SENTIERO CAI 197 (ex 46)
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
ATTENZIONE!!!
In questa scheda è descritto soltanto il tracciato del sentiero indicato, risalente alla data sotto riportata. Non è presente alcun riferimento nè alcuna indicazione sul suo stato attuale e sulla sua attuale percorribilità, per conoscere i quali si rimanda alla voce "Sentieristica" del Menù Principale, in alto a destra. Rammentiamo, comunque, che, a tal proposito, la cosa migliore resta sempre quella di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri, poco prima di effettuare l'escursione.
09 gennaio 2016

(f.f.) questo sentiero ricalca antichissime vie di comunicazione, usate poi anche da contrabbandieri per il commercio del sale. Nelle vicinanze del sentiero ci sono due interessanti grotte usate dall'uomo preistorico.

 
 

SENTIERO 197 (ex 46)

Il sentiero è di competenza del Cai sezione di Carrara.

Tragitto

Ponte Storto Gragnana (364 m) – innesto 185 - Passo della Gabellaccia (895 m) [innesto sentieri 198 (ex 47) e 184] - val Saliceto - innesto 121 - Maestà della Villa (Tenerano) (448 m)

Questo sentiero ricalca antichissimi itinerari percorsi dall’uomo primitivo che utilizzava la Grotta della Gabellaccia come riparo, come pure la Tecchia di Tenerano. In seguito esso divenne parte integrante della Via del Sale o dei Lombardi verso Tenerano e la pianura Padana. Quindi percorrerlo ci porta indietro di cinquemila anni non fosse per i rifiuti non biodegradabili che l’uomo lascia dietro sé.

Nel suo percorso il tratto dall'innesto nel 185 fino alla Gabellaccia è comune appunto con il 185 e l'ultimissimo tratto con il 171.

Informazioni sulla zona di partenza

Ponte Storto: dal centro di Carrara si seguono le indicazioni per Gragnana (3,2 km), attraversato il paese si arriva in pochi minuti al cimitero, sulla sinistra, e, poco dopo, a Ponte Storto (4,6 km) presso una ben evidente curva a gomito. Un piccolo spiazzo permette di parcheggiare qualche vettura.

Tenerano: da Carrara si segue la strada statale 446 dir per Gragnana, Castelpoggio e Fosdinovo, si supera la deviazione a destra per Campocecina (9,5 km) e poche centinaia di metri dopo si curva a destra (SP 10) per Marciaso (14,5 km) che si lascia sulla sinistra continuando in discesa, tralasciando, più avanti, la deviazione a sinistra per Bardine e Cecina. Poi la strada riprende a salire fino alla Maestà della Villa (20 km) presso il cimitero e il cartello stradale Tenerano dove è possibile parcheggiare a fianco della strada. Ricordiamo che, al momento, la strada provinciale 10 è dichiarata inagibile nel tratto dalla statale fino a Marciaso.
In alternativa da Aulla si segue la statale 63 per Fivizzano, superata Rometta (6,6 Km) si prende la deviazione (13,3 Km) a destra per Gassano (SP 10) e da qua si continua, a destra, per Gragnola (15,7 Km) e Monzone (19,4 km). Si continua verso Equi Terme e si supera la ferrovia (19,6) e si seguono le indicazioni per Carrara. Si supera Isolano (20,8 km) e si continua verso Tenerano (23,1 km) e si raggiunge la Maestà della Villa (24 km).

Descrizione del percorso

Difficoltà: E. Il percorso non è difficile, qualche tratto di salita richiede un po' di allenamento. Non c'è alcuna esposizione. La neve può aumentare la fatica. 

Stato del sentiero: il primo tratto è in buono stato, mentre la parte dalla Gabellaccia a Tenerano non è molto frequentata e presenta qualche tratto di degrado anche per l'abbandono dei boschi. La traccia è sempre evidente.

Tempi: andata 03h 45'; ritorno 03h 30'

 Il percorso

Sintesi: il primo tratto percorre un bosco ricco di acque, poi costeggia le grotte della Gabellaccia  earriva al valico omonimo da cui scende scende verso Tenerano per la valle Saliceto assumendo in certi tratti i caratteri di una vera e propria mulattiera in parte infestata da vegetazione.

La partenza è dL'inizio del sentiero a Ponte Stortoa Ponte Storto che si trova tra Gragnana e Castelpoggio lungo la SS446 dir. È presente uno spiazzo parcheggio con staccionata, tabellone  e le necessarie indicazioni. Qua la strada fa una curva a gomito e passa sopra il canale della Tecchia che va a formare il canale di Gragnana, tributario del Carrione (da questo il toponimo). All’inizio del sentiero c’è una leggera salita e dopo 5 minuti attraversiamo il modesto Fosso di Salto tributario del precedente. Risaliamo poi costeggiando un altro torrente in secca  e dopo venti minuti troviamo una casa diroccata coperta da vegetazione. Continuiamo a salire per il bosco per tornanti non molto ripidi e troviamo ruscelli e fonti di captazione per la città, in particolare fiancheggiamo il canale della Tecchia con piccole marmitte di corrosione e un mini canyon prodotto dallo stesso ruscello nella roccia calcarea. Dopo 1h 15' dalla partenza ci immettiamo nel sentiero 185 proveniente da Castelpoggio e diretto ad Acquasparta e al rifugio Carrara di Campocecina. Il tratto fino alla Gabellaccia è comune per i due sentieri. A questo punto il sentiero inizia a salire più ripidamente, costeggiamo alcune palestre di roccia e dopo un quarto d’ora troviamo le indicazioni a sinistra per le Grotte (Tecchia della Gabellaccia), saliamo ancora per alcuni tornanti e a 1h 45' arriviamo ai ruderi della Gabellaccia e alla strada per Campocecina (SP 59). Qua arriva il sentiero 198 (ex 47) da Castelpoggio per la Maestà e il Malpasso, esso presenta tratti esposti ed è quindi per esperti. Da parte opposta della strada continua il sentiero 185 e inizia il 184 per casa Cardeto e Case Respettolo. Anche il 197 (ex 46) attraversa la strada e passa poco a sinistra degli altri due. La Gabellaccia è un valico tra Carrara e la Lunigiana dove esisteva un’antica Dogana di cui rimangono i ruderi, infatti qua era il confine tra gli stati di Massa e Carrara (dominio estense) e Fivizzano (dominio fiorentino) fino al 1848 quando anche Fivizzano passò agli Este. Sono presenti delle panche per chi desidera sostare o fare uno spuntino. Attraversiamo la strada e seguiamo le ben evidenti indicazioni del sentiero 197 (ex 46) sul guard-rail che ci portano a scendere nel bosco. Il primissimo tratto è molto ripido e poi si fa più tranquillo e percorre un breve ravaneto, segue un tratto in falsopiano cui segue una discesa amena per tratto erboso all'ombra. A 02h sulla sinistra c'è uno stradello che va a recuperare più in alto la strada asfaltata che fino ad adesso abbiamo costeggiato. A 02h 07' la discesa si fa più ripida per tornanti mentre il sentiero diventa più stretto nel bosco. A tratti vediamo alcuni paesi in lontananza tra gli alberi (Marciaso e Cecina). Il sentiero alterna tratti ameni con tratti degradati dalle piogge degli ultimi anni. Scendiamo in un tratto ricco di pungitopo e cominciamo a vedere i resti della vecchia mulattiera con qualche albero caduto sulla sede del sentiero. A 02h 55' scendiamo per un tratto a tornantini e cominciano a vedersi i primi castagni alcuni centenari, altri ormai caduti da anni. A 03h 13' siamo in un tratto aperto per il taglio del bosco che è in corso e incontriamo una via aperta dai boscaioli che percorriamo per qualche decina di metri per poi lasciarla destra e riprendere il sentiero normale. Percorrendo la via dei boscaioli in discesa, verso sinistra, si va al Ponte dei Bocciari e poco dopo a Pontevecchio e alla strada provinciale 10. A 03h 20' siamo a quota 370 metri in corrispondenza del guado del torrente Bardinello che va poi ad alimentare il torrente Bardine affluente dell'Aulella. A questo punto iniziamo a salire avendo sulla sinistra un altro corso d'acqua tributario del primo, il Fosso Femminamorta. A 03h 27' passiamo un altro guado sul questo fosso (poco prima c'è una deviazione in salita verso destra per la Grotta della Tecchia)dopo il quale c'è un rudere e il sentiero diventa una vera mulattiera. Saliamo ancora per poi recuperare uno stradello aperto e a 03h 41' siamo al bivio 197 (ex 46)/171, quest'ultimo sentiero è diretto alla Foce di Sant'Antonio, casa Cardeto e termina al Rifugio Carrara di Campocecina. Adesso scendiamo e a 03h 45' siamo al piccolo cimitero di Tenerano dove il sentiero termina. 

Aspetti di rilievo del sentiero

Ponte Storto
Da Gragnana, superato il cimitero del paese in direzione di Castelpoggio, la strada (SS446 dir) piega a gomito verso il crinale opposto. Questo è il Ponte Storto (364 m), in passato esso permetteva di superare il Canale della Tecchia, fosso che passa sotto il ponte (oggi coperto dalla strada). Il luogo è stato recentemente sistemato con una staccionata e con un tabellone informativo e con cartelli indicatori ben visibili. Nell’antichità da qua passava la Via del Sale o dei Lombardi che seguiva il canale, poi costeggiava le grotte e superava il valico della Tecchia (oggi Dogana della Gabellaccia) per poi scendere verso Tenerano per la Valle di Saliceto. Questo percorso era molto probabilmente una pista usata già in epoca preistorica. Oggi qua inizia il sentiero 197 (ex 46) che segue l’antica strada del Sale fino a Tenerano.

Grotte della GabellacciaGrotte della Gabellaccia
La Tecchia della Gabellaccia è costituita da una serie di ripari di grandi dimensioni rivolti a sud, alcuni  comunicanti tra loro, situati a 800-820 metri, a pochi minuti dai ruderi della Gabellaccia. La profondità massima è di 50 m l'altezza va da 10 a 20 m. Furono studiate nel 1959 mediante scavi dell'Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell'Università di Pisa con ritrovamenti di frammenti ceramici, ossa di animali e lame e punteruoli sia in pietra che ricavati da ossa. Lo studio stratigrafico ha portato alla conclusione che  queste grotte furono frequentate dall’uomo nell’eneolitico e poi nell’età del bronzo, escludendo però che siano state occupate stabilmente. Esse furono usate come rifugio stagionale in occasione degli spostamenti estivi verso le zone montane. Oggi si arriva alle grotte in dieci minuti dalla Gabellaccia scendendo per il sentiero 185 fino al cartello indicatore per le Grotte, oppure per lo stesso sentiero da Castelpoggio o con il 197 (ex 46) (che per un tratto coincide col 185) da Ponte Storto. Le grotte presentano stalattiti, stalagmiti e colonne ormai inattive, il percorso che collega le grotte è, in parte, attrezzato, ma è molto trascurato e non mancano i soliti rifiuti umani (possibili reperti del XXI secolo): cartacce e bottiglie di plastica. In passato la zona si trovava lungo l'itinerario della Via del Sale oggi sentiero 197 (ex 46).

Via del sale
Le vie del sale, o vie dei Lombardi, erano tracciati che anticamente permettevano il commercio e il contrabbando del sale. Ogni zona aveva la propria rete di sentieri e di collegamenti per portare le merci prodotte in loco, come formaggi, grano, lana verso le regioni vicino al mare per procurarsi il sale, prezioso per la conservazione degli alimenti e indispensabile nella dieta umana. Il termine Via dei Lombardi era legato al fatto che una stazione di partenza era la pianura Padana e il termine "Lombardo" era usato genericamente per indicare i suoi abitanti. Sulle Apuane una via del sale corrispondeva all’attuale sentiero 197 (ex 46) che seguiva il Canale della Tecchia,  costeggiava le grotte e superava il valico della Tecchia (oggi Dogana della Gabellaccia) per poi scendere verso Tenerano per la Valle di Saliceto.

GabellacciaI ruderi della Gabellaccia
Conosciuta anche come Dogana della Tecchia ovvero Passo della Gabellaccia. È un valico, a 895 metri, tra Carrara e la Lunigiana (valli dell’Aulella e del Lucido), oggi attraversato dalla strada provinciale per Campocecina. In passato qua passava il confine tra lo stato di Massa-Carrara (poi annesso al granducato di Modena) e il territorio di Fivizzano (appartenente al granducato di Toscana), quindi passando da queste parti era necessario pagare il dazio, la cosiddetta gabella, per questo il nome dispregiativo che è rimasto alla zona. Nel 1848 con il passaggio di Fivizzano agli estensi il confine smise di esistere, non so comunque quando cessò di funzionare questa Dogana. Oggi rimangono solo i ruderi dell’antica Dogana che si trovano nel territorio del comune di Carrara. Il termine tecchia è termine ligure e toscano che indica “sporgenza di roccia simile a tetto che consente riparo” oppure “nicchia, riparo, grotta”; quindi possiamo dire “rocce strapiombanti e incavate ai piedi, a mo’ di grotte”. Infatti  il nome Dogana della Tecchia deriva dalla presenza, vicino al valico, della Tecchia (Grotte) della Gabellaccia. Ricordiamo che altre grotte abitate dall’uomo preistorico si trovano in diverse zone delle Apuane e tra queste la vicina Grotta della Tecchia o anche Tecchia di Tenerano nei pressi della Maestà della Villa (Tenerano) cui si arriva con una deviazione del sentiero 197 (ex 46). Alla Gabellaccia arrivano i sentieri: 197 (ex 46) Ponte Storto (Gragnana) – Tenerano la Villa; 198 (ex 47) Castelpoggio – Gabellaccia (per il Malpasso); 184 Gabellaccia - Cardeto – Casa Respettolo;  185 Castelpoggio - Acquasparta (Campocecina).

Tecchia di Tenerano
Anche Grotta della Tecchia dal latino tegūla (= anfratto, grotta, roccia sporgente a mo' di riparo). La grotta si apre alle pendici della Torre di Tenerano a ovest verso la Val Saliceto nella parte bassa del Canal d’Arpa. Essa è scavata nel calcare cavernoso tipico della zona e vi si accede facilmente dalla Maestà della Villa con deviazione dal sentiero 197 (ex 46). Fu abitata sin dal neolitico e usata fino a tempi recenti per alloggiare gli animali infatti si notano in essa i muretti a secco costruiti per i recinti. Si trova a circa 500 metri di quota e si sviluppa per 100 metri con un dislivello di venti e una volta molto alta sulla quale si vedono i resti delle antiche concrezioni, alcune asportate dai soliti vandali. Nella parte più interna si sale per rocce lisce fino a un anfratto posto più in alto. È presente un piccolo laghetto di pochi metri di diametro e poco profondo che è a secco quando mncano le piogge. Fu esplorata dal geologo lunigianese Igino Cocchi nel 1865 e vi furono trovati tra l’altro frammeGrotta di Teneranonti di ceramica eneolitica,  ossa umane e resti animali. Le pareti esterne della grotta sono usate come palestre di roccia dagli arrampicatori.

Maestà della Villa
È il valico posto a 450 m sulla strada provinciale 10 che dalla Spolverina porta a Monzone e si affaccia, verso sud, sulla Val Saliceto. Andando verso il vicino borgo di Tenerano sulla destra c'è il piccolo cimitero del paese e uno stradello che porta a case sparse. Invece a sinistra si trova una statua in marmo della Madonna e Casa Muccini, costruzione colonica con ampio terreno coltivato. Essa viene affittata  a turisti che amano vivere nel verde. Presso il cimitero iniziano i sentieri 197 (ex 46) e 171. Il primo diretto alla Gabellaccia e a Ponte Storto, il secondo diretto a Foce di sant'Antonio e al Rifugio Carrara. Inoltre una traccia che si stacca dal 197 (ex 46) porta alla Tecchia di Tenerano.

Tenerano
È un borgo del comune di Fivizzano,  a 443 metri di quota, situato nella Lunigiana orientale a confine col comune di Fosdinovo. È attraversato dalla strada provinciale 10 dalla Spolverina per Monzone e si trova sulla riva destra del Canale Robiana affluente del Lucido. La zona fu abitata dal Paleolitico, poi prosperano i Liguri-Apuani come si ricava dai numerosi ritrovamenti di statue stele nella vicina località di Pontevecchio. Tenerano nacque come borgo fortificato a controllo della strada tra Carrara e la valle del Lucido e, dopo essere stato feudo dei Malaspina di Gragnola, passò spontaneamente alla Repubblica fiorentina nel 1504. Nel 1833 la Parrocchia contava 169 abitanti che poi crebbero, ma con la seconda metà del secolo scorso cominciò lo spopolamento per mancanza di lavoro tanto che oggi il borgo è quasi disabitato. La chiesa, risalente al XVI secolo, ristrutturata nel XVIII, è dedicata a San Michele Arcangelo, festeggiato la prima domenica di maggio. Nella piazza della chiesa c'è  il campanile del XVIII secolo con lapidi che ricordano i caduti delle guerre e l'eccidio nazista del 1944 (vedi). Interessanti sono i lavatoi pubblici con a fianco l'Oratorio della Concezione di Maria, di proprietà privata, risalente al XVIII secolo. La prima domenica di settembre si festeggia la Madonna del Rosario e, in passato, il 23 giugno si allestiva, nella piazza del paese, il falò di San Giovanni. Per le festività dei Santi e dei Morti era preparato il pane di noci, cotto nei forni del borgo. Presso il cimitero del paese, alla Maestà della Villa, partono i sentieri 197 (ex 46) per la Gabellaccia e Gragnana e il 171 per la Casa Cardeto e Campocecina.  Dal 197 (ex 46) con deviazione è possibile arrivare alla Tecchia di Tenerano (vedi).

Deviazioni e possibilità di escursioni

Molte sono le escursioni che si possono fare percorrendo il sentiero 197 (ex 46) o alcune sue parti. Ne citiamo due.

  • Traversata: è l'intero percorso descritto che richiede l'uso di due mezzi. Può essere integrata con la visita alla Tecchia di Tenerano [vedi sezione itinerari] allungando il percorso di circa un'ora.
  • Anello Gabellaccia - Maestà della Villa - Cardeto -Gabellaccia: dalla Gabellaccia si scende con il 197 (ex 46) fino all'innesto nel 171, poco prima della Maestà della Villa. Con il 171 si arriva alla Casa Cardeto da cui con il sentiero 184 si torna alla Gabellaccia. Servono circa 6 ore. [nella sezione itinerari è descritto questo anello con partenza da Maestà della Villa, per problemi di viabilità, già citati, è preferibile partire dalla Gabellaccia]

 Itinerari relativi al sentiero CAI 39 presenti sul sito:

Commento

Il sentiero 197 (ex 46) unisce Gragnana con Tenerano e quindi la costa con la parte interna della provincia ripercorrendo antichi itinerari. Interessanti sono le visite alle grotte. Il percorso è sempre agevole anche se nella parte finale c'è un certo degrado dovuto all'abbandono dei castagneti. Non è panoramico, ma può essere associato ai numerosi sentieri in zona per effettuare escursioni sempre molto appaganti.