DATA ESCURSIONE: 01/02/2026
Iniziamo l’escursione dalla piazzetta Fratelli Ceragioli (wp841; 389m), dove finisce la strada per Metato. Il parcheggio è abbastanza capiente, in alternativa è possibile parcheggiare lungo la strada appena percorsa.
Metato è un piccolo borgo del comune di Camaiore. Il toponimo significa essiccatoio per le castagne. Esso è formato da case in pietra e da una piccola chiesa intitolata a Santa Maria Assunta con un bel campanile del 1753, la chiesa è del XVIII secolo, ma fu costruita su una chiesa preesistente del secolo precedente. Esso è in posizione panoramica sulla piana di Camaiore e sulla costa.
Prendiamo subito per la parte alta del parcheggio dove troviamo un tabellone, piuttosto malconcio, che dà informazioni sulla Traversata delle Frazioni Camaioresi (TFC). Saliamo un centinaio di metri e troviamo subito un’indicazione del sentiero 104 (Metato-Monte Prana), verso destra. Esso sale nel borgo, costeggia la chiesa e, dopo cento metri da essa, devia in alto a sinistra in prossimità di una croce votiva, con lapide del 1865 che concede indulgenza al viandante che fa atto di contrizione, e poi prosegue per immettersi nella strada più in alto. Al ritorno percorreremo questo breve tratto.
Noi saliamo ancora per lo stradello di cemento in rapida salita, per un paio di tornanti. A 8’ arriviamo a un quadrivio dove arriva il 104 e una strada dalla parte alta del borgo. Proseguiamo in salita per la strada che adesso coincide con il sentiero. Poi la strada si restringe, rimanendo sempre carrozzabile e costeggiamo una zona dove vivono delle capre. A sinistra vediamo il Gabberi e di fronte il Prana. Poi entriamo in un castagneto non molto fitto e molto pulito. A 14’, sulla sinistra, si stacca (wp842; 469m) un sentiero TFC (segno rosso e modesta indicazione per Casoli) che trascuriamo. Il tratto di 104 finora percorso era anch’esso TFC. Il sentiero porta al Cimitero di Casoli passando dalla Foce del Monte Penna.
Saliamo e dopo pochi metri troviamo, sulla destra, la traccia che porta a una bella casa e che seguiremo al ritorno. Segue un tratto meno ripido e in alto scorgiamo Casette, da cui passeremo. A 20’ inizia un tratto ripido, sempre nel bosco. Dopo 5’, sulla sinistra, troviamo un abbeveratoio; infatti, la zona è ricca di acqua. A 28’ siamo a un bivio (wp843; 550 m), qua una evidente traccia va a destra per Metato e al ritorno la percorreremo. Subito dopo c’è uno stradello per una casa sulla destra. Lo stradello poi porta ad altre case vicine (dalle cartine Brenti e Falcigoli). Saliamo ancora con qualche tratto anche ripido e, a 42’, arriviamo a un gruppo di abitazioni (wp844; 622m) che si chiama Casette. Questo è un gruppo di case ristrutturate, alcune abitate e altre usate per le vacanze. La visuale è aperta sul mare, su Camaiore e su Massaciuccoli.
Saliamo per tratto ripido e a 48’, sulla destra, c’è un rudere. E subito dopo un bello spiazzo panoramico. Dopo 5’ c’è una deviazione a sinistra che trascuriamo. Intanto cominciamo a vedere il Prana con la sua alta croce bianca. Subito dopo seguiamo un sentierino sulla sinistra che evita un tratto di strada (su questa, dopo circa 50 metri c’è uno stradello, al ritorno, qua arriveremo da Casa Mutoro).
A 58’ siamo di nuovo sulla strada. Ancora un po’ di salita e a 01h 03’ siamo al bivio per la Casa di Bruno (wp845; 736m). Qua c’è l’indicazione Valle di Polo. Scendiamo per l’ampio stradello cementato con staccionata di legno sulla sinistra, la discesa è ripida e scivolosa.
A 01h 09’ siamo alla Casa di Bruno, un ampio casolare in buon stato che guarda verso le pendici brulle del monte Ciurlaglia, che è una propaggine della cresta NO del Prana. Sopra la casa un’ampia traccia porta alla zona posteriore della casa stessa. Qua abbiamo due possibilità, si potrebbe continuare in avanti per poi salire l’intera cresta del monte, ma non è evidente la traccia. Quindi optiamo per una evidente traccia sulla destra, usata per raccogliere la legna. Saliamo per una decina di minuti e quando la stessa si inoltra nel bosco la lasciamo e andiamo verso sinistra dove si vede una flebile traccia. La seguiamo per qualche minuto poi, visto che la stessa scende, prendiamo a salire verso destra tra qualche arbusto.
Adesso procediamo con la salita al meglio, molto semplice, per accedere alla cresta che rimane di fronte a noi. Siamo adesso in ambiente aperto e molto panoramico sulla costa, sulla piana di Camaiore, su Gabberi e Prana. In basso la casa di Bruno. Molte sono le piante di elicriso, di santoreggia e di ruta che prosperano sul terreno sassoso. Poi seguiamo una sorta di traccia che ci porta, a 01h 50’ sul crinale panoramico (Gabberi e Matanna e dietro Altissimo, Sagro e Corchia), da cui si vede bene anche la vetta nord del Ciurlaglia stesso. Come già detto chi volesse salire l’intero crinale deve, dalla casa di Bruno, non salire, ma proseguire in avanti.
Adesso rimane da seguire il crinale e a 01h 57’ siamo al grande ometto di vetta (wp846; 857m). Il Ciurlaglia è di altezza modesta, ma è estremamente panoramico, anche su Piglione e la zona di Campallorzo. Volendo è possibile andare alla vetta nord, ancora più panoramica, seguendo una traccia sulla sinistra.
Noi andiamo verso il sentiero 104 (Metato-Prana). Scendiamo verso sud-est per evidente traccia che poi pianeggia e poi passiamo in discesa tra alberelli e arbusti e, a 02h 07’, siamo sul sentiero 104 (wp847; 852m). Qua un ometto e una freccia rossa indicano l’evidente traccia per il Ciurlaglia, che abbiamo appena percorso. Naturalmente questo breve sentiero è il modo più semplice per accedere alle due vette panoramiche del Ciurlaglia.
Dopo una breve sosta, saliamo pochi metri e a 02h 13’ seguiamo la traccia, molto evidente, verso sinistra che si raccorda con il sentiero 112. Poi saliremo alla Focetta San Vincenzo e ritorneremo qua, descrivendo un piccolo anello.
Il sentiero si sviluppa nel bosco a saliscendi. Inizialmente scende, a 02h 23’ superiamo un modesto guado e saliamo, poi un tratto pianeggiante ci porta, in 5’ sul sentiero 112 (Casoli Cericcia-Focetta San Vincenzo) (wp848; 817m). Andiamo verso destra per tratto inizialmente pianeggiante e a 02h 30’ superiamo un modesto guado di un tributario del Fosso dell’Acqua Chiara. Poi saliamo, per poi pianeggiare nuovamente.
A 02h 36’ siamo a un altro guado (wp849; 830m) cui arriva, da sinistra, una traccia che va a recuperare il sentiero della Goretta che passa da Corogno. Saliamo costeggiando il fosso principale che rimane sulla sinistra e lo guadiamo dopo 5’. Adesso saliamo e a 02h 52’ siamo alla Focetta San Vincenzo (wp850; 924m) dove il sentiero termina.
La focetta si trova sul crinale che scende dal Monte Prana in direzione nord. Qua arrivano il sentiero 112, il sentiero 104, che poi sale al Prana, e il sentiero 101 (Foce del Lucese-Alto Matanna). Poco distante, lungo quest'ultimo sentiero, si trova la Baita Barsi, inoltre dalla focetta un sentiero porta alla vicina Baita Verde. Non molto distanti, in direzione nord, sono anche i ruderi della Chiesa di San Rocco di Campo all'Orzo. La zona è panoramica in particolare sul vicino monte Prana, sul Piglione e sul Matanna.
Proseguiamo verso destra e poco dopo lasciamo sulla sinistra il tratto dello stesso per il Prana. Proseguiamo e a 02h 58’ siamo in un breve tratto nel bosco, poi il sentiero si apre di nuovo. Il sentiero costeggia le pendici del monte Prana in leggera discesa ed è molto panoramico (Gabberi, Lieto, Matanna, Piglione e dietro le Panie). Scorgiamo bene i ruderi della chiesa di Campallorzo e, in basso, le case di Corogno.
Proseguiamo sul sentiero, amato anche dai ciclisti e, a 03h 16’, entriamo in un bel bosco su fondo argilloso. Usciamo dallo stesso e subito, a 03h 32’ chiudiamo l’anello tornando al bivio per il 112 e a quello per il Ciurlaglia. Qua sostiamo e a 03h 49’ riprendiamo il cammino scendendo per un tratto di stradello che in pochi minuti ci porta sullo stradello principale che scende a Metato. Qua ci sono le indicazioni (nella direzione da cui proveniamo Prana e Campallorzo e in salita, verso sinistra, Alpe di Cima e la Resta).
Chi volesse facilmente salire al Ciurlaglia senza fare l’itinerario da noi descritto, può salire con il 104 da Metato e dopo il cartello citato sopra andare a sinistra fino alla prima curva da cui in pochi minuti, sulla destra, arriva alla panoramica vetta.
Ricordiamo che in questa zona ci sono tante tracce dirette alle case sparse, testimonianza della dura vita contadina del passato. Alcune sono ancora ben percorribili, con fuoristrada. La discesa per lo stradello asfaltato (via Alpe di Cima), che costituisce il sentiero 104, è veramente molto ripida (attenzione con il fondo scivoloso o ghiacciato).
A 03h 58’ siamo presso una deviazione verso sinistra. E seguiamo questa traccia, che è un ampio stradello, diretta a Casa Mutoro. Subito c’è una costruzione sulla destra e poco dopo altre, sulla sinistra che costituiscono Casa Mutoro. Questa è una grossa costruzione a tre piani formata da due case addossate. C’è anche una costruzione in sassi con i tipici tetti spioventi di queste zone, forse era il vecchio fienile. Oltre la casa prosegue l’ampio stradello diretto alle Case dell’Alpe di Cima.
Sotto la casa c’è un bivio, noi andiamo a destra per ampia traccia in discesa che ci porta a 04h 05’ a un bivio (wp851; 761m) con indicazioni su una grossa roccia: a destra Metato, mentre l’altro ramo non ha indicazioni. La carta 4Land dice che il ramo di sinistra va a recuperare il TFC che da Metato porta a Summonti. Noi scendiamo a destra per Metato per evidente traccia. Dopo 5’ siamo a un altro bivio: a sinistra scende una traccia diretta a case sottostanti. La 4Land chiama questa traccia Via Falcioli e la zona Lecci, presumo case ai Lecci.
Noi andiamo a destra in salita e poi subito scendiamo. Poco dopo guadiamo un modesto rio, tributario del Fosso dei Colli. Le case adesso le abbiamo, in basso, a sinistra. Sono ben curate e presumo abitate, almeno saltuariamente. La zona è panoramica sulla costa, sul Massaciuccoli e sulla costa. Proseguiamo per ampio stradello erboso dove stanno sbocciando i crochi e a 04h 16’ siamo presso un altro gruppo di case sulla destra cui arriva un’altra traccia. Noi andiamo a sinistra aggirandole e subito troviamo un’ampia vasca per l’acqua.
Proseguiamo per tratto aperto con una piccola costruzione in sassi presso cui c’è una fontana. A 04h 21’ siamo presso un’altra bella costruzione ben sistemata, qua passa un cementato carrozzabile che seguiamo verso destra; invece, a sinistra va alle altre case poste più in basso.
Scendiamo, subito ci sono altre case, in basso, a sinistra e a 04h 24’ ci immettiamo di nuovo sullo stradello principale/sentiero 104 (wp852; 700m). qua un cartello indica: la Bora, Casa Pantera, il Colletto del Pettirosso. Scendiamo per la strada fatta all’andata e a 04h 35’ siamo a Casette.
Scendiamo, superiamo il bivio a sinistra per Brenti e Falcigoli e subito, a 04h 47’, siamo all’inizio della traccia, segnata in verde, che scende verso Metato, evitando un po’ della ripida strada. La traccia è inizialmente piuttosto ampia e c’è una casa a sinistra, più in basso. Poi il sentiero, più stretto, scende, molto evidente su rocce carbonatiche.
A 05h siamo presso una bella casa che costeggiamo andando verso destra. A 05h 07’ siamo di nuovo sul sentiero/strada che seguiamo. Dopo 10’ siamo al quadrivio dove seguiamo il sentiero 104 che entra nel borgo (via del Panorama). Arriviamo a una stradina che seguiamo verso destra, costeggiamo i lavatoi e poi la chiesa con il campanile. Un ultimo tratto di discesa e a 05h 27’ terminiamo l’escursione tornando al parcheggio.