(LU-Stazzema) TRE FIUMI–PADULE DI FOCIOMBOLI (1125m)-FOCIOMBOLI (1285m)–CAMPANICE (1063m)–PONTE DEI MERLETTI (815m)–TRE FIUMI (ANELLO DEL FREDDONE)
Loc. di partenza: Tre Fiumi (745 mt)
Loc. di arrivo: Tre Fiumi (745 mt)
Dislivello mt.: 540
Tempo totale: 5h 15'
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Rifugi del Puntato
Rifornimento acqua: Fonte al Puntato
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: 128 – 11 – 129 – strada
Immagini del percorso
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DATA ESCURSIONE: 27/05/2012




Qui un approfondimento su Tre fiumi.

Qui un approfondimento sul Padule di Fociomboli.

Qui un approfondimento sul Monte Freddone.

Il sentiero 128 inizia a circa un paio di chilometri dall’uscita della Galleria del Cipollaio (partendo da Seravezza verso Arni o Castelnuovo).
Poco prima si trova l’inizio del 129, ben evidente e con uno spiazzo parcheggio abbastanza capiente.
Dopo qualche curva in discesa, presso una costruzione sulla sinistra, troviamo l’inizio del nostro sentiero.
Lo spazio per le auto è veramente limitato, nel qual caso è possibile lasciare l’auto presso l’inizio del 129 e arrivare al 128 a piedi.
Tutte le pubblicazioni chiamano il luogo di partenza Tre Fiumi anche se questo nome viene poi usato per il gruppo di costruzioni poste circa 500 metri più avanti.
Il primissimo tratto di sentiero è attrezzato con una catena metallica per favorire la progressione in salita in caso di fondo bagnato.
Entriamo subito nel bosco. Il sentiero, ben segnato e ben evidente, percorre il versante settentrionale del Monte Freddone che sovrasta la valle della Turrite Secca e, a tratti, intravediamo a sinistra il Monte Fiocca e il Sumbra.
La salita è abbastanza decisa con qualche tornantino iniziale.
A 10’ la visuale si apre sui monti citati e poco dopo superiamo alcuni ruderi.
Il sentiero è adesso molto ameno con tratti a falsopiano e poi sale nella faggeta.
A 40’ ci sono altri ruderi e un paio di minuti dopo c’è un riparo che somiglia a una vecchia maestà (circa 1010m), presso un bel punto panoramico.
Poi segue un tratto a saliscendi che porta, a 01h 23’, a circa 1070 metri di quota a scavalcare la cresta ENE del monte.
Il panorama adesso si apre sul Canale delle Fredde e, in particolare, sulla zona del Puntato, sullo sfondo campeggia la mole del Pizzo delle Saette.
Da qua è possibile, con percorso impegnativo e non segnato, salire alla vetta del Freddone.
Adesso scendiamo per un centinaio di metri e a 01h 48’ vediamo sulla sinistra il Rifugio Robbio.
Infatti nella zona del Puntato, antico alpeggio della comunità di Terrinca, alcuni casolari sono stati ristrutturati e sono adibiti all’accoglienza di escursionisti e scolaresche.
Continuiamo a scendere, trovando qualche altro casolare, e a 01h 48’ superiamo qualche roccia, da fare con attenzione in caso di fondo umido; subito dopo attraversiamo un ramo del canale con facile guado, cambiando così versante.
A 01h 55’ siamo presso un ramo dello stesso canale, con bella fonte di acqua freschissima e indicazioni per il Rifugio la Quiete, verso destra.
Costeggiamo in salita il corso d’acqua mantenendolo alla nostra sinistra e a 02h 09’ ci immettiamo nel sentiero 11 che seguiamo verso destra.
Il sentiero 128 prosegue verso sinistra per la Chiesetta del Puntato e per il Rifugio di Mosceta.
Adesso saliamo per una mulattiera e poi seguiamo un tratto alberato da faggi che ci porta, a 02h 16’, presso un’abitazione restaurata.
Sulla sinistra, c’è una maestà dedicata ai Caduti della Montagna.
Saliamo ancora la conca del Puntato, dominata dalla mole del Freddone e dopo pochi minuti siamo presso un’altra maestà dedicata a Santa Barbera Benedetta.
Costeggiamo altre costruzioni e poi seguiamo un altro tratto fiancheggiato da faggi, per poi salire ripidamente per una mulattiera a voltoline che ci porta, a 02h 34’, nei pressi di un ramo del canale delle Fredde che costeggiamo e guadiamo a 02h 39’, nei pressi di una costruzione per la captazione delle acque. Ancora un po’ di salita e a 02h 42’ arriviamo al Padule di Fociomboli che si trova sulla sinistra del sentiero.
Il Padule, o Torbiera, è una piccola zona umida circondata da boschi e percorsa da ruscelletti che scendono dal vicino Monte Corchia.
Essa riveste grande interesse botanico per le specie rare che ospita, tra cui ricordiamo l’Eriophorum latifolium, caratterizzato dalla sua tipica infiorescenza fioccosa e che sulle Apuane vegeta solo in questo padule.
Adesso non è il periodo della sua fioritura, comunque osserviamo numerosi esemplari di Pinguicola apuana presso una zona recintata del padule.
Dopo la veloce investigazione lasciamo il Padule: a 02h 58’ riprendiamo il sentiero e in pochi minuti siamo a un’altra maestà con simpatica e polemica dedica marmorea del restauratore, presso questa maestà c’è anche una piccola fonte.
Saliamo e a 03h 08’ entriamo nuovamente nel bosco fino a un’altra maestà, senza icona marmorea: qui il sentiero sale a destra diventando un ampio sterrato dove circolano anche i fuoristrada, da evitare il tratto in discesa verso sinistra.
Dopo pochi metri curviamo a sinistra lasciando lo stradello che recuperiamo pochi minuti dopo.
A 03h 26’ siamo presso la maestà Baldini, con immagine marmorea della Madonna, qua inizia il sentiero più semplice per salire alla vetta del Freddone.
Subito dopo, a 03h 29’, arriviamo al valico di Fociomboli, dominato dalla quota 1461 del monte Corchia, a sinistra con il sentiero 129 si va a Foce di Mosceta.
Noi scendiamo qualche centinaio di metri per lo sterrato, percorribile anche da automobili che costeggia il Corchia e a 03h 36’, presso una curva (wp 213, 1236m), c’è la ben evidente deviazione per il sentiero 129 in direzione Campanice.
Poco sotto c’è un traliccio dell’elettricità e una maestà restaurata di recente e senza icone marmoree.
Qua sostiamo a rifocillarci e a 03h 53’ iniziamo la discesa nel bosco di faggi, con tratti anche ripidi, seguendo una ben evidente mulattiera a tratti piuttosto degradata.
Poi il percorso si fa meno ripido e a 04h 12’ troviamo muri a secco di confine e di contenimento e cominciano a comparire alcuni abeti.
Poco più avanti il percorso si fa decisamente molto ameno.
Superiamo alcuni ruderi e poi una casa, in accettabile stato di conservazione, e subito dopo siamo ai ruderi delle case di Campanice (una sorta di villette a schiera dell’epoca).
Ora il sentiero è fiancheggiato da bosso e a 04h 26’ siamo alla chiesetta di Campanice.
Essa è posta in posizione molto panoramica sotto il monte Freddone in una zona incantevole e baciata dal sole.
Questa località era anticamente alpeggio della comunità di Terrinca.
Scendiamo per il sentiero lastricato, posto di fronte alla chiesa e fiancheggiato a sinistra dalla solita siepe di bosso, incontriamo un rudere che aggiriamo e poi il sentiero continua ripido in discesa nel bosco.
A 04h 37’ prendiamo decisamente a destra lasciando un gruppo di ruderi in alto a sinistra.
Il sentiero scende ripidamente, supera alcuni ruderi e poi arriva presso un rudere isolato a 04h 45’.
Sulla destra c’è un canale secco che costeggiamo che è tributario del vicino Canale delle Macchie che è, invece, ricco di acque. Scendiamo ancora qualche minuto e poi continuiamo sulla destra, paralleli al canale, fino ad arrivare a 04h 51’ alla deviazione del sentiero 10 per il Passo dei Fordazzani.
Rispetto a qualche mese fa questa deviazione è stata spostata di qualche centinaio di metri in basso, in modo da essere molto più visibile e trovarsi così presso un ponte di legno sul canale. Adesso il sentiero diventa un ampio stradello con di fronte il Monte dei Ronchi e sulla destra il canale della Macchia che progressivamente si abbassa.
A 04h 55’ siamo nei pressi di un ravaneto con sulla destra un bivio per probabili tentativi di cava.
A 05h 04’ siamo sulla strada del Cipollaio, in località Ponte dei Merletti, qui proseguiamo verso destra, in discesa, sulla strada asfaltata.
Troviamo alcuni tentativi di cava e a 05h 17’ siamo al punto di partenza dove chiudiamo l’anello.
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