(LU-Camaiore) LOMBRICI-MULINO DI CANDALLA (150 m)-SENTIERO DEGLI OPIFICI-INNESTO SENT. CASOLI-METATO (395 m)-FOCE MONTE PENNA (461 m)-METATO (390 m)-MONTECASTRESE (294 m)-LOMBRICI
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Lombrici (105 m)

Località di arrivo:

Lombrici (105 m)

Dislivello mt.:

473

Tempo totale:

05 h

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Lombrici, Metato

Rifornimento acqua:

Lombrici, Metato

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

strada♦traccia Cimitero♦Sentiero Saudade♦sentiero per Casoli♦sentiero degli Opifici♦sentiero Cimitero-Metato♦104♦sentiero Saudade♦traccia per Montecastrese♦traccia per Lombrici♦strada

Tipologia percorso:

Il sentiero degli opifici, nella parte alta, è un po’ infrascato in alcuni punti. Il sentiero da Montescastrese a Lombrici è poco segnato, ma abbastanza evidente. Il resto sono sentieri tranquilli e ben camminabili.

Immagini del percorso (77)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 09/05/2026

Questa è una ulteriore variante nella zona di Candalla. Essa segue completamente il sentiero degli Opifici e scende da Montecastrese con una traccia che porta direttamente alla strada per Metato.

Non è semplice parcheggiare prima di Candalla c’è solo un piccolo parcheggio tra la chiesa e l’inizio della strada per Candalla. Infatti, la strada di Candalla è quasi completamente interdetta alla sosta. Per questo parcheggiamo all’inizio della strada per Metato (wp980; 107 m). Saliamo subito alla strada principale che porta a Casoli. Queste case costituiscono il borgo di Lombrici.
Lombrici si trova nel comune di Camaiore lungo il torrente Lombricese. In passato vi erano molti mulini che stimolarono la costruzione di polverifici, ferriere e pastifici, specialmente nella zona di Candalla. Probabilmente la zona fu abitata in epoca romana, le notizie storiche certe risalgono all’XI secolo. Non distante si trovava il borgo fortificato di Montecastrese, distrutto nel XIII secolo. La chiesa, intitolata a San Biagio, risale all’XI secolo.
Subito sulla sinistra c’è la chiesa con il campanile e invece a destra un piccolo monumento che ricorda i caduti in guerra.

Seguiamo la strada dove erano presenti giganteschi strumenti in metallo (vanga, pennato, bidente) dell'Antica Ferriera Barsi che si trova sulla strada di Candalla. Comunque, sono stati rimossi. A 6’, presso una decisa curva a U della strada, che sale a sinistra, proseguiamo a destra per una stradina con indicazione di strada senza uscita. Questa è la strada di Candalla, su cui è vietato il parcheggio, tranne per alcuni brevi tratti, ma il divieto non è rispettato. Subito c’è il Ristorante Emilio e Bona. Poi c’è il piccolo cimitero e l'Antica Ferriera Barsi. La Ferriera è ancora funzionante e usa l'energia delle acque del torrente Lombricese per produrre utensili agricoli e oggetti ornamentali in ferro battuto.
Davanti al cimitero c’è l’indicazione (wp981; 131m) di una traccia della TFC (itinerario C5) che va a innestarsi nel Sentiero da Saudade. Decidiamo di seguirla, siamo a 10’. Così saliamo a destra e ci troviamo subito su ampia mulattiera lastricata che sale nel bosco. A 17’ siamo a un bivio e prendiamo verso sinistra per evitare un tratto disastrato della mulattiera. La recuperiamo e subito a 19’ siamo sul Sentiero da Saudade (poi da Metato ne seguiremo un tratto fino al bivio per Montecastrese).

Sentiero della nostalgia: questo sentiero è intitolato ai soldati brasiliani che lo percorsero durante la Seconda guerra mondiale per raggiungere le postazioni tedesche del Monte Prana. Esso raggiunge Metato e poi continua come 104. Fu inaugurato nel 2013. Nella targa posta all'inizio del sentiero, nella strada di Candalla, presso il mulino c'è scritto: Dedicato ai soldati della FEB che nel settembre 1944 percorsero questo sentiero per affrontare il nemico nella loro prima missione di montagna. L'acronimo FEB significa Força Expedicionaria Brasileira, essa era la forza militare brasiliana attiva in Italia a fianco degli alleati e aggregata alla quinta armata americana.

Lo seguiamo in discesa. In questo tratto è ampio e siamo subito presso delle case, che rimangono sulla destra. A 23’ siamo nuovamente sulla strada di Candalla. Andiamo a destra e siamo subito al Il Mulino di Candalla (o Mulino Benassi risalente al XIX secolo, ma la struttura originaria è del XIV secolo) (wp982; 119m) con visibile la vecchia ruota dentata, esso ha sulla sinistra il salto d'acqua che alimentava le macine, oggi nella pozza d'acqua cercano refrigerio giovani bagnanti. Infatti, la zona di Candalla è molto frequentata da turisti e bagnanti che vanno a godersi il fresco del torrente, essendo possibile bagnarsi nelle pozze dello stesso. Qua inizia il sentiero per Casoli, che era la mulattiera (Via Lombarda) usata prima della costruzione della strada asfaltata.
Superiamo il torrente mediante un ponte in pietra. Il sentiero che percorriamo, segnato con segni rossi, fa parte della Via di Lombardia e anche della Via dei Mulini.

La via di Lombardia univa la Versilia con la Garfagnana e proseguiva per l'Emilia ed era molto usata dai commercianti versiliesi che portavano le loro mercanzie al Nord. Da questa strada passava principalmente il commercio dell’olio per cui era chiamata anche la Via dell’Olio. La via dei Mulini si staccherà poi più avanti e costeggiando il torrente Lombrici si immetterà nel sentiero TFC che unisce Casoli a Metato. Essa costeggia ruderi di edifici, per lo più mulini, che utilizzavano l'energia dell'acqua del torrente.

Il primo tratto del sentiero è in salita su cemento, poi diventa mulattiera, il percorso è quasi interamente all'ombra. A 27’ c'è una fontana nei pressi di una captazione dell'acquedotto. Sulla destra vediamo le pendici del modesto monte Penna (497m) (Pennino di Candalla) che ci accompagnerà per tutta l’escursione. Scorgiamo in lontananza anche Metato da cui passeremo. Poi segue un tratto di sentiero delimitato sulla destra da una staccionata e provvisto di cartelli naturalistici, ma vandalizzati, che descrivono la fauna della zona. Poi c’è un’altra fonte. A 34’ arriviamo a un bivio (wp983; 199m) ben indicato: a destra prosegue il sentiero dei Mulini mentre a sinistra sale decisamente la Via di Lombardia. Seguiamo il sentiero dei Mulini.

Sfruttando l’energia delle acque del Torrente Lombricese furono costruiti diversi opifici come frantoi, mulini, pastifici, polverifici e folli di cui rimangono i ruderi pericolanti. Inoltre, sulla riva sinistra ci sono diversi ripari sotto roccia abitati nell’età del bronzo che hanno prodotto interessanti reperti. Essi sono in genere in posizione impervia, ma in parte visibili dal sentiero.

Il sentiero adesso pianeggia o scende e dopo 3’, sulla destra, c’è una deviazione verso destra. Essa porta al Rio Lombricese e alle palestre di roccia del Pennino di Candalla (o di Candalla Alta). La seguiamo in discesa, superiamo un piccolo rudere, e siamo ben presto al guado del torrente presso pozze usate dai bagnanti. Poi saliamo e a 45’ siamo alla base delle pareti, alcune delle quali attrezzate, ci spostiamo verso destra finché è possibile. Arriviamo presso una parete con spettacolari concrezioni (stalattiti) e poi torniamo indietro. Diamo un'occhiata anche al tratto che si sviluppa a sinistra raggiungibile con una cengia e con l'aiuto di un tratto di corda e di piccoli scalini metallici infissi nella roccia.
Poi torniamo indietro e a 52' siamo nuovamente sul sentiero. Poco più avanti ci sono i ruderi di una grossa costruzione (pastificio risalente al 1854). La aggiriamo a sinistra costeggiando altri ruderi, immersi nella vegetazione, tra cui un mulino con una ruota da macina abbandonata (per vederla bisogna però salire un poco presso l’ultimo edificio). Continuiamo a salire avendo sempre sulla destra il Rio Lombricese con le sue gole, le sue pozze e le sue marmitte.
A 01h, sulla destra, c’è una pozza con cascatella. Proseguiamo, a sinistra, per tratto degradato per caduta di alberi e smottamenti, ma percorribile. Dopo 5’ superiamo un tratto su tronchi di legno con staccionata. C’è ancora un tratto con alberi caduti, ma percorribile, e a 01h 09’ siamo presso un piccolo edificio in muratura da cui saliamo ad alcuni piccoli massi (wp984; 253m), tra cui scende il sentiero dei Mulini fino al vicino guado. Siamo a 01h 12’. Invece a sinistra sale, in ripida salita, una traccia per Casoli (vedi relativa escursione). Non ci sono indicazioni, ma il passaggio è evidente, proprio dove la salita si fa più ripida verso sinistra. Scendiamo e guadiamo subito il torrente, con un po’ di attenzione perché c’è molta acqua. Dopo il guado saliamo tra ruderi di mulini, sia a destra che a sinistra. Li aggiriamo e andiamo a sinistra, evitando una traccia sulla destra. Procediamo con attenzione per la presenza di alberi caduti e di altra vegetazione. Questo tratto tende a infrascarsi e senza manutenzione tra un po’ non sarà più praticabile.
A 01h 28’ a un bivio andiamo verso destra, mentre la traccia di sinistra si dirige ad altri ruderi. Intanto il sentiero non è più immerso nella vegetazione e, in basso, a sinistra ci sono i ruderi. Subito dopo siamo a un bivio e vediamo di fronte a noi una costruzione in buon stato e ci dirigiamo verso essa. Si trova sul Rio Lombricese, è una vecchia centrale per produrre elettricità, poi venduta a privati che la abitano saltuariamente.
Poi torniamo indietro e dopo una trentina di metri siamo al bivio di prima dove andiamo a sinistra. Adesso saliamo per sentiero evidente con qualche albero caduto e, a tratti, vediamo Casoli, tra gli alberi. Costeggiamo poi dei massi sulla destra, e a 01h 50’ siamo presso una frana e la evitiamo scendendo verso sinistra e recuperiamo subito il sentiero. Qua c’è una croce metallica in memoria di A. Benedetti e più sopra si trova una Madonna col Bambino di terracotta in una nicchia della roccia, più in alto. La croce è coperta di sassi e la scritta non si vede.
Proseguiamo costeggiando le rocce per tratto semplice e a 02h 03’ siamo nel sentiero (wp985; 418m) segnato di bianco e giallo della TFC (Traversata delle Colline Camaioresi). A sinistra lo stesso arriva sotto al cimitero di Casoli, noi saliamo a destra per Metato. Il sentiero sale con tornantini fino alla base di uno sperone roccioso con una croce (439 m), esso è panoramico su Casoli e il Monte Gevoli. Lo sperone non è indicato in cartina e non ha un nome. Arriviamo a 02h 14’. Continuiamo a salire con qualche squarcio panoramico su Casoli e Gevoli, tra ricche fioriture.
A 02h 31’ superiamo un canale roccioso e poi costeggiamo un tratto breve di roccia. A 02h 38’ sulla sinistra si stacca sulla sinistra una traccia per le Cave dello Schizzolino e la Grotta del Tambugione da cui è possibile poi salire al Ciurlaglia (vedi relativa escursione). Scendiamo un po’ e a 02h 41’ siamo alla Foce del Monte Penna (wp986; 464m). A poca distanza si trovano le grotte del Penna e i resti di un villaggio medioevale, che è possibile visitare.

Il modesto monte Penna è un pinnacolo roccioso, la cui salita richiede passaggi di primo grado con esposizione. Alle sue pendici si trovano i ruderi di un villaggio fortificato, con resti di abitazioni, muro di cinta e una macina per grano. Le due piccole grotte a piccola distanza tra loro, scavate nella roccia carbonatica del monte. Sono state studiate nel 1914 e 1920. La grotta di destra ha imboccatura di 13 metri e simile profondità. In essa furono trovati frammenti di ceramica, frammenti calcarei lavorati e una scheggia litica. Risalgono all’eneolitico.

Subito ci sono ruderi di edifici, a servizio di cave vicine e di quelle dello Schizzolino. Poco dopo presso un ripiano dove ci sono vecchi blocchi di breccia presso una vecchia cava. Questa pietra era usata per rivestimenti e decorazioni ed è impropriamente conosciuto come breccia di Seravezza. Le cave in zona sono, comunque, tutte abbandonate.
Proseguiamo per bosco di lecci e riprendiamo a salire per un tratto di roccia calcarea (qua si trova anche il punto più alto dell'escursione: 494m). Poi scendiamo e attraversiamo un modesto canale presso il quale, sulla sinistra, si trova una piccola costruzione addossata alla roccia (abrì). Troviamo dei ruderi sulla destra e a 02h 58’ ci innestiamo (wp987; 478m) sullo stradello asfaltato che costituisce il sentiero 104 (Metato-Monte Prana). Scendiamo verso destra in direzione del borgo seguendo la strada asfaltata. Poi il panorama si apre su Matanna e Gevoli e passiamo vicino a un ricovero per le capre.
A 03h 05’ lasciamo la strada perché il sentiero si dirige nel paese. C’è bel panorama su Camaiore e costa e sul campanile della chiesa. Poco dopo in prossimità di una croce votiva, con lapide del 1865 che concede indulgenza al viandante, siamo su una strada di Metato. Il sentiero TFC continua verso sinistra in direzione Salapreti, invece il 104 va a destra avendo di fronte il campanile della Chiesa. Subito a sinistra ci sono i lavatoi con fontana e poi, a 03h 14’, siamo alla Chiesa di Metato (wp988; 413m).

Il toponimo Metato significa essiccatoio per le castagne. Metato è un piccolo borgo del comune di Camaiore. Esso è formato da case in pietra e da una piccola chiesa intitolata a Santa Maria Assunta con un bel campanile del 1753, la chiesa è del XVIII secolo, ma fu costruita su una chiesa preesistente del secolo precedente. Esso è in posizione panoramica sulla piana di Camaiore e sulla costa.

Scendiamo fino a recuperare la strada asfaltata, andando a destra e poi a sinistra. A 03h 17’ siamo in piazzetta Fratelli Ceragioli, dove termina la strada da Lombrici. Qua c’è un capiente parcheggio. Sulla destra (wp989; 390 m) inizia il Sentiero da Saudade che adesso seguiremo. Inizialmente esso è uno largo stradello che porta, in un paio di minuti, al piccolo cimitero di Metato, posto in posizione panoramica. Arriviamo poi, a 03h 26’, a un edificio deposito di materiali vari dove il sentiero, ben indicato, devia verso sinistra. Subito dopo ci sono alcune vecchie case. Il sentiero prosegue, in ripida discesa, tra gli ulivi con bella vista sulla costa. Segue un tratto scalinato e costeggiamo delle costruzioni, poi la discesa si fa più amena.
A 03h 39’ siamo a un trivio e andiamo a destra. Subito dopo, a 03h 41’ siamo a un altro trivio (wp990; 261m). Il sentiero principale va a destra per Candalla, invece a sinistra si stacca il percorso C5 della Badia. La traccia tra le due permette di salire ai ruderi di Montecastrese. La seguiamo in salita, è evidente e ben camminabile, poi la salita si fa più ripida. A 03h 48’ siamo nella zona apicale (wp991; 294m) indicata in cartina Monte La Torre.

Montecastrese era posto a 290 metri in posizione dominante, la zona era abitata già nel III secolo. In seguito, fu costruito il borgo circondato da mura. Esso fu devastato nel XIII secolo nel corso delle lotte tra pisani e lucchesi e poi abbandonato del tutto nel XVI. Rimangono oggi tratti della cinta muraria, resti di abitazioni, i ruderi di un paio di torri di avvistamento. Inoltre, è stato individuato il sito della chiesa di Santa Barbara dove era la pala lignea della Madonna di Sotto gli Organi adesso a Pisa.

Qua si trovano i resti della Torre a Monte e sostiamo un quarto d’ora a riposarci. Poi scendiamo per traccia sempre evidente con qualche segno rosso. Il cucuzzolo è coltivato a uliveto e questo ha concorso a salvaguardare il sito, almeno in parte.
Scendendo vediamo resti di vecchi muri e a 04h 08’ siamo a uno spiazzo panoramico, forse questo è il Monte Castrese (266 m), dove era l’atra torre di avvistamento. Qua si vede la chiesa di San Biagio di Lombrici. Scendiamo ancora 5’ e ci innestiamo nel percorso C5 della TFC. Qua un malandato cartello indica verso destra il sito della Chiesa di Santa Barbara e Lombrici. Andiamo verso destra in discesa per tratto di sentiero con staccionata in legno sulla destra. In un paio di minuti (04h 15’) siamo in una zona piuttosto degradata presumibilmente dove era la chiesa con annesso camposanto. Adesso scenderemo per zona terrazzata e coltivata a ulivi, ma molto malconcia. Ci sono rari segni rossi o blu e serve capacità di orientamento. Ci spostiamo un poco sulla destra e seguiamo poi una traccia verso sinistra.
A 04h 23’ a sinistra c’è un masso con un segno, andiamo verso destra e poi scendiamo ancora per i terrazzamenti, cercando il modo migliore per farlo. A 04h 33’ arriviamo a un rudere abbastanza alto. Scendiamo seguendo segni e poco dopo, sulla destra, troviamo una rudimentale edicola con un’immagine in terracotta della Madonna di sotto gli Organi e a fianco una terracotta della torre di Montecastrese. Scendiamo di fronte e a 04h 33’ siamo in tratto pulito e panoramico presso delle proprietà. Scendiamo e dopo 5’ siamo presso una staccionata in legno che seguiamo e ci porta subito su un’ampia strada, in posizione panoramica, che seguiamo verso destra. Subito c’è una croce in ferro, sulla destra. Lo stradello è asfaltato anche, se all’inizio, ricoperto da erba e con un paio di lunghi tornanti ci porta, a 04h 58’ sulla strada che scende da Metato. Andiamo a destra, superiamo il frantoio e saliamo verso la strada per Casoli e a 05h 02’ terminiamo l’escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Camaiore LU si seguono le indicazioni per la frazione di Casoli, superato Vado e la deviazione a sinistra per Gello dopo 300 m a destra si trova la deviazione per Metato poco prima di Lombrici. Poco dopo, presso il ristorante Emilio e Bona (3,3 km) si prende la strada senza uscita di Candalla sulla destra presso la curva ad U della strada principale. La strada è lunga circa 500 metri fino al Mulino. Sulla strada è proibito parcheggiare, eccetto poche postazioni, per cui bisogna trovare posto nelle vicinanze.
Note
L’escursione è una variante di altre già pubblicate. All’inizio abbiamo seguito per pochi minuti un raccordo con il sentiero Saudade. Dal Mulino siamo saliti con il sentiero per Casoli fino al bivio con quello degli Opifici. Abbiamo poi fatto una deviazione per vedere le pareti del Pennino di Candalla amate dagli scalatori. Abbiamo proseguito per il Sentiero degli opifici tra ruderi di passate attività.
Poi abbiamo proseguito guadando il torrente e salendo presso altri ruderi con qualche tratto lievemente infrascato, ma che senza manutenzione è destinato a diventare inagibile. Il resto del sentiero è comunque praticabile. Raggiunto il sentiero Casoli-Metato siamo saliti a quest’ultimo borgo da cui con il Saudade siamo scesi verso Candalla.
I ruderi di Montecastrese sono di facile accessibilità, per il riconoscimento degli stessi rimandiamo alle pubblicazioni esistenti, anche on line. Poi siamo tornati a Lombrici con una traccia che scende nell’uliveto con scarsi segni, ma riconoscibile con la dovuta attenzione. Molto ricche le fioriture in questa stagione.