DATA ESCURSIONE: 02/05/2026
Questa è una variante della zona di Candalla che permette di visitare i resti di Montecastrese.
Non è semplice parcheggiare prima di Candalla, c’è solo un piccolo parcheggio tra la chiesa e l’inizio della strada per Candalla. La strada di Candalla è quasi completamente interdetta alla sosta, per questo parcheggiamo all’inizio della strada per Metato (wp968; 103 m). Saliamo subito alla strada principale che porta a Casoli. Queste case costituiscono il borgo di Lombrici.
Lombrici si trova nel comune di Camaiore lungo il torrente Lombricese. In passato vi erano molti mulini che diedero impulso alla costruzione di polverifici, ferriere e pastifici, specialmente nella zona di Candalla. Probabilmente la zona fu abitata in epoca romana, le notizie storiche certe risalgono all’XI secolo. Non distante si trovava il borgo fortificato di Montecastrese, distrutto nel XIII secolo. La chiesa, intitolata a San Biagio, risale all’XI secolo.
Subito sulla sinistra c’è la chiesa con il campanile e invece a destra un piccolo monumento che ricorda i caduti in guerra. Seguiamo la strada dove erano presenti giganteschi strumenti in metallo (vanga, pennato, bidente) dell'Antica Ferriera Barsi che si trova sulla strada di Candalla. Comunque, sono stati rimossi. A 6’, presso una decisa curva a U della strada, che sale a sinistra, proseguiamo a destra per una stradina con indicazione di strada senza uscita. Questa è la strada di Candalla, su cui è vietato il parcheggio, ma il divieto non è rispettato poiché decine sono le auto in sosta. Subito c’è il Ristorante Emilio e Bona. Poi c’è il piccolo cimitero e l'Antica Ferriera Barsi, che è ancora funzionante e usa l'energia delle acque del torrente Lombricese per produrre utensili agricoli e oggetti ornamentali in ferro battuto.
Davanti al cimitero c’è l’indicazione di una traccia della TFC (itinerario C5). Proseguiamo e troviamo un altro ristorante sulla sinistra e poi, a 15’, sulla destra inizia il "Sentiero da Saudade" che percorreremo al ritorno.
Sentiero della nostalgia. Questo sentiero è intitolato ai soldati brasiliani che lo percorsero durante la Seconda guerra mondiale per raggiungere le postazioni tedesche del Monte Prana che dominavano Camaiore, la Versilia e parte della Valle del Serchio. Esso raggiunge Metato e poi continua come 104. Fu inaugurato nel 2013. Nella targa posta all'inizio del sentiero, nella strada di Candalla, presso il mulino c'è scritto: Dedicato ai soldati della FEB che nel settembre 1944 percorsero questo sentiero per affrontare il nemico nella loro prima missione di montagna. L'acronimo FEB significa Força Expedicionaria Brasileira, essa era la forza militare brasiliana attiva in Italia a fianco degli alleati e aggregata alla quinta armata americana. Il simbolo della FEB era un cobra che fuma come ironico omaggio al presidente brasiliano Getullio Vargas che aveva detto che era più facile che un cobra fumasse che il Brasile entrasse in guerra.
Subito dopo siamo al Mulino di Candalla (o Mulino Benassi risalente al XIX secolo, ma la struttura originaria è del XIV secolo) (wp969; 152m) con visibile la vecchia ruota dentata, ed ha sulla sinistra il salto d'acqua che alimentava le macine, oggi nella pozza d'acqua cercano refrigerio giovani bagnanti. Infatti, la zona di Candalla è molto frequentata da turisti e bagnanti che vanno a godersi il fresco del torrente, essendo possibile bagnarsi nelle pozze dello stesso. Qua inizia il sentiero per Casoli.
Superiamo il torrente mediante un ponte in pietra. Il sentiero che percorriamo, segnato con segni rossi, fa parte della Via di Lombardia e anche della Via dei Mulini.
La via di Lombardia univa la Versilia con la Garfagnana e proseguiva per l'Emilia ed era molto usato dai commercianti versiliesi che portavano le loro mercanzie al Nord. Da questa strada passava principalmente il commercio dell’olio per cui era chiamata anche la Via dell’Olio. La via dei Mulini si staccherà poi più avanti e costeggiando il torrente Lombrici si immetterà nel sentiero TFC che unisce Casoli a Metato. Essa costeggia ruderi di edifici, per lo più mulini, che utilizzavano l'energia dell'acqua del torrente (rimandiamo alla relativa escursione).
Il primo tratto del sentiero è in salita su cemento, poi diventa mulattiera, il percorso è quasi interamente all'ombra. A 22’ c'è una fontana nei pressi di una captazione dell'acquedotto. Sulla destra vediamo le pendici del modesto monte Penna (497m) (Pennino di Candalla) che ci accompagnerà per tutta l’escursione. Scorgiamo in lontananza anche Metato da cui passeremo. Poi segue un tratto di sentiero delimitato sulla destra da una staccionata e provvisto di cartelli naturalistici, ma vandalizzati, che descrivono la fauna della zona. Poi c’è un’altra fonte. A 29’ arriviamo a un bivio (wp970; 228m) ben indicato: a destra prosegue il sentiero dei Mulini mentre a sinistra sale decisamente la Via di Lombardia. Seguiamo il sentiero dei Mulini.
Sfruttando l’energia delle acque del Torrente Lombricese furono costruiti diversi opifici come frantoi, mulini, pastifici, polverifici e folli di cui rimangono i ruderi pericolanti. Inoltre, sulla riva sinistra ci sono diversi ripari sotto roccia abitati nell’età del bronzo che hanno prodotto interessanti reperti. Essi sono in genere in posizion impervia, ma in parte visibili dal sentiero.
Il sentiero adesso pianeggia o scende e subito, sulla destra, c’è una deviazione. Essa porta al Rio e alle palestre di roccia del Pennino di Candalla (o di Candalla Alta). Poco più avanti ci sono i ruderi di una grossa costruzione (pastificio risalente al 1854). La aggiriamo a sinistra costeggiando altri ruderi, immersi nella vegetazione, tra cui un mulino con una ruota da macina abbandonata. Continuiamo a salire avendo sempre sulla destra il Rio Lombricese con le sue gole, le sue pozze e le sue marmitte.
A 37’, sulla destra, c’è una pozza con cascatella. Proseguiamo per tratto degradato per caduta di alberi e smottamenti, ma percorribile. A 44’ passiamo su un ponte di tronchi, dopo cui c’è una traccia per le pozze. Ancora qualche albero caduto e a 50’ siamo presso un piccolo edificio in muratura da cui saliamo ad alcuni massi, tra cui passa il sentiero dei Mulini fino al vicino guado. Saliamo invece per la evidente traccia in ripida salita verso sinistra. Poi la salita si fa ancora più ripida a zig-zag nel bosco.
A 01h 03’ siamo a uno spiazzo e subito dopo a 01h 06’ ci innestiamo nella mulattiera per Casoli (wp971; 365m). Siamo a una curva della stessa che sale in tratto lastricato. A 01h 17’ siamo su una strada asfaltata presso una bella fontana (wp972; 401m). Siamo nella parte bassa di Casoli in via Carmelo Cappello, di fronte c'è un graffito "Quando il lavoro era un'arte", altri ne troveremo proseguendo via Cappello. Andando a sinistra si recupera la strada che porta alla parte alta di Casoli. Noi invece proseguiamo verso destra seguendo le ben evidenti indicazioni giallo-verdi del sentiero TFC (Traversata delle Frazioni Camaioresi) e i segni rossi.
Càsoli si trova nel comune di Camaiore nella valle del Rio Lombricese, alla sua destra orografica, presso le ultime pendici del Monte Matanna. Il paese è citato sin dal X secolo e il suo sviluppo fu legato alla via Lombarda che passava dalle pendici del Monte Matanna. Il percorso del sentiero 105, che nasce in località Cericcia, presso il cimitero del paese, ricalca in buona parte questa antica via di comunicazione. La chiesa, intitolata a San Rocco, risale al XIX secolo e sostituì la vecchia chiesa del XVI secolo abbattuta per cedimenti del terreno, ma di essa rimane il campanile del XVII secolo. Ricordiamo che dal 2006 si tiene a Casoli una manifestazione artistica durante la quale vengono decorati i muri del paese con una particolare tecnica (graffito o sgraffito) per cui il paese si sta arricchendo di queste decorazioni molto interessanti.
Proseguiamo tra case e a 01h 22' siamo a una maestà, chiusa da un cancello, presso un bivio: il sentiero prosegue verso destra. Tre minuti dopo siamo in località Fiume dove la strada termina e un ponte permette di superare un modesto torrente, tributario del Lombricese. Il sentiero adesso è un ameno stradello con qualche lampione e scorci panoramici su Casoli e il Penna. A 01h 32’ siamo al bivio per il vicino cimitero. Salendo a sinistra, dopo il cimitero, si recupera anche il sentiero 105/112. Proseguiamo verso destra e poco dopo troviamo sulla sinistra un riparo sotto roccia con una croce metallica e immagini e statuette della Madonna.
Scendiamo e a 01h 39' passiamo su un ponte metallico prima del quale sulla sinistra si trova un grosso edificio pericolante (vecchio mulino) alle pendici di una parete calcarea. Dopo il ponte, sulla sinistra ci sono le indicazioni per i polverifici di Grotta Orbaia. Adesso saliamo nuovamente fino a un altro bivio (wp974; 393m) a 01h 44': il sentiero principale si dirige a Metato mentre, sulla destra, in discesa, una traccia costituisce il sentiero dei Mulini che va a congiungersi all'itinerario fatto in precedenza. Proseguiamo per Metato e subito dopo un rudere il sentiero sale con tornantini fino alla base di uno sperone roccioso con una croce (439 m), esso è panoramico su Casoli e il Monte Gevoli. Lo sperone non è indicato in cartina e non ha un nome. Continuiamo a salire e a 02h 08’ superiamo un canale roccioso e poi passiamo per un tratto breve di roccia.
A 02h 15’ sulla sinistra si stacca sulla sinistra una traccia per le Cave dello Schizzolino e la Grotta del Tambugione (vedi relativa escursione). Scendiamo un po’ e a 02h 18’ siamo alla Foce del Monte Penna (wp975; 466m). A poca distanza si trovano le grotte del Penna e i resti di un villaggio medioevale, che è possibile visitare.
Il modesto monte Penna è un pinnacolo roccioso, la cui salita richiede passaggi di primo grado con esposizione. Alle sue pendici si trovano i ruderi di un villaggio fortificato, con resti di abitazioni, muro di cinta e una macina per grano. Le due piccole grotte a piccola distanza tra loro, scavate nella roccia carbonatica del monte. Sono state studiate nel 1914 e 1920. La grotta di destra ha imboccatura di 13 metri e simile profondità. In essa furono trovati frammenti di ceramica, frammenti calcarei lavorati e una scheggia litica. Risalgono all’eneolitico.
Subito ci sono ruderi di edifici, a servizio di cave vicine e di quelle dello Schizzolino. Poco dopo presso un ripiano dove ci sono vecchi blocchi di breccia presso una vecchia cava. Questa pietra era usata per rivestimenti e decorazioni ed è impropriamente conosciuto come breccia di Seravezza. Le cave in zona sono, comunque, tutte abbandonate.
Proseguiamo per bosco di lecci e riprendiamo a salire per un tratto di roccia calcarea (qua si trova anche il punto più alto dell'escursione: 487 m). Poi scendiamo e attraversiamo un modesto canale presso il quale, sulla sinistra, si trova una piccola costruzione addossata alla roccia (abrì). Troviamo dei ruderi sulla destra e a 02h 34’ ci innestiamo (wp976; 478m) sullo stradello asfaltato che costituisce il sentiero 104 (Metato-Monte Prana).
Scendiamo verso destra in direzione del borgo seguendo la strada asfaltata. Poco dopo sulla destra c'è una recinzione e anche un ricovero per le capre. A 02h 41’ lasciamo la strada perché il sentiero si dirige nel paese. C’è bel panorama su Camaiore e costa e sul campanile della chiesa. Poco dopo in prossimità di una croce votiva, con lapide del 1865 che concede indulgenza al viandante, siamo su una strada di Metato. Il sentiero TFC continua verso sinistra in direzione Salapreti, invece il 104 va a destra avendo di fronte il campanile della Chiesa. Subito a sinistra ci sono i lavatoi con fontana e poi, a 02h 47’, siamo alla Chiesa di Metato (wp977; 414m).
Il toponimo Metato significa essiccatoio per le castagne. Metato è un piccolo borgo del comune di Camaiore. Esso è formato da case in pietra e da una piccola chiesa intitolata a Santa Maria Assunta con un bel campanile del 1753, la chiesa è del XVIII secolo, ma fu costruita su una chiesa preesistente del secolo precedente. Esso è in posizione panoramica sulla piana di Camaiore e sulla costa.
Scendiamo fino a recuperare la strada asfaltata, andando a destra e poi a sinistra. A 02h 50’ siamo in piazzetta Fratelli Ceragioli, dove termina la strada da Lombrici. Qua c’è un capiente parcheggio. Sulla destra inizia il Sentiero da Saudade che percorreremo per tornare a Candalla. Inizialmente esso è uno largo stradello che porta, in un paio di minuti, al piccolo cimitero di Metato. Arriviamo poi, a 02h 59’, a una casa deposito di materiali vari dove il sentiero, ben indicato, devia verso sinistra. Subito dopo ci sono alcune vecchie case. Il sentiero prosegue, in ripida discesa, tra gli ulivi con bella vista sulla costa. Segue un tratto scalinato e costeggiamo delle costruzioni, poi la discesa si fa più amena.
A 03h 12’ siamo a un trivio e andiamo a destra. Subito dopo, a 03h 14’ siamo a un altro trivio (wp978; 259m). Il sentiero principale va a destra per Candalla, invece a sinistra si stacca il percorso C5 della Badia. La traccia tra le due permette di salire ai ruderi di Montecastrese. Seguiamo quest’ultima in salita per traccia evidente e ben camminabile, poi la salita si fa più ripida. A 03h 22’ siamo nella zona apicale (wp979; 293m) indicata in cartina Monte La Torre.
Posto a 290 metri in posizione dominante, la zona era abitata già nel III secolo. In seguito, fu costruito il borgo circondato da mura. Esso fu devastato nel XIII secolo nel corso delle lotte tra pisani e lucchesi e poi abbandonato del tutto nel XVI. Rimangono oggi tratti della cinta muraria, resti di abitazioni, i ruderi di un paio di torri di avvistamento. Inoltre, ci sono i resti della chiesa di Santa Barbara dove era la pala lignea della Madonna di Sotto gli Organi adesso a Pisa. Qua si trovano i resti della Torre a Monte.
Poi scendiamo per traccia sempre evidente con qualche segno rosso. Il cucuzzolo è coltivato a uliveto e questo ha concorso a salvaguardare il sito, almeno in parte. Scendendo vediamo resti di vecchi muri e a 03h 35’ siamo a uno spiazzo, forse questo è il Monte Castrese (266 m). Qua si vede la chiesa di San Biagio di Lombrici. Scendiamo ancora 5’ e ci innestiamo (wp980; 262 m) nel percorso C5 della TFC. Qua un malandato cartello indica verso destra la Chiesa di Santa Barbara e Lombrici. Andiamo verso destra in discesa per tratto di sentiero con staccionata in legno sulla destra.
A 03h 42’ siamo in una zona piuttosto degradata presumibilmente dove era la chiesa con annesso camposanto. Qua dovrebbe scendere la traccia per Lombrici, ma non la troviamo e così torniamo indietro. A 03h 52’ siamo di nuovo al bivio precedente. E seguiamo la traccia di destra, essa pianeggia o scende di poco. Dopo 5’ costeggiamo un rudere su cui sono delle lapidi e una terracotta della Madonna col Bambino. Una delle lapidi ricorda la chiesa di Montecastrese e la madonna di Sotto gli Organi e fu scritta dai canonici Papini, presumo proprietari del rudere.
Proseguiamo e a 04h 02’ siamo al trivio da cui siamo saliti a Montecastrese. Adesso scenderemo verso Candalla seguendo l’ampio stradello in discesa. A 04h 10’ ci innestiamo in un altro stradello che sale a destra, mentre noi andiamo a sinistra in discesa. Poi proseguiamo per tratto ameno. A 04h 14’ sulla destra c’è una marginetta senza immagini di interesse, poi alcune case e a 04h 23’ siamo sulla strada di Candalla. Seguiamo il percorso dell’andata e a 04h 37’ terminiamo l’escursione.