DATA ESCURSIONE: 06/01/2026
L’escursione inizia da Cansoli (Cànsoli) presso delle segherie che rimangono a sinistra. Parcheggiamo sulla destra in un ampio spiazzo (166m) presso vecchie abitazioni, una delle quali è ancora abitata. Qua inizia il sentiero SAV per Terrinca, che percorreremo in discesa, al ritorno.
Cansoli si trova nel comune di Stazzema. Qua sorsero, nel XV secolo, delle ferriere, ma esistevano mulini più antichi. La zona, posta tra due canali soggetti ad allagamenti, non ebbe mai un grosso sviluppo. Oggi ci sono poche case e qualche stabilimento per lavorare il marmo.
Siamo dove il Canale del Bosco si immette nel Canal Giardino, a sua volta tributario del Vezza in cui si immette a Ruosina. Torniamo sulla strada e andiamo verso destra in salita. Sulla sinistra ci sono le vecchie segherie e poi alcune case abitate. A 14’ siamo al Ponte della Zingola (Zìngola) (205m). Presso il ponte ci sono due antichi mulini recentemente sistemati e affittati ai turisti. Qua la strada fa una curva a U dopo la quale prende a salire ripidamente per Basati. Non c’è più la sbarra che chiudeva l’accesso alla marmifera che seguiremo e che porta alle cave del Giardino, ormai abbandonate, non distanti dalle Cervaiole. Alcuni blocchi comunque impediscono l’accesso ai mezzi. Dal ponte è ben visibile la struttura di contenimento sul torrente (in termini tecnici: briglia) costruita dopo la disastrosa alluvione del 1996 che colpì l'Alta Versilia. La sede della marmifera è ormai invasa dalla vegetazione e rimane comunque uno stretto sentiero, almeno in questo tratto iniziale.
Saliamo qualche decina di metri fino al muretto di contenimento che si trova sulla destra, a livello della briglia. Pochi metri dopo il muretto, dove finisce l'asfalto, si trova sulla sinistra un masso lungo circa 3,50 m con un evidente taglio netto che guarda verso la marmifera. Questo masso, in origine, era parte di una roccia più grande aggettante nell'alveo del torrente, poco distante dalla posizione attuale. Su di esso si trova l'unica spirale incisa sulle rocce apuane. In origine la spirale si trovava nella parte della roccia più vicina all'alveo del torrente ed era esposta a sud. Oggi la spirale si trova sulla parte tondeggiante del masso che guarda verso il bosco. Non è di immediata lettura, anche per la posizione del masso stesso, piuttosto infelice. Basta comunque aggirare la parte sferica, la spirale si trova prima della parte allungata del masso dove c'è la curvatura massima. Per vederla bene e fotografarla bisogna chinarsi sulla terra e togliere foglie e terriccio che la coprono.
La spirale si sviluppa in senso antiorario in sei volute con diametro massimo di 16 cm. Quindi è piuttosto piccola. La roccia è un micascisto quarzoso ben resistente all'erosione causata dalle acque. A circa 120 cm dalla spirale si trova un piccolo antropomorfo di 8 cm di lunghezza di non facile lettura. Ricordiamo che la spirale è un simbolo solare, usato dalle popolazioni dell'età del bronzo.
Dopo aver visto questo interessante petroglifo proseguiamo verso il ponte sul Canale del Giardino. La larga marmifera sterrata è invasa da vegetazione e qualche albero caduto ostacola la progressione. Di fronte a noi si vede il Picco di Falcovaia ormai dilaniato dalle cave delle Cervaiole. Sulla destra scorre il Canale del Giardino. Salendo troviamo diversi accessi all'acqua, alcuni dei quali permettono anche di accedere all'altra riva del torrente. In particolare, a 300 m dal ponte, presso uno slargo, si scende e si guada facilmente per poi salire verso una grotta (Tanaccia) davanti alla quale si trovano dei massi coppellati. Il torrente presenta nel suo percorso salti d’acqua, marmitte, pozze e riceve acqua dalle pendici della montagna: rivoli di acqua scendono da destra e da sinistra, formando anche interessanti cascatelle.
A 29’ ci trovano su un’enorme frana (245m) che da poco tempo è scesa dalle pendici del Cavallo e che, in alto, ha interrotto il sentiero che da Basati porta alla marmifera che stiamo percorrendo. La frana lambisce il torrente. Comunque la possiamo facilmente percorrere, sono presenti ometti e alcuni pali che segnalano il percorso più agevole. Poi recuperiamo la marmifera che qua è un sentiero stretto. A 38’ la marmifera passa sopra il canale per cui adesso lo abbiamo sulla sinistra e la salita si fa più ripida, mentre la traccia è meno invasa dalla vegetazione e quindi più larga. Poco dopo c'è una sorta di riparo sotto roccia in una zona dove la roccia è stata tolta con uso di esplosivi.
A 47’ degli ometti indicano una traccia verso destra in ripida salita, presso un rio che scende. Poco dopo un grosso albero ha invaso la sede della marmifera e lo superiamo facilmente sulla destra. A 51’ sulla sinistra c’è una traccia che scende a una vicina struttura di contenimento nel torrente, simile a un ponte. Una decina di minuti dopo la sede della marmifera ha ceduto per una decina di metri e dobbiamo superare il salto che si è formato. Intanto il torrente che era molto in basso pian piano si avvicina alla sede della marmifera. Passiamo per un tratto con alte rocce nere sulla sinistra, oltre il torrente, poi ancora qualche tratto di sentiero tra vegetazione.
A 01h 09’ scorgiamo bene, in alto, il ponte metallico sul sentiero che da Basati porta al ponte sul Giardino, sentiero che, come detto, non è percorribile per frana. A 01h 17’ siamo al Ponte sul Canale del Giardino (463m). Qua si trova un cartello del SAV che indica il sentiero per Basati.
Il sentiero Alta Versilia (SAV). È costituito da un insieme di mulattiere e sentieri recuperati dall'Unione dei Comuni della Versilia con l'intenzione di valorizzare il territorio e promuovere un turismo sostenibile. È sostanzialmente un anello che unisce Seravezza con Stazzema, con diversi itinerari secondari. Si sviluppa per circa 50 km, tocca più di 20 borghi e si sviluppa nei comuni di Seravezza, Stazzema e Pietrasanta. In esso ci sono 12 itinerari principali, mai troppo lunghi, e diversi itinerari secondari. Il SAV fu inaugurato nel maggio 2013.
Oltre il ponte la marmifera sale e poco dopo si trova la deviazione per Terrinca. Proseguendo per la marmifera si sale alle cave e poi, per sentiero, alla Foce del Giardino da cui si scende ad Azzano. Saliamo per la marmifera e poco dopo troviamo le indicazioni per Terrinca. Il sentiero sale verso destra evidente e indicato, all'inizio, da un ometto (473m). La traccia è sempre evidente e ogni tanto ci sono dei segni rossi. Essa si mantiene, almeno all'inizio, parallela alla marmifera tenendosi, naturalmente, più alta nel bosco.
A 01h 35’ sulla sinistra affiora una alta roccia circondata da un muretto, per delimitare uno spazio per custodire, in passato, gli animali. Cinque minuti più avanti, sulla destra c’è una grotta impraticabile per la vegetazione. Poi saliamo per mulattiera. Dopo 10’ di salita arriviamo a un piccolo pianoro panoramico con un masso coppellato. Siamo in tratto aperto sulla Valle del Giardino e sui massi qua e là troviamo altre coppelle, altre ne troveremo andando più avanti (è necessario esaminare i vari massi lungo il percorso). È possibile vedere molto bene la frana di cui abbiamo già parlato che scende fino al canale.
Rientriamo nel bosco e, poco dopo aver guadato un canale, a 01h 59’, siamo presso un primo rudere, forse di un antico metato, che rimane sulla destra. Dopo una decina di minuti guadiamo un altro canale dal quale saliamo a un altro rudere, dove arriviamo a 02h 12'. Dopo pochi minuti, il percorso si fa nuovamente aperto e panoramico su Basati. Rientriamo nel bosco e a 02h 29' arriviamo a un bivio (25m) dove c'è una marginetta e un tavolo per picnic. Questa è la località "alla Vincentella". La marginetta è stata restaurata nel 1954 dai coniugi Bonacchelli, contiene un'icona marmorea di San Leonardo del 1628 e un piccolo affresco raffigurante una dama (forse la Madonna). A destra prosegue la traccia per Terrinca che tra poco percorreremo. Invece a sinistra sale la traccia per il Masso di Terrinca (cartello e illustrazione) distante una decina di minuti.
Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino seguendo la traccia principale per Terrinca sempre nel bosco. Dopo un paio di minuti sulla roccia umida, a sinistra, vediamo un'icona marmorea di Sant'Antonio Abate col Bambino. Adesso il sentiero si apre e sale su roccia con staccionata sulla destra e a 02h 40' siamo a un bivio: a sinistra sale una traccia diretta alla vicina strada del Cipollaio. Anche qua sulle rocce vediamo coppelle. Adesso scendiamo e più avanti il sentiero diventa ampio e ameno, superiamo dei ruderi e poi abbiamo sulla destra una marginetta cui si accede con una traccia che scende a destra. In questa marginetta c'è un'icona marmorea della Madonna del Sole con sotto un'iscrizione del 1865, ma l'immagine dovrebbe essere più antica. Proseguiamo e a 02h 50' siamo sulla strada asfaltata (528m) presso una curva (presente cartello del sentiero). A sinistra la strada va a recuperare la via del Cipollaio mentre verso destra va a Terrinca passando subito dalle Case Alla Costa, sulla destra vediamo Basati.
Terrinca si trova nel comune di Stazzema alle propaggini meridionali del Monte Corchia, tra i castagni. Essa si affaccia sulla Valle del Giardino e si trova poco a valle della strada del Cipollaio. Le prime notizie certe risalgono all' VIII secolo quando era sicuramente sotto i longobardi, ma la zona era abitata sin da tempi preistorici. Le attività degli abitanti erano agro-silvo-pastorali, ma poi molti si dedicarono all'estrazione del marmo. La chiesa di San Clemente e San Colombano, risalente all' VIII secolo, fu poi ricostruita nel XVI secolo e possiede un pregevole dipinto del XVII secolo della Madonna del Carmelo. La zona attorno al paese viene considerata come Museo d’arte sacra all’aperto formato dalle molte edicole e marginette sparse per tutto il territorio.
Lungo il percorso ci sono diverse lapidi e croci ricordo e qualche marginetta. Il borgo è panoramico su Corchia e Pania. A 03h, sulla destra, ci sono alcuni blocchi di marmo incisi con varie tipologie di graffiti a formare una sorta di museo all'aperto. Continuiamo e in breve (03h 02’) siamo alla piazza di Terrinca (496m) con una ricostruzione di capanna ligure-apuana. Qua inizia il sentiero 149 (Terrinca-Ponte dei Merletti) che va a sinistra. Scendiamo per scalinata fino a una fontana e poi proseguiamo lasciando la chiesa di S. Clemente e S. Colombano sulla destra. Scendiamo ancora per la strada lasciando subito a destra una ricostruzione della grotta della Madonna di Lourdes. La strada asfaltata supera le ultime case, che lascia sulla destra, e a 03h 11’ entriamo nel bosco e il percorso è adesso un'ampia mulattiera che scende a Cansoli. Essa si sviluppa con tornanti nel castagneto e nel suo percorso ci sono sei marginette, cinque delle quali in buono stato. All’inizio qualche tratto ripido da percorrere con attenzione con fondo bagnato.
A 03h 13’ siamo presso la prima marginetta sulla destra eretta a memoria di Cesare Salvatori, morto in Libia, con icona marmorea della Madonna col Bambino. Dopo 8' siamo alla seconda marginetta (Coppedè-Silvestri) con tetto crollato, ma icona marmorea della Madonna con Bambino e altro giovane santo del 1865. Segue poi la terza marginetta (Geremia Vanni) con statuetta della Madonna e scritta 1932. A 03h 27’ attraversiamo un modesto ponte e poco dopo c'è la quarta marginetta (1920) che si trova a sinistra, senza immagini sacre. Segue poi una modesta fonte e alti muri di contenimento a destra. Dopo una decina di minuti siamo alla quinta marginetta (Angiolino Coppedè) con icona marmorea del 1753. Scendiamo ancora e a 03h 44' siamo a un bivio: a sinistra una traccia porta a Levigliani (231m). Dopo 5' siamo alla sesta e ultima marginetta (Pietro Olobardi) del 1903 con miniatura della Pietà di Michelangelo. Scendiamo ancora pochi metri e a 03h 52' siamo al punto di partenza, qua trova il cartello della SAV.