DATA ESCURSIONE: 07/03/2026
Qui
un approfondimento sul Monte Matanna
Qui
un approfondimento su Grotta all'Onda.
Trescolli è un gruppo di case dove termina la strada da Casoli. Qua inizia il sentiero 106 (Trescolli-Foce di San Rocchino-Pomezzana-Rifugio Forte dei Marmi) che percorreremo fino alla Foce di San Rocchino. La strada, che abbiamo percorso, continua, stretta e asfaltata, con varie deviazioni per i gruppi di case presenti in zona e nascosti dalla vegetazione. Noi parcheggiamo alla fine della strada principale (532m) vicino all'ex Ristorante Domenici, che è una grossa costruzione che rimane sulla sinistra.
Saliamo per la ripida strada asfaltata lasciando subito una deviazione sulla destra e in 4' siamo a un parcheggio privato (a sinistra) con indicazioni per la vicina località Luciana, dove è possibile inserirsi nella Traversata delle Frazioni Camaioresi (Greppolungo-Casoli). Noi saliamo sempre ripidamente avendo dietro a noi il Prana e di fronte, se pure lontano, il monte Matanna. Molte sono le fioriture lungo la strada, specialmente anemoni e narcisi tazzetta.
A 10' il sentiero lascia la strada ed entra nel bosco dove diventa ripida mulattiera. Lo seguiamo per pochi minuti fino a tornare sulla strada a 14’. Qua troviamo subito (607m) la deviazione (sentiero non numerato) per la Grotta all’Onda che va a destra seguendo l’acquedotto (Goretta), che poi prosegue verso sinistra. Al ritorno qua chiuderemo l'anello tornando dalla Grotta all'Onda.
Proseguiamo sulla strada asfaltata per qualche minuto fino a lasciarla definitivamente a 17’ presso un bivio che, a destra, porta ad alcune abitazioni. Inizialmente il sentiero è molto ameno tra rari alberi, poi inizia a salire e il fondo diventa sassoso e anche roccioso inoltre aumenta la vegetazione che è tipica macchia mediterranea, a sinistra vediamo le propaggini del Monte Gevoli.
A 23' siamo presso una croce di legno di colore celeste, continuiamo a salire e a 30' abbiamo delle deviazioni a destra e a sinistra. In particolare, a destra ci sono delle piane coltivate con alcune case e si possono vedere anche i tipici fienili conici dell'Alta Versilia. Segue un breve tratto con muretto sulla destra. A 37’ c’è un’indicazione per l’Agriturismo il Paesaggio. Saliamo e a 42’ troviamo, sempre sulla destra, un’altra costruzione immersa nel verde di un’abetaia e subito sopra, presso un grosso muro di contenimento, troviamo un primo bivio: a sinistra sale il 106, che in pochi metri recupera il 107 (La Culla-Monte Gabberi-Foce di San Rocchino). Poco distante da essi c’è anche il sentiero 113 (Capezzano-Palagnana). Noi andiamo a destra seguendo una traccia evidente che porta alla foce di San Rocchino (803m) dove siamo a 50’.
Qua si trova un oratorio intitolato a San Rocco, di origine medievale e restaurato nel XVII secolo. Il 16 agosto si festeggia il santo e si svolge una processione. La foce si trova nel comune di Stazzema, ma a pochi metri da quello di Camaiore per cui questa zona fu a lungo, in passato, luogo di controversie tra la comunità di Pomezzana (Stazzema) e quella di Casoli (Camaiore) per i diritti di pascolo.
A sinistra il 106 scende a Pomezzana, poco sopra di dove siamo arrivati noi, arriva il 107/113. Inoltre, una evidente traccia che inizia dall'oratorio porta alla Foce di Grattaculo in circa 20' costeggiando il modesto Monte di Croce.
Noi adesso seguiremo il sentiero 113 fino alla Foce di Grattaculo. In realtà questo tratto è comune anche con il sentiero 121 per il Rifugio Forte dei Marmi e la Fonte di Moscoso. Questo, all’inizio, è un ampio viottolo che ci porta in una valle amena che domina Camaiore con casolari e terrazzamenti coltivati. In pochi minuti arriviamo nei pressi dell’agriturismo Il Paesaggio che rimane in basso sulla destra. Il sentiero si restringe, ma rimane molto ameno, poi cominciano gli alberi.
A 01h 12’ troviamo ruderi sia a destra che a sinistra, subito poi c’è la traccia che arriva da San Rocchino e i resti di un edificio addossato alla roccia con in alto una croce bianca. A 01h 15’ siamo alla Foce di Grattaculo (860m). Il 113 va a destra per la Foce del Pallone, invece il 121 va a sinistra. Inoltre, da Grattaculo si stacca una traccia per l’Agriturismo l’Agrifoglio. Poco sulla destra c’è uno spiazzo panoramico su Prana e Massaciuccoli.
Proseguiamo verso sinistra, saliamo lievemente, trascuriamo una prima traccia che scende a sinistra e subito dopo, a 01h 21', siamo a un trivio (882m): a sinistra scende il 121 diretto al Rifugio Forte dei Marmi (flebile indicazione), a destra una traccia che va a recuperare il sentiero 113. Noi proseguiamo in salita per una evidente traccia che porta alla zona alta di Toggiano. Questo sentiero sale nel bosco anche piuttosto ripidamente, è molto evidente, ma non è segnato, salvo qualche segno rosso stinto. Tra gli alberi notiamo sulla sinistra il borgo di Pomezzana piuttosto in basso.
A 01h 41’ abbiamo sulla destra i ruderi di una calchera e subito dopo una traccia scende a sinistra a recuperare il sentiero121. Noi andiamo a destra e dopo 5' siamo sulla cresta erbosa nella parte alta della località Toggiano, presso una modesta recinzione di pali. Di fronte a noi il panorama si apre su Piglione e Prana e sul catino percorso dal sentiero 113 diretto alla Foce del Pallone. Sulla sinistra c'è la panoramica ed erbosa quota 1034 (nella cartina 4Land indicata 1020). Ora continuiamo sulla sinistra, sul crinale, per traccia ben evidente fino a uno spiazzo panoramico alla base della cresta SSO del Matanna (1055m) dove siamo a 01h 51'.
Salendo a sinistra si percorre la cresta SSO del Matanna (vedi relativa escursione). Adesso seguiamo l’evidente traccia, aperta e panoramica, che prosegue a mezzacosta, in lieve salita, con qualche tratto un po' più ripido. A 02h 08’ superiamo poi una sorta di cancello per impedire lo sconfinamento dei cavalli del Matanna e con un ultimo tratto argilloso, e un po' scivoloso, a 02h 20,' siamo alla base (1149m) della cresta ESE del Matanna (punto più alto dell'escursione) da cui in circa 30' è possibile salire alla vetta. Il luogo è molto panoramico su Nona, Croce con dietro le Panie, e su Piglione e Prana, sullo sfondo l'Appennino. Poco distante ci sono alcuni ruderi con due faggi giganteschi e in basso la vallicola dei laghi gemelli (Bozzoni) nei pressi dei quali si trova l’Albergo Rifugio Alto Matanna.
Proseguiamo verso destra, per spazio aperto, alla modesta altura (quota 1144 m) di fronte a noi. Da qua scendiamo al meglio, verso destra, per facile e larga cresta verso la vicina Foce del Pallone (1094m) dove arriviamo a 02h 35'.
Questa è una larga sella tra le pendici sud-est del Matanna e la Foce del Termine che si trova a sud-est. L'attuale nome della foce è legato all’impresa della Funicolare Aerostatica Camaiore-Alto Matanna. In realtà, però, la vera Foce del Pallone si trova più a sud.
La foce è un ottimo punto panoramico, oltre che sulle vette apuane, anche sulla costa e sulla zona di Camaiore. Qua transita il sentiero 101 (Foce del Lucese-Alto Matanna) che adesso seguiremo. Invece il 113 scende verso destra descrivendo un semicerchio a mezza costa che segue il versante sud-est del Matanna. Presso la foce è presente una bella maestà con icona marmorea della Deposizione di Cristo (1747).
Adesso scendiamo un poco a recuperare il 101, questo è un ampio stradello in leggera salita circondato da grandi fioriture di crochi. Sulla destra c’è il crinale panoramico. A 02h 42’ scendiamo e il panorama si apre sul Prana. Ancora poco e arriviamo a un bivio: il sentiero 101 scende verso destra, sempre come ampio stradello invece a sinistra una traccia alternativa porta al Termine. Da qua è ben visibile la struttura di arrivo della Funicolare, verso cui ci dirigiamo, seguendo il 101. A 02h 52’ arriviamo alla vera Foce del Pallone (1069m), sempre su crinale panoramico. Comunque il Pallone non arrivava qua, ma poco distante a Colle di Prata. Qua c'era la carrozza per l'Alto Matanna).
Questa foce era conosciuta come Colle della Prata o degli Asini. La stazione di partenza della Funicolare era poco sotto la Grotta all’Onda, dove c’era un hangar in legno su basamento murato che serviva per il deposito del pallone. Una navicella di vimini scorreva lungo un filo d’acciaio sfruttando la spinta ascensionale del pallone mentre in discesa era normalmente frenata, essa poteva trasportare fino a sette persone alla volta. I turisti raggiungevano il punto di partenza a piedi o su mulo. Invece all’arrivo una carrozza li portava all’Alto Matanna. Il volo inaugurale è del 28 agosto 1910 facendo ben sperare per lo sviluppo turistico della zona, ma a novembre l’intera struttura fu distrutta da un uragano e non venne più ricostruita.
Poi scendiamo verso sinistra per tratto ameno, poi per tornantini. Segue altro tratto tranquillo e poi il crinale finale. A 03h 08’ siamo al punto di arrivo del sentiero alto alternativo a quello da noi percorso. A 03h 12’ siamo alla Foce del Termine o del Crocione (981m) dove è presente la palina dei sentieri.
La foce è un importante valico tra il Camaiorese e la Garfagnana da cui passava l’importante strada Lombarda (via dell’olivo). Essa è conosciuta come Foce del Termine perché rappresenta il punto di confine tra i comuni di Camaiore, Stazzema e Pescaglia. Oggi si trovano tutti nella provincia di Lucca, ma prima del 1847 (quando lo stato di Lucca passò alla Toscana) Stazzema era enclave del Granducato di Toscana mentre sia Camaiore che Pescaglia appartenevano al Ducato di Lucca. Di conseguenza qua passava un confine di stato.
Oggi qua transita il 101 che stiamo percorrendo, il sentiero 105 che appunto ricalca l’antica via Lombarda da Casoli per Pascoso, poi arriva il 103 dalla Groppa con deviazione alla vetta del Piglione. Il luogo è aperto e molto panoramico anche sull'Appennino e sul monte Croce.
Adesso scenderemo con il 105, esso nei primi metri coincide con il 101 che poi va a sinistra per Campallorzo. Esso è piuttosto ampio su roccia, poi fiancheggia una prateria di ginestroni che rimane a destra. A 03h 29’ costeggiamo il Fosso del Boschetto che qua è un modesto rivolo. Dopo 5’ lo lasciamo per spostarci sulla destra mentre il Fosso scende a sinistra. Siamo sulla roccia per tratto a saliscendi che costeggia le ultime pendici del Matanna mentre a sinistra abbiamo la valle del Fosso del Boschetto che ha scavato delle marmitte e supera con cascatelle alcuni salti. Questo tratto di sentiero è molto bello e selvaggio.
A 03h 40’ inizia la vera discesa e scorgiamo sulla sinistra il Prana e 5' dopo entriamo nel bosco che poi si infittisce. A 03h 52’ alcuni tornantini ci fanno perdere quota. Proseguiamo per lungo tornante e 03h 58’, sulla destra c’è un bel punto panoramico sul Matanna e sulla Grotta all’Onda dove andremo. Qua sostiamo sulla roccia panoramica e a 04h 16’ riprendiamo il cammino. Proseguiamo e subito, sulla sinistra, si trova il bivio alto per Corogno (773m). Invece sulla destra c’è il crinale panoramico cui si può accedere facilmente.
Scendiamo poi andiamo a sinistra e recuperiamo un altro lungo tornante verso destra che ci porta a 04h 34’ al bivio alto per la Grotta all’Onda (689m). La traccia è evidente, con alcune modeste indicazioni, tra cui un paletto, comunque qua il sentiero scende a sinistra per tornantini. Saliamo leggermente o procediamo su falsopiano tra alberi e arbusti, in particolare agrifoglio. Subito c’è un modesto canalino roccioso. A 04h 40’ superiamo una scarica di sassi, poi costeggiamo pareti rocciose sulla destra, usate dagli arrampicatori. Una di esse presenta delle piccole grotte con muretti, usate probabilmente come ripari per animali.
A 04h 50’ guadiamo il Fosso della Grotta all’Onda che qua è un modesto rivolo che scende da destra con una cascatella. Poi saliamo per tratto abbastanza ripido che ci porta a 04h 54’ di fronte alla grotta (722m).
La Grotta All'Onda si trova nel versante meridionale del Monte Matanna, alla base di un’imponente parete calcarea, da cui sgorga continuamente l’acqua, formando suggestive cascatelle. È un’ampia cavità con presenza di massi crollati dalla volta e dalle pareti, l’apertura è di circa 40 metri e la lunghezza raggiunge i 60, l’altezza non va oltre i 3 metri. Esplorata in modo scientifico dal 1867. La grotta fu a lungo abitata dall’uomo come documenta il materiale trovato che inizia dal Paleolitico medio, ma l’Eneolitico ha fornito la maggior parte di reperti (frammenti ceramici, resti animali, oggetti in osso e pietra). Qualche reperto risale all’età del bronzo e a quella del ferro e, presumibilmente, allora essa fu frequentata solo saltuariamente. Nella grotta sono stati ritrovati anche resti umani.
Ci fermiamo pochissimo e procediamo sulla traccia che costeggia la grotta con le cascatelle che scendono dall’alto. A 05h saliamo per breve tratto e poi troviamo ruderi sulla destra. Poi scendiamo, segue tratto di falsopiano o leggera salita. A 05h 07’ siamo a un bivio dove andiamo a sinistra in salita. A 05h 15’ siamo a una captazione con vasca e fonte. Proseguiamo con qualche tratto in salita per poi scendere anche abbastanza ripidamente.
A 05h 27' costeggiamo una parete rocciosa per qualche metro. Dopo 5' siamo sulla goretta che proviene da sinistra e sulla destra si trova una roccia sporgente e per evitarla passiamo su una passerella metallica. Adesso seguiremo la goretta, coperta da lastre di cemento, fino alla strada per Trescolli.
A 05h 30’ sulla destra c'è una zona terrazzata con costruzione e sui terrazzamenti prospera il Narcissus tazetta. Dopo 5' c'è una casetta sulla sinistra e poco dopo attraversiamo una strada asfaltata che porta a case in basso, ma prosegue anche in alto. Procediamo e subito c’è una struttura dell’acquedotto (05h 50’), poi un rivo e una casa sulla sinistra. Incrociamo un altro stradello sterrato e subito dopo, a 05h 58’, sulla sinistra, a qualche metro dal sentiero, si trova un tabernacolo con icona marmorea della Sacra Famiglia del 1907 (dono di G. Pardini). Poi ci sono altri casolari in basso a sinistra e in alto a destra, con terrazzamenti.
A 06h 08’ superiamo un ponte presso delle costruzioni sul Fosso di Canaletto e subito dopo a 06h 11’ siamo di nuovo sulla strada asfaltata che seguiamo, recuperiamo il sentiero che ci evita un tratto della stessa e a 06h 25’ concludiamo l’escursione.