DATA ESCURSIONE: 25/04/2026
Saliamo al Croce dal versante Nord, questa è una delle varie possibilità di salita. In parte segue la panoramica cresta Nord.
Superata la macchinetta per pagare la sosta, presso un’abitazione, percorriamo lo sterrato con una certa difficoltà; infatti, non è ben livellato e la progressione è difficoltosa. Dopo circa 1 km, siamo a un ampio parcheggio (wp955; 614m) alle "Scalette" dove inizia il sentiero 106 per il Rifugio Forte dei Marmi. Seguiamo lo sterrato, subito c’è una sbarra che aggiriamo a destra. Adesso prendiamo a salire e, a 9’, alla prima curva (qualche segno rosso) seguiamo sulla sinistra (wp956; 665m) una traccia non segnata, ma sempre evidente e semplice, che passa per la zona di Traversaia, dove passa il fosso omonimo e i suoi tributari. All'inizio, sulla destra, ci sono vecchie cave della locale ardesia immerse nella vegetazione.
Il sentiero procede, nel bosco, a saliscendi, poi pianeggia o sale lievemente. A 13', in basso a sinistra, c'è un vecchio rudere e 5 minuti dopo siamo a un bivio, a destra sale una breve traccia che recupererà poi il sentiero 118, sulla quale ci sono degli stinti segni arancioni. A 22' superiamo un canalino e subito dopo un altro più grande (Fosso delle Porchette), tra i due c'è uno spazio aperto e panoramico su Pania e Forato. Saliamo e a 24' ci immettiamo (wp957; 668m) nel sentiero 118 (Cardoso-Palagnana) che sale da Cardoso e proseguiamo verso destra in salita. Adesso saliamo per evidente mulattiera con tratti ripidi a tornantini, di fronte abbiamo le pareti del Nona, a destra la zona del Procinto e a sinistra Forato e Pania.
A 39’, a una curva (masso sul sentiero e segno arancione su un albero), arriva la traccia di cui abbiamo parlato. Continuiamo a salire nel giovane bosco acquistando una trentina di metri di quota fino a trovare, a 46', una traccia evidente che scende verso sinistra, diretta a Casa Garibaldi (vedi relativa escursione). Ancora poco e siamo alla Fonte di Moscoso. Qua c'è una struttura dell'acquedotto e una bella fonte di acqua freschissima. Ancora un tornantino e ci immettiamo (wp958; 805m) nel sentiero 116 (Stazzema-Foce di Petrosciana-Fornovolasco). Il tratto che ora percorriamo è comune ai sentieri 116 e 118.
A 01h siamo a un bivio: il sentiero 118 sale a destra diretto alla Foce delle Porchette (lo percorreremo al ritorno), mentre il 116, che seguiamo, scende verso sinistra. Adesso il sentiero scende un poco fino ad alcune grotte che vediamo poco più in alto scavate nelle pendici del Nona. Siamo sempre nel bosco, ora saliamo un poco e a 01h 04’ siamo a un bivio: il sentiero 116 prosegue verso destra mentre a sinistra si stacca il 124 A. Quest'ultimo è un raccordo con il 124 e passa dall'Alpeggio Colleoni. Dietro noi abbiamo il Procinto, il Nona e il Matanna e davanti la cresta del Forato. Continuiamo a salire per tratti semplici e a 01h 22’ arriva da destra il sentiero 109 (Alto Matanna- Foce di Petrosciana) che proviene dalla Foce delle Porchette. Proseguiamo e in 5’ siamo alla Marginetta dei Fratelli Meccheri con icona marmorea della Madonna di Montenero del 1944 e fregio che ricorda i tre fratelli scomparsi tragicamente nel 1982. Qua c'è un bivio: il sentiero 124 (Foce di Mosceta-Foce di Petrosciana) va verso sinistra. Invece a destra sale per tornantini il sentiero 116 che seguiamo.
A 01h 32’ arriviamo alla Foce di Petrosciana (wp9597; 974m). La zona è molto panoramica sul gruppo del Procinto da una parte e sul Croce dall’altra, è presente quella che era la base di una lapide ormai perduta e molte indicazioni per sentieri e croci commemorative. È valico importantissimo tra l’alta Versilia e la Garfagnana sin da tempi remoti.
La Foce è oggi importante nodo di sentieri, il sentiero 116, che seguiremo, continua in basso, a destra e in discesa, verso Fornovolasco. Sempre in basso verso sinistra c'è il sentiero 131 (Foce di Petrosciana-Casa del Monte-innesto 130) da cui si può salire al Forato, da Casa del Monte. In alto invece sale il sentiero 110 (Foce di Petrosciana-Foce di Valli) alternativo per il Forato e Foce di Valli con l’indicazione anche della ferrata intitolata all’ingegner Renato Salvatori, che si stacca dallo stesso poco più avanti.
Scendiamo per tornantini che ci fanno perdere rapidamente quota; a sinistra ci sono le Panie che si intravedono tra gli alberi. A 01h 52’ siamo al bivio dove il 137 (Foce di Petrosciana-Il Termine) va a destra. Subito superiamo un canalino roccioso tributario del Torrente Caraglione. Poi proseguiamo nel bosco a mezzacosta con vista, tra gli alberi, sulle Panie. Scendiamo costeggiando pareti rocciose e, a 02h, siamo a un canale roccioso che attraversiamo e riprendiamo a salire sempre con rocce sulla destra. Poi il sentiero pianeggia o scende un po' e superiamo un altro canale. A 02h 11’ trascuriamo una traccia verso destra.
A 02h 26’ saliamo per un paio di minuti su roccette. Poi, a 02h 32’, siamo su un colle panoramico (wp962; 920m) su Panie, Croce e Forato. Questa zona si chiama Magona. Sulla destra c’è una traccia che seguiamo. Saliti pochi metri il panorama si apre sulle Panie. Seguiamo la traccia mantenendoci sulla sinistra a fianco della cresta. Scendiamo e a 02h 38’ siamo nel bosco. Saliamo mantenendoci sulla sinistra e dopo 3’ ci spostiamo verso sinistra e poi verso destra. Siamo subito a una radura (02h 43’) piena di fiori, tra cui anche giunchiglie e senecione toscano dai bei fiori gialli. Andiamo verso sinistra e recuperiamo una traccetta che lascia la cresta alberata sulla destra.
A 02h 50’ andiamo a destra per breve tratto ripido che subito diventa una salita accettabile. Poi passiamo in zona dove prosperano gli asfodeli. A 03h siamo in tratto aperto e panoramico su Panie, Appennino e Garfagnana. Proseguiamo per altri cinque minuti per la traccia e poi decidiamo di salire alla cresta che si trova sulla nostra destra. La salita è al meglio per il ripido versante erboso cercando di risalire a zig-zag. A 03h 10’ siamo in cresta. Qua proseguiamo con un’altra traccia verso sinistra che passa tra qualche albero, lasciando ancora la cresta sulla destra. Poi il panorama si apre in particolare sulla zona sommitale del Croce verso cui siamo diretti.
A 03h 28’ andiamo ancora verso destra a recuperare il crinale, salendo al meglio per l’irto versante erboso. A 03h 40’ siamo sul crinale (wp963; 1131m). Adesso lo seguiamo facilmente tra qualche roccetta, tra cui prospera la Globularia bisnagarica. Poi il crinale si fa decisamente erboso in ripida salita. A 03h 55’ siamo su una evidente traccia che seguiamo verso sinistra per 5’, poi saliamo il cucuzzolo erboso verso destra, che nasconde la zona di vetta. A 04h 13’ siamo sul cucuzzolo e abbiamo di fronte il tratto finale per la vetta. All’inizio la salita è lieve poi aumenta, il percorso è comunque facile. A 04h 27’ siamo alla croce sommitale (wp964; 1311m), qua il panorama si apre oltre che sulle Panie anche su Nona, Prana e Piglione.
Il monte Croce è così chiamato poiché i quattro crinali principali che lo formano si intersecano più o meno perpendicolarmente a formare una croce. La parte occidentale del monte è costituita da uno zoccolo calcareo che si eleva poi in un pendio prativo. Visto da lontano il monte è decisamente un collinone di colore mutevole secondo la stagione: dal verde intenso primaverile, al giallo rossastro autunnale, al bianco invernale quando è coperto dalla neve. Il monte è rinomato per la bella fioritura dei narcisi nella primavera avanzata tanto è vero che è conosciuto anche come il Monte delle giunchiglie.
Dopo una sosta di 15’ riprendiamo il cammino a 04h 42’. Scendiamo dalla parte opposta per recuperare il sentiero 108 (Foce delle Porchette-Il Termine). La traccia scende con tratti ripidi, incisa nel versante erboso, punteggiato dalla fioritura delle profumatissime giunchiglie (Narcissus poëticus): uno spettacolo che attira escursionisti da ogni parte della regione. Ricordiamo che la specie è compresa nella LRT (Lista Rossa Toscana) delle specie vegetali protette, per cui non va raccolta e nemmeno calpestata.
A 05h 06’ siamo sul 108 (wp965; 1128m) e andiamo verso destra. Scendiamo e, a 05h 13’, c’è una traccia (ometto a poca distanza) che in pochi minuti porta alla Buca di Bosi e poi a un manufatto in pietra dedicato alla Madonna delle Cime. In zona c’era un presidio (tedesco) della Linea Gotica. Entriamo nel bosco e a 05h 17’ siamo alla Fonte del Pallino (wp966; 1081m). Il luogo è molto ameno e immerso nel verde della faggeta che scende dalle pendici del monte Croce, comunque la fonte che giustifica il nome è piuttosto scarsa di acque. Subito dopo iniziamo a percorrere la zona delle Scalette che permette di superare una gola selvaggia che ci rimarrà a sinistra. Saliamo pochi metri e poi scendiamo, troviamo tre spezzoni di corda metallica utili con il fondo scivoloso. A 05h 20’ c'è un altro tratto di corda a cui ne segue uno più lungo, dopo 5'. Esso permette di scendere in sicurezza per un paio di minuti, per tratto scalinato.
A 05h 28’ finisce la zona di roccette e scendiamo in modo ameno verso la Foce delle Porchette (wp967; 987m) dove arriviamo a 05h 42', anche questa è importante nodo di sentieri. Il sentiero 118 scende a sinistra Palagnana e, a destra, a Foce di Moscoso, ed è quello che adesso seguiremo. Il 109 a sinistra va all'Alto Matanna e a destra va a Petrosciana. C'è una bella marginetta con la Madonna col Bambino e con un altro piccolo santo.
Adesso scendiamo con il 118 per tornare a Fonte di Moscoso. Scendiamo per ampia mulattiera a voltoline dove sta iniziando a fiorire la genziana di Clusio. A 06h 10’ troviamo sulla parete rocciosa una lapide dedicata alla Madonna di sotto gli organi di Pisa. Su queste pareti rocciose umide, ma anche su quelle più in alto, prospera la pianta carnivora Pinguicula Mariae, un raro endemismo apuano che ama gli ambienti calcarei umidi e somiglia, vagamente, a una viola. Sta cominciando a fiorire. Pochi minuti e a 06h 14’ siamo all’innesto nel 116 dove chiudiamo il primo anello.
A 06h 20’ siamo di nuovo a Fonte di Moscoso. Proseguiamo sul 116 e poco dopo siamo presso una marginetta con Sacra Famiglia in ceramica e icona marmorea della Madonna del 2000. A 06h 25’ siamo al bivio con il sentiero 121 che sale a destra per il rifugio Forte dei Marmi. Proseguiamo con saliscendi e a 06h 34’ siamo in località Oglieta, poco in alto sulla sinistra si trova una marginetta con icona marmorea di Sant'Antonio abate. A fianco della marginetta c'è una fonte con lapide dedicata a San Francesco e da parte opposta rispetto alla marginetta c'è una casa sistemata. Essa si trova alle pendici del Procinto e delle sue propaggini. In alto c'è anche un vecchio fienile costruito come le tipiche capanne apuane. Più in avanti altre costruzioni e una teleferica sulla destra.
Poi a 06h 40’arriviamo al bivio con il sentiero 106, che va a sinistra, ancora per il Rifugio. Proseguiamo saliamo pochi metri e ci troviamo presso l’ingresso della Montanina (detta anche Casa del Pittore) che è un villino immerso nel verde del bosco, poco prima c'è una marginetta. Questa abitazione è così chiamata perché fu abitata e affrescata dal pittore versiliese Filadelfo Simi (1849 -1923). La marginetta è dedicata a Renzo figlio di Filadelfo e in essa c'è un'immagine in ceramica di Cristo del 1964. Scendiamo qualche tornantino e a 06h 46’ siamo alla Locanda di Casa Giorgini che fa servizio Bed & Breakfast per gli escursionisti. Scendiamo passando presso delle costruzioni dove sono tenute delle capre e a 06h 50’ siamo su uno sterrato a un quadrivio. Lo sterrato scende a destra diretto alle Scalette, mentre a sinistra c’è la base del soccorso alpino di Querceta. Invece di fronte a noi scendono, verso sinistra, il 116 e verso destra il 106 per le Scalette. Andiamo a destra per lo sterrato scendendo per qualche tornante con in alto il gruppo del Procinto. A 06h 56’ chiudiamo il secondo anello tornando all’inizio del sentiero di Traversaia. Scendiamo e a 07h 05’ terminiamo l’escursione.