DATA ESCURSIONE: 28/12/2025
Questa variante permette di salire a Cerreta San Nicola e volendo al Folgorito senza percorrere la faticosa (ma bella) mulattiera della Canala. I tempi possono essere ridotti senza percorrere l’SGH.
Arrivati a Ripa dall’Aurelia, si attraversa il borgo seguendo la SP 9 diretta a Seravezza. Alla fine del gruppo di case del paese bisogna seguire sulla sinistra via Forni (all’inizio bella fontana, conosciuta come il Fontanaccio). Dopo circa 200 metri si sale a destra per Via della Resistenza che con alcuni lunghi tornanti va a terminare presso un traliccio dell'elettricità (238m) dove inizia il sentiero 140 A (evitare la precedente deviazione per Via Lavacchino, sulla sinistra). Qua presso una costruzione e una antenna per ripetitori c'è uno ampio spiazzo parcheggio.
Ripa è un grosso borgo tra il Monte di Ripa e il fiume Versilia. Già citato nel XII secolo. Subì pesanti danneggiamenti durante la guerra trovandosi proprio sulla linea del fronte. La chiesa, intitolata a Sant’Antonio Abate (XVII secolo) fu ricostruita dopo la guerra.
Seguiremo il sentiero 140 A che raccorda questa zona (Poggio di Ripa) con la Foce della Canala. In questa zona da ottobre 1944 ad aprile 1945 rimasero in attesa i soldati della 92ª divisione Buffalo, prima di sfondare la Linea Gotica al Folgorito. Seguiamo la evidente traccia e subito troviamo sulla sinistra una vecchia costruzione (casetta Rossa), poi saliamo per terreno roccioso spoglio di vegetazione, con solo radi pini, verso un traliccio. La salita è ripida e, in parte scalinata, ed è estremamente panoramica sulla costa e sulle Apuane (dalla Pania al Nona e Procinto) e si vede bene il buco del Forato. Poi il sentiero diventa un’ampia traccia sempre in salita. A 16’ siamo presso un grosso traliccio. Lungo il percorso ci sono alcune postazioni di guerra degli americani e cartelli esplicativi. Trascuriamo poi due tracce che vanno a destra verso Corvaia. A 24’ arriviamo alla Foce di Canala (352m) dove è presente un altro grosso traliccio. Qua arriva da destra il sentiero 140 (Riomagno-Pasquilio) tramite la ripida mulattiera della Canala. Il panorama è aperto sulla costa da Livorno alla Spezia, completamente antropizzata, e continueremo a vederla, a parte nei tratti nel bosco. Sulla destra c’è una bella vista sul Monte Altissimo. Una traccia a sinistra porta a Lovacchino. Invece sulla destra sale uno sterrato, diretto al Monte Canala. Volendo è possibile seguirlo per accedere all’SGH, ma noi preferiamo seguire l’imbocco che è poco più avanti.
Adesso il sentiero, ancora mulattiera, sale moderatamente, con anche tratti in falsopiano, in un ambiente decisamente mediterraneo in cui predomina il corbezzolo, insieme alla stipa, ai pini, ai ginestroni e ai cisti. In estate ci sono anche molte felci. Su una roccia troviamo una piccola lapide per un soldato che ci ricorda che qua c’era la Linea Gotica e strutture difensive dei tedeschi che furono sgominate il 5 e 6 aprile 1945 da parte dei soldati nisei, americani di origine giapponese. Inoltre, la mulattiera era anche una via del Ferro poiché collegava l'area metallifera di Strettoia-Palatina con Seravezza dove i materiali estratti venivano lavorati.
A 30’ troviamo un primo cartello (376m) del Sentiero della Georgia Hill (SGH) che sale verso destra. Ricordiamo che Georgia Hill era il nome attribuito al Monte Canala dagli americani. Il percorso è segnato e ben evidente e lungo di esso troveremo bunker, postazioni di tiro e altre strutture difensive dei tedeschi. Saliamo e siamo subito sul sentiero che saliva dal traliccio e lo seguiamo in salita verso sinistra. A 38’ c’è un bivio e saliamo verso destra (indicazioni). Saliamo alcuni tornantini su roccia e a 42’ andiamo a destra in salita. Siamo in una zona boscosa tipicamente mediterranea. Lungo il percorso troviamo indicazioni e fotografie. Dopo 4’ scendiamo un breve tratto fino a una traccia, che scende a sinistra e che trascuriamo, proseguendo di fronte a noi in salita. Poi c’è un tratto gradinato che ci porta a 51’ alla zona apicale del Monte Canala (433m) dove sono molte postazioni e buon panorama sulla zona di Azzano e sul Cavallino. Poco sotto la zona apicale, a destra, si trova un bunker con ampio spiazzo, insieme ad altre postazioni difensive. Dal bunker scendiamo verso destra percorrendo un brevissimo tratto ripido e scivoloso aiutandoci con gli alberi. A 01h finiamo la discesa presso un bunker allagato e proseguiamo in falsopiano panoramico, dove si trova una postazione. Poi a 01h 07’ riprendiamo a scendere con un breve tratto ripido su roccia. Costeggiamo altre rocce e poi una discesa finale ci porta a 01h 11’ di nuovo sul sentiero 104 (398m). Qua ci sono le indicazioni dell’SGH e altri bunker (uno usato come ospedale da campo). Adesso proseguiremo sul 104 per Cerreta San Nicola.
A 01h 17’ sulla sinistra c’è l’indicazione di una traccia di MTB e poco dopo siamo ai ruderi di una marginetta. Saliamo e a 01h 26’ siamo alla Foce del Ferro (459m) con una traccia di MTB che scende a sinistra verso Tre Metati. A destra della Foce non ci sono sentieri. Sulle rocce del sentiero si trovano alcune incisioni, tra cui una croce e un cuore. Infatti, lungo questo sentiero si trovano interessanti segni lasciati dall’uomo, più avanti ne troveremo due molto interessanti.
Dopo 10’ superiamo un salto artificiale per le MTB. Più avanti a 01h 42’ sulla sinistra troviamo una pietra incisa con quello che sembra un gioco (tria o filetto) con coppella centrale. Saliamo e poco dopo troviamo un'altra interessante roccia incisa, ma spezzata con quello che è l'evidente gioco del filetto (o del mulino). Quest'ultimo sito è molto facile da individuare, infatti pochi metri prima c'è il tubo nero dell'acqua scoperto per alcuni metri, l'incisione rimane subito a sinistra dove il sentiero curva leggermente e qualche metro prima di una modesta traccia che sale a destra.
A 01h 46’ a sinistra c’è un ripido canale. Dopo 5’ a sinistra un’altra traccia MTB (Marcaccio) e subito un’altra a destra. Ancora poco e siamo alle indicazioni del sentiero e un’ampia traccia che sale da sinistra, ancora da Tre Metati. Segue tratto di salita, a 01h 59’ superiamo un primo traliccio che rimane a sinistra e dopo un paio di minuti troviamo le indicazioni del sentiero che mandano a destra verso il cimitero e poi verso il Pasquilio. Noi saliamo fino a un altro traliccio e a 02h 03’ siamo alla chiesetta di San Nicola (563m), prima della quale c’è una fontana.
Questa zona è Cerreta San Nicola. È un alpeggio nel comune di Seravezza. Fu, probabilmente, abitato da eremiti agostiniani che diffusero il culto di San Nicola, e poi da cavatori delle vicine cave che si dedicavano anche alla pastorizia, all'agricoltura e alla silvicultura. È formato da alcuni casolari situati vicino la chiesa, da un minuscolo cimitero e da altri casolari sparsi per il castagneto che si sviluppa sulle pendici del Monte Rotondo. Durante l'ultima guerra ospitò centinaia di sfollati, ma poi si trovò proprio sulla linea del fronte. Il ripiano è molto panoramico sulla costa apuo-versiliese. Inoltre, all’alpeggio arriva anche uno sterrato dalla zona di Strettoia percorribile anche dalle automobili. Presso la chiesa (XVII secolo) poi ricostruita dopo la guerra c’è un monumento (1997) dedicato agli alpini caduti in guerra. C’è poi una bella panchina in marmo, del 2023, panoramica sulla costa (la terrazza sulla Versilia). Dalla chiesa si vede bene il Folgorito con la croce apicale.
Ci fermiamo dieci minuti poi torniamo indietro seguendo il percorso dell’andata. A 02h 44’ siamo alla Foce del Ferro e a 03h 02’ all’indicazione del SGH dove eravamo scesi in precedenza. Proseguiamo per il sentiero 140 e a 03h 10’ siamo presso i ruderi di una marginetta senza l’originale icona sostituita da una piccola immagine in marmo della Madonna, circondata da rudimentali cuori in pietra. Poco dopo siamo presso l’altro cartello del SGH dove eravamo saliti.
A 03h 18’ siamo alla Foce della Canala e dopo 3’ al bivio con una traccia per Corvaia (344m). A 03h 13’ al bivio con la seconda e più ampia traccia che va a sinistra. Noi scendiamo sulla destra e dopo 5’ terminiamo l’escursione al parcheggio del Poggio di Ripa.