SENTIERO CAI 47
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
ATTENZIONE!!!
In questa scheda è descritto soltanto il tracciato del sentiero indicato, risalente alla data sotto riportata. Non è presente alcun riferimento nè alcuna indicazione sul suo stato attuale e sulla sua attuale percorribilità, per conoscere i quali si rimanda alla voce "Sentieristica" del Menù Principale, in alto a destra. Rammentiamo, comunque, che, a tal proposito, la cosa migliore resta sempre quella di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri, poco prima di effettuare l'escursione.
8 settembre 2010

(f.f.) questo breve sentiero unisce Castelpoggio alla Maestà e alla Gabellaccia sviluppandosi essenzialmente per boschi molto freschi in estate. Non è particolarmente panoramico e, nella parte finale, è abbastanza difficile. C’è da dire, comunque, che il tratto difficile, come spiegato nel testo, è evitabile. In parte esso ricalca un antico itinerario che collegava Luni e la costa alla Lunigiana e alla pianura Padana.

 
 

SENTIERO 47

Il sentiero è di competenza del Cai sezione di Carrara che ne cura la manutenzione e la numerazione. Una prima revisione del 2008 faceva iniziare questo sentiero da Fontia, sempre nel comune di Carrara, ma questa decisione è stata rivista nel 2009: il tratto Fontia-Castelpoggio è stato segnato, ma non numerato (è considerato parte di una rete di sentieri collinari).

TragittoCastelpoggio

Castelpoggio (547m) [innesto sentiero 185] - La Maesta' (752m) – Retropizza - Malpasso (850m) – Passo della Gabellaccia (895m) [innesto sentiero 46, 184, 185].

Informazioni sulla zona di partenza

Il percorso inizia da Castelpoggio, frazione collinare di Carrara, ben servita da servizio di autobus e raggiungibile facilmente in auto da Carrara con la strada statale 446dir Gragnana-Castelpoggio-Fosdinovo (una diramazione della quale porta a Campocecina). Dista dal centro città circa 6,5 km.

Il paese è raggiungibile anche da Fontia e dalla Foce di Ortonovo mediante un ampio sentiero segnato nel bosco (vedi escursione Foce di Ortonovo-Castelpoggio-Volpiglione-Ortonovo) in circa 1 ora di cammino.

Nella piazzetta Primo Ricci ci sono le indicazioni dei sentieri, ma l’inizio del 47 è presso il parcheggio del cimitero che dista un centinaio di metri.

Descrizione del percorso

Difficoltà: EE (sentiero difficile, in salita continua, ma non troppo ripida a parte qualche tratto iniziale, con dislivello di 470 metri, da non percorrere con neve e ghiaccio).

Diventa E (sentiero semplice, dislivello 450m) se si evita il tratto che dalla strada porta alla pinetina sopra gli strapiombi della Tecchia (come spiegato più avanti nella descrizione del percorso) continuando a percorrere la strada fino al Passo della Gabellaccia.

Stato del sentiero alla data della presente relazione: è abbastanza segnato anche se alcune deviazioni dovrebbero essere più chiare. Qualche incertezza nella zona del sottopasso della Maestà dove manca l’indicazione precisa e i segni si trovano solo più avanti. I segni sono sbiaditi nella parte difficile dove è, comunque, presente all’inizio un’indicazione sulla difficoltà del percorso. Penso che la tendenza sia ormai quella di scoraggiare l’escursionista dal percorrere l’ultimo tratto che, oltre a essere esposto, è anche piuttosto degradato e invaso dai rovi. Forse sarebbe bene cancellare questo tratto finale e continuare il sentiero sulla strada fino alla Gabellaccia per la sicurezza degli escursionisti. Lo strapiombo della Tecchia.

Tempi:

Castelpoggio – La Maestà: 40’

La Maestà – Gabellaccia: 01h 25’ (totale 02h 05’)

Il percorso:

Posteggiamo al parcheggio a fianco del cimitero di Castelpoggio. Qua, subito a destra, sale il sentiero che inizialmente costeggia il camposanto, poi attraversa la strada asfaltata e in 2’ sale ancora a destra come stradello asfaltato ben segnato in salita. In breve esso diventa sterrato e passa per orti con panorama sulla costa e poi entra decisamente nel bosco. A 9’ il sentiero devia a sinistra con lieve discesa e dobbiamo tralasciare il percorso principale che va a destra. La parte iniziale è un’ottima mulattiera nel castagneto lastricata con pietre e circondata da muri di contenimento e in buona salita . A 15’ troviamo un riparo per cavalli e dobbiamo proseguire a sinistra per lo stradello che progressivamente diventa uno sterrato abbastanza ampio con tratti di salita ripida e altri di salita più dolce. Aumentano i pini e a 41’ siamo alla Maestà questa è zona molto amata dai carraresi per picnic, per vacanza e per i pranzi dei giorni festivi, sono presenti alcune case private e un ristorante. Proseguiamo seguendo il sottopasso, sotto la strada per Campocecina, per uno sterrato evitando le deviazioni a destra e a sinistra e continuando diritti, poco avanti ritroveremo anche i segni del sentiero. Adesso aggiriamo la modesta vetta della Pizza (951m) e saliamo dolcemente nel bosco fitto e fresco di pini e a 56’ cominciamo a scendere poi il sentiero si apre e a 01h 03’ siamo a un bel punto panoramico sulla zona di Fosdinovo e dopo circa 3’ sulla sinistra ci stacca un promontorio roccioso panoramico anche su Viano e Tenerano nel comune di Fivizzano. Torniamo sui nostri passi e a 01h 09’ scendiamo decisamente sulla destra e subito dopo troviamo un cancello per le bestie al pascolo. Il sentiero adesso prosegue nel bosco fitto e non è molto bello, a 01h 22’ abbiamo una finestra panoramica ancora sulla zona di Tenerano poi, con saliscendi con tratto finale in salita, percorriamo la zona di Malpasso che ci porta sulla strada asfaltata per Campocecina a 01h 30’. Percorriamo un breve tratto sulla strada e a 01h 36’ il sentiero prosegue sulla destra per una pinetina piuttosto degradata. Il cartello del Cai ci ricorda che ci sono alcuni tratti esposti, il sentiero è poco frequentato e all’inizio dominano i rovi poi il sentiero diventa più pulito e a 01h 47’ inizia il tratto più esposto che costeggia gli strapiombi della Tecchia della Dogana. All’inizio il sentiero è in lieve discesa tra l’erba poi risale e diventare più tranquillo dopo 5’. Ci sono pochi segni, ma la traccia è abbastanza evidente, in ogni modo bisogna tenersi sempre sulla sinistra e a 01h 59’ siamo a un punto panoramico sulla costa (il punto più alto dell’escursione) da cui scendiamo per un tratto degradato per salire ancora tra i pini e arriviamo alla Gabellaccia a 02h 08’.

NOTA BENE

Per evitare il tratto difficile, per cui l’itinerario è classificato EE, basta continuare sulla strada asfaltata per circa 1 km invece di deviare a destra per la pinetina, come descritto nel percorso, in questo modo si risparmia anche qualche minuto di cammino e si perviene facilmente al Passo della Gabellaccia.

Aspetti di rilievo del sentiero

Castelpoggio

Frazione montana di Carrara a 547 metri. È posto in posizione molto panoramica tra la piana lunense e le pendici delle Alpi Apuane ed è circondato da boschi, pascoli e terrazzamenti.. Esso dista 6,5 km dal centro di Carrara e si trova sulla strada Carrara – Fosdinovo. La parte alta del paese è quella più antica e costituiva un borgo murato di cui poco è rimasto e qua si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria risalente al XVI secolo, il paese si è poi espanso verso il basso e parte di esso si trova oggi sull’altro lato della carrozzabile. La sua posizione è sempre stata strategica tra il versante marittimo e quello interno e questo spiega le numerose vie di collegamento che qua arrivavano. Oggi ricordiamo il sentiero 185 per la Gabellaccia (che poi tramite il 46 porta a Tenerano) e per Campocecina, il sentiero 47 sempre per la Gabellaccia, passando dal Malpasso e i sentieri che arrivano da Casano anch’essi molto antichi. In particolare quello che tocca il sito scomparso di Volpigliano. Dalla Foce di Ortonovo arriva un sentiero che percorre per buona parte il confine tra Toscana e Liguria. Castelpoggio era zona di confine tra Carrara e Sarzana e poi tra lo stato Modenese e quello Sardo mediante il torrente Parmignola che nasce nella zona. Nella seconda guerra mondiale Castelpoggio fu teatro di rappresaglie nazi-fasciste che provocarono la morte di almeno 33 persone a iniziare dal 21 agosto 1944.Il tratto esposto sullo strapiombo della Tecchia.

La Maestà

Alcuni la chiamano anche la Maestà di Castelpoggio, essendo la zona prossima a questo borgo. Essa è una località, nel comune di Carrara, posta a 752 metri a 2 km sulla deviazione che dalla strada Carrara-Fosdinovo porta a Campocecina. Sin dall’antichità essa era un importante luogo di transito tra Luni, Carrara, la zona costiera e la Lunigiana interna. La zona prende il nome, probabilmente, da un’antica cappella dedicata a S. Sisto II, papa e martire, patrono di Castelpoggio, che era presente in loco. Sicuramente nel 1151, nei pressi di questo valico, esisteva già, gestito dai frati di S. Frediano di Lucca, l’ospedale di S. Sisto a Monte Forca per l’assistenza dei viandanti. Nel 1924 fu piantata in loco la selva di pini e abeti. In passato il 6 agosto, festa del santo, la gente saliva da Carrara e dai paesi a festeggiare nei boschi. La buona posizione l’ha resa oggi zona di ristoro e di picnic nella buona stagione, nei pressi ci sono anche strutture ricettive per soggiorni tranquilli (Albergo ristorante Antica Maestà). Sono possibili facili escursioni nei boschi e nei prati vicini. Negli ultimi anni l’amministrazione comunale ha sistemato la zona con camminamenti e percorsi salute.

Retropizza

È la zona boscosa, a nord del monte La Pizza, compresa nel comune di Fivizzano e percorsa dal sentiero 47.

Malpasso

È il nome attribuito alla zona a nord del tratto di strada asfaltata dove passa il sentiero 47 prima di salire agli strapiombi della Tecchia della Dogana. Era probabilmente un disagevole luogo di comunicazione tra la zona di Castelpoggio e la Lunigiana.

Passo della Gabellaccia

Conosciuta anche come Dogana della Tecchia. È un valico, a 895 metri, tra Carrara e la Lunigiana (valli dell’Aulella e del Lucido), oggi attraversato dalla strada per Campocecina. In passato qua passava il confine tra lo stato di Massa-Carrara (poi annesso al granducato di Modena) e il territorio di Fivizzano (appartenente al granducato di Toscana), quindi passando da queste parti era necessario pagare il dazio, la cosiddetta gabella, per questo il nome dispregiativo che è rimasto alla zona. Nel 1848 con il passaggio di Fivizzano agli estensi il confine smise di esistere, non so comunque quando cessò di funzionare questa Dogana. Oggi rimangono solo i ruderi dell’antica Dogana che si trovano nel territorio del comune di Carrara. Il termine tecchia è termine ligure e toscano che indica “sporgenza di roccia simile a tetto che consente riparo” oppure “nicchia, riparo, grotta”; quindi possiamo dire “rocce strapiombanti e incavate ai piedi, a mo’ di grotte”. Quindi il nome Dogana della Tecchia deriva dalla presenza, vicino al valico, della Tecchia (Grotte) della Gabellaccia. Ricordiamo che altre grotte abitate dall’uomo preistorico si trovano in diverse zone delle Apuane e tra queste la vicina Grotta della Tecchia o anche Tecchia di Tenerano nei pressi della Maestà della Villa (Tenerano) cui si arriva con una deviazione del sentiero 46. Alla Gabellaccia arrivano i sentieri: 46 Ponte Storto (Gragnana) – Tenerano la Villa; 47 Castelpoggio – Gabellaccia; 184 Gabellaccia - Cardeto – Casa Respettolo; 185 Castelpoggio - Acquasparta (Campocecina).

Deviazioni e possibilità di escursioni

Il sentiero permette di fare diverse escursioni connettendosi ad altri sentieri. Diamo qualche suggerimento:

  • Anello con il sentiero 185: dopo essere saliti con il 47 si scende con il 185 su Castelpoggio. Il tempo richiesto è 3h 45’.

  • Castelpoggio – Campocecina: con il sentiero 185 dalla Gabellaccia si prosegue fino a Campocecina e poi si scende sempre con il 185 fino a Castelpoggio. Il tempo richiesto, senza soste è di circa 5h 30’.

Itinerari relativi al sentiero CAI 47 presenti sul sito:

Commento

Questo breve sentiero è puramente esplorativo rivolto all’escursionista curioso che vuole sapere tutto delle Alpi Apuane. Non è panoramico anche se in inverno quando il bosco è spoglio si apre un po’ di più sulla Lunigiana. Non è lungo, ma è bene evitare di percorrerlo sia all’andata che al ritorno per le difficoltà della zona finale. Inoltre è assolutamente sconsigliato di percorrerlo nella cattiva stagione.