DATA ESCURSIONE: 20/12/2025
Iniziamo l’escursione dal parcheggio proprio sotto la Big Bench (1148m). Il passo di Croce è un ripiano erboso tra i Torrioni del Corchia e il Passo dei Fordazzani. È molto panoramico sulle Apuane settentrionali e centrali, sulla costa e sulle isole. C’è una marginetta e le indicazioni dei sentieri. Più avanti c’è il monumento agli ideatori della strada per Fociomboli (i frati Gustavo Cocci e Cesare Coppedè). Da qualche anno per parcheggiare lungo la strada è necessario pagare un pedaggio, ma, al momento, la macchinetta è rotta, causa vandalismo.
Noi seguiremo la strada per Fociomboli, oggi parte del lungo sentiero 141 (Foce di Mosceta-Passo Sella). È lunga 1600 metri ed è estremamente panoramica, in parte è asfaltata e in parte sterrata, e le auto possono percorrerla fino all’innesto del sentiero 129. Subito c’è un bivio, infatti, a destra, sale una marmifera per la Cava dei Tavolini con una sbarra che impedisce il transito alle auto. C'è anche una traccia di sentiero (con segni rossi) che sale a destra della sbarra e va a recuperare la marmifera più in alto, e subito su di essa si trova la panoramica Big Bench di Terrinca che consigliamo di andare a vedere.
Noi seguiamo la strada verso sinistra, come già detto molto panoramica. Sulla destra ci sono le pareti del Corchia (versante ovest), frequentate dagli arrampicatori, che costeggeremo fino a Fociomboli. A 7', sulla sinistra, in posizione panoramica si trova la marginetta della famiglia Cocci, risalente al 1724. Più avanti si vedono bene i Torrioni del Passo di Croce. A 17' la marmifera diventa uno sterrato tra gli alberi, a fianco della strada, che in estate fanno ombra. Lungo il percorso, nella giusta stagione, ci sono belle fioriture: viole, valeriana e arabetta che forma estese macchie di bianco. Oggi troviamo solo qualche pianta di cavolo selvatico (Brassica oleracea).
Saliamo e a 27', presso una curva, incrociamo (1226m) il sentiero 129 (Ponte dei Merletti-Col di Favilla) proveniente, da sinistra, poco sotto c’è una marginetta. Segue un tratto più ripido per sfasciumi, interdetto al transito delle auto, lungo il quale prospera, nella giusta stagione, la Gentianopsis ciliata con i suoi bei fiori blu-violetto. Poco dopo, a 36', arriviamo a Fociomboli (1280m). Questo è un valico tra la quota 1461 del Corchia (3 pilastri separati da due canalini rocciosi) e il Freddone, in testata del Canale delle Fredde.
Qua scende il sentiero 129 per il Puntato e Col di Favilla che passa dal Padule di Fociomboli. Invece il sentiero 141 prosegue verso destra seguendo per un po' la marmifera del Retrocorchia e poi entra nel bosco diretto a Mosceta. Proprio sulla sinistra della palina dei sentieri di Fociomboli una evidente traccia sale al crinale che porta alla vetta del Monte Paglino (vedi relativa escursione). Adesso seguiremo il 129 in discesa per un breve tratto, mentre un lungo tratto lo percorreremo al ritorno.
Scendiamo per lo stradello, carrozzabile con fuoristrada, e siamo subito presso una marginetta sulla sinistra da cui inizia la traccia per salire al Monte Freddone. Pochi metri dopo il sentiero va a destra (indicazioni) lasciando lo stradello. Scendiamo nel bosco e, a 44’, alla curva tra il terzo e il quarto tornante (1240m) siamo all’inizio della traccia per la Bocca del Predano. Seguiremo adesso parte di questo evidente sentiero (indicato nella carta 4Land) che percorre i boschi a nord del sentiero 141, a quota inferiore a esso. Scendiamo e siamo subito su un ravaneto, per qualche decina di metri. Poi saliamo e a 49’ vediamo, a sinistra, la Pania e il Pizzo delle Saette. proseguiamo con saliscendi e a 57’ attraversiamo il canale delle Fredde che qua è un semplice solco. Sulla destra a poca distanza si trova l’Abisso Rodolfo Farolfi. L’abisso scoperto casualmente nel 1980 si trova a quota 1240 metri ed è collegato al sistema Fighiera-Antro del Corchia con uno sviluppo superiore a 80 km.
Procediamo e a 01h 08’, dopo una curva arriviamo a un pianoro nel bosco. Subito, sulla destra (ometto) sale una traccia con vecchi segni bianco-rossi che va a recuperare il sentiero 141 (indicata nella 4Land), dovrebbe essere il vecchio tracciato di un sentiero Cai. Sulla sinistra c’è la modesta quota 1339. Percorriamo il tratto pianeggiante e poi scendiamo (ometti e stinti segni) e a 01h 14’ siamo a un altro pianoro con molti alberi caduti, ormai da anni. Qua la traccia prosegue in salita per la Bocca del Predano e il 141. Noi adesso andiamo a sinistra verso un affioramento di rocce (1273m) dove siamo a 01h 18’. Questo è l’ingresso della Buca dell’Aihcroc (attenzione la carta 4Land la indica, per errore, come Abisso Farolfi.
La Buca dell’Aihcroc è una dolina di crollo in grezzoni, accatastata nel 1983, ha sviluppo verticale di 120 m e sviluppo totale di 260. La cartina 4Land indica che da qua scende una traccia che, passando da Casa Sini, va a immettersi in un sentiero che proviene dal 128 e prosegue per Fociomboli.
Noi adesso scenderemo al meglio cercando di seguire la traccia stessa. Ci sono rari segni rossi e poco altro. Il bosco è completamente coperto da foglie per cui non notiamo tracce sul terreno. La progressione non è complicata e non ci sono pericoli. Il percorso è in continua discesa nella faggeta. Una breve sosta e, dopo l’Aihcroc, andiamo un po’ verso destra (qualche segno rosso) e a 01h 35’ sulla destra c’è un grosso inghiottitoio, naturalmente tutta questa è zona carsica. Ci spostiamo a sinistra dello stesso fino al sottostante pianoro, da cui continuiamo a spostarci verso destra. Arriviamo così presso un costone erboso con pochi alberi e a 01h 50’ siamo presso la struttura di una teleferica che scende verso il Puntato. Sulla destra il Pizzo delle Saette e il Poggio (questo è il nome della quota 1408 prossima alla Bocca del Predano). In basso sempre a destra un ampio rudere in mezzo al quale è cresciuto un faggio, ormai enorme. La casa deve essere quindi molto vecchia.
Scendiamo il crinale per tratto ripido, ma tranquillo, con una flebile traccia. Subito a sinistra un ammasso di sassi che non escludo sia la vecchia Casa Sini indicata dalle cartine. Scendiamo per una flebile traccia e a 02h 05’ siamo presso altri ruderi immersi nella vegetazione. Li costeggiamo, sempre tra arbusti e giovani alberi e a 02h 09’ siamo su una evidente e ampia traccia (1131m). Questa traccia, sempre dalla carta 4Land, proviene dal sentiero 128 (Tre Fiumi-Rifugio Del Freo). La seguiremo in discesa verso sinistra. Il primo tratto è in discesa abbastanza ripida, poi attraversiamo un modesto canale e saliamo un po’ nel bosco. Sulla destra si vede bene il Sumbra.
A 02h 21’ siamo sullo stradello principale che proviene da Fociomboli (1103m) che seguiremo in salita verso Fociomboli, sulla sinistra. Questa zona è detta Paduletto. Andando verso destra si trova subito una costruzione e scendendo ci sono altre costruzioni circondate da piccoli orti (zona Solco). Tutta questa zona è il Puntato.
Il Puntato è una conca prativa posta tra 1000 e 1100 metri di quota panoramica su Corchia, Freddone e Pizzo delle Saette. Essa era un alpeggio dei pastori della comunità di Terrinca ed esistono in zona vecchi casolari e molti ruderi. Alcuni casolari sono adibiti all’accoglienza di escursionisti e gitanti con posti letto e cucina, altri sono saltuariamente abitati dai proprietari. Esistono diverse marginette e una chiesetta intitolata alla Santissima Trinità (XVII secolo).
Come detto andiamo verso sinistra in salita e a 02h 29’ arriviamo a un edificio. Esso è dell'Azienda Agricola Biologica "Alpe del Puntato" ed ospita turisti (è presente fonte). Sulla cartina IGM la costruzione è chiamata Casa Costa delle Mura. Nella giusta stagione ci sono molti alberi di Sorbus aucuparia (sorbo degli uccellatori) con le sue infruttescenze rosse (non commestibili), esso è presente in gran quantità in tutto il Puntato. La casa è in posizione molto panoramica su Appennino, Rovaio, Puntato e Pizzo delle Saette.
Continuiamo a salire e a 02h 38’ siamo presso una vecchia teleferica che scendeva verso destra. Ora scendiamo un po’ e troviamo subito un’altra teleferica e quello che rimane di una sbarra che impediva l’acceso alle auto. Proseguiamo nel bosco e a 02h 42’ sulla destra si stacca una traccia evidente (ometto) per il Solco (1157m). Dopo 5’ un’altra traccia sulla destra (1143m) porta al Padule. La seguiamo per lieve discesa e sulla destra vediamo, in basso, il Canale delle Fredde che scende appunto dal Padule. Lo attraversiamo facilmente e a 02h 57’ siamo all’inizio del Padule (1135m).
Il Padule o Torbiera è una piccola zona umida circondata da boschi e percorsa da ruscelletti che scendono dal vicino Monte Corchia. Solo qua è presente, in tutto il territorio apuano, l’Eriophorum latifolium (erioforo, pennacchio), caratterizzato dall’infiorescenza bianco-cotonosa e molto spettacolare e fiorisce a giugno-luglio. Inoltre, i depositi di torba conservano pollini fossili che documentano quali specie botaniche vivessero qua nel periodo glaciale e post-glaciale. Altre piante di interesse presenti sono: Herminium monorchis, Dactylorhiza incarnata, Carex stellulata, Epilobium palustris ed Epipactis palustris.
Data la stagione non ci attardiamo a visitare il padule e Saliamo con il sentiero 129 per tornare a Fociomboli. Saliamo su sfasciumi e in pochi minuti siamo a un’altra maestà con simpatica e polemica dedica marmorea del restauratore. Saliamo ancora con bella vista sul sottostante Padule e a 03h 07’ entriamo nuovamente nel bosco e lo percorriamo fino a un’altra maestà, senza icona marmorea, dove siamo a 03h 15’. Qua incrociamo lo stradello di Fociomboli, che abbiamo salito in precedenza che adesso, a destra, è, in parte, sentiero 129. Lo seguiamo verso destra in salita. Dopo pochi metri curviamo a sinistra lasciando lo stradello che recuperiamo pochi minuti dopo.
A 03h 27’ chiudiamo l’anello tornando al punto di inizio del sentiero per l’Aihcroc. Dopo 10’ siamo di nuovo a Fociomboli dove sostiamo un quarto d’ora. A 03h 52’ riprendiamo il cammino e a 04h 20’ terminiamo l’escursione tornando al Passo Croce.