SENTIERO CAI 3
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
ATTENZIONE!!!
In questa scheda è descritto soltanto il tracciato del sentiero indicato, risalente alla data sotto riportata. Non è presente alcun riferimento nè alcuna indicazione sul suo stato attuale e sulla sua attuale percorribilità, per conoscere i quali si rimanda alla voce "Sentieristica" del Menù Principale, in alto a destra. Rammentiamo, comunque, che, a tal proposito, la cosa migliore resta sempre quella di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri, poco prima di effettuare l'escursione.
19 luglio 2018

(f.f.) questo lungo sentiero unisce l'Alta Versilia con la Garfagnana, passando per Sant'Anna e Farnocchia. Per zone cariche di storia, anche tragica, e di testimonianze anche di epoca preistorica. I panorami sono interessanti e molte le escursioni che il sentiero permette di effettuare.

 
 

SENTIERO 3

Il sentiero è di competenza del Cai sezione Pietrasanta nel tratto Capezzano Monte - Foce del Pallone e del Cai Lucca nel tratto Foce del Pallone - Palagnana.

Tragitto

Capezzano Monte (331 m) - Le Foci (589 m) [innesto sentiero 3A] - Casa Zuffone (745 m) [innesto sentiero 3A] - Foce di Sant'Anna (831 m) [innesto sentiero 3A] – traccia per il Monte Lieto - [innesto sentiero 4] - Farnocchia (646 m) [innesto sentiero 4] – innesto sentiero 107 - Foce di San Rocchino (801 m) [innesto sentieri 106 e 107] – Foce di Grattaculo (860 m) [innesto sentiero 121] - Foce del Pallone (1092 m) [innesto sentiero 101] – Bar Ristoro Alto Matanna (1037 m) [innesto sentieri 5 e 109] – innesto sentiero 8 - Palagnana (757 m).

Nel suo lungo percorso alcuni tratti sono comuni con altri sentieri. Dalle Foci a Casa Zuffone con il sentiero 3A. Dalla marginetta Bertelli a Piazza IV, a Farnocchia, con il sentiero 4. Dal bivio con il 107 fino a San Rocchino con il sentiero 107. Da San Rocchino alla Foce di Grattaculo con il sentiero 121. Dalla Foce del Pallone all'Alto Matanna con il sentiero 101. Gli ultimi metri sono comuni con il sentiero 8.

Informazioni sulla zona di partenza

Da Capezzano Monte
Superato l'abitato di Pietrasanta lungo la SR 439 (Via Sarzanese) proprio a fianco del MUSA (Museo virtuale della Scultura e dell'Architettura) si trovano le indicazioni per Capezzano Monte. Il percorso è 3,5 km. La strada è ripida e, a tratti, molto stretta tra gli uliveti e richiede prudenza. Superata la chiesa si trova un parcheggio presso la Filarmonica dopo un centinaio di metri.

Da Palagnana
Arrivare a Palagnana richiede percorsi piuttosto lunghi a causa della sua posizione. Da Camaiore si segue la SP1 che si lascia a 9,5 km in direzione Gombitelli fino alla deviazione per Pescaglia (23 km) da cui si prosegue con la SP 60 fino a Palagnana (38 km). Da Castelnuovo Garfagnana con la SP20 direzione Gallicano si continua fino a imboccare, a 16,5 km, la SP 37 per Fabbriche di Vallico (24 km) da cui si continua per Palagnana (30,8 km). Da Lucca servono 40,6 km e da Stazzema ne servono ben 56,8 passando da Castelnuovo. Il sentiero inizia da un piccolo parcheggio presso il Ristorante dalla Gè.


Descrizione del percorso

Difficoltà: E. Il sentiero è lungo, ma non presenta difficoltà.

Stato del sentiero: il sentiero è evidente e ben segnato con molte paline segnaletiche.

Tempi: i tempi partendo da Palagnana o da Capezzano si equivalgono, servono circa 7 ore, senza le soste.

Il percorso

Sintesi: Dalla chiesa di Capezzano Monte il sentiero sale, per lo più per strada, fino alle Buriane, da cui entra nel bosco; alle Foci incontra un sentiero che proviene da Capriglia. Supera un paio di marginette e arriva Casa Zuffone. Scende all’Argentiera e poi sale alla Focetta di S. Anna. Lascia a destra la deviazione per l'Ossario e, dopo un tratto di asfalto, sale fino alla Foce di Sant'Anna, da cui scende verso Farnocchia nel bosco tra ruderi di marginette. Dal paese risale verso San Rocchino per tratto degradato nel bosco. Dalla Chiesa di San Rocchino supera un tratto aperto e coltivato e poi entra nel bosco. Supera la Foce di Grattaculo e poi sale lungo i versanti meridionali del Matanna verso la Foce del Pallone. Un tratto di stradello porta all'Alto Matanna e poi un tratto di strada e uno stradello portano a Piano d'Orsina da cui il sentiero scende nel bosco verso Palagnana.


A Capezzano Monte è possibile parcheggiare in un parcheggio nei pressi dell'edificio della locale Filarmonica, oppure lungo la strada dove sono presenti diverse fontane. Il sentiero 3 comincia presso la chiesa dei Santi Rocco e Ginese (XVI secolo). Capezzano Monte
Partiamo quindi dalla strada, dove sono presenti le indicazioni del sentiero, seguendo la salita scalinata con la chiesa sulla destra.
Finita la scalinata prendiamo a sinistra per una stretta strada nel borgo. Arriviamo ai lavatoi e continuiamo sulla sinistra trascurando la stradina che va a destra. In 5' arriviamo presso una casa con le finestre lilla (presente fontana), il sentiero la costeggia mantenendola a sinistra.
Proseguiamo per tratto cementato tra altre abitazioni e a 12' siamo sulla strada asfaltata, prendiamo a sinistra e siamo in zona panoramica sulla costa. Evitiamo di continuare la strada che riporta a Capezzano e seguiamo invece la strada in salita sulla destra (Via Canal d'Oro).
Saliamo evitando le deviazioni, ci sono rari segni e può essere utile seguire le indicazioni per Le Ginestre. Comunque ci sono segni della Via Francigena e del SAV (Sentiero Alta Versilia) che in parte coincide con il sentiero che stiamo percorrendo. Intanto la strada diventa un po' più ripida.
A 29' finiscono le case e il percorso è meno ripido nel bosco, sempre su strada. A 36' siamo presso un gruppo di case in località Le Buriane dove è presente un cartello dei sentieri e le necessarie indicazioni.
Adesso lasciamo la strada per il sentiero che sale verso sinistra con un primo breve tratto scalinato che ci porta in un castagneto sottoposto a taglio con vista sulla costa. All'inizio è abbastanza ripido poi la salita si addolcisce e percorriamo qualche rimboschimento a conifere. Sulla destra iniziamo a vedere sia il Monte Lieto che il Gabberi.
Il sottobosco è di stipe e ginestroni e c'è un certo degrado per la caduta di molti alberi, ma la sede del sentiero è sgombra.
Un po' di falsopiano ci porta a 45' alle Foci. Qua arriva dalla sinistra il sentiero 3A che inizia a Capriglia località Le Piane, coincide con il 3 fino a Casa Zuffone poi continua per Case Bazzicchi e per la Foce di Sant'Anna dove termina.
Segue un breve tratto di mulattiera lastricata molto ripida (Riccio dei Muli), poi falsopiano e salitina tra pini, sulla destra in alto scorgiamo le Case Bazzichi.
A 54' arriviamo alla prima marginetta: è la Marginetta del Cardino ricostruita nel 2006 con icona marmorea della Madonna omonima.
Proseguiamo per tratto ameno nel bosco e a 01h 09' siamo a un'altra marginetta presso la quale arriva da sinistra un tratto del SAV proveniente da Gallena. La marginetta detta delle Case di Monte Ornato (o dello Zuffone) è stata anch'essa restaurata (2012) e possiede un'icona marmorea recente che rappresenta una madre con la figlioletta morta.
Ricordiamo che in zona, nel 1944, vi furono duri scontri tra partigiani e soldati tedeschi e che da qua passarono alcuni reparti implicati nella strage di Sant'Anna (erano diretti all'Argentiera e alla Vaccareccia).
Saliamo adesso per tratti scalinati e in un paio di minuti arriviamo presso un altro bivio con cartello segnalatore: pochi metri più avanti sulla sinistra ci sono le Case del Monte Ornato, ridotte a ruderi, con una vasca incisa con coppelle [Il sito dista un paio di minuti e consigliamo una breve visita].
Adesso continuiamo la salita nel bosco che ci porta a 01h 22' alla Casa Zuffone o meglio Casina Bianca dello Zuffone. Questa è ridotta in ruderi, ma, all'esterno, ci sono tavoli per la sosta e il ristoro e una parte è coperta per fare un po' di cucina. Qua c'è il bivio tra i due sentieri 3 e 3A (presenti indicazioni, lapidi e una Madonna). Il sentiero 3A sale verso sinistra, mentre il 3 prosegue verso destra.
Adesso scendiamo e troviamo una fonte sulla destra, poi c'è un tratto di discesa più ripido per tornantini nel bosco che terminano a 01h 28'. Poi il sentiero diventa una bella mulattiera lastricata che procede a saliscendi, a 01h 35' siamo presso l'ingresso della galleria di una miniera.
Tutta la zona è ricca di miniere e di resti di fortificazioni medioevali, naturalmente bisogna lasciare il sentiero per visitarle.
Iniziamo a costeggiare ruderi che costituivano il nucleo principale dell'Argentiera (Argentiera di Sopra), ci sono anche terrazzamenti per agricoltura di sopravvivenza.
La zona prende nome dalla presenza di filoni di galena argentifera sfruttati sin dal medioevo e, forse, anche dagli etruschi.
A 01h 39' prendiamo a salire andando verso destra presso un altro rudere che rimane a sinistra.
A 01h 52' siamo in località Moriconi all'ingresso di una zona di miniere, c'è una sbarra e un cartello esplicativo. [Consigliamo di salire i pochi metri che portano al sito delle miniere dove c'è un edificio restaurato e una sorgente. Presso di essa c'è una pietra con diverse coppelle e una croce (quest'ultima potrebbe essere un segno di cristianizzazione di un manufatto pagano). Bastano una decina di minuti per andare e tornare.]
Saliamo ancora e in pochi minuti siamo presso la stazione di partenza della teleferica per le Case Bazzichi che si trovano lungo il percorso del sentiero 3A.
Continuiamo a salire per sterrato che poi diventata cementato e poi strada asfaltata nell'ultimo tratto.
A 02h 05' arriviamo alla Focetta dove è presente una marginetta con icona marmorea dell'Annunciazione (1830), inoltre ci sono le necessarie indicazioni dei sentieri. La strada prosegue in salita, a destra, verso il Monumento Ossario delle vittime della strage [Consigliamo di visitarlo, servono circa 10' per arrivarci].Il monumento ossario
Proseguiamo per la strada asfaltata in lieve discesa, verso sinistra, e poco dopo il sentiero sale verso sinistra lasciando la strada e in breve diventa una bella mulattiera e poi stradello ameno, sempre in leggera salita. Il panorama si apre sul Monumento Ossario, sulla Chiesa e su altri gruppi di case che formano Sant'Anna di Stazzema.
A 02h 20' arriviamo alla Foce di Sant'Anna o Foce di Compito dove termina il sentiero 3 A. Anche qua sono presenti le necessarie indicazioni. Di fronte alla Foce c'è il Monte Lieto e sulla destra un gruppo di case, presso dei terrazzamenti, servite da una grossa teleferica.
Proseguiamo in leggera discesa in direzione di Farnocchia per mulattiera che costeggia le pendici del Lieto, superiamo delle palestre di roccia (Falesie di Compito) e a 02h 30' sulla destra si stacca una traccia segnata ed evidente per la vetta del monte (essa poi continua fino alla Foce di Farnocchia dove si innesta nel sentiero 4 e poi prosegue innestandosi nel sentiero 107 per il Monte Gabberi).
Il sentiero passa nel bosco e costeggia subito i ruderi di una marginetta. Più avanti altri ruderi e a 02h 40' siamo presso i ruderi di un'altra marginetta.
Proseguendo troviamo a sinistra una bella casa con teleferica e a 02h 46' l'ennesima marginetta la cui immagine sacra è stata trafugata. Proseguiamo per tratti in falsopiano o saliscendi e a 02h 52' arriviamo a una grossa marginetta (Bertelli) la cui immagine sacra del 1773 fu trafugata ed è oggi sostituita da due statuette anonime di Gesù e di Maria. Qua da destra si innesta il sentiero 4 proveniente dalla Foce di Farnocchia, esso coinciderà con il sentiero 3 per una decina di minuti.
Adesso seguiamo uno stradello nel castagneto con tratti panoramici su Corchia, Panie, Forato, Croce, Procinto, Nona e Matanna.
A 03h siamo sulla strada asfaltata (indicazioni) e poi entriamo nel borgo di Farnocchia. Passiamo davanti al Bar Trattoria da Franca e subito dopo a 03h 01' siamo in Piazza IV Novembre. Qua è presente un monumento ai caduti della Grande Guerra e sulla sinistra c'è la Chiesa del Carmine (XI secolo). Qua il sentiero 4 scende verso sinistra diretto alle Mulina mentre il nostro va verso destra.

Il sentiero esce quasi subito dal paese in lieve discesa ed entra nel bosco che quando è spoglio di vegetazione è aperto sul Monte Altissimo, sul Corchia, sulla Pania della Croce, sul Procinto, sul Nona e sul Matanna, inoltre si vedono bene i borghi di Farnocchia, Pomezzana e Stazzema.
Il fondo del sentiero può essere pieno di foglie e a tratti può essere piuttosto scivoloso. Notevole il degrado a causa della caduta di alberi per il maltempo e per incuria dovuta all’abbandono della montagna per cui è necessario fare sempre un po’ di attenzione.
Il sentiero segue a mezza costa le pendici del Monte Gevoli (o Gegoli) tra ruderi di vecchie costruzioni. A 03h 20', presso alcuni ruderi, il sentiero sale a destra in un tratto piuttosto degradato e scivoloso per circa 5’.
Più avanti altri tratti scivolosi e devastati per caduta di alberi con brevi tratti anche difficoltosi.
Nella parte finale il sentiero migliora e a 04h 15' siamo al bivio con il sentiero 107 che sale verso destra diretto al Monte Gabberi e alla Culla.
Prendiamo a sinistra con un ultimo tratto in salita, comune con il 107, che ci porta a San Rocchino dove arriviamo a 04h 20'.

[In alternativa si può seguire il raccordo che viene descritto di seguito. Non è molto più lungo, ma è percorribile senza problemi]
Dalla Maestà Bertelli si segue il sentiero 4 in salita e in 8' siamo a un bivio presso una fonte: il sentiero 4 va a destra per la Foce di Farnocchia, mentre a sinistra c'è un sentiero che va a innestarsi nel 107.
Seguiamo quest'ultimo ben evidente e non segnato. Saliamo con tratti anche ripidi incrociando ruderi.
A 33' siamo presso una marginetta la cui icona è stata trafugata e sostituita con una immagine molto modesta della Madonna.
A 40' siamo presso la Pietralunga un monolite alto circa 900 m che interessa i rocciatori.
Più avanti c'è un tratto ripido a voltoline con muretti di contenimento, poi i resti di una marginetta e a 01h 05' ci innestiamo nel sentiero 107 (San Rocchino - La Culla) che seguiamo verso sinistra in lieve discesa. A 01h 35' siamo al bivio con il sentiero 3 e in 5' siamo a san Rocchino. San Rocchino è un importante nodo di sentieri, dove è presente una piccola cappella dedicata a San Rocco. Qua arriva uno sterrato da Pomezzana (sentiero 6) per il Rifugio Forte dei Marmi che poi continua per Trescolli, poi il nostro sentiero 3 (Capezzano - Palagnana) e il sentiero 7 (La Culla - San Rocchino). Inoltre qua inizia il sentiero 121 per il Rifugio Forte dei Marmi e la Fonte di Moscoso.
Lasciando a sinistra lo sterrato da Pomezzana seguiamo il tratto comune dei sentieri 3 e 121 che, all’inizio, è un ampio viottolo che ci porta in una valle amena che domina Camaiore con casolari e coltivazioni e in pochi minuti (04h 28’) arriviamo nei pressi dell’agriturismo Il Paesaggio che rimane in basso sulla destra.
Il sentiero si restringe, ma rimane molto ameno, poi a 04h 35' cominciano gli alberi.
A 04h 40’ troviamo ruderi sia a destra che a sinistra, questi ultimi in parte restaurati, e a 04h 44’ siamo alla Foce di Grattaculo, qua il sentiero 3 va a destra diretto alla Foce del Pallone. Invece a sinistra il sentiero 121 va a sinistra e, dopo poco, da esso si stacca una traccia che sale sulla destra diretta alla località Toggiano e alla cresta SSO del monte Matanna. Il sentiero prosegue nel bosco, ma a 04h 54’ c’è una bella finestra su Camaiore e il mare. Dopo 5' cambiamo versante e iniziamo a percorrere un semicerchio a mezza costa che segue il versante sud-est del Matanna che ci porterà alla foce del Pallone.
Incontriamo alcuni ruderi (località Toggiano, da cui è possibile salire alla traccia per il Matanna di cui abbiamo parlato) e poco dopo, a 05h 10’, siamo ad un abbeveratoio con fonte in località Tricucci. Continuiamo ad avere sulla destra il monte Prana e saliamo moderatamente, poi superiamo un tratto più ripido e a 05h 35’ siamo ad un bivio: a destra un sentiero non numerato porta verso la Foce del Termine invece il nostro sentiero sale verso la Foce del Pallone che raggiunge in pochi minuti (05h 42’).
In passato era conosciuta come Colle della Prata o degli Asini, è una larga sella a quota 1092 metri tra le pendici sud-orientali del monte Matanna e la più bassa Foce del Termine che si trova a sud-est. Essa è molto panoramica su Camaiore e sulla costa, sul gruppo delle Panie, su Prana e Piglione.
Il nuovo nome della Foce è legato all’impresa della funicolare aerostatica di vita effimera nel 1910. Qua arriva anche il sentiero 101 dalla Foce del Lucese, il tratto fino all'Alto Matanna è comune ai due sentieri. Dalla Foce parte anche un sentiero con tracce di segni, ma ben evidente, per la cresta Est-sud-est del Matanna che porta poi alla vetta del monte stesso.
Scendiamo a destra alla vicina marginetta con icona marmorea della Deposizione di Cristo (1747) e allo sterrato che seguiamo verso sinistra in lieve discesa. In zona è facile trovare mucche e cavalli allo stato brado anche lungo il sentiero.
A 05h 52' abbiamo sulla sinistra i due laghetti gemelli detti il Bozzone usati per abbeverare il bestiame.
Subito però il sentiero si sposta a sinistra lasciando lo stradello e, superato un cancellino, entriamo nella proprietà della Casa Vacanze Alto Matanna.
Qua c'è una bella azienda agricola a gestione familiare oltre allo storico Albergo Alto Matanna di colore rosso risalente alla fine del XIX secolo. Esso fu fatto costruire dal mitico Alemanno Barsi ideatore anche della sfortunata funicolare aerostatica da Grotta all’Onda per la Foce del Pallone. Esso funziona da bar-ristorante e da albergo.
Passiamo per le belle piane dove le galline beccano in libertà e poi superiamo una sbarra dopo la quale ci troviamo di fronte all'edificio principale a 06h 02'. Qua arrivano il sentiero 5 da Stazzema e il 109 dalla Foce di Petrosciana con un breve tratto comune. Sono presenti le necessarie indicazioni e il sentiero 3 va verso destra diretto a Palagnana.
Saliamo presso il parcheggio dell'Alto Matanna e proseguiamo per la strada asfaltata per una decina di minuti, poi prendiamo verso sinistra per ampio stradello e a 06h 16' siamo presso un gruppo di case, alcune ben sistemate, che costituiscono l'abitato di Pian d'Orsina (979 m) molto panoramico sul Croce e sulle Panie.
Da qua scendiamo nella faggeta per circa 15' e poi proseguiamo con qualche tratto aperto che ci permette di vedere la Chiesa di Palagnana.
A 06h 55' superiamo un guado poi costeggiamo il torrente che ci rimane a destra e alcune case sulla sinistra.
Un breve tratto di salita ci porta a 07h a un nucleo di case abitate che costituisce la frazione Cerro cui arriva anche un tratto asfaltato. Il sentiero passa di fronte a una maestà con icona marmorea della Madonna con Bambino e Santo in preghiera ed esce subito dal piccolo abitato innestandosi nel sentiero 8 che proviene da Cardoso per la Foce delle Porchette.
Uno stretto cementato ci porta in 5' sulla strada asfaltata che unisce i borghi sparsi della frazione di Palagnana dove il sentiero finisce.
Pochi metri sulla destra si trova il parcheggio del Ristorante dalla Gè dove troviamo la palina segnaletica dei sentieri 3, 8 e 135 (esso inizia dalla Chiesa di Sant'Anna ed è diretto al Termine, Foce Pompanella e Trassilico).


Aspetti di rilievo del sentiero

Capezzano Monte
Frazione del Comune di Pietrasanta situata su una collina vicino al capoluogo, a 343 metri. La collina è coltivata a uliveti ed è disseminata di abitazioni. Il nome del borgo è di probabile origine romana, forse dal nome di persona Capitius, comunque le prime notizie certe risalgono al IX secolo. Il paese deve essere distinto da Capezzano Pianore che si trova invece nel comune di Camaiore. La chiesa del borgo è intitolata ai SS. Rocco e Ginese e risale al XVI secolo. L'attività principale degli abitanti era in passato l'agricoltura e la silvicoltura. Esiste una Società Filarmonica risalente al 1872. Qua parte il sentiero 3 per Farnocchia e Palagnana. Inoltre scende un antico sentiero (Riccio dei Morti) per la pieve dei SS. Giovanni e Felicita, posta sulla via di Valdicastello. Esso era usato per trasportare i morti alla pieve dove era tenuta la funzione religiosa, prima dell'edificazione della chiesa locale.

Case di Monte OrnatoSant'Anna, la chiesetta
Sono un gruppo di case ormai ridotte in ruderi a 702 m di quota non distanti dalla vetta del modesto Monte Ornato lungo il crinale boscoso che divide Pietrasanta da Stazzema.
Fanno parte del borgo sparso di Sant'Anna di Stazzema. Vi si accede in un paio di minuti dal sentiero 3 seguendo una traccia con cartello informativo all'inizio. Prima della seconda casa si scende a sinistra per tratto scalinato e si arriva ai resti di una vecchia miniera da cui sgorga una sorgente (Fonte dell'Argentiera).
Qua è stata scavata una vasca nella roccia per raccogliere l'acqua e sulla roccia stessa ci sono diverse coppelle e vaschette rotonde. Inoltre vicino alla vasca ci sono iscrizioni e sigle forse di origine etrusca. Quindi è presumibile che il sito fosse conosciuto dai liguri apuani e dagli etruschi e fosse legato, oltre ad attività estrattiva, anche a culti delle acque.

Casa Zuffone
Si trova a 742 m al bivio tra il sentiero 3A che sale a Case Bazzicchi e il 3 che va a Sant'Anna. Il termine corretto è Casina Bianca dello Zuffone. La casa è ridotta in ruderi, ma, all'esterno, ci sono tavoli per la sosta e il ristoro e una parte dei ruderi è sistemata per fare un po' di cucina. Sono presenti le indicazioni, lapidi e una Madonna. È curata dagli amici di Zuffone. A una decina di minuti, in direzione Capezzano c'è una marginetta detta delle Case di Monte Ornato (o dello Zuffone). È stata restaurata nel 2012 e possiede un'icona marmorea recente, opera della scultrice venezuelana Maria Gamundi, che rappresenta una madre con la figlioletta morta. In zona, nel 1944, vi furono duri scontri tra partigiani e soldati tedeschi e da qua passarono alcuni reparti implicati nella strage di Sant'Anna, diretti all'Argentiera e alla Vaccareccia.

Argentiera
È una zona a sud del modesto Monte Rocca dove transita il sentiero 3 per la Focetta e poi per la Foce si Sant'Anna. Il nome deriva dalla presenza in loco di brevi gallerie sfruttate dal XVI secolo che fornivano galena argentifera e minerali di ferro. Non è escluso, comunque, fossero sfruttate anche in precedenza dai liguri apuani. Nel periodo 1850-1960 vennero estratti pirite, ossidi di ferro e barite poi l'estrazione cessò anche se attività di ricerca e manutenzione proseguirono per una ventina di anni. In loco ci sono terrazzamenti per agricoltura di sussistenza e due gruppi ci abitazioni: Argentiera di Sotto e Argentiera di Sopra. La prima, a quota 700 m, è costituita da ruderi, mentre nella seconda, a 740 m, ci sono case risistemate in posizione panoramica sulla costa. Tra le due, in località Moriconi, presso una vecchia miniera con edificio restaurato e sorgente, si trova una interessante pietra con diverse coppelle e una croce (quest'ultima è il tipico segno di cristianizzazione di un manufatto pagano. Inoltre in zona è presente la Torre dell'Argentiera che è, in realtà, un recinto fortificato pentagonale che aveva funzioni difensive per la miniere.

Focetta di Sant'Anna
Si trova a 767 m dove il sentiero 3, proveniente dall'Argentiera, raggiunge la strada asfaltata proveniente dal parcheggio di Sant'Anna. Qua si trova una marginetta con icona marmorea dell'Annunciazione (1830). Inoltre una lapide ricorda Nara Buratti di 12 anni bruciata viva alla Vaccareccia nel 1944 che qua passò per cercare rifugio all'Argentiera, ma le sue ferite la fecero morire dopo pochi giorni. La strada prosegue in salita verso il Monumento Ossario delle vittime della strage di Sant'Anna di Stazzema.

Sant'Anna di Stazzema
Il borgo si raggiunge dalla provinciale Pietrasanta-Massarosa, conosciuta come Sarzanese, deviando presso una rotonda di recente costruita e seguendo le relative indicazioni. Esso fa parte del Comune di Stazzema e nacque come alpeggio di Farnocchia per poi diventare luogo di abituale residenza. La chiesa intitolata a Sant'Anna, di impianto cinquecentesco, con campanile del XVII secolo, si trova a 650 metri e le case del borgo sono sparse ai piedi del Monte Lieto a formare piccole borgate o semplici gruppi di case che prendono nome: Argentiera, i Bambini, le Case, le Case di Berna, la Chiesa, i Coletti, il Colle, Fabbiani, Franchi, i Merli, il Moco, Monte Ornato, i Mulini, il Pero, Sennari, Vaccareccia, Vallecava, Vinci. Il paese si estende lungo il Canale dei Mulini che prosegue fino a Valdicastello nel Comune di Pietrasanta. La popolazione locale era dedita all’agricoltura, alla pastorizia e al lavoro nelle vicine miniere, in particolare quelle del Monte Arsiccio. Sul vicino Col di Cava, a 786 metri, raggiungibile con una via Crucis, si trova il Monumento Ossario a ricordo dei 560 Martiri, vittime dell’eccidio compiuto dai nazi-fascisti il 12 agosto 1944. Nel 1982 l’allora Presidente Pertini inaugurò il Museo di S.Anna sito nella vecchia scuola elementare, esso divenne, poi, nel 1991, Museo Storico della Resistenza in Toscana. L’intera zona di S.Anna è stata dichiarata nel 2000 Parco Nazionale della Pace. Da Sant'Anna passa il sentiero 4 (Valdicastello - Farnocchia - Le Mulina) e sulle colline più alte il sentiero 3 (Capezzano Monte - Palagnana). Inoltre esiste una rete di brevi sentieri conosciuta come Sentieri della Pace.

Eccidio si Sant'Anna
Nell’estate 1944 la zona di Sant’Anna ospitava oltre mille sfollati, dalla Versilia e da altre parti d’Italia, che qua cercavano rifugio dalla guerra. Infatti il paese era praticamente isolato, sperduto tra i boschi, privo di strade d’accesso e quindi era ritenuto luogo sicuro. All’alba del 12 agosto, però, quattro colonne di SS, probabilmente al comando del criminale di guerra Walter Reder, ma guidate da fascisti locali, provenienti dal Monte Ornato, da Farnocchia, da Mulina e da Valdicastello, invasero la zona bruciando le case e uccidendo bambini, donne e vecchi. Alla Vaccareccia oltre cento persone furono radunate in una stalla e uccise con bombe a mano e col fuoco. In altre frazioni (Colle, Moco, Franchi, Case) la gente riuscì a fuggire, specialmente i giovani uomini che credevano si trattasse di un normale rastrellamento che riguardava solo loro. Gli abitanti del Pero, di Vinci, gli sfollati che vivevano nella canonica e nella scuola, furono ammassati nel piazzale della chiesa per essere poi trucidati con le mitragliatrici e dati alle fiamme. Moltissime vittime erano irriconoscibili. La strage rientrava nella strategia della “terra bruciata”, ideata dal criminale di guerra Albert Kesserling, per intimorire in maniera indiscriminata la popolazione civile per evitare che collaborasse con i combattenti per la libertà. In totale le vittime furono 560.

Monumento OssarioFarnocchia
Si trova a 786 m sul Col di Cava, raggiungibile con una Via Crucis dalla Chiesa di Sant'Anna di Stazzema, oppure con strada asfaltata che passa dalla Focetta di Sant'Anna. Esso domina la piana circostante e il litorale ed è panoramico anche sul Monte Lieto. Fu realizzato nel 1948, su progetto dell'architetto Tito Salvatori, a perenne ricordo delle vittime dell'eccidio del 12 agosto 1944. Esso è formato da una torre in pietra alta 12 m, sorretta da quattro arcate sotto le quali si trova una scultura che raffigura una madre morente che stringe al petto il suo bambino opera dello scultore Vincenzo Gasperetti e aggiunta nel 1971. Sotto la statua si trovano i resti delle vittime non riconosciute, mentre nel basamento ci sono le vittime identificate (circa 400). Una lapide, installata nel 1971, riporta i nomi di queste ultime vittime. Il 5 marzo 2015 una tempesta di vento distrusse la lapide, poi ripristinata il 25 aprile dell'anno dopo. Il vialetto d'ingresso è affiancato dalle bandiere europee ad auspicare un futuro di collaborazione e di pace.

Foce di Sant'Anna
È un valico a 831 metri tra il Monte Lieto e il Monte Rocca nella parte più alta di Sant'Anna di Stazzema È attraversato dal sentiero 3 (Capezzano - Farnocchia - Palagnana) e qua termina il sentiero 3A, proveniente da Capriglia per Case Bazzicchi. È conosciuta anche come Foce di Compito, considerando che compitum in latino è il crocicchio è possibile che qua si incontrassero antichi percorsi. La foce è dominata del Monte Lieto sulle cui pendici c'è un gruppo di case, presso dei terrazzamenti, servite da una grossa teleferica. Non distante, lungo il sentiero 3 in direzione Farnocchia c'è una falesia di interesse per gli arrampicatori.

Farnocchia
Borgo del comune di Stazzema posto a 646 metri, esso è arroccato su un crinale alla base orientale del Monte Lieto e a settentrione del Monte Gabberi. La notizia più antica del borgo risale al 798. Il nome dovrebbe derivare da farnia, cioè faggio. Questa pianta fu poi sostituita in loco dal castagno per la sua importanza alimentare. L’attività principale degli abitanti fu la produzione di carbone da legna e la lavorazione del ferro proveniente dalla zona di Ruosina, sempre nello stazzemese. Qua passano i sentieri 3 e 4 e il paese è punto privilegiato di partenza per salire al Lieto e al Gabberi. Il borgo è molto panoramico sulle Apuane Meridionali e su quelle centrali, oltre che sul paese di Pomezzana e su quello di Stazzema. La chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo risale, nel suo impianto generale, a prima del 1000 e fu poi ristrutturata. Oggi viene aperta solo in ricorrenze particolari. C’è comunque la Chiesa del Carmine (XI secolo), per la cura delle anime del paese, situata nella piazzetta IV Novembre dove c'è un piccolo monumento ai caduti. Nel 1944 il paese fu distrutto dai nazi-fascisti poco prima dell’eccidio di Stazzema. Dal 2016 il borgo è allietato da presepi semplici, ma gradevoli, nell'ambito di una manifestazione detta "Presepi nel borgo".
Foce di San Rocchino
Foce di San Rocchino
Essa è situata a 801 metri. È un importante snodo di sentieri, qua passano il sentiero 106 da Trescolli per Pomezzana e il rifugio Forte dei Marmi e il sentiero 3 da Capezzano Monti per Palagnana passando dalla Foce del Pallone. Il 106, nel tratto verso Pomezzana, è uno sterrato nel bosco percorribile anche dalle auto. Inoltre qua arriva il sentiero 107 dalla Culla passando per Monte Gabberi. Qua si trova una cappella dedicata a San Rocco, siamo nel comune di Stazzema, ma a pochi metri da quello di Camaiore per cui questa zona fu a lungo, in passato, luogo di controversie tra la comunità di Pomezzana (Stazzema) e quella di Casoli (Camaiore) per i diritti di pascolo. A pochi minuti, lungo il sentiero 3, si trova l’Agriturismo Il Paesaggio.

Foce di Grattaculo
È un valico secondario tra la Foce di San Rocchino e le pendici meridionali del Matanna a 855 metri di quota. Salendo da San Rocchino qua c’è il bivio tra il sentiero 3 e il 121, il primo va a destra per la Foce del Pallone, l’altro a sinistra per il Rifugio Forte dei Marmi con una deviazione non numerata per la località Toggiano e la cresta SSO del monte Matanna.

Foce del Pallone
Anticamente conosciuta come Colle della Prata o degli Asini, è una larga sella a quota 1092 metri tra le pendici sud-orientali del Monte Matanna e la più bassa Foce del Termine che si trova a sud-est. Costituisce un buon punto panoramico su Camaiore e la costa. Il nuovo nome della Foce è legato all’impresa della funicolare aerostatica, di vita effimera, del 1910. Qua arrivano il sentiero 3 da Capezzano Monte per Palagnana e il sentiero 101 dalla Foce del Lucese per l'Albergo - Rifugio Alto Matanna. Sulle vecchie cartine il tratto dal Crocione al Pallone è indicato come 105, ma questo sentiero è stato eliminato nel 1995. Presso la Foce è presente una bella maestà con icona marmorea della deposizione di Cristo (1747). Dalla Foce parte il sentiero con tracce di segni, ma ben evidente, per la cresta Est - sud - est del Matanna che porta alla vetta.

Albergo Rifugio Alto MatannaAlbergo rifugio Alto Matanna
In passato Casa per vacanze. Oggi è bar, ristorante e albergo di proprietà privata. È situato nel comune di Stazzema, alle pendici del Monte Matanna, all’ombra di conifere ed è raggiungibile per strada asfaltata dalla Foce di Bùcine.
Fu fatto costruire da Alemanno Barsi che già possedeva e gestiva l’Albergo alpino del Matanna alle Ferriere di Palagnana (687 metri). L’Albergo, che prese la denominazione di Alto Matanna, sorse al Piano d’Orsina a 1040 metri alla fine del 1800. Il 29 giugno 1893 fu posta una lapide che ricordava l’inaugurazione del sentiero Stazzema-Palagnana: Inaugurandosi la nuova strada/ Stazzema-Palagnana/ il 29 giugno 1893/ auspice la Sezione di Firenze dal C.A.I./ e il cav. Budden presidente/ la Sede Centrale, il Comune e gli Abitanti/ a memoria del convegno intersezionale/ Q.M.P. Barsi, insieme al figlio Daniele, fu l’ideatore, nel 1910, della famosa e sfortunata funicolare aerostatica da Grotta all’Onda per la Foce del Pallone. I Barsi permettevano agli escursionisti l’uso gratuito della sala dell’albergo.
Il 27 maggio 1923 qua fu fondata la sezione lucchese del Cai. L’albergo passò poi alla famiglia Rossi di Camaiore che nel 1973 lo cedette al comune di Pietrasanta suscitando il risentimento dei camaioresi che sentivano l’albergo-rifugio come loro proprietà e che avrebbero voluto che lo comprasse il comune di Camaiore.
Pietrasanta utilizzava la struttura come colonia estiva per bambini e, nel 2007, decise di venderlo. Il comune di Camaiore si attivò per rilevarlo con l’intenzione di farne una colonia per ragazzi e anziani e lasciare uno spazio per gli escursionisti. In realtà, a gennaio 2008, la Colonia Alto Matanna fu venduta alla signora Giannecchini già concessionaria del complesso.
L’albergo è in posizione privilegiata: qua passa il sentiero 3 (Palagnana - Foce del Pallone - Capezzano Monte) e iniziano i sentieri 5 (Alto Matanna - Callare del Matanna - Stazzema) e 109 (Alto Matanna - Foce delle Porchette - Foce di Petrosciana). Inoltre da qua è facile salire alle vette dei monti Nona e Matanna.
Il complesso è dotato anche di una piccola cappella destinata al culto. Oggi fa servizio di bar ristorante e albergo (trenta posti letto). Annesse alla costruzione ci sono costruzioni e baracche dove sono allevati animali, tra cui galline e maiali.

Pian d'Orsina
Pian d'Orsina è un gruppo di case, nel Comune di Stazzema, posto a 979 metri in posizione molto panoramica sul Monte Croce e sulle Panie. Si arriva qua con il sentiero 3 da Palagnana e in un quarto d'ora, in direzione opposta, si arriva all'Albergo Alto Matanna, intercettando, poco prima, la strada asfaltata da Palagnana. Il borgo è ormai abbandonata con molte case ridotte a ruderi, ma alcune restaurate e saltuariamente abitate. Il toponimo riguarda anche tutta la zona pianeggiante prossima al Callare del Matanna dove fu costruito l’Albergo Alto Matanna di Alemanno Barsi alla fine del 1800.Piano d'Orsina sullo sfondo Croce e dietro Panie

Palagnana
È una frazione del Comune di Stazzema, formata da gruppi sparsi di case da 700 a 1000 metri, in una conca nei pressi della Turrite di Palagnana ai piedi del Monte Croce e del Monte Nona. Il nome è di probabile origine latina. Palagnana si sviluppò come alpeggio estivo di Stazzema. Le attività principali erano l'agricoltura e la pastorizia. Il nucleo più abitato, Palagnana, con il ristorante, si trova a 764 m. La chiesa di S. Anna (XVIII secolo) con campanile del 1859 si trova a quota 889 insieme ad altre costruzioni, tra cui la vecchia scuola elementare. Più in alto ci sono il Pioppo e Ontanelli. Altri nuclei sono il Cerro, Campoggioboli, Zarli, Carbonaia con il vecchio mulino. Nel bosco c'è poi l'Oratorio di San Giovanni Battista. Palagnana non è direttamente raggiungibile per strada da Stazzema ed è necessario fare una lunga deviazione di oltre 50 km per Castelnuovo Garfagnana, Gallicano e Fabbriche di Vallico (da cui dista circa 7 km). Era prevista, negli anni ‘70 del secolo scorso, la costruzione di una strada Stazzema – Palagnana, lunga circa 6 km, che avrebbe collegato i due borghi, ma i lavori sono stati interrotti a causa dell'effetto devastante che avrebbe avuto sul territorio. Dal nucleo principale parte il sentiero 8 per la Foce delle Porchette e Cardoso e il lungo sentiero 3 per il Rifugio Albergo Alto Matanna (raggiungibile anche in auto) e poi Farnocchia e Capezzano Monte. Da Palagnana parte anche il sentiero 135 per la Foce del Termine e Trassilico.

Deviazioni e possibilità di escursioni

Il lungo sentiero 3 permette di effettuare moltissime e interessanti escursioni partendo da Capezzano, da Sant'Anna, da Farnocchia, da Mulina, dall'Alto Matanna e da Palagnana. Ne citiamo alcune.

Traversata Capezzano - Palagnana. Senza soste servono almeno 7 ore, ma consigliamo di farne diverse per cui i tempi si allungano. Eventualmente ci si può fermare all'Alto Matanna dove è possibile pernottare.

Anello Cardoso - Porchette - Palagnana - Alto Matanna - Porchette - Cardoso. Si segue il sentiero 8 da Cardoso a Palagnana, poi con il 3 si sale all'Alto Matanna da cui con il 109 si torna alla Foce delle Porchette. Da qua con l'8 si torna a Cardoso. Servono circa 7 ore e 30'.

Anello Capezzano - Zuffone - Case Bazzicchi - Foce di Sant'Anna - Zuffone - Capezzano. Si percorre il 3 fino allo Zuffone, si sale a case Bazzicchi e alla Foce di Sant'Anna con il 3A. si torna indietro con il sentiero 3. Servono circa 6 ore con deviazione al Monumento Ossario e alle case di Monte Ornato.

Anello del Lieto. Da Mulina si va a Farnocchia con il sentiero 4 poi con il 3 si procede verso Foce di Sant'Anna. Si sale alla vetta del Lieto e con traccia si va a Foce di Farnocchia da cui, con il 4, si torna a Farnocchia e alle Mulina. Servono circa 6 ore e 30'.

Anello Casoli - San Rocchino. Da Casoli con il sentiero 2 si va alla Foce del Termine, poi con il 101 alla Foce del Pallone. Qua per tracce si sale al Matanna, si torna alla Foce del Pallone e con il 3 si arriva a San Rocchino. Poi con il 106 si scende a Trescoli e per strada si torna a Casoli. Servono circa 7 ore.

Itinerari relativi al sentiero CAI 3

Commento

Questo lungo sentiero unisce la collina sopra Pietrasanta con la Garfagnana attraversando borghi come Sant'Anna e Farnocchia duramente colpiti dalla follia nazi-fascista. Interessanti sono le testimonianze della cultura ligure-apuana ed etrusca. Il percorso è ben segnato e ricco di indicazioni e non presenta difficoltà. Un tratto, da Farnocchia a San Rocchino, è inagibile, ma è presente in loco una variante che permette di evitarlo. Innumerevoli sono le escursioni che si possono effettuare partendo da Capezzano, da Gallena, da Sant'Anna, da Farnocchia, da Pomezzana, da Casoli e da molte altre località della zona. Con deviazioni è possibile salire i monti Lieto, Gabberi, Matanna, Nona, Piglione e Croce. Meritano una visita non frettolosa il Monumento Ossario di Sant'Anna e le chiese di Farnocchia. Sono interessanti anche le escursioni invernali con la neve che può cadere copiosa.