poco segnato. Appena iniziato andiamo ancora a sinistra. Nel bosco, tra diversi ruderi, sono presenti anche abitazioni in buono stato e presumo abitate, almeno saltuariamente. Poi saliamo per tratto cementato, tralasciamo una traccia a sinistra per alcuni ruderi (più in alto area picnic con fontana) e a 02h 30’ attraversiamo lo stradello che a sinistra scende al piano. Il sentiero prosegue in salita nel bosco pochi metri dopo. Pochi minuti di salita ci portano su un altro stradello che seguiamo verso sinistra in salita. Esso è fiancheggiato, a sinistra da un alto muretto a secco che termina presso i ruderi di una costruzione.
A 02h 40’ siamo su un altro stradello che a destra porta al vicino monte Rotondo (701 m). Noi proseguiamo verso sinistra per sentiero. A 02h 48’ cambiamo versante e iniziamo a vedere il Folgorito. Segue tratto ameno nel bosco e poi riprendiamo a salire. Poco prima di arrivare allo stradello siamo a un bivio e prendiamo a sinistra. Invece a destra si sale per una ripida scorciatoia che porta all’inizio del sentiero che tra poco seguiremo per salire alla vetta del Folgorito. Saliamo e a 02h 58’ siamo su uno stradello che proviene da quello principale dal piano per Cerreta. Andiamo a destra in salita e subito c’è una panchina posta in posizione panoramica dall’Altissimo a tutte le Apuane meridionali. Saliamo adesso un paio di tornanti panoramici sulla costa e alla curva del primo troviamo una traccia che porta alla vicina Baracca di Garibà.
È una costruzione, parte in muratura e parte in legno, posta in posizione panoramica alle pendici del Monte Folgorito, oltre la baracca ci sono una sorta di riparo in muratura, una terrazza panoramica e dei tavoli esterni. All’interno si può mangiare, cucinare qualcosa con un fornello da campeggio, bere un bicchiere e godere di altri piccoli mezzi di conforto.
Proseguiamo per l’altro tornante e alla successiva curva (813m), a 03h 08’, saliamo per traccia (all’inizio c’è un ometto). Questa traccia è quella che sale dal bivio di cui abbiamo parlato. Adesso saliremo per un centinaio di metri alla vetta del Folgorito. La traccia è evidente, ma è immersa nella vegetazione per cui senza una continua manutenzione in breve diventerà inagibile. Al momento comunque è ben percorribile. Essa si sviluppa tra arbusti di stipa e del fastidioso ginestrone. A 03h 30’ la traccia si apre e vediamo la croce del monte. Saliamo e a 03h 42’ siamo in vetta (916m).
Il Folgorito è una modesta vetta della catena che dall’Altissimo, Passo degli Uncini e Monte Carchio, che si affaccia verso il mare. La vetta termina con un caratteristico cucuzzolo appuntito ed erboso, a confine tra i comuni di Montignoso Seravezza. Il versante che guarda la valle del Serra è aspro e roccioso. In corrispondenza del monte il crinale si sdoppia in un ramo sud-occidentale che continua fino alla rupe del Castello di Aghinolfi nel montignosino, mentre un ramo sud-orientale degrada dolcemente verso Seravezza. Il nome gli deriva dal fatto che la sua cima è bersaglio dei fulmini che vi si scagliano con forza, specialmente durante i temporali estivi. La croce della vetta, molto imponente e pesante 16 q, fu eretta il 12 giugno 1986 dagli abitanti di Montignoso.
Il panorama è a 360° sulla costa e sulle Apuane settentrionali, centrali e meridionali, in particolare sull'Altissimo e il Carchio. Alla base della croce ci sono due lapidi ricordo e intorno ci sono i resti di una lunga trincea verso mare (trincea osservatorio stazione radio tedesca).
Rimaniamo in vetta una ventina di minuti poi scendiamo dall’altro versante. Subito c’è un ricovero-deposito e stazione radio tedesco (piccola grotta). La discesa è su roccia, ma non è difficile, serve attenzione in caso di fondo bagnato e scivoloso. A 04h 10’ siamo alla base del monte dove si trova il cippo di marmo a ricordo della Linea Gotica. Qua inizia l’interessante sentiero della Linea Gotica che percorre il crinale. Noi adesso andiamo a sinistra seguendo un raccordo che ci riporterà sul sentiero 140, sul quale siamo in pochi minuti e lo seguiamo verso sinistra. Un breve tratto presenta un parapetto metallico a destra. Scendendo troviamo alcuni massi incisi con coppelle e con altri segni testimoni dell'attività dei liguri-apuani che frequentavano questi luoghi sin da tempi remoti.
A 04h 19’ siamo al bivio per la Capanna Garibà, che trascuriamo. Proseguiamo per ampio stradello e dopo 5’ chiudiamo il piccolo anello alla curva dove sale la traccia per la vetta. Adesso seguiamo il percorso dell’andata fino a Cerreta. A 05h 12’ siamo presso il cimitero e seguiamo le indicazioni per la vicina chiesa dove siamo in un paio di minuti (563m).
Essa risale al XVII secolo e fu distrutta completamente durante la Seconda guerra mondiale e ricostruita, in dimensioni ridotte, nel 1948. Subì poi gravi danni tra il 1950 e il 60 per le avversità atmosferiche e per l’incuria dovuta all’abbandono del borgo. Nel 1988 essa fu risanata, ristrutturata e riaperta al culto: fu salvato parte del tabernacolo, il trigramma col nome di Cristo e parte dell’altare e della fonte battesimale. In facciata c’è un affresco di Maurizio Luisi dedicato al santo. Vicino alla chiesa c’è anche un monumento (1997) dedicato agli alpini caduti in guerra.
Dopo una breve sosta scendiamo presso il traliccio e qua si trova un’utile fontana. Percorriamo lo stesso itinerario e a 05h 44’ siamo alla Foce del Ferro. A 05h 57’ siamo all’indicazione alta del SGH (400m). Adesso seguiremo questo sentiero fino al Monte Canala e da qua scenderemo fino al traliccio dove arriva il 140A. Il percorso è segnato e ben evidente e lungo di esso troveremo bunker, postazioni di tiro e altre strutture difensive dei tedeschi. Subito c’è un bunker a destra, poi saliamo e prendiamo verso destra (indicazioni). A 06h siamo su crinale panoramico su Azzano e Cavallino, presso una postazione di guerra. Seguiamo i segni in salita e troviamo altri bunker e postazioni difensive, tra cui un bunker grande e ben protetto da mura.
A 06h 12’ siamo sulla vetta del Monte Canala (435m) dove sono molte postazioni e buon panorama. Adesso scendiamo per tratto scalinato tra arbusti. A 06h 17’ saliamo (segni) trascurando una traccia che va verso destra. Scendiamo ancora e poi percorriamo un tratto su facile roccia che ci porta a 06h 26’ su traccia evidente (387m) che scende verso sinistra. (Dalla traccia GPS vediamo che questo punto non è molto distante dalla prima indicazione del SGH sul sentiero 140). In meno di dieci minuti siamo di nuovo presso il traliccio (352m) vicino al punto di arrivo della mulattiera della Canala. Adesso scendiamo sulla stessa, con la prudenza dovuta al fatto che alcuni tratti sono umidi e scivolosi. A 07h 44’ concludiamo l’escursione.