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CIMA D'UOMO

10 Aprile 2010

(f.f.) la Cima d’Uomo è una vetta modestissima che domina il paese di Colonnata nel comune di Carrara. La salita è molto semplice e permette di vedere da vicino le cave meridionali del monte Maggiore oltre a tutte quelle che circondano Colonnata. La vetta è notevole punto panoramico sulla costa e sulle Apuane settentrionali.

CIMA D’UOMO

dalla lizza del Padre Nostro: il crinale della Cima d’Uomo. Sullo sfondo a dx le Cave di Gioia e dietro il Monte Brugiana.È una modesta montagna, completamente nel comune di Carrara, la cui vetta raggiunge quota 960 metri ed è situata su un crinale (detto di Cima d’Uomo) che da Colonnata porta in prossimità di Foce Luccica. Questo crinale rappresenta il contrafforte meridionale del Monte Spallone e si stacca proprio da Foce Luccica in direzione sud-ovest.

Il crinale è facile a percorrersi ed è molto panoramico in particolare sul monte Maggiore e le cave dei Canaloni ed è percorso dal sentiero 48 (rinominato 195) che parte da Colonnata. È possibile percorrere un facile anello innestandoci nel sentiero 38 per Vergheto e Colonnata.

I VERSANTI DEL MONTE

A sud il monte degrada fino a Colonnata, paese che inizia proprio dalla sue propaggini rocciose. Una rada pineta si trova nel versante sud-ovest conosciuto come la Bandita[1].

A nord invece degrada verso praterie erbose e i boschi del Vergheto per poi rialzarsi a Foce Luccica.

Ad est degrada verso i boschi del Vergheto e il Canale del Vento per poi alzarsi sul crinale tra Carrara e Massa dove si trovano le case del Vergheto.

A ovest degrada invece verso la Fossa del Canalone e i bacini marmiferi del Monte Maggiore e del monte Serrone e, in particolare, la zona dei Canaloni.

COME SI SALE

Si sale facilmente da Colonnata con il sentiero 48 per la Bandita e il crinale che porta alla lizza del Padre Nostro. Scendendo per un tratto scalinato, usato in passato dai cavatori, si arriva poi alle cosiddette Sorgenti del Carrione[2].

In alternativa sempre da Colonnata con il sentiero 38 si raggiunge Foce Luccica e da qua volendo, per tracciato libero, si recupera il sentiero precedente.

Combinando i due sentieri è possibile percorrere un facile anello con inizio Colonnata, sia iniziando con il 38 che con il 48 e, volendo, evitando Foce Luccica.

Il percorso che noi consigliamo è seguire il 48 fino alla vetta, continuare per la cresta e scendere alla base del monte per risalire poi liberamente alla vicina Foce Luccica. Qua è bene sostare ad ammirare il panorama mozzafiato e tornare indietro con il 38 passando per le case del Vergheto e poi per la Selva che porta nuovamente a Colonnata dove è possibile sostare per gustare il famoso lardo IGP.

LA VETTAin vetta: sullo sfondo da sx il Grondilice, il Contrario, il Cavallo, la Tambura.

La vetta non ha particolari segni di riferimento eccetto una scritta su una roccia. È sufficientemente ampia ed erbosa e consente una buona visuale sul mare e le montagne circostanti.

Non finiremo mai di stupirci come vette modestissime delle Alpi Apuane offrano panorami bellissimi e richiedano una limitata fatica per salire.

INTORNO AL MONTE

La Bandita

È una rada pineta che copre il versante sud-ovest della cresta d’Uomo presso Colonnata, da qua passa il sentiero 48 per la vetta del monte.

Sorgenti del Carrione

È considerata sorgente del Carrione una fonte da cui sgorga un rigagnolo che si immette nel Canale del Vento, essa si trova presso un castagno lungo il sentiero 48, poco dopo la scalinata della cresta d’Uomo in discesa. Naturalmente questa localizzazione è piuttosto arbitraria. Di certo è che questa fonte era usata dagli abitanti del Vergheto per approvvigionarsi d’acqua con un intelligente sistema di canalizzazione. Nelle cartine questo tratto del Carrione è chiamato Canale di Vendreta o di Venedreta[3].

Colonnata

È il borgo più alto del comune di Carrara, a quota 532 metri, ed è situato su uno sperone roccioso a cavallo tra la Fossa del Canalone ed il Canale del Vento. Il paese si biforca per seguire i due canali. Colonnata è di origine romana, probabilmente fu costruito da schiavi che estraevano il marmo, infatti furono ritrovati, nelle sue vicinanze, importanti reperti archeologici ed antiche “tagliate” romane come quella di Fossacava a 1 km dal paese. La “tagliata” testimonia l’antico modo di estrarre il marmo, lungo e faticoso. Il borgo sopravvisse nel medioevo con agricoltura di sussistenza, pastorizia, allevamento dei maiali per poi diventare paese di cavatori con la ripresa dell’attività estrattiva nel XVII secolo. Infatti il bacino marmifero di Colonnata, uno dei tre carraresi, conta più di una settantina di cave, tra cui la famosa cava di Gioia. Il carattere orgoglioso della popolazione la tenne, a lungo, piuttosto distaccata dal resto del comune. Oggi essa si presenta come borgo raccolto attorno alla chiesa del XII secolo (dedicata a S.Bartolomeo) e alla relativa piazzetta con monumento a Giuseppe Mazzini. Ormai il nome di Colonnata è celebre, e non solo in Italia, per il suo lardo IGP. Esso è stagionato in conche di marmo e trattato con ingredienti particolari la cui ricetta si tramanda da generazioni, per molto tempo si tenne, in agosto, una rinomata Sagra del Lardo, ma varie difficoltà hanno portato alla sua sospensione. Il paese è importante come punto di partenza per visite alle cave, da qua poi partono due sentieri: il 38 per Vergheto e Vinca che si raccorda, sotto Foce Luccica,con il 172 per la Foce di Pianza ed il 48 che passando per la Cima d’Uomo va poi a ricongiungersi col precedente.

Foce Luccicadalla Foce della Faggiola: la cresta della Cima d’Uomo, in basso le cave in secondo piano il verde della dorsale Vergeto-Tamburone-Rocchetta-Gioia (quest’ultima sull’estrema dx).

È situata a quota 1029 metri, è un intaglio sul crinale che separa la valle di Forno da quella di Colonnata, all’inizio della cresta Sud del Monte Spallone. È presente un’icona marmorea dedicata alla Madonna. Passa per questa foce il sentiero 38 diretto alla Foce di Vinca, e vi si arriva facilmente da Forno, dalle Casette, da Colonnata e dalla Foce della Faggiola. Poco sotto c’è proprio il bivio per quest’ultima località. Il luogo è ameno e molto panoramico sulle Apuane dal Sagro fino al monte Sella con in primo piano il monte Rasóri. In primavera è possibile ammirare una bellissima fioritura di crochi.

Lizza del Padre Nostro

Alla fine della cresta dell’Uomo, non lontano da Foce Luccica, si lascia il sentiero per prendere una via di lizza che ha questo nome. Essa porta alla cava omonima. Padre Nostro era il nome dato al proprietario della cava dai suoi lavoratori.

Vergheto

È posto a quota 850 metri. Il borgo si trova sul crinale che separa la valle di Colonnata da quella di Forno, interamente in territorio carrararese. È costituita da un gruppo di case alcune abbandonate altre invece restaurate e saltuariamente abitate dai proprietari.la cresta della Cima d’Uomo, sullo sfondo lo Spallone. Era sede di attività silvo-pastorali e da esso si gode di bel panorama sullo spigolo NE del Sagro. Non c’è acqua per l’escursionista, presente invece fino a qualche anno fa, la fonte è in basso lungo il sentiero 48, ma richiede una deviazione di almeno 40’. Fino a qualche anno fa era presente un Rifugio Monte Sagro privato, ma in qualche modo legato al Parco delle Alpi Apuane, esso ha avuto vita breve e sfortunata. Il piccolo borgo è in posizione molto panoramica circondato da montagne: monte Sagro, Grondilice, Contrario, Cavallo, Sella, Tambura e Altissimo. È presente una maestà, di recente sistemata, dedicata a Maria Santissima del Bon Consiglio del 1864. Qua arriva il sentiero 38 da Colonnata e il 169 da Forno e dalle Casette che dal Pianello che si immette nel primo. Questo continua per Foce Luccica e Foce di Vinca, con deviazione a Luccica per Foce della Faggiola e per il Sagro.

SENTIERI

Sentiero 38

Colonnata (532m) – innesto 169 - Case del Vergheto (850m) – innesto 48 (rinominato 195) - Foce Luccica (1029m) innesto 172 - Foce di Vinca (1333m) innesto 173 - La Prada innesto 173 A (con la nuova numerazione diventa solo 173) – Maestà di Doglio (ca 900) innesto 175 - Vinca (808m). Lungo sentiero che unisce i due paesi situati da parte opposta rispetto al gruppo del monte Sagro. Il percorso inizia prima della piazzetta principale di Colonnata, devia a destra per una strada asfaltata che porta ad un Oratorio, poi essa diventa sentiero che costeggia il Canale del Vento in cui scorre il relativo torrente. Supera su un ponticello metallico detto canale e inizia a salire nel castagneto fino ad arrivare ad una piana, che fa parte del Pianello, da cui raggiunge il Vergheto, invece curvando a destra si può andare a Forno o alle Casette. Attraversato il borgo e lasciata a destra il sentiero 48 (rinominato 195) per la Cima d’Uomo, il sentiero prosegue, costeggiando il bosco e, più in alto, una zona ricca di ginestroni, fino a Foce Luccica. Poi costeggia le cave dello Spallone, la Casa dei Pisani e quella dei Macchinari (o al Riccio), poi le Bore del Sagro. Passata la foce il percorso continua per il paese di Vinca. Dal raccordo con il 173A (con la nuova numerazione diventa solo 173) il sentiero è uno stradello piuttosto largo e ghiaioso che porta in pochi minuti ad una casa restaurata in posizione panoramica sul monte Sagro da cui, poco dopo, entra nel bosco. Poi costeggia le case dei Fiorentini (una struttura campeggio in abbandono) e dopo mezz’ora arriva alla Maestà di Doglio da cui il sentiero continua per il borgo di Vinca.

Sentiero 195 (ex 48)

Colonnata (532m) - Cima d'Uomo (968m) - Sorgente del Carrione - Case del Vergheto (850m). È questa la nuova numerazione, decisa nel 2008, del vecchio 48. Il sentiero permette insieme al 38 di fare un anello con partenza da Colonnata. Partiamo dalla piazzetta presso la chiesa e dopo aver lasciato le ultime case saliamo per gradoni rocciosi che portano alla pineta detta “la Bandita” dopo aver superato una via di lizza che porta ad una vicina cava di pietra. Saliamo poi per il crinale che divide la valle del Canale del Vento da quella della Fossa del Canalone e perveniamo alla Cima dell’Uomo, molto panoramica. Da qua scendiamo lievemente fino ad un tratto scalinato dopo il quale curviamo verso destra per entrare nel bosco. Qua troviamo, presso un castagno, una fonte da cui sgorga un rigagnolo: è la sorgente del Carrione, usata dagli abitanti del Vergheto come fonte di acqua. Il sentiero prosegue nel castagneto in leggera salita, costeggiando ruderi di abitazioni e si innesta con il 38 poco prima del Vergheto.

Conclusionidalla Cima d’Uomo: la cava dei Canaloni.

Poco prima di Colonnata c’è una deviazione verso destra che porta alle Cave dei Campanili. Esse prendevano il nome da due speroni di roccia residui di antiche lavorazioni sulla cresta spartiacque che sono poi stati abbattuti per motivi di sicurezza incombendo pericolosamente sui piazzali di cava. Continuando la strada si dirige alle Cave del Pizzogallo ed infine alle cave dei Canaloni. Su quest’ultime torreggia, almeno per il momento, un dente di marmo sfaccettato dai tagli del filo elicoidale.

Lasciamo alla sensibilità dell’escursionista scindere l’emozione che comunica l’opera umana in condizioni estreme dall’amarezza che viene dalla devastazione di un ambiente altrimenti selvaggio.

Il lavoro e la fatica dell’uomo in condizioni così difficili ed estreme non ci lascia indifferenti e lo rispettiamo profondamente: capiamo benissimo che molti traggono sostentamento dal lavoro delle cave e che il nostro territorio sarebbe ancora più povero se mancasse questa risorsa.

Sappiamo benissimo poi che le cave sono anche una grande attrattiva turistica, uno “spettacolo” unico, anche se, magari, per turisti distratti e frettolosi.

Nello stesso tempo siamo consapevoli che la bellezza antica di parte del nostro territorio è stata devastata per sempre e questo ci lascia inquieti, delusi e amareggiati.

Rimandiamo all’articolo sul Picco di Falcovaia e Cave Cervaiole per ulteriori considerazioni sul problema.

 

ITINERARI RELATIVI ALLA CIMA D'UOMO:

 

note

1 Ricordiamo che il termine in italiano significa territorio nel quale la caccia (o la pesca) è vietata a chiunque.

2 Qua partiva una canalizzazione che portava l’acqua al Vergheto usata sin da tempi antichi dagli abitanti di quel borgo. Poi sono intervenuti i soloni del Comune e il Vergheto è rimasto a secco. Questa è una dimostrazione dell’arroganza e della presunzione di coloro che dimenticano la saggezza dei nostri antenati.

3 Il toponimo, presso Colonnata, significa terra di fiume. Il luogo si trova nel versante nord-est della cima di Gioia. Qua si teneva la rievocazione della lizzatura.

 

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LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri