DATA ESCURSIONE: 04/01/2026
Venendo da Seravezza arriviamo all’indicazione del comune di Stazzema, presso la quale c’è un ponte sul torrente Vezza. Lo attraversiamo e ci troviamo in un ampio parcheggio (107m) presso il quale si trova il monumento ai caduti in guerra del borgo. Qua iniziamo l’escursione.
Ruosina si trova nel fondovalle della Valle del Giardino alla confluenza del canale del Giardino nel fiume Vezza. Citata nel XIV secolo, ma sicuramente più antica. Nel XVII e XVIII secolo fu importante centro per la lavorazione del ferro e di altri metalli. A ricordo di una fortunata pesca della granduchessa Maria Cristina di Lorena, nel 1603, fu eretto un monumento alla trota posto sul lungofiume in vicinanza della chiesa di San Paolo (XVI secolo). Il borgo fu a lungo il centro più importante del comune di Stazzema e ospitò il municipio che nel 1883 fu trasferito a Pontestazzemese riducendo così l’importanza della frazione. C’è da aggiungere che una parte del paese ricade amministrativamente sotto il comune di Seravezza, quella sulla destra del Canale del Giardino.
Attraversiamo il ponte e la strada e ci portiamo sulla strada di Cansoli e subito dopo andiamo a sinistra superando, su un ponte, il Canale del Giardino. Sulla destra si trova il piccolo Oratorio di Santa Lucia e San Francesco Saverio (XVIII secolo, ricostruito dopo la guerra). Siamo subito in Piazza Gino Lombardi. Pochi metri sulla destra e troviamo l’indicazione del nostro sentiero (110m) a 3’, c’è anche una cartina. Il sentiero è diretto a Cerreta Sant’Antonio e fa parte del circuito SAV, come tutti i sentieri di questa escursione.
Il sentiero Alta Versilia (SAV). È costituito da un insieme di mulattiere e sentieri recuperati dall'Unione dei Comuni della Versilia con l'intenzione di valorizzare il territorio e promuovere un turismo sostenibile. È sostanzialmente un anello che unisce Seravezza con Stazzema, con diversi itinerari secondari. Si sviluppa per circa 50 km, tocca più di 20 borghi e si sviluppa nei comuni di Seravezza, Stazzema e Pietrasanta. In esso ci sono 12 itinerari principali, mai troppo lunghi, e diversi itinerari secondari. Il SAV fu inaugurato nel maggio 2013.
Saliamo adesso per stradello cementato e, in parte, scalinato che ben presto diventa mulattiera con vista sul Vezza a sinistra. Saliamo poi tra canne di bambù fino a una casa dove prendiamo a destra. A 13’ arriviamo a un bivio (180m). Qua, a destra, sale un sentiero per Basati che percorreremo al ritorno, in discesa. Il sentiero adesso si sviluppa nel bosco e a 19’ siamo presso una casa. A 26’ c’è un bivio, a destra sale una traccia per una casa poco distante. Proseguiamo per il sentiero e poco più avanti troviamo delle auto vicino a una casa isolata. Infatti, adesso la traccia è ampia e carrozzabile. Proseguiamo in lieve discesa e a 33’ siamo sulla strada asfaltata che proviene dalla strada provinciale diretta a Cerreta Sant’Antonio, che è appunto il piccolo borgo cui siamo arrivati.
Questo è un borgo nel comune di Seravezza, già citato nel X secolo, formato praticamente da due strade su cui sono allineate le case. Gli abitanti erano agricoltori e poi lavorarono nelle ferriere e nell’escavazione del marmo. La piccola chiesa è intitolata a Sant’Antonio Abate e risale al XVI secolo, possiede un piccolo campanile.
Scendiamo a vedere la chiesa (235m) e poi risaliamo per la strada che diventa un ripido cementato. Troviamo un cartello SAV e andiamo a sinistra. A 43’ siamo a un bivio (274m): a destra sale una traccia per Basati, noi proseguiamo per il cementato. Saliamo a una casa da cui la traccia prosegue come sentiero. Subito un’altra casa e poi saliamo nel bosco. Il percorso è agevole con tratti delimitati da muretti a secco. A 58’ c’è un modesto guado e poi alcuni ruderi. Dopo 5’ ci sono delle case sistemate e altre sono più in alto (in cartina sono i Campi di Belvedere). Poco dopo c’è un modesto canalino ed entriamo in una pineta piuttosto malandata, con la tipica vegetazione mediterranea.
A 01h 15’ cambiamo versante e iniziamo a vedere la costa, Seravezza e le colline circostanti. Subito dopo c’è un rudere e iniziamo a vedere Minazzana. Saliamo verso il borgo e troviamo poi un cartello che dice che questo è il Sentiero delle Erbe, alcune delle quali sono indicate nello stesso.
A 01h 29’ siamo su Via Belvedere (463m). Essa unisce Basati con Minazzana. Borgo nel comune di Seravezza posto alle pendici del Monte Castellaccio. Ha bella posizione panoramica sulla costa e sulle Apuane e possiede una chiesa intitolata a San Pellegrino e Genesio (XVII secolo al posto di un vecchio oratorio). Il nome deriva da Fundum Menacianum, in zona è stata trovata una necropoli ligure-apuana. Sulla sinistra si trova l’Agriturismo La Posa del Mulo e in lontananza le case e la chiesa di Minazzana.
Prima dell’Agriturismo, a destra, sale il nostro sentiero (indicazioni). Saliamo e, in pochi minuti, siamo su una stradina cementata che seguiamo verso destra. A 01h 39’ c’è una marginetta della Madonna del Buon Consiglio (1885). Proseguiamo e poco dopo il cementato finisce e saliamo verso destra per evidente mulattiera. Qua c’è un cartello SAV e qua arriva la traccia principale (cementato) del sentiero dalla Cappella che passa presso la Pubblica Assistenza di Minazzana. Il tratto iniziale è ampio e aperto sul crinale Monte Costa-Pizzi del Bottino-Monte Rocca. Siamo in un uliveto e poi entriamo nel castagneto e compaiono segni rossi che ci accompagneranno fino al Monte Calvario (in precedenza Monte Casino). È necessario fare attenzione: bisogna evitare tutte le deviazioni sulla sinistra con segni, numeri e frecce rosse. In particolare, a 01h 47’ a un bivio proseguiamo sulla destra. La traccia sale lievemente fino ad arrivare all’ultimo cippo della Via Crucis. Sulla sinistra si trova il cosiddetto Calvario (571m) sul crinale sud-est del Cavallo dove arriviamo a 02h 04'. Qua si trova un monumento con le tre croci del Calvario e alcune lapidi di devozione in marmo. Qua si vedono bene Croce, Nona e Matanna mentre altre montagne sono in parte nascoste dalla vegetazione.
Dopo una breve sosta proseguiamo, troviamo un’altra stazione della Via Crucis e subito dopo c'è una marginetta con icona marmorea della Madonna col Bambino di data incerta (la marginetta fu poi restaurata nel 1880). Scendiamo un breve tratto e a 02h 15’ siamo sull’ampia mulattiera in discesa dove sono le restanti 13 stazioni della Via Crucis costruita nel 1901. Subito c’è un rudere a sinistra, più avanti uno spiazzo permette di vedere Terrinca e Levigliani con dietro Corchia e Pania. A 02h 26’ un altro rudere sulla destra e poco dopo un altro.
A 02h 33’ siamo alle prime case di Basati (stazione due della Via Crucis) e subito dopo siamo alla prima stazione della Via Crucis proprio nell'innesto con la via asfaltata. Scendiamo e subito prendiamo verso destra per Via Sant'Ansano che ci porta alla chiesa (426m) intitolata appunto a questo santo, dove siamo a 02h 39’.
Il borgo si trova nel comune di Seravezza ed è immerso nei castagneti alle pendici del Monte Cavallo (o Cavallino di Azzano). La popolazione dovrebbe, almeno in parte, derivare da bresciani chiamati da Cosimo I per lavorare il ferro estratto nelle miniere. Il toponimo è citato sin dal 1320 e la zona fu abitata sicuramente dai liguri apuani come si desume dall’abbondanza di coppelle e graffiti neolitici nei dintorni. Si trova nella valle del Giardino su una terrazza panoramico su Corchia e Pania della Croce e sui paesi di Retignano, Terrinca e Levigliani. Possiede una chiesa del XVI secolo intitolata a Sant’Ansano da Siena.
Scendiamo a recuperare la strada principale che seguiamo verso destra e in breve siamo nel parcheggio del borgo. Il luogo è molto panoramico su Corchia e Pania della Croce e i borghi di Levigliani e Terrinca. A 02h 43’ siamo al bivio tra la strada che sale a Basati da Ruosina e quella che va a Minazzana, verso destra (al bivio c’è l’edificio della Pubblica assistenza). Scendiamo pochi metri e troviamo sulla destra il sentiero che porta a Cerreta (tratto iniziale stradello). Poco sotto, alla curva della strada, si trova invece quello per Ruosina (399m).
Siamo a 02h 45’ e scendiamo per il sentiero. Il primo breve tratto è tra rovi, il che fa pensare che senza manutenzione tenda presto a diventare inagibile. Poi siamo nel bosco (castagneto). Dopo 3’ andiamo a destra seguendo segni rossi che portano al vicino traliccio. Lo superiamo e proseguiamo per l’evidente traccia nel bosco. A 03h superiamo un modesto rivolo, poi percorriamo tratti di mulattiera su massi, in parte anche gradinati. A 03h 08’ alcuni tornantini e un albero caduto. Andiamo avanti e dopo una decina di minuti altri tornantini ci fanno perdere quota. Continuiamo e a 03h 27’ ancora tornantini in zona ricca di roccette e muri di contenimento. Poco dopo superiamo un altro modesto rio. A 03h 38’ chiudiamo l’anello reimmettendoci nel sentiero che avevamo percorso per Cerreta. Adesso scendiamo a sinistra. A 03h 49’ siamo a Ruosina presso il cartello del sentiero e in un paio di minuti siamo al parcheggio dove terminiamo l’escursione