(LU-Seravezza) ZARRA-CERRETA SANT'ANTONIO (235 m)-MINAZZANA (465 m)-BASATI (432 m)-CERRETA SANT'ANTONIO (235 m)-ZARRA
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Zarra (93 m)

Località di arrivo:

Zarra (93 m)

Dislivello mt.:

470

Tempo totale:

04 h

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Cerreta; Minazzana; Basati

Rifornimento acqua:

Cerreta; Minazzana; Basati

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

strada♦sentiero SAV Zarra-Cerreta♦sentiero SAV Cerreta-Minazzana♦sentiero SAV Minazzana-Basati♦sentiero SAV Basati-Cerreta♦; sentiero SAV Cerreta- Zarra♦strada

Tipologia percorso:

Tutti sentieri SAV evidenti

Immagini del percorso (60)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 18/01/2026

Venendo da Seravezza arriviamo alla strada che sale, verso sinistra, a Cerreta Sant’Antonio. Pochi metri prima, sulla destra c’è un po’ di spazio per parcheggiare, presso edifici di una vecchia segheria sulle sponde del Vezza. Percorriamo qualche decina di metri di strada, superando vecchie lastre di marmo e il cartello stradale dell’Argentiera. Subito dopo, a sinistra della strada ci sono le indicazioni (93m) del sentiero SAV per Cerreta Sant’Antonio e un’utile cartina.
Il sentiero Alta Versilia (SAV) è costituito da un insieme di mulattiere e sentieri recuperati dall'Unione dei Comuni della Versilia con l'intenzione di valorizzare il territorio e promuovere un turismo sostenibile. È sostanzialmente un anello che unisce Seravezza con Stazzema, con diversi itinerari secondari. Si sviluppa per circa 50 km, tocca più di 20 borghi e si sviluppa nei comuni di Seravezza, Stazzema e Pietrasanta. In esso ci sono 12 itinerari principali, mai troppo lunghi, e diversi itinerari secondari. Il SAV fu inaugurato nel maggio 2013.

Qua iniziamo a prendere i tempi dell’escursione. Saliamo per tratto scalinato che porta ad alcune abitazioni, mentre altre sono più in basso. Questo piccolo gruppo di case si chiama Zarra. Le case di Zarra si trovano nel comune di Seravezza, subito prima della località l’Argentiera. Vicino si trova un vecchio Oratorio intitolato a Santa Maria Immacolata, a comune con la comunità dell’Argentiera.
Dopo le case lo scalinato diventa subito sentiero e, poco dopo, ampia mulattiera con qualche tornantino. Siamo nel bosco e, a tratti, vediamo le case dell’Argentiera e il Vezza. Poi Croce e Nona e anche i Pizzi del Bottino. Qualche tratto è umido, poi alcuni tornantini ripidi ci portano a 21’ sulla strada asfaltata (216 m) per Cerreta. Dal punto di arrivo sulla strada si vede la chiesa e le case del piccolo borgo. La mulattiera che abbiamo percorso è la strada comunale per Basati ed era, in passato, il percorso più agevole per arrivare al borgo.

Cerreta è un borgo nel comune di Seravezza, già citato nel X secolo, formato praticamente da due strade su cui sono allineate le case, le quali convergono nella fontana principale. Gli abitanti erano agricoltori e poi lavorarono nelle ferriere e nell’escavazione del marmo. La piccola chiesa è intitolata a Sant’Antonio Abate, risale al XVI secolo e possiede un piccolo campanile.

Saliamo per la strada e a 24’ siamo alla chiesa (231 m). La lasciamo subito e continuamo per la strada. Dopo 5’ da destra arriva il sentiero SAV da Ruosina (indicazioni). Saliamo per la strada che diventa un ripido cementato e in pochi minuti siamo a un bivio con un cartello SAV e andiamo a sinistra. A 33’ ci sono le indicazioni (267m) del sentiero per Basati (strada comunale di Basati) che percorreremo, in discesa, al ritorno. Proseguiamo per il cementato e poi saliamo per scalini a una casa da cui la traccia prosegue come sentiero. Subito un’altra casa e poi saliamo nel bosco. Il percorso è agevole con tratti delimitati da muretti a secco.
A 47’ c’è un modesto guado e poi alcuni ruderi. Poco dopo ci sono delle case sistemate e altre sono più in alto (in cartina sono i Campi di Belvedere). A 57’ superiamo un altro modesto canalino su rocce umide (attenzione) ed entriamo in una pineta piuttosto malandata, con la tipica vegetazione mediterranea. A 01h 04’ dobbiamo evitare una traccia che scende a sinistra. Poco più avanti cambiamo versante e iniziamo a vedere la costa, Seravezza e le colline circostanti. Subito dopo c’è un rudere e iniziamo a vedere Minazzana. A 01h 18’ siamo su Via Belvedere (462m). Essa unisce Basati con Minazzana.

Minazzana è un borgo nel comune di Seravezza posto alle pendici del Monte Castellaccio. Ha bella posizione panoramica sulla costa e sulle Apuane e possiede una chiesa intitolata a San Pellegrino e Genesio (XVII secolo al posto di un vecchio oratorio). Il nome deriva da Fundum Menacianum e, in zona, è stata trovata una necropoli ligure-apuana.

Sulla sinistra si trova l’Agriturismo La Posa del Mulo e in lontananza le case e la chiesa di Minazzana. Prima dell’Agriturismo, a destra, sale il nostro sentiero (indicazioni). Saliamo e, in pochi minuti, siamo in una stradina cementata che seguiamo verso destra (cartello SAV con tempi evidentemente errati). A 01h 25’, sulla sinistra, c’è una marginetta della Madonna del Buon Consiglio (1885). Proseguiamo, superiamo una costruzione, e poco dopo il cementato finisce e saliamo verso destra per evidente mulattiera (01h 33’). Qua c’è un cartello SAV e qua arriva la traccia principale (cementato) del sentiero dalla Cappella, che passa presso la Pubblica Assistenza di Minazzana. Il tratto iniziale è ampio e aperto sul crinale Monte Costa-Pizzi del Bottino-Monte Rocca. Siamo in un uliveto e poi entriamo nel castagneto e compaiono segni rossi che ci accompagneranno fino al Monte Calvario (in precedenza Monte Casino). Questo tratto, fino a Basati, è conosciuto come vicinale del Calvario. All’inizio c’è un bivio, ma bisogna andare a sinistra (segni) e poco dopo a destra seguendo la evidente traccia principale.
A 01h 37’ c’è una traccia segnata che sale verso sinistra da evitare. La nostra traccia sale lievemente fino ad arrivare a un cippo della Via Crucis. Sulla sinistra si trova il cosiddetto Calvario (572m) sul crinale sud-est del Cavallo dove arriviamo a 01h 51'. Qua si trova un monumento con le tre croci del Calvario e alcune lapidi di devozione in marmo. Questo è il punto più alto della nostra escursione. Qua si vedono bene Croce, Nona e Matanna, mentre altre montagne sono in parte nascoste dalla vegetazione. Dopo una breve sosta proseguiamo, troviamo un’altra stazione della Via Crucis (l’ultima) e subito dopo c'è una marginetta con icona marmorea della Madonna col Bambino di data incerta (la marginetta fu poi restaurata nel 1880).
Scendiamo un breve tratto e siamo sull’ampia mulattiera in discesa dove sono le restanti 11 stazioni della Via Crucis costruita nel 1901. Subito c’è un rudere a sinistra, in parte addossato alla roccia. Ancora più avanti uno spiazzo permette di vedere Terrinca e Levigliani con dietro Corchia e Pania. A 02h 10’ c’è un altro rudere sulla destra e poco dopo un altro. A 02h 17’ siamo alle prime case di Basati (stazione due della Via Crucis) e subito dopo siamo alla prima stazione della Via Crucis proprio nell'innesto con la via asfaltata. Andiamo a sinistra in discesa e subito prendiamo verso destra per Via Sant'Ansano che ci porta alla chiesa (432m) intitolata appunto a questo santo, dove siamo a 02h 23’.

Basati si trova nel comune di Seravezza ed è immerso nei castagneti alle pendici del Monte Cavallo (o Cavallino di Azzano). La popolazione dovrebbe, almeno in parte, derivare da bresciani chiamati da Cosimo I per lavorare il ferro estratto nelle miniere. Il toponimo è citato sin dal 1320, ma la zona fu abitata sicuramente dai liguri apuani come si desume dall’abbondanza di coppelle e graffiti neolitici nei dintorni. Si trova nella valle del Giardino su una terrazza panoramica su Corchia e Pania della Croce e sui paesi di Retignano, Terrinca e Levigliani. Possiede una chiesa del XVI secolo intitolata a Sant’Ansano da Siena.

Dalla chiesa scendiamo a recuperare la strada principale che seguiamo verso destra e in 5’ siamo nel parcheggio del borgo. Il luogo è molto panoramico su Corchia e Pania della Croce e i borghi di Levigliani e Terrinca. Scendiamo e siamo subito al bivio della strada asfaltata dove si trova l’edificio della Pubblica Assistenza. A destra sale la strada per Minazzana, mentre a sinistra scende quella che arriva da Ruosina. Scendiamo pochi metri e troviamo sulla destra il sentiero che porta a Cerreta (404m) con indicazioni. Poco sotto, alla curva della strada, si trova invece quello per Ruosina. Adesso il sentiero è uno stradello tra case e orti, sempre aperto sulla sinistra su Pania e Corchia.
A 02h 40’ a destra c’è una vecchia marginetta con icona in gesso, copia, forse, di quella originale. Subito c’è una casa e il sentiero va a destra. Adesso c’è un tratto di lieve salita, ma poi riprendiamo a scendere. A 02h 45’ c’è una casa e il sentiero diventa una evidente mulattiera nel bosco. Ancora un paio di minuti e siamo a un bivio dove andiamo a sinistra, evitando la traccia che sale a destra. Qua c’è una marginetta con icona della Madonna del Carmelo (con scapolare). La mulattiera è adesso ampia, poi a 02h 52’ c’è un breve tratto in salita a fianco di rocce, sulla destra, e muretto di protezione, a sinistra. Poco dopo c’è un’altra marginetta con icona del 1684 (Madonna e Santi). Adesso riprendiamo la discesa e subito c’è una costruzione a destra.
A 03h siamo presso un rudere poi un bivio dove proseguiamo verso sinistra. Seguono ancora ruderi. A 01h 05’ c’è il rudere di una casa con all’interno una cisterna e in alto, sulla destra, c’è un vecchio casale. Adesso la discesa si fa più ripida, evitiamo una traccia che sale verso destra e arriviamo a un rudere e percorriamo qualche tornantino. A 03h 11’ a sinistra cominciano ad esserci degli ulivi e subito c’è una costruzione con due pilastri per entrare nell’uliveto. Su uno di essi un’icona della Madonna di Loreto del 1682, con sotto una scritta riferita alla Madonna stessa. Scendiamo e in una decina di minuti, a 03h 22’ chiudiamo l’anello tornando sul cementato di Cerreta.
Scendiamo e poi imbocchiamo la stretta via superiore di Cerreta che ci porta a 03h 32’ alla fontana, dietro a una captazione dell’acquedotto, la fontana risale, nella sua struttura originale, al 1700. Torniamo indietro e seguiamo poi un vicolo che porta in basso. In cinque minuti siamo alla chiesa da cui scendiamo a recuperare il sentiero per Zarra.
A 03h 58’ siamo sulla strada, andiamo a sinistra costeggiando la segheria Vincenti. In un paio di minuti siamo all’Oratorio di Santa Maria Immacolata (96m). Questo è un grosso edificio proprio sulla strada con facciata verso il torrente, l’edificio è in abbandono, ma non è ancora un rudere. Dopo la breve visita, torniamo all’auto, concludendo l’escursione a 04h 05’.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, la seguiamo fino alla strada che sale a Cerreta. Parcheggiamo lungo la strada e fatti pochi metri, dopo il cartello stradale Argentiera, sulla sinistra inizia il sentiero per Cerreta.
Note
Questa escursione completa quella che da Ruosina porta a Basati percorrendo due sentieri diversi. Il primo per salire a Cerreta e il secondo per scendere da Basati.
Interessante il piccolo borgo di Cerreta che è possibile visitare in poco tempo. Minazzana è solo sfiorata dall’escursione, ma è possibile fermarsi per visitarla con calma. Basati è in posizione panoramica su Corchia e Pania ed è un borgo molto gradevole.
Molto bella la mulattiera che porta da Basati a Cerreta che passa tra ruderi di una passata e dura vita contadina. Belle sono le marginette con le loro pregevoli icone marmoree.
I sentieri SAV sono evidenti e ben camminabili e testimoniano la passata viabilità che univa i borghi dell’Alta Versilia.