DATA ESCURSIONE: 15/05/2016
Qui 
un approfondimento sul Solco di Equi.
Lasciamo l'auto nel primo parcheggio che troviamo dopo essere entrati in Equi (prima del ponte sul Lucido deviare a sinistra): qua si trova il monumento marmoreo ai Caduti in guerra.
Costeggiamo il torrente Lucido di Equi per poche decine di metri e ci troviamo sul ponte dove c'è una fontana e un'edicola della Madonna.
Superato il ponte, salendo si entra nella parte più vecchia del borgo. Sono presenti subito le indicazioni dei vari sentieri: 139⇧, 176 e 192. Il primo è diretto a Aiola, Vinca, Pianza e Torano (anche se la parte finale non è agibile e così pure un tratto da Aiola a Vinca causa la caduta di una frana), a pochi metri si trova la ex scuola elementare che è diventata Porta del Parco delle Alpi Apuane e ospita l'ApuanGeoLab, un museo didattico interattivo per divulgare le Scienze della Terra. Il 176 è diretto a Ugliancaldo, invece il 192 è diretto a Poggio Baldozzana.
Noi seguiamo quest'ultimo sentiero che nella parte iniziale coincide con il 176. Prendiamo quindi a sinistra, seguendo la ben evidente indicazione "Madonna del Bosco".
Il sentiero percorre la Strada Privata Walton a servizio delle cave che si trovano alla base del Pizzo d'Uccello, verso le quali siamo diretti.
A 6' un cartello indica che per la Madonna del Bosco bisogna salire sulla destra. Il santuario si trova a 466 metri e fu eretto nel luogo dove nel 1608 la Madonna comparve a due pastorelle.
Continuiamo e, sulla sinistra, vediamo le vasche e gli edifici degli stabilimenti termali cui Equi deve il nome. Invece sulla destra ci sono due marginette: la prima dedicata alla Vergine del Rosario, restaurata nel 2003 e la seconda del 1598 con icona marmorea della Madonna col Bambino e Santi.
Proseguiamo in salita costeggiando il Lucido e trascurando tracce che portano al torrente, dove molte persone si rinfrescano in estate.
A 17' siamo a un bivio: il sentiero 176 si dirige a Ugliancaldo, scendendo verso sinistra, mentre il 192, che seguiamo, continua per la strada asfaltata.
Subito dopo superiamo alcune costruzioni in muratura e a 23' siamo all'inizio della parte più stretta e panoramica del Solco di Equi.
Si tratta di una gola molto stretta, tra pareti verticali scavate dal torrente omonimo, tributario del Lucido.
Nel primo tratto il torrente è secco, ma più avanti troveremo molte acque poiché le stesse si inabissano causa il carsismo della zona.
Più avanti, comunque, la gola si apre in un ambiente molto selvaggio e ricco di depositi morenici, testimonianza di antichi ghiacciai del tardo quaternario.
In un paio di minuti iniziamo a vedere il versante nord del Pizzo d'Uccello e della Cresta Nattapiana e la visuale si allargherà salendo.
La strada si fa sterrata e ai bordi ci sono molte fioriture, tra cui dominano le campanule. A 35', su un lungo tratto di roccia umida sulla destra, stanno iniziando a fiorire le pinguicole, prezioso endemismo apuano.
A 38' entriamo nella prima galleria, scavata nella roccia, lunga circa 200 metri. Sbuchiamo su un altissimo ponte presso il quale sulla destra si trova la Cappella della Madonna del Cavatore. Il torrente passa sotto il ponte a destra per poi tornare nuovamente a sinistra, dopo la seconda breve galleria che inizia a 42', dopo la Cappella. In questo tratto ci sono belle marmitte di erosione e pozze d'acqua. Intanto si inizia a vedere la cava Cattani, alla base del Pizzo e a 51' siamo nei pressi della ex sbarra, con un edificio addossato alla roccia, sulla destra. A 55' il sentiero va a sinistra, mentre la marmifera prosegue ed è sbarrata da un nuovo cancello metallico che ha reso inutile la sbarra precedente.
Dobbiamo scendere con una scaletta metallica che porta a un ponte di legno che continua con un ponte di putrelle metalliche.
In zona prosperano le fioriture di gerani. Ora saliamo per un breve tratto aperto che ci permette di vedere la vicina cava.
Comunque entriamo subito nel bosco piuttosto umido e scivoloso, specialmente in discesa. Nel primo tratto saliamo per piccoli tornantini, poi seguono tratti più lunghi e a 01h 13' siamo in un breve tratto aperto ai piedi di rocce.
Più avanti un vecchio cartello avverte del pericolo di caduta rocce, saliamo per una scarica di roccette e poi il sentiero si fa più ampio e inciso dall'acqua, nella parte centrale, per cui cerchiamo di mantenerci sui bordi.
A 01h 36' il sentiero è più semplice e non più scavato dalle rocce. Superiamo un'inutile indicazione Ferrata e iniziamo la ripida salita finale che ci porta a 01h 48' fuori dal bosco.
A destra una traccia della marmifera porta in basso e, percorsi pochi metri, si gode di splendida visuale su Pizzo e Cresta Nattapiana. Attenzione perché la cartina IGM è sbagliata per questo percorso e indurrebbe a scendere per questa marmifera, in realtà i segni sono molto chiari: dobbiamo andare verso sinistra e pochi metri dopo (01h 51') salire verso destra. Le indicazioni sono: sentiero 192 a sinistra, sentiero 190 e Ferrata Siggioli verso destra. È inoltre indicato che il sentiero 190, o sentiero Zaccagna, è chiuso a causa della disconnessione della corda metallica dai supporti, infatti è questo un sentiero in parte attrezzato.
Saliamo adesso per marmifera e lo faremo fino alla Casa dei Vecchi Macchinari. Subito abbiamo sulla sinistra una cava abbandonata (Cava di Poggio di Sante), poi saliamo, scendiamo un poco e prendiamo a salire in maniera ripida. Di fronte la splendida parte Nord del Pizzo e tutta la Cresta Nattapiana che ci accompagnerà fino in fondo.
A 02h 12', sulla sinistra, si stacca un breve ramo che porta a una cava attiva, noi continuiamo sulla marmifera principale, molto ripida.
Dopo 5' troviamo un'altra deviazione verso sinistra che trascuriamo, destinata alla Cava Col Pelato. Continuiamo a salire trovando altre indicazioni e a 02h 31' arriviamo alla Casa dei Vecchi Macchinari, dove la marmifera finisce.
La zona alla base del Pizzo si chiama Cantonaccio o Cantoni di Neve Vecchia a indicare l'accumulo di neve che persiste anche in estate e che è ben visibile anche oggi.
Le cave in zona, ormai abbandonate, sono le Cave del Cantonaccio. Ci sono molte indicazioni dei due sentieri: bisogna salire per sfasciumi di marmo di fronte alla costruzione e portarsi nel bosco.
A 02h 35' siamo al bivio: il sentiero 190 si dirige verso destra, mentre il sentiero per la Ferrata Tordini-Galligani (192A) verso sinistra. [Ricordiamo che l'attacco della via Ferrata Tordini-Gallicani dista circa 500 metri dal bivio e che la stessa arriva alla Foce Siggioli con 400 metri di dislivello e 550 metri sviluppo lineare. È stata riaperta nel novembre 2014. Invece il sentiero attrezzato Zaccagna (190) passa nel bosco e su terreno roccioso accidentato e porta alla Foce dei Lizzari (1265 m), in parte è attrezzato con cavi metallici. Dal 2012 è inagibile, come già detto.]
A questo punto torniamo sui nostri passi e a 02h 45' iniziamo a scendere dalla Casa dei Vecchi Macchinari, seguendo il percorso fatto in salita.
A 03h 16' siamo all'imbocco nel bosco del sentiero 192 e a 04h 02' siamo sulla marmifera Walton. A 04h 28' siamo al bivio tra i sentieri 176 e 192 e dopo 1' troviamo uno stradello, a destra in discesa, che porta al Lucido che è possibile guadare facilmente.
A 04h 32' siamo sulla strada che costeggia il Lucido, da parte opposta al sentiero 192 e a 04h 38' siamo all'auto. Ricordiamo che il borgo di Equi merita una visita non frettolosa, esso è ricco di importanti emergenze naturalistiche. Ricordiamo la Buca di Equi cioè le grotte oggi attrezzate, la Tecchia che è un riparo sotto roccia abitato dall’uomo preistorico in cui sono stati ritrovati importanti resti di animali tra cui l'orso speleo. Inoltre nel paese esiste il Museo delle Grotte e l’Archeo-parco che sono strutture didattico-naturalistiche che ricostruiscono l’ambiente preistorico e sono particolarmente importanti per le scuole.