SASSIFRAGA A FOGLIE ROTONDE
(Saxifraga rotundifolia)
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri


08 gennaio 2011

(f.f.) questa modesta sassifraga deve essere fotografata quando è in fiorita: l’ingrandimento del fiore stesso mostra tutta la sua bellezza con la punteggiatura gialla e rosa-violacea. È pianta piuttosto diffusa e non è tra quelle protette, ma, naturalmente, deve essere rispettata.

IL GENERE SAXIFRAGA

Famiglia Saxifragaceae

Saxifraga L. fu classificato da Linneo nel 1753

Il nome del genere deriva dalla parola latina saxĭfrǎga che indicava piante di questo genere. L’aggettivo saxĭfrǎgus significa “che frange sassi o scogli” e, a sua volta, deriva da saxum (= sasso, pietra) e dal verbo frangĕre (= spezzare, infrangere, rompere). Alcuni sostengono che il nome derivi dalla proprietà attribuita alla pianta di frantumare i calcoli renali, mentre altri sostengono che sia legata al fatto che queste piante rompono le rocce su cui vegetano mediante bioerosione. In inglese sono chiamate anche stone-breakers.

Il genere comprende oltre 400 specie perenni, biennali o annuali originarie delle zone montane della fascia temperata boreale dove arrivano fino a 4000 metri di altitudine.

In genere le foglie crescono vicino al terreno, possono essere succulente e formare rosette. I fiori hanno cinque petali, sono bianchi, rosa, rossi e gialli e si alzano rispetto al corpo principale della pianta.

Amano terreno umido e fresco, in mezz’ombra o ombra e sono usate come piante ornamentali e per decorare giardini rocciosi.

Sulle Alpi Apuane sono presenti diverse specie di questo genere (cui dedicheremo articoli su questa rubrica), a proposito rimandiamo all’articolo relativo alla Saxifraga latina.

SAXIFRAGA ROTUNDIFOLIASaxifraga rotundifolia (Sassifraga a foglie rotonde)

Saxifraga rotundifolia L.

Classificata da Linneo nel 1753

Conosciuta volgarmente come: sassifraga a foglie rotonde, erba stella.

Il nome specifico rotundifolia deriva dai termini latini rŏtundus, a, um (= rotondo) e fǒlǐa (= foglie, plurale del sostantivo neutro fǒlǐum, ǐi (= foglia). Esso richiama la forma rotondeggiante delle foglie.

Le sono riconosciute proprietà diuretiche e attività contro i calcoli renali.

La Saxifraga rotundifolia è specie molto variabile secondo la distribuzione geografica per cui le dimensioni, la pelosità e la forma delle foglie possono essere molto diverse.

La pianta che vegeta sulle montagne apuane è Saxifraga rotundifolia L. subsp. rotundifolia.

Così riporta il botanico apuano Pietro Pellegrini[1]:

600. – Saxifraga rotundifolia – L. [Saxifraga rotundifolia L. subsp. rotundifolia]

(luoghi in cui è stata osservata:) Nella valle di Montignoso lungo la strada di Vietina, a Cerreto sotto il Carchio, nella valle del Frigido alle miniere di S. Lucia, nei boschi sopra canevara, tra Casette e Caglieglia sopra il Cartaro, tra Canevara e Antona, a Gronda, a Renara. Citata anche al M. Gotto e al M. Orsaio in Lunigiana, nelle Alpi di Mommio (Cal.), nelle Alpi Apuane al M. Cavallo e al Sagro (bert.), alle sorgenti del Frigido (Cel.) e nel M. Brugiana (Bert.).

Fiorisce da maggio a luglio. Pianta erbacea perenne.

LA PIANTA

Classificazione: Superdivisione: Spermatophyta; Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae); Classe: Magniliopsida; Sottoclasse: Rosidae; Ordine: Saxifragales; Famiglia: Saxifragaceae; Genere: Saxifraga; Specie: Saxifraga rotundifolia

Forma biologica: Emicriptofita scaposa (simbolo: H scap). Emicriptofita (simbolo H): pianta erbacea biennale o perenne con gemme svernanti a livello del suolo che sono protette dalla lettiera o dalla neve. Scaposa (simbolo Scap): pianta dotata di asse fiorale eretto e spesso senza foglie.

Descrizione: pianta erbacea perenne a base legnosa e con radici fascicolate alta da 20 a 60 cm. Le numerose foglie basali sono raggruppate in rosette, hanno un picciolo lungo fino a 10 cm, sono pelose, un po’ carnose, arrotondate e quasi cuoriformi con bordo irregolarmente dentellato. Il loro colore è verde scuro nella pagina superiore e verde chiaro in quella inferiore. I fusti fioriferi, eretti e pubescenti, hanno poche foglie e si ramificano all’estremità in un’infiorescenza a pannocchia. I fiori hanno forma di stella con sepali eretti e 5 petali bianchi lanceolati caratterizzati da numerose punteggiature gialle alla base e rosso-violacee all’estremità. Il frutto è una capsula allungata.

Antesi: giugno-agosto.

Tipo corologico: specie montana e alpina dell’Europa meridionale dalla penisola Iberica ai Balcani, all’Anatolia e al Caucaso. In Italia è presente su tutto il territorio nazionale.

Habitat: vegeta in boschi ombrosi e umidi, specialmente nelle faggete e su rupi e terreni sassosi dai 600 ai 2200 metri, ma può scendere anche a quote più basse.

Conservazione: la specie non è compresa nella LRT (Lista Rossa Toscana) delle specie vegetali protette dove si trovano, invece, Saxifraga etrusca, Saxifraga exarata subsp. exarata e Saxifraga granulata subsp. brevicaulis.

Altre foto relative a questa specie, presenti su questo sito possono essere consultate qui

 

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimentari eventualmente indicati sono a puro scopo informativo. Decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro uso a scopo alimentare, curativo e/o estetico.



note

1 Pietro Pellegrini “Flora della Provincia di Apuania ossia Rassegna delle piante fanerogame indigene, inselvatichite, avventizie esotiche e di quelle largamente coltivate nel territorio di Apuania e delle crittogame vascolari e cellulari, con la indicazione dei luoghi di raccolta”, Stab. Tip. Ditta E. Medici, Massa, 1942. Il testo è stato ristampato in copia anastatica nel maggio 2009 dalla Società Editrice Apuana di Carrara per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Pag. 127.


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