(MS-Massa) RENARA-BIVIO SENTIERO 157 (330m)-POGGIO CARICATORE (543m)-MONOROTAIA DENHAM-BIVIO FOCOLA DEL VENTO (964m)-INNESTO SENTIERO 160 (1260m)-LOCALITA' ALL'ACQUA (1000m)-RESCETO (482m) (TRAVERSATA)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Strada di Renara (270m)

Località di arrivo:

Resceto (482m)

Dislivello mt.:

990

Tempo totale:

05h 30'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Resceto

Rifornimento acqua:

Località all'Acqua, Resceto

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

157(ex 42)◆via di lizza◆monorotaia◆sentiero NN◆160◆165

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (30)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 02/11/2014



Qui un approfondimento sulla Monorotaia Denham.

Lasciamo l’auto lungo la strada per Renana, che viene considerata come sentiero 157, in uno slargo poco prima della fine del tratto asfaltato.
A lato della strada, sulla sinistra, c’è il canale di Renara, torrente che poi va a confluire col canale di Resceto, affluente del Frigido, il fiume di Massa.
Poco dopo inizia lo stradello sterrato percorribile, comunque, anche dalle auto. All’inizio, sulla sinistra, c’è una cava di dolomia abbandonata, con un casotto in legno e una vasta zona pianeggiante. Notiamo nel torrente molte postazioni per la balneazione fluviale, le pozze del torrente permettono infatti di fare il bagno. Per questo nella buona stagione molti ragazzi vengono qua al fiume per divertirsi e rinfrescarsi.
A 09’ arriviamo all’imbocco della grotta "Buca di Renara" (298 m) che si trova sulla destra. Essa si sviluppa per circa 500 m e un corso d’acqua sotterraneo percorre la sua parte inferiore e alimenta un lago che è profondo 80 m, le acque poi riemergono nel canale di Renara, alimentando così il Frigido. Pochi metri e siamo (10’) alla spianata di Renara (310 m), dove ci sono vecchie cave, costruzioni di servizio per le stesse e una baracca con copertura in lamiera dove lavora il pastore Rolando da Forno.
Seguiamo le indicazioni ben evidenti, superando i resti di una sbarra, e attraversiamo un canale secco (canale del Vestito).
Arriviamo così presso delle vecchie costruzioni di servizio delle cave, dove si trova un bivio cui giungiamo a 16'.
Il sentiero 157 prosegue oltre le costruzioni, diretto a Casa Bonotti, dove si biforca: il 157 prosegue verso destra per il passo del Vestito (sentiero difficile) costeggiando in parte il Canale del Vestito, mentre una traccia non numerata si dirige alla Cava del Diavolo, costeggiando il Canale del Diavolo (detto anche Canale dell'Usciolo).
Noi invece proseguiamo verso sinistra, per itinerario non numerato, ma ben segnato di rosso e chiarissimo nel suo svolgimento: un sentiero, o meglio una via di lizza che porta al Canale della Buchetta o del Pianel Soprano e al Fosso del Chiasso.
Saliamo ripidamente e troviamo in pochi minuti l’inizio della strada cementata (a fianco di una cava abbandonata) che, in passato, era parte integrante della via della monorotaia, prima che fosse ridotta di lunghezza negli anni ’60.
Quello che stiamo percorrendo è il Canale di Renara, lungo il quale si ammira il panorama selvaggio di questa valle massese.
Più avanti il percorso diventa sassoso e più ombroso per la vicinanza degli alberi, tra cui spiccano, tra i faggi, numerosi esemplari di Taxus baccata, pianta poco diffusa sulle Apuane.
A 36’ il percorso curva verso destra, lasciando sulla sinistra il canale di Renara che è secco, adesso costeggia il canale della Buchetta che rimane a sinistra e a 40' lo percorre tra massi arrotondati e pozze d'acqua.
Infatti in questa zona l’antica via di lizza è stata completamente distrutta dalla furia delle acque, si vedono solamente pochi resti, sono presenti alcuni ripari sotto roccia, sotto i quali abbiamo visto, altre volte, le capre ripararsi dalla pioggia.
Segue un tratto integro, con sfondo a sfasciumi, che continua a salire piuttosto ripidamente e iniziamo a vedere in alto l’impressionante sviluppo della via di lizza "Denham" nel Fosso del Chiasso: essa trasportava il marmo dalle cave alte del monte Sella (oggi cave Ronchieri).
A 55’ siamo all’inizio del percorso della monorotaia, a quota 543 m. A destra, prima del Poggio Caricatore, ci sono indicazioni per le cave del Canale della Buchetta (da cui scendeva una via di lizza molto ripida e oggi percorribile solo nella sua prima parte), a sinistra invece c'è il Poggio Caricatore della lizza, con una piccola costruzione in muratura, l’ambiente è dominato da un torrione giallastro strapiombante.
Inizia adesso un tratto veramente impressionante: la via era stata cementata e, al centro, scorreva una monorotaia ancorata a traverse di legno che in parte è ancora presente.
La monorotaia permetteva il passaggio di un carrello (macchinetta Denham) che trasportava fino a 11 t di marmo, a fianco una scalinata in roccia o cemento permetteva ai cavatori di salire o scendere e di controllare l’attività della lizza.
Il tratto che porta fino alla prima costruzione-alloggio per i cavatori contava 2500 scalini (in totale erano circa 4800).
Il primo tratto è ripido e non ben conservato, poi la pendenza diminuisce e il percorso, che passa sopra il Fosso della Piastrella (che incontreremo anche più in alto) è molto meno conservato, ma subito dopo inizia la parte meglio conservata che sale con pendenze fino all’80%, la salita non lascia mai tregua.
Aggiungiamo che, ogni volta che percorriamo la Via di Lizza Denham, notiamo un aumento del degrado dovuto alle acque che trasportano a valle detriti che si accumulano sulla sede della via stessa.
Il percorso è incassato tra ripide pareti verticali, a sinistra scorre il fosso che dà il nome alla zona e a destra inizia, a 01h 34’, una conduttura per l’acqua che aiuta la progressione, la via devia leggermente a sinistra per poi mantenersi diritta.
La parte più alta è molto erbosa e lungo tutto il percorso si notano molti fori per inserire i piri per la lizzatura manuale.
Durante la salita notiamo molti esemplari di leccio (Quercus ilex) e di ginepro fenicio (Juniperus phoenicea) in posizione eterotopica.
A 02h 16' finisce il tratto incassato nel Fosso del Chiasso e il panorama si apre sulla zona della Focola del Vento (ben visibile la torretta della centralina elettrica al servizio delle cave) e sul ricovero dei cavatori, con dietro la zona della Cava Ronchieri.
Continuiamo la salita per tratto aperto, superiamo un breve tratto in cui sono rimaste longarine metalliche e a 02h 21' siamo al bivio per la Focola del Vento e il sentiero 160, ben indicato.
Noi saliamo a sinistra, lasciando la Denham di fronte a noi diretta all'edificio dei cavatori, al fianco del quale c’è una costruzione adibita a officina e a ricovero della macchinetta Denham.
Il percorso è evidente e ben segnato con segni rossi e sale abbastanza ripido per circa 300 metri, su paleo e roccette, seguendo il percorso di una vecchia via di lizza che dalla Cava dei Bagnoli, posta a 1610 metri alle pendici del Sella, portava il marmo verso Renara, confluendo con il percorso attuale della monorotaia. Segni della via di lizza sono ancora evidenti.
A 02h 39' il sentiero lascia, a destra e a sinistra, due grossi muri di contenimento per due antichi piazzali, quello di destra ospita i ruderi di un edificio di servizio.
Dietro di noi è ben visibile la Cresta del Vestito e il monte Pelato e dietro l'Altissimo.
A 02h 43' passiamo per un breve tratto integro della via di lizza, più in alto il percorso procede a zig-zag, con segni e ometti, attraversando più volte il vecchio tracciato della via di lizza.
A 03h 05' passiamo per un breve tratto scalinato e poco dopo, sulla sinistra, la visuale inizia ad aprirsi sui monti Cavallo e Contrario e salendo si aprirà anche su Grondilice e Sagro.
A 03h 13' incrociamo il sentiero 160. Esso procede in salita, a destra, verso la centralina della corrente, ben visibile dal basso (distante circa 15'), e da qua si dirige alla Cava Bagnoli e alla cima del monte Sella.
Noi invece prendiamo a sinistra, in discesa, per andare a Resceto.
Il primo tratto di discesa si sviluppa in un boschetto, il percorso è ripido e, come gran parte della discesa che ci aspetta, deve essere affrontato con cautela. Infatti la zona è in ombra per cui il terreno è umido e scivoloso e, a tratti, c'è un po' di esposizione.
A 03h 21' termina il boschetto e scendiamo tra sfasciumi, terriccio e paleo, a 03h 28' abbiamo un tratto più ripido su roccia che ci porta in 5' a proseguire paralleli a un orrido canale che ci rimane a sinistra, sovrastato da una catena rocciosa.
Qua scendeva a precipizio un ramo della via di lizza proveniente dalla Cava Bagnoli che andava poi a innestarsi in basso con la via di lizza delle Gruzze.
Dopo 5' percorriamo un altro tratto di ripida discesa, continuiamo su rocce, a 03h 48' ci spostiamo verso destra per poi curvare nuovamente sulla sinistra e a 03h 52' il percorso diventa più tranquillo, lasciando il canalone che abbiamo costeggiato.
Tra rari alberi e paleo scendiamo a zig-zag e a 04h 02' ci innestiamo nel sentiero 165.
Esso prosegue a destra, in salita, per la Focetta dell'Acqua Fredda, passando per le Cave Gruzze e percorre in parte l'omonima via di lizza. Invece a sinistra scende per Resceto.
Noi proseguiamo verso sinistra, scendiamo su rocce e in un paio di minuti siamo presso uno dei tanti ponti della via di lizza e abbiamo di fronte il monte della Mandriola e dietro il Sagro.
Scendiamo per massi levigati di marmo e in breve ci troviamo sulla via di lizza.
A 04h 07' troviamo sulla destra il sentiero 164 per i Campaniletti e la Focetta dell'Acqua Fredda e subito dopo, a 04h 09', siamo in località All'Acqua, dove è presente una fonte perenne.
Il sentiero prosegue a sinistra per la via di lizza, a tratti ben evidente, tra giovani alberi.
A 04h 30' abbiamo di fronte un ponte rotto che superiamo a destra, passando sotto e risalendo. Continuiamo tra gli alberi e dopo 5' siamo presso un enorme masso: qua la via di lizza prosegue in basso a sinistra, mentre il sentiero sale a destra per un crinale roccioso per poi proseguire in falsopiano e cambiare versante a 04h 20'.
Segue una discesa scalinata che termina a 04h 48' su un'altra via di lizza che prendiamo a sinistra. Subito dopo passiamo nei pressi di un rudere di servizio, panoramico sul sottostante Ponte del Pisciarotto (696 m), al quale arriviamo in 5': esso è un’opera veramente imponente della via di lizza delle Cave Gruzze e permetteva di superare un torrente che scende da un orrido canale sulla sinistra. Il ponte è altissimo e su di esso sono rimaste due longarine di ferro, mentre la copertura è franata, il sentiero scende sotto, nel canale, per poi salire ripidamente seguendo la via di lizza.
Ora il percorso è meno ripido e si sviluppa tra radi alberi. A 05h 11' arriviamo presso una costruzione con torretta (585 m), usata come captazione di acqua, dove recuperiamo un'altra via di lizza, proveniente da destra.
Scendiamo e più avanti costeggiamo alcuni ovili e a 05h 22' siamo sotto il borgo di Resceto, dove
prendiamo la strada verso sinistra che costeggia alcune case e ci porta, a 05h 26', sulla strada principale che proviene da Massa.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara a 6,5 Km a sinistra la strada si dirige a Forno, si continua invece per il ramo di destra, si superano le Guadine, si lascia a sinistra la deviazione per Casania e subito dopo si trova la deviazione (8,4 km) a destra per Renara, prima di arrivare all’abitato di Gronda. Si prosegue per circa 1 km e si parcheggia lungo il fiume (attenzione la strada è piuttosto dissestata con presenza di buche).
Note
Il percorso descritto percorre zone selvagge delle Apuane massesi in cui in passato è prosperata l'escavazione del marmo, o perlomeno la ricerca dello stesso, con risultati piuttosto deludenti.
Questa attività ha lasciato importanti testimonianze, tra cui la vasta rete di vie di lizza, oggi usabili dagli escursionisti.
La salita è sempre molto ripida, come pure la discesa, da farsi con grande attenzione.
L'itinerario è da evitare con neve e ghiaccio.
Notevole è la salita della via percorsa dalla monorotaia Denham, in cui il degrado è in aumento. Meno ripida è la salita al sentiero 160, mentre tratti dello stesso sentiero, in discesa, sono particolarmente ripidi e da farsi con grande cautela. Molto interessante è poi il Ponte del Pisciarotto.
L'escursione richiede l'uso di due auto, per evitare di tornare a Renara a piedi, il che richiede circa 1 ora e 30'.
La classificazione EE dipende dal grande sforzo fisico richiesto e dalla difficoltà delle discese.