DATA ESCURSIONE: 17/05/2026
Iniziamo l’escursione in uno dei parcheggi che si trovano nei pressi del Cimitero di Camaiore (da parte opposta della strada). Presso il cimitero c’è poi la Badia di San Pietro.
La badia fu costruita nell’VIII secolo dai benedettini. Il complesso circondato da mura si trovava sulla Via Francigena e rivestiva un importante ruolo politico. La struttura fu rimaneggiata nel XIII secolo. Nella Badia rimangono oggi alcuni affreschi e altre opere d’arte.
La nostra intenzione è percorrere l’anello C9 (Badia di Camaiore-Peralla-Pieve-Badia di Ccamaiore). Usciamo dal parcheggio e seguiamo la strada per Vado e Lombrici, di fronte alla Badia (via Toti). A 5’ siamo all’incrocio con via Verdina, che seguiamo verso destra. Davanti il panorama si apre sul Gabberi. La strada sale fiancheggiata da qualche casa, con un tratto dove prosperano i bambù. A 22’ siamo, per un breve tratto, nel bosco. Dopo un paio di minuti siamo a un bivio dove andiamo a destra e subito dopo (25’) siamo a un altro bivio dove andiamo a sinistra. A destra ci sono le indicazioni della Casa del Sole (Bed & Breakfast) (wp993; 146m) che si trova a pochi metri. Invece noi andiamo a sinistra e subito troviamo l’inizio del nostro sentiero (wp994; 132m) con le necessarie indicazioni. È questo il sentiero del Bernocco che ci porterà sulla strada per Metato. Invece a destra sale la traccia che stavamo percorrendo.
All’inizio il sentiero pianeggia, c’è poi un altro bivio con le necessarie indicazioni. Per un po’ c’è una recinzione sulla destra poi si apre tra felci, panoramico sul Gabberi. Segue un tratto ameno nel bosco pianeggiando o in discesa. A 41’ siamo sulla strada che da Lombrici porta a Metato (wp995; 137m). Saliamo sulla strada e in alto vediamo il borgo di Metato.
A 53’, a una curva, ci sono le indicazioni, verso sinistra di una traccia per Montecastrese (anche per Candalla e Metato). Proseguiamo per un paio di tornanti e, a 01h 07’, alla seconda curva (wp996; 249m) lasciamo la strada per seguire il sentiero antico di Summonti. La curva è caratterizzata da un cumulo di terra fangosa. Superato questo vediamo l’evidente traccia che va a sinistra e anche un inutile cartello. Il sentiero adesso è ameno nel bosco in lieve salita con qualche raro segno blu. Più avanti il sentiero si apre verso destra permettendo di vedere il borgo di Camaiore e la Pieve da cui più tardi passeremo.
A 01h 25’ c’è una modesta traccia (Take off) verso sinistra per MTB, adesso scendiamo un po’. Poco dopo c’è un rudere e poi il sentiero si allarga. A 01h 34’ saliamo per tratto cementato e costeggiamo una casa. Un paio di minuti e siamo a Summonti (wp997; 312m). Qua ci sono diverse case e inizia la strada asfaltata che seguiamo. Subito dopo siamo a un bivio: a sinistra sale una strada. Essa proseguirà come sentiero TFC diretta a Metato, con deviazione per Casa Mutoro (vedi relativa escursione). Adesso l’anello C9 segue la TFC (traversata delle frazioni camaioresi), fino ad Agliano. Troveremo quindi dei segni giallo-verdi.
L’associazione Amici della Montagna di Camaiore ha ideato, nel 2005, questo itinerario di circa 30 km che in 11 brevi tappe unisce diverse frazioni del comune di Camaiore, le difficoltà sono a livello escursionistico e l’intero tracciato può essere percorso in circa 15 ore, anche se è preferibile frazionarlo. I segnavia sono bianco-gialli. Il percorso è immerso nel verde e permette di godere di bei panorami sulla costa ligure e tirrenica e delle bellezze dei piccoli paesi attraversati.
Adesso scendiamo un po’ e, poco dopo, un vicolo scende a destra diretto ad altre case di Summonti e al suo piccolo oratorio del 1798 (poi prosegue per Via delle Silerchie da cui è possibile risalire a Salapreti e recuperare il TFC). Proseguiamo per la strada e a 01h 52’ a un bivio andiamo a sinistra in salita, lasciando la strada principale. In un paio di minuti siamo presso una marginetta (wp998; 268 m) affrescata con icona della Madonna col Bambino e subito dopo ci sono le case di Salapreti. Passiamo per le case poste in posizione panoramica su Camaiore e la costa e poi siamo su sentiero ameno tra ulivi e lecci con squarci panoramici. A tratto pianeggiante segue lieve salita.
A 02h 10’ costeggiamo una costruzione con lunga recinzione. A 02h 14’ c’è un tabernacolo con Sant’Antonio in marmo (1796). Subito sotto arriva uno stradello da destra (via della mortella). Poco più avanti c’è un bivio e saliamo verso sinistra. La traccia ci porta su una strada asfaltata che seguiamo verso destra. A 02h 23’ saliamo per traccia a sinistra (freccia rossa). Subito dopo saliamo verso destra costeggiando una recinzione. A 02h 30’ siamo alle prime case (wp999; 296m) di Peralla.
Agliano e Peralla (o Peralta) sono gruppi di case, in passato esisteva un castello (XIII secolo). Nel 1966 la scultrice Maria Fiore de Henriquez acquistò molti vecchi ruderi e li fece ristrutturare e inoltre, fece costruire una torre moderna a Peralla ben visibile da lontano.
Qua ci sono subito le indicazioni per salire ai ruderi del castello, presso una statua della Enriquez. All’inizio della salita per il castello c’è un minuscolo oratorio con icone marmoree e lapidi ricordo. Saliamo per andare al castello per tratto scalinato nel borgo. Subito sulla destra vediamo diverse statue della scultrice nello spazio aperto di una casa. Poi al successivo bivio saliamo verso sinistra e vediamo bene la torre. Passiamo tra altre case e a 02h 38’ il sentiero sale tra ulivi. Più avanti andiamo a sinistra e a 02h 42’ siamo alle rovine del castello (wp001; 349m) che è il punto più alto dell’escursione.
Il castello è citato nel XIII secolo. Oggi rimangono i ruderi del basamento circolare della torre, alti circa cinque metri. Alla base c’era una cisterna per la raccolta delle acque, ricavata dalla roccia. Della cinta muraria del borgo rimane molto poco. Vicino alla torre c’è una baracca a servizio dell’uliveto.
Dopo aver ispezionato le rovine torniamo indietro e a 03h siamo nuovamente presso il piccolo oratorio. Proseguiamo per il sentiero verso Agliano. Subito a destra c’è una bella terrazza panoramica con statue e altre ne troveremo più avanti. Le case sono colorate per le ricche fioriture. Seguiamo per gradevole tratto nell’uliveto. Superiamo altre case e arriviamo (03h 06’) a uno spiazzo tra Agliano e Peralla dove arriva la strada. Entriamo tra le case di Agliano e scendiamo. A 03h 10’ siamo a un bivio (wp002; 279m) dopo le case. La TFC prosegue in avanti per Buchignano. Noi andiamo a destra trovando altre case, poi seguiamo un cementato carrozzabile in discesa sempre tra case, che poi diventa strada asfaltata.
A 03h 20’ siamo al bivio a destra per Prati di Sopra e proseguiamo in discesa. Poco dopo a sinistra c’è un tabernacolo. Al bivio successivo andiamo a sinistra. A 03h 28’ siamo sulla strada per Buchignano e proseguiamo a destra. Seguono dei gruppi di case. A 03h 37’ un altro tabernacolo a sinistra e poco dopo al bivio con icona marmorea andiamo a destra. Intanto aumentano le case e a 03h 47’ arriviamo alla Pieve (wp003; 146m).
La Pieve romanica (IX secolo e probabilmente anteriore), intitolata ai santi Stefano e Giovanni Battista, fu la chiesa madre del camaiorese. Col tempo subì diversi rimaneggiamenti. Di interesse la fonte battesimale ricavata da un sarcofago romano del III secolo.
Qua sostiamo e visitiamo la chiesa. A 04h 10’ riprendiamo il cammino. Scendiamo e andiamo a destra per via della Pieve che diventa via della Colombaia. Saliamo e a 04h 20’ abbiamo una marginetta sulla destra da cui sale Via del Grillo. Noi adesso scendiamo per poi salire nuovamente. A 04h 29’ a un bivio andiamo a destra per via del Boscaccio, che è sterrata. Una decina di minuti dopo arriviamo a un tabernacolo (san Carlo) e andiamo a destra. Troviamo delle case poi la strada diventa asfaltata. A 04h 50’ siamo in Via di Rosi che seguiamo verso destra. In cinque minuti siamo sulla strada principale (via Roma) che seguiamo verso destra. Superiamo una prima rotatoria e a 05h 02’ siamo alla rotatoria di Via Badia e andiamo a destra a recuperare il parcheggio. A 05h 05’ concludiamo l’escursione.