SASSIFRAGA VERDAZZURRA
(Saxifraga caesia)

LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri

23 ottobre 2010

(f.f.) questa piccola sassifraga, prima della fioritura, può essere confusa con un muschio. Fiorisce a fine estate allietando le rocce calcaree delle nostre montagne.

IL GENERE SAXIFRAGASassifraga verdazzurra (Saxifraga caesia)

Famiglia Saxifragaceae

Saxifraga L. fu classificato da Linneo nel 1753

Il nome del genere deriva dalla parola latina saxĭfrǎga che indicava piante di questo genere. L’aggettivo saxĭfrǎgus significa “che frange sassi o scogli” e, a sua volta, deriva da saxum (= sasso, pietra) e dal verbo frangĕre (= spezzare, infrangere, rompere). Alcuni sostengono che il nome derivi dalla proprietà attribuita alla pianta di frantumare i calcoli renali, mentre altri sostengono che sia legata al fatto che queste piante rompono le rocce su cui vegetano mediante bioerosione. In inglese sono chiamate anche stone-breakers.

Il genere comprende oltre 400 specie perenni, biennali o annuali originarie delle zone montane della fascia temperata boreale dove arrivano fino a 4000 metri di altitudine.

In genere le foglie crescono vicino al terreno, possono essere succulente e formare rosette. I fiori hanno cinque petali, sono bianchi, rosa, rossi e gialli e si alzano rispetto al corpo principale della pianta.

Amano terreno umido e fresco, in mezz’ombra o ombra e sono usate come piante ornamentali e per decorare giardini rocciosi.

Sulle Alpi Apuane sono presenti diverse specie di questo genere (cui dedicheremo articoli su questa rubrica), a proposito rimandiamo all’articolo relativo alla Saxifraga latina.

SAXIFRAGA CAESIA

Saxifraga caesia L.

Classificata da Linneo nel 1753

Conosciuta anche come: Saxifraga recurvifolia Lapeyr.

Conosciuta volgarmente come: sassifraga verdazzurra, sassifraga glauca

Il nome specifico caesia deriva dall’aggettivo latino caesĭus, a, um (= grigio-azzurro, glauco) in riferimento al colore dei pulvini.

Così riporta il botanico apuano Pietro Pellegrini[1]:

590. – Saxifraga caesia L.

= Saxigraga recurvifolia – Lap.

(luoghi in cui è stata osservata:) Alla Tambura (Somm.), nella vetta del M. Brugiana, al M. Carchio e nelle rupi dalla parte alta della valle di Antona, sopra le sorgenti del Frigico, a Resceto, al Sagro, al M Rasori e sopra Vinca.

Fiorisce in luglio e agosto. Pianta erbacea perenne.

La Saxifraga caesia forma pulvini aderenti alle rocce che potrebbero farla scambiare per un muschio. Le piccole foglie sono crostose per la presenza di minuscole secrezioni di carbonato di calcio, infatti la pianta restituisce al terreno l’eccesso di questo sale assorbito con le radici come fanno altre piante che vivono su substrati calcarei.

LA PIANTA

Classificazione: Superdivisione: Spermatophyta; Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae); Classe: Magniliopsida; Sottoclasse: Rosidae; Ordine: Saxifragales; Famiglia: Saxifragaceae; Genere: Saxifraga; Specie: Saxifraga caesia

Forma biologica: Camefita pulvinata (simbolo: Ch pulv). Camefita (simbolo: Ch): pianta perenne e legnosa alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm. Pulvinata (simbolo: pulv): poco sviluppata in altezza con forma rigonfia o tondeggiante (a formare caratteristici pulvini o cuscini).

Descrizione: pianta erbacea perenne alta 2-10 mm. Essa forma bassi e fitti pulvini aderenti alla roccia costituiti da minuscole foglie ricurve color verde-azzurro cosparse di incrostazioni calcaree. Dai pulvini spuntano scapi alti fino a 10 cm dotati di peli e di scarse foglie, essi portano all’apice le infiorescenze con 2-5 fiori con 5 petali bianchi spatolati da diametro di circa 1 cm. Il frutto è una capsula.

Antesi: giugno-agosto. Sulle Alpi Apuane la fioritura è più tardiva e arriva fino a settembre.

Tipo corologico: presente sulle montagne dell’Europa meridionale, dalla penisola iberica ai Balcani, e dall’Anatolia e al Caucaso. In Italia presente nel nord e nel centro della penisola.

Habitat: ghiaioni e rocce calcaree, fessure delle rupi calcaree dai 400 ai 2700 m.

Conservazione: la specie non è compresa nella LRT (Lista Rossa Toscana) delle specie vegetali protette dove si trovano, invece, Saxifraga etrusca, Saxifraga exarata subsp. exarata e Saxifraga granulata subsp. brevicaulis.

Altre foto relative a questa specie, presenti su questo sito possono essere consultate qui

 

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimentari eventualmente indicati sono a puro scopo informativo. Decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro uso a scopo alimentare, curativo e/o estetico.



note

1 Pietro Pellegrini “Flora della Provincia di Apuania ossia Rassegna delle piante fanerogame indigene, inselvatichite, avventizie esotiche e di quelle largamente coltivate nel territorio di Apuania e delle crittogame vascolari e cellulari, con la indicazione dei luoghi di raccolta”, Stab. Tip. Ditta E. Medici, Massa, 1942. Il testo è stato ristampato in copia anastatica nel maggio 2009 dalla Società Editrice Apuana di Carrara per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Pag. 126.

 

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