DATA ESCURSIONE: 28/02/2026
Superato il borgo di Casoli, dopo circa un chilometro, arriviamo alla discesa asfaltata per il locale cimitero, dopo una serie di box di lamiera per custodire le auto. È possibile parcheggiare nei pressi della discesa, ma noi saliamo poche decine di metri oltre la curva della strada, dove si trova un ampio spiazzo-parcheggio (435m). Scendiamo e in pochi minuti siamo all’inizio della strada (430m) per il cimitero. Qua sono le indicazioni dei sentieri 105 ex 2 (Casoli-Foce del Crocione-Pascoso) e 112 (Casoli-Focetta San Vincenzo), con tratto iniziale in comune. Anche se in realtà le cartine fanno iniziare i due sentieri da Casoli. Scendiamo per tratto ripido e a 5’ alla prima curva della strada prendiamo verso sinistra seguendo il ben evidente sentiero.
Scendendo si arriva al cimitero e al bivio di due sentieri, uno per Candalla e l’altro per Metato, passando dalla Foce del Monte Penna. Sulla destra, in basso, scorre il torrente Lombricese e si vedono le propaggini del modesto monte Ciurlaglia con le pareti calcaree scavate dalle acque, tipiche di tutta questa zona.
Siamo subito presso un'edicola con icona marmorea del 1885 di a S. Domenico del Rosario, qua si accede a una serie di costruzioni; più in alto e più avanti, presso un altro accesso della stessa casa, c'è un’icona marmorea di S. Giovanni del 1934.
Dopo un tratto iniziale di falsopiano, iniziamo a salire un po' per arrivare, a 15’, a una marginetta (443m) restaurata nel 2004 e dedicata a San Rocco. Qua i due sentieri si separano: il 105 sale a sinistra, mentre il 112 prosegue in falsopiano a destra. Seguiremo, adesso, il primo in salita. Il sentiero è una mulattiera che sale abbastanza ripidamente, siamo in un bosco di castagni. Costeggiamo un paio di ruderi e a 26’ arriviamo a un ponte, a 490 m, sul Fosso della Grotta all’Onda, con ruderi e strutture di contenimento.
Dopo il ponte saliamo a sinistra per ripidi tornantini. La zona è ricca di ruderi, presumibilmente di vecchi mulini, lungo l’alveo del torrente, che rimane a sinistra, progressivamente sempre più in basso.
A 36’, a sinistra, ci sono i ruderi di una marginetta. Ancora tratti ripidi e dopo 10’ attraversiamo un ponte su un ripido tributario del fosso precedente. Saliamo, in parte costeggiandolo, e a 53’ arriviamo a una vasca abbeveratoio (619m). Qua transita la Goretta, che a sinistra va a Grotta all’Onda, mentre a destra va a Corogno. Rimandiamo alla relativa escursione per descrivere il percorso, che, comunque, recupereremo seguendo un’altra traccia per Corogno.
Adesso prendiamo a salire percorrendo brevi tornantini cui ne seguono altri più lunghi. A 01h 08’ arriviamo al secondo bivio per Grotta all’Onda 681m). Si trova a una curva del sentiero ed è evidente ed è indicato da un palo e da una piccola scritta. Adesso saliamo per un lungo tornante, meno ripido e, a tratti, pianeggiante. A 01h 29’ sulla destra ci sono delle rocce che alla base formano un modesto riparo. Adesso il sentiero curva decisamente, poi sale per un breve tratto a sinistra e subito dopo nuovamente a destra. Sulla sinistra si trova un crinale panoramico al quale si accede con brevi tracce in vari modi. Saliamo a vedere, nonostante la giornata grigia: il panorama si apre su Camaiore e la costa, su Matanna con la Grotta all’Onda, Gabberi e Prana.
Subito dopo, a 01h 32’ siamo all’evidente bivio alto per Corogno (768m) che si trova a destra proprio dove una traccia sale a sinistra per un vicino punto panoramico. Su un albero sono indicati dei segni rossi. Inoltre, poco sopra questo bivio si trova un altro punto panoramico su placche rocciose. La traccia scende lieve tra eriche e lecci, oppure con modesti saliscendi. Dopo pochi minuti, c’è un rudere sulla sinistra. Poi il sentiero diventa più largo e passa su alcune rocce e si trovano alcuni segni rossi. Poi scendiamo e a 01h 37’ guadiamo facilmente il Fosso del Boschetto.
Proseguiamo pochi metri e seguiamo una evidente traccia che sale verso sinistra. Essa porta a una grossa pozza sullo stesso fosso cui si raccoglie l’acqua di una cascatella. Dopo torniamo indietro e a 01h 56’ siamo di nuovo sul sentiero. Dopo pochi minuti, vediamo bene il Ciurlaglia e prendiamo a scendere. Subito c’è un canale roccioso tributario del fosso principale.
A 02h 06’ recuperiamo la traccia (777m) per Corogno che segue la Goretta. Subito c’è un altro canalino roccioso. A 02h 12’ siamo presso una vecchia struttura dell’acquedotto. Segue un bivio: a sinistra si sale alla parte alta di Corogno, noi invece scendiamo a destra per visitare il borgo.
Il borgo (in realtà un gruppo di case) si trova in posizione soleggiata e panoramica alle pendici di una modesta quota 809. È circondato da terrazzamenti in parte invasi da vegetazione. Ormai è disabitato anche se in estate soggiornano alcune persone.
A 02h 18’ siamo alle case basse (735m) del borgo. Il luogo è panoramico su Prana, Ciurlaglia, Gabberi e Matanna e sulla costa. Alcune case sono abbandonate, ma alcune sono in buone condizioni e ben curate. Ci sono forni per il pane, depositi di legna, una doccia esterna e alcune piante di mimosa in fiore.
Dopo la visita al borgo, con il dovuto rispetto per le case, saliamo e a 02h 36’ siamo alla casa alta (752m) con mimosa in fiore. Il sentiero prosegue presso una baracca per la legna e sale lieve nel bosco con qualche segno blu. Più avanti, a 02h 45’ c’è un breve tratto stretto dove la goretta è addossata alla roccia, ma non è difficile la progressione. Dopo cinque minuti, si stacca, ben evidente, sulla destra, con alcuni scalini, una traccia in discesa che va a recuperare il sentiero 112. Subito dopo un altro bivio e il segno blu dice che dobbiamo andare a sinistra in salita. Adesso saliamo, con tratti ripidi, a tornantini nella zona scavata da un canale tributario del Fosso dell’Acqua. La traccia è evidente e aiutano i soliti segni blu.
A 03h 08’ arriviamo a un bivio (837m) in zona Lecceto. A sinistra si va verso i ruderi di Lecceto e poi si sale a Campallorzo. A destra invece si va alle case dell’Acqua Chiara. Adesso scenderemo a queste case per poi salire e andare verso Campallorzo. Scendiamo agevolmente e poco dopo superiamo un canalino da cui saliamo alle vicine case.
A 03h 15’ siamo a due casolari addossati (810m), un altro più grande si trova più in alto verso sinistra. Da esso la traccia, molto evidente, prosegue a recuperare il sentiero 112. Torniamo indietro e a 03h 25’ siamo di nuovo al bivio che seguiamo verso destra in salita. In pochi minuti costeggiamo un rudere e, a 03h 33’, siamo all’aperto sulle piane che scendono dal crinale di Campallorzo. Sulla destra si va alla costruzione alta di Lecceto (vedi escursione della Goretta). Noi andiamo a sinistra per poi salire subito per le balze erbose piene di crochi fioriti, seguendo una traccia nell’erba con qualche segno blu. Poi dopo 10’ ci spostiamo verso sinistra e allo stesso tempo saliamo per le balze al meglio. In questo modo a 03h 54’ recuperiamo un’ampia traccia diretta all’Osservatorio Apuano.
Questo è un vecchio fienile ristrutturato per farne punto di sosta per escursionisti che possono dormire in tende fornite dall’organizzazione Above the Sea, proprietaria della struttura. Il nome deriva dal notevole panorama che si gode sulla costa e sulle montagne circostanti.
Andiamo a destra e a 03h 57’ siamo (945m) sul sentiero 101 (Foce del Lucese-Alto Matanna). A destra a circa cinque minuti di cammino c’è la Chiesa di Campallorozo, ridotta in ruderi.
Anche Campo all’Orzo.
È la valle situata, nel comune di Camaiore, tra il Monte Piglione e il Prana in testata del Rio delle Campore. È zona prativa, ricca di acqua e di boschetti, raggiunge la quota massima presso i ruderi della chiesa di San Antonio Abate. Poi degrada in direzione sud-est verso il solco del Rio e il gruppo di case di Ritrogoli cui arriva una strada da Pescaglia. Il nome deriva dal fatto che, in passato, si coltivava orzo nelle terrazze che scendono a valle. La zona è meta di facili escursioni e pic-nic. Una traccia scende a sinistra diretta ai casolari in zona.
Noi adesso seguiremo il 101 verso sinistra diretti alla Foce del Termine, da cui con il 105 torneremo al punto di partenza. Seguiamo il panoramico crinale con Piglione sulla destra e Prana dietro di noi, invece a sinistra la costa, Ciurlaglia e Gabberi. Poi ci spostiamo nel versante verso destra mentre iniziano gli alberi.
A 04h 03’ troviamo i ruderi di una marginetta dedicata a Sant'Antonio. Continuiamo in falsopiano tra vegetazione più abbondante e subito dopo siamo presso un'abitazione (Azienda agricola Campo all'Orzo) sulla sinistra, con indicazione via Lencia (nome della zona) e un'altra costruzione è più in basso verso destra. Poco prima dell’Azienda Agricola si stacca, a destra, un’ampia traccia in discesa, che trascuriamo, diretta alla Parte e al sentiero 103 da cui è possibile salire al Piglione. Lungo questo tratto prosperano le piante di agrifoglio con le loro bacche rosse in inverno.
Le piante diminuiscono fino a scomparire e a 04h 18' siamo a una focetta posta a 1010 metri (punto più alto dell’escursione), il panorama si riapre anche verso sinistra sul mare e di fronte abbiamo una splendida vista sulle Panie e i monti vicini. Verso destra una traccia va a recuperare il sentiero 103. Adesso scendiamo a mezzacosta per sentiero ameno tra fioriture di crochi con qualche arbusto di ginestrone in fiore. Recuperiamo il sentiero 105 e saliamo pochi metri e a 04h 40’ siamo alla Foce del Termine o del Crocione (979m) dove è presente palina dei sentieri.
La foce è un importante valico tra il Camaiorese e la Garfagnana da cui passava l’importante strada Lombarda (via dell’olivo). Essa è conosciuta come Foce del Termine perché rappresenta il punto di confine tra i comuni di Camaiore, Stazzema e Pescaglia. Oggi si trovano tutti nella provincia di Lucca, ma prima del 1847 (quando lo stato di Lucca passò alla Toscana) Stazzema era enclave del Granducato di Toscana mentre sia Camaiore che Pescaglia appartenevano al Ducato di Lucca. Di conseguenza qua passava un confine di stato.
Oggi qua transita il 101 che stiamo percorrendo, il sentiero 105 che appunto ricalca l’antica via Lombarda da Casoli per Pascoso, poi arriva il 103 dalla Groppa con deviazione alla vetta del Piglione. Il luogo è aperto e molto panoramico anche sull'Appennino e sul monte Croce.
Qua sostiamo e a 05h riprendiamo il cammino. Adesso scenderemo con il 105, esso nei primi metri coincide con il 101 fatto per arrivare alla foce. Esso è piuttosto ampio su roccia poi fiancheggia una prateria di ginestroni che rimane a destra. A 05h 15’ costeggiando il Fosso del Boschetto che qua è un modesto rivolo. Dopo 5’ lo lasciamo per spostarci sulla destra mentre il Fosso scende a sinistra con una cascatella. Siamo sulla roccia per tratto a saliscendi che costeggia le ultime pendici del Matanna mentre a sinistra abbiamo la valle del Fosso del Boschetto che ha scavato delle marmitte e supera con cascatelle alcuni salti. Questo tratto di sentiero è molto bello e selvaggio.
A 05h 26’ inizia la vera discesa e scorgiamo sulla sinistra il Prana e 5' dopo entriamo nel bosco che poi si infittisce. A 05h 38’ alcuni tornantini ci fanno perdere quota. A 05h 46’ sulla destra c’è il punto panoramico su roccia di cui abbiamo parlato in precedenza, scendiamo e siamo subito al sentiero per Corogno dove chiudiamo l’anello. Percorriamo il percorso fatto all’andata e a 06h 06’ siamo al bivio alto per la Grotta all’Onda e dopo 10’ a quello per la Goretta. A 06h 38’ siamo al ponte sul Fosso della Grotta all’Onda e a 07h 06’ concludiamo la nostra escursione.