SENTIERO CAI 148
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
ATTENZIONE!!!
In questa scheda è descritto soltanto il tracciato del sentiero indicato, risalente alla data sotto riportata. Non è presente alcun riferimento nè alcuna indicazione sul suo stato attuale e sulla sua attuale percorribilità, per conoscere i quali si rimanda alla voce "Sentieristica" del Menù Principale, in alto a destra. Rammentiamo, comunque, che, a tal proposito, la cosa migliore resta sempre quella di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri, poco prima di effettuare l'escursione.
02 luglio 2014

(f.f.) questo sentiero coincide con la cresta della Tambura. Offre panorami stupendi ed è molto bello. Con neve e ghiaccio diventa difficile.

 
 

SENTIERO 148

Il sentiero è di competenza del Cai sezione Castelnuovo di Garfagnana.

Tragitto

Passo della Tambura (1634 m) – Monte Tambura (1890 m) – [innesto sentiero 177] - Passo della Focolaccia (1658 m). Al Passo Tambura

La parte finale è comune con il sentiero 177.

Informazioni sulla zona di partenza

Il sentiero unisce due passi delle Apuane a cui si arriva con altri sentieri. Indichiamo i percorsi più brevi.

Passo della Tambura: da Resceto (Massa) con il sentiero 35 (via Vandelli) servono circa 3 ore.

Da Arnetola (Vagli Sotto) sempre con il sentiero 35 1 ora e 30'.

Passo della Focolaccia: da val Serenaia circa 2h 30' con il sentiero 178 e poi 179.

Da Resceto con il 166A (via di Lizza Silvia) circa 3h 30', tempo analogo con il 166.

Da Gorfigliano: con il sentiero 36 (via di Cava) circa 1h 30'.

Descrizione del percorso

Difficoltà: EE, qualche tratto è da fare con attenzione, ma non c'è esposizione. Con neve e ghiaccio diventa un sentiero complicato.

Stato del sentiero: è segnato e ben evidente, la percorribilità è buona.

Tempi: 1h 45'

Il percorso

Sintesi: il sentiero percorre la cresta del monte Tambura, molto panoramica su Appennini, costa e  Apuane circostanti. Il primo tratto del sentiero è molto semplice, poi si sale per sfasciumi fino alla vetta. Segue una breve discesa per tornantini, sempre su sfasciumi, poi la cresta con a destra la conca carsica della Carcaraia, segue l’antecima nord (monte Crispo), dopo la quale c’è una breve discesa per sfasciumi e poi ancora la cresta. Raggiunta la deviazione a destra per Campocatino il sentiero scende a sinistra fino a un  piazzale di cava con blocchi di marmo. Seguendo la strada marmifera in pochi minuti si arriva al passo della Focolaccia.

Partiamo dal Passo della Tambura importante nodo di sentieri. Esso è attraversato dal sentiero 3Percorrendo la cresta della Tambura, a sinistra monte Sagro, a destra monte Cavallo5 (via Vandelli) Resceto-Arnetola, inoltre qua arriva il sentiero 146 da Casetta Colubraia (per la Focetta dell'Acqua Fredda). Saliamo seguendo i segni blu e bianco-rossi, il primo tratto di sentiero è molto comodo, poi si sale per sfasciumi. A 28' siamo a una prima selletta da cui saliamo ancora abbastanza ripidamente fino a una seconda selletta dove arriviamo a 42'. Sulla sinistra il panorama si apre sulla Vandelli massese e sulla costa, mentre a destra sulla valle di Arnetola e sulle sue cave devastanti. Un ultimo tratto di salita e a 50' siamo in vetta. La vetta è un pianoro abbastanza ampio molto panoramico sul vicino monte Roccandagia, sui monti Cavallo e Pisanino, sui monti Focoletta, Sella, Sumbra oltre che sulle Apuane meridionali. È presente una piccola croce metallica. Scendiamo subito in direzione del Passo della Focolaccia I primi dieci minuti di discesa sono su sfasciumi poi seguiamo la cresta con alcuni tratti in falsopiano con a destra la conca carsica della Carcaraia, a 01h 12' siamo sull'antecima nord (monte Crispo) cui segue una breve discesa per sfasciumi e poi ancora la cresta. A 01h 32' troviamo a destra la deviazione per Campocatino e Vagli (sentiero 177). Poi il sentiero che adesso è comune con il 177 scende a sinistra e arriva in una decina di minuti a un piazzale di cava con molti blocchi di marmo. Seguiamo la marmifera e a 01h 45' siamo al Passo della Focolaccia completamente devastato dalla cava. In alto c'è la mole imponente del monte Cavallo e poco sotto la macchia colorata del bivacco Aronte. Qua arrivano i sentieri 166 e 166A da Resceto, che seguono vecchie vie di lizza. Il passo è attraversato dal sentiero 36 da Forno per Gorfigliano. Inoltre qua arrivano il 167 da Biforco (per la Forcella di Porta) e il 179 da Val Serenaia. Da tempo l’attività estrattiva in zona è fonte di proteste da parte degli ambientalisti a causa delle trasformazioni che la stessa ha procurato, in maniera ormai irreparabile, all’originaria conformazione del passo. Inoltre sta crescendo di dimensioni il ravaneto che scende dalle cave nel versante verso Gorfigliano.

Aspetti di rilievo del sentiero

Passo della TamburaMonte Tambura

È un valico, a quota 1634 metri, tra la cresta sud della Tambura e il monte Focoletta e costituisce un'importante comunicazione tra la zona di Massa e la Garfagnana. Esso venne valorizzato e ampliato, usando cariche esplosive, con la costruzione della via Vandelli a metà del 1700. Oggi ospita una immagine marmorea della Madonna del 2003. Esso è attraversato dal sentiero 35 (via Vandelli) e qua iniziano il sentiero 148 per la vetta della Tambura e il passo della Focolaccia e il sentiero 146 per la Focetta dell’Acqua Fredda e la casetta Colubraia.

Monte Tambura

Si trova tra la Provincia di Massa-Carrara (comune di Massa) e quella di Lucca (comune di Vagli Sotto): il crinale e la vetta sono proprio sul confine stesso. Dopo il monte Pisanino (1946 metri) e il Monte Cavallo (1895 metri) è, per altezza, la terza cima della Apuane con i suoi 1890,5 metri. Il monte è localmente conosciuto semplicemente come “la Tambura” ed è una mole poderosa di marmo a forma piramidale che termina con una caratteristica cuspide triangolare e domina la città di Massa. Il suo nome dervia dalla radice indoeuropea *taba-teba (= roccia, altura, monte). È situato in posizione centrale tra il monte Cavallo, a nord-ovest e il monte Sella a sud-est, nella parte settentrionale delle Apuane. La Tambura è caratterizzata da avere lo stesso aspetto da ogni lato, di non presentare grandi difficoltà ad ascenderla e di offrire panorami unici sull’intera catena Apuana: dalle Apuane più settentrionali (in particolare Pisanino e Cavallo) a quelle meridionali (gruppo delle Panie) e dal mare all’Appennino. La cresta per la vetta (sentiero 148) va dal passo della Focolaccia a quello della Tambura. La montagna riveste scarso interesse alpinistico, mancando di pareti rocciose come alcuni dei monti circostanti, invece presenta un certo interesse sci-alpinistico la zona nord detta Carcaraia. Più interessanti sono le salite invernali specialmente nel versante orientale. In Garfagnana era chiamata Zucco Alto (anche Zucco dell’Alto) o Monte Prispole e anticamente Stamberlicche. La Tambura fu citata da Dante nella Commedia, Inferno, canto XXXII, versetti 28-30, per sottolineare la consistenza del massiccio strato di ghiaccio nel quale sono rinchiusi, fino al viso, nell’ottavo cerchio (Cocito), i traditori dei parenti, della patria e della propria parte politica. Infatti Dante dice che il ghiaccio non si sarebbe minimamente incrinato anche facendoci precipitare sopra la Tambura (Stamberlicche) o la Pania della Croce (Pietrapana dall’antico nome Pietra Apuana):  "che se Tambernicchi / vi fosse caduto, o Pietrapana,/ non avria pur dall’orlo fatto cricchi". Il Passo della Focolaccia visto scendendo dalla Tambura

Monte Crispo

È l’antecima più alta del monte Tambura a quota 1835 metri situata a circa metà della cresta partendo dal passo della Focolaccia. Costituisce un ottimo punto panoramico.

Passo della Focolaccia

Si trova a quota 1650 metri ed è un largo valico tra il monte Cavallo e la Tambura, a confine tra il comune di Massa e quello di Minucciano. È un antico valico che metteva in comunicazione Gorfigliano (Minucciano) e Resceto (Massa), qua fu costruito nel 1902 il bivacco Aronte, primo rifugio sulle Apuane. Con il tempo la zona è stata devastata dall’estrazione del marmo, facilitata dall’apertura della marmifera da Gorfigliano. Si arriva qua da Resceto con i sentieri 166 e 166 A che sono antiche vie di lizza; da Forno con il 36 (per il Canal Cerignano) e il 167 (da case Carpano per Forcella di Porta) e da Val Serenaia, per la Foce di Cardeto, con il 179; da Campocatino, per il passo della Tombaccia, con il 177 e da Gorfigliano per via di cava (oggi sentiero 36). Da tempo l’attività estrattiva in zona è fonte di proteste da parte degli ambientalisti a causa delle trasformazioni che la stessa ha causato, in maniera ormai irreparabile, all’originaria conformazione del passo. Inoltre sta crescendo di dimensioni il ravaneto che scende dalle cave nel versante verso Gorfigliano.

Deviazioni e possibilità di escursioni

Il sentiero può essere percorso solo insieme ad altri, permettendo molte escursioni alla vetta della Tambura. Ce citiamo solo alcune.

  • Traversata Campocatino-Resceto: si parte da Campocatino con il 177 fino alla cresta della tambura dove si segue il 178, si sale alla vetta della Tambura e da qua al passo omonimo da cui con il sentiero 35 si scende a Resceto. Servono circa 8h 30'. È possibile fermarsi al Rifugio Conti ai Campaniletti.
  • Anello da Campocatino: il percorso prevede la salita alla vetta della Tambura, come nell'itinerario precedente, e la discesa al passo omonimo. Poi con il 35 la discesa fino alla cava Formignacola da cui, con il sentiero 147, si torna a Campocatino. Servono circa 8 ore. Il tratto iniziale del sentiero 147 è attrezzato e presenta qualche difficoltà.
  • Anello Silvia o Magnani: richiede circa 9h 30' con le soste e una deviazione al rifugio. Da Resceto si segue un breve tratto di Vandelli e poi si prende il sentiero 166A (via di lizza Silvia) fino al Passo della Focolaccia. Poi con il 148 si sale la Tambura e si scende al passo omonimo da cui con la Vandelli si torna a Resceto. Impegnativo per il dislivello e interessantissimo per il percorso e i panorami. In alternativa si può salire con il 166 (via di Lizza Magnani) fino al Passo della Focolaccia.
  • Anello cave Gruzze: richiede circa 9 ore. Da Resceto con il sentiero 165 si percorre il Canale dei Piastriccioni e quello della Neve fino alla parte alta della via di lizza delle cave Gruzze. Poi si sale alla Focetta dell'Acqua Fredda da cui con il 146 si arriva al Passo della Tambura. Qua con il 148 si sale la Tambura e si segue poi l'itinerario precedente. Il percorso è molto faticoso per il forte dislivello con tratti ripidissimi (in salita e in discesa) sulle vie di lizza.

Itinerari relativi al sentiero CAI 148 presenti sul sito:

Commento

Questo sentiero è bellissimo, molto panoramico e permette di salire alla vetta del monte Tambura. Non è difficile con la buona stagione, ma neve e ghiaccio aumentano molto le difficoltà anche per il percorso necessario ad arrivare a uno dei punti di partenza. La presenza del rifugio Conti ai Campaniletti permette interessanti escursioni di più giorni.