(LU-Vagli Sotto) VAGLI SOPRA-CAVA FORMIGNACOLA (1180 m)-EREMO DI SAN VIANO (1090 m)-CAMPOCATINO (1010 m)-VAGLI SOPRA (ANELLO)      
Loc. di partenza: VAGLI SOPRA(760 mt)
Loc. di arrivo: VAGLI SOPRA (760 mt)
Dislivello mt.: 420
Tempo totale: 6h
Difficoltà: EE
Punti d'appoggio: Vagli, Campocatino
Rifornimento acqua: Vagli Sopra, Campocatino
Tratti di ferrata:
Sequenza sentieri: strada, sentieri 31/35, sentiero 35, sentiero 147, sentiero per Eremo, 147, sentiero GT terza tappa, strada
Immagini del percorso
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DATA ESCURSIONE: 09/09/2012



Qui un approfondimento su San Viviano.

Entriamo nel borgo di Vagli Sopra con stradine molto strette, deviamo a destra, evitando di salire alla Chiesa, ben evidente per il campanile, e parcheggiamo lungo la strada per le cave, presso le ultime case del paese.
La strada asfaltata che percorreremo segue l’itinerario dell’antica via Vandelli che univa Modena con Massa e che qua è ormai completamente scomparsa.
La prima parte del percorso segue la Valle di Arnetola, di origine glaciale, che in testata ha il monte Sella che vedremo a lungo.
Il raccordo per Campocatino, che faremo al ritorno per tornare a Vagli, inizia pochi metri dietro al luogo dove abbiamo parcheggiato.
Sull’ultima casa del paese troviamo le indicazioni dei sentiere 31 e 35, poi la strada prende a salire, ma, più avanti, scende e a sinistra. Possiamo scorgere il lago di Vagli con l’abitato di Vagli Sotto e dietro quello di Careggine.
Di fronte a noi scorgiamo le propaggini del monte Sella che andando avanti si mostrerà sempre più nella sua completezza.
A 10’ arriviamo a un bivio, presso alcuni ruderi posti poco sopra: a sinistra la strada marmifera si dirige a Vagli Sotto, noi continuiamo verso destra entrando nella valle di Arnetola.
Adesso la strada prende a salire e sulla nostra sinistra scorgiamo alcune cave abbandonate, alle pendici del monte Pallerina.
Poco dopo, a 17’, sulla destra, sotto un riparo di roccia, c’è un presepe permanente ricordo del Giubileo del 2000.
Subito dopo, ancora a destra, c’è il piazzale di una cava abbandonata con vecchi blocchi.
Continuando la salita scorgiamo sulle rupi in alto, a destra, l’edificio chiaro dell’Eremo di San Viano, abbarbicato alla montagna, che visiteremo più avanti.
Non è facile scorgerlo perchè un po’ si mimetizza con la montagna (speriamo che la foto allegata aiuti a identificarlo).
A 20’ la visuale si apre sul monte Fiocca otre che sul Sella e subito dopo (21’) abbiamo un bivio: a sinistra c’è l’ingresso della cava della cooperativa Apuana marmi (cava del monte Pallerina).
Qualche metro indietro c’è anche l’ingresso artificiale della Buca della Pompa, chiuso da un cancello metallico: infatti tutta la zona di Arnetola è ricca di fenomeni carsici e di grotte di interesse speleologico.
Noi continuiamo verso destra, per stradello sterrato e a 36’ ci troviamo presso una caratterstica casetta di pietra sotto roccia (capanna d’abrì) che è stata recuperata, ma è già stata sottoposta a atti di vandalismo.
Nei pressi poi c’è il monumento marmoreo che ricorda che questo percorso è una antica via del sale che univa la costa massese e versiliese con la Garfagnana e la pianura padana.
Ci fermiamo un momento e poi continuiamo e a 41’ troviamo, sulla destra, l’indicazione per i sentieri 31 e 35, invece sulla sinistra prosegue una marmifera che comunque porta anch’essa a recuperare il sentiero che ci accingiamo a iniziare.
Questo può essere considerato l’inizio ufficiale dei due sentieri (piana di Arnetola).
La zona è panoramica sull’intera cresta del monte Sella e il percorso sulla sinistra permette di apprezzare al massimo questi panorami.
I segni sono molto recenti e precisi, rispetto all’ultima volta che abbiamo percorso questo tratto, ci sono notevoli miglioramenti.
A destra delle indicazioni c’è uno spiazzo-posteggio, ma, in realtà, seguendo lo stradello di sinistra ,è possibile salire ancora di più con le auto, si tratta poi di vedere se ne vale la pena.
Dal piazzale, sulla sinistra, inizia il vero e proprio sentiero che sale abbastanza ripido per un bosco piuttosto giovane e a 47’ superiamo un ponte di via di lizza.
Continuiamo su tratti, anchei ben tenuti, della stessa via di lizza, con a fianco fori per i piri e a 55’ siamo presso una vecchia fonte-abbeveratoio, da cui il sentiero continua verso sinistra, evitando la vecchia traccia che invece saliva verso destra.
Siamo subito fuori dal bosco, presso alcuni ruderi e vecchie piante di ciliegio con vista sulla zona delle cave, continuiamo sul sentiero che ora costeggia la roccia e a 01h 02’ siamo presso un altro spiazzo parcheggio, dove è possibile arrivare con la marmifera di cui abbiamo già parlato sopra. Saliamo ancora un poco e a 01h 05’ siamo al bivio tra i sentieri 31 e 35, il sentiero 31 prosegue a sinistra verso il Passo di Sella, noi prendiamo invece il 35 a destra per il Passo della Tambura.
All’inizio c’è una catena metallica che impedisce il passaggio di auto, il sentiero è un ampio stradello in salita con tratti in ombra.
Continuiamo a salire avendo a destra la Cava Pallerina.
A 01h 26’ siamo presso un cartello che indica, verso sinistra, una deviazione per recuperare il sentiero 31 per il Passo di Sella.
A 01h 43’ siamo a un edificio da cui si stacca, in alto a sinistra, il sentiero 146 per la Focetta dell’Acqua Fredda che si dovrebbe immettere sulla ferrata Vecchiacchi, da molti anni inagibile.
A 01h 38’ siamo presso una cava abbandonata (sotto ci sono speleologi), a 01h 37’ c’è un edificio con a sinistra altra cava abbandonata.
A 01h 50’ siamo al bivio tra il 35 che sale a sinistra per il Passo della Tambura e il 147 che a destra porta a Campocatino.
Questa è la zona di cava Formignacola, ormai abbandonata, qui il sentiero entra nella cava, tra scaglie di marmo e mezzi meccanici ormai abbandonati.
Il sentiero ora scende un po’ e da qua in avanti saranno continui saliscendi, ma la quota massima non supererà di molto i 1180 metri della cava.
Il panorama si apre sulla valle di Arnetola e sulle sue cave.
A 02h 03’ inizia un tratto attrezzato con corda metallica che giustifica la classificazione dell’itinerario in EE.
Infatti il sentiero passa per una costa rocciosa e scende una decina di metri; tenendoci alla corda con le due mani e mettendo i piedi negli appositi appigli superiamo questo tratto.
La corda metallica prima scende obliqua per una ventina di metri poi cambia direzione e scende per altri 10 metri con percorso più semplice.
Meglio sarebbe avere una imbracatura per sicurezza, in ogni modo sconsigliamo, a chi non ha dimestichezza con luoghi esposti e con corde, di passare: è sempre meglio rinunciare quando non si è sicuri di quello che si percorre. La gita in montagna non deve tramutarsi in tragedia.
(In alternativa l’escursionista può salire al Passo della Tambura e tornare indietro, effettuando comunque una interessante escursione).
Passato il tratto attrezzato seguono circa 5’ molto ripidi nel bosco, con alcuni tornantini, poi il sentiero si fa più tranquillo, anche se piuttosto stretto e, in alcuni tratti, degradato e da fare con un minimo di attenzione, a destra incombe la vista della cava Pallerina.
A 02h 39’, sulla destra, c’è un tratto di rete metallica e dopo circa 5’ superiamo una scaletta di legno che impedisce al bestiame di passare.
Subito dopo il percorso diventa molto ameno nel bosco e prevale la discesa.
A 02h 52’ superiamo un’altra scaletta per il bestiame e continuiamo con saliscendi.
A 03h 04’ arriviamo presso alcune pozze d’acqua e poco dopo costeggiamo una zona di rocce carbonatiche degradate dalle acque.
A 03h 12’ siamo a un bivio ben segnato: il sentiero prosegue a destra in lieve discesa, dobbiamo trascurare invece il tracciato a sinistra in salita.
A 03h 16’ siamo al bivio per l’Eremo di San Viviano: il sentiero prosegue diritto, mentre per l’Eremo si scende a destra.
Noi decidiamo di visitare l’Eremo anche se non siamo certi che sia aperto, infatti la chiave dello stesso è disponibile al Ristorante “La buca dei Gracchi” a Campocatino, basta lasciare un documento di identità.
Il sentiero è ampio, con un primo tratto in leggera discesa e poi il resto a voltoline, anche piuttosto ripide, con staccionata di protezione.
A 03h 19’ abbiamo un primo punto panoramico su Sumbra, Fiocca, Sella e Valle di Arnetola e poco dopo a 03h 23’ c’è un altro punto panoramico posto una decina di metri sulla sinistra.
Il bosco è una bella faggeta con qualche esemplare di notevoli dimensioni.
A 03h 34’ il sentiero prende a salire, per arrivare all’eremo in 4’ con una ripida scalinata.
L’eremo è addossato alla parete del monte con mura perimetrali di pietra locale e tetto ricoperto di pietre scistose, il pavimento è inclinato per permettere lo scorrimento delle acque.
Dietro all’altare una porta permette di accedere a una terrazza panoramica.
Oggi l’eremo è chiuso e quindi decidiamo di percorrere un breve sentiero che inizia sulla destra, prima della scalinata per l’eremo, il quale porta a un notevole punto panoramico sul Lago di Vagli.
Questo sentiero è attrezzato con corda metallica, essendo esposto, è in lieve discesa e richiede meno di 5’ di cammino.
A 03h 59’ torniamo indietro dall’Eremo e a 04h 16’ siamo di nuovo sul sentiero principale che continua ameno in lieve discesa con una discreta presenza di betulle nel bosco.
A 04h 22’ sulla sinistra c’è un’antenna per i telefoni e 5’ dopo lasciamo il sentiero principale (che comunque porta anch’esso a Campocatino) per scendere a destra (sono presenti tutte le necessarie indicazioni) e subito dopo cominciamo a vedere la conca glaciale di Campocatino con le sue caratteristiche costruzioni (dette caselli) sovrastata dalla mole della Roccandagia.
Attraversiamo un tratto nel bosco e poi 04h 37’ godiamo di bella vista sul Lago di Vagli e paesi circostanti.
A 04h 43’ entriamo nell’abitato di Campocatino, presso una statua marmorea del Santo Viviano.
In pochi metri siamo a una fonte e a un ampio spiazzo attrezzato con tavoli e panche, di fronte alla nuova chiesa di Campocatino che attualmente alloggia la statua del Santo che altrimenti si trova nell’Eremo.
Il luogo è molto bello, dominato dalla Roccandagia e rimaniamo qua fino a 05h 13’ .
Subito dopo sulla sinistra ci sono le indicazioni del sentiero 177 per il Passo della Focolaccia.
Invece poco più avanti, a destra, ci sono le indicazioni del sentiero per Vagli Sopra e Sotto del GT (Garfagnana Trekking terza tappa).
Noi prendiamo quest’ultimo sentiero per tornare a Vagli.
Subito ci sono alcune case e poco più avanti alcuni ruderi, il primissimo tratto è aperto con molti arbusti di rosa canina, poi entra nel bosco dove predomina il castagno.
A 05h 28’ c’è una prima maestà con icona marmorea di un santo, poi il sentiero assume l’aspetto di mulattiera e poco dopo, a 05h 40' troviamo un’altra maestà con icona marmorea della Madonna, molto recente, a sostituirne una probabilmente trafugata.
A 05h 54’ siamo a Vagli Sopra, sulla strada e subito dopo a 05h 57’ siamo all’auto
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