(MS-Carrara) ACQUASPARTA-CASA CARDETO BIVIO 184 (1120 m)-FOCE DI PORCIGLIOLA (1148 m)-TORRE DI MONZONE (1246 m)-FOCE DEI POZZI (1202 m)-CAMPOCECINA (1330 m)-ACQUASPARTA (ANELLO) 
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Acquasparta (1268 m)

Località di arrivo:

Acquasparta (1268 m)

Dislivello mt.:

375

Tempo totale:

4h 20'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Rifugio Carrara, Ristorante Belvedere

Rifornimento acqua:

Acquasparta

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

171_185◆171◆140⇧(ex 40)_171◆140⇧(ex 40)_171_174◆184◆183◆anello Ballerino◆sterrato◆171_185

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (26)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 04/09/2016



Qui un approfondimento sulla Torre di Monzone.
Qui un approfondimento su Campocecina.


L'escursione inizia dal Piazzale di Acquasparta, dove termina la strada asfaltata proveniente da Carrara, subito dopo il panoramico Ristorante Belvedere. Il piazzale merita una visita non frettolosa poiché esso costituisce il Parco della Memoria dedicato alla Shoah. Infatti qua sono state poste le statue del XIV Simposio internazionale di Scultura, tenutosi a Carrara nel 2001, con tema proprio la Shoah. Il parco è sempre suggestivo ed emozionante, ma, in particolare, quando la copertura nevosa si confonde con le statue. C'è da dire che in questo periodo le erbacce tolgono un po' della bellezza del sito: non sarebbe male tagliarle ogni tanto.
Il sentiero (parte comune ai sentieri 171 e 185) scende ampio verso sinistra con visuale sulla costa, in particolare sul Golfo della Spezia, costeggiando alcune roulotte stanziali (altre circondano il piazzale precedente). Arriviamo in pochi minuti a un ponticello di legno, fuori dal bosco, dove i due sentieri si separano: il 185 scende verso sinistra per la Gabellaccia e Castelpoggio invece il 171, che seguiamo, sale a destra ed è diretto alla Casa Cardeto, alla Foce Sant'Antonio e a Maestà della Villa (Tenerano) dove termina. Al bivio sono presenti alcune costruzioni ristrutturate e tutta questa zona è conosciuta come Acquasparta.
Saliamo costeggiandone alcune e in breve siamo in una piana con una piccola edicola con statuetta della Madonna di Fatima, in alto, a destra, ci sono alcuni ripetitori posti sui pendii del Monte Ballerino. Proseguiamo e a 8' il sentiero passa tra due case ristrutturate e, subito dopo, entra nel bosco di faggi. Il primo tratto è ameno con modesti saliscendi, poi segue la discesa. A 27' abbiamo, a destra, delle suggestive grotte scavate nella tipica roccia calcarea apuana. Subito dopo incrociamo un tubo dell'acqua e a 5' inizia un tratto di ripida discesa con brevi tornantini.
A 40' siamo a un altro bivio: a sinistra scende il sentiero 140⇧, proveniente da Monzone, diretto a Torano, noi proseguiamo verso destra in lieve discesa. Subito dopo siamo a un altro bivio: a destra sale il sentiero 174 diretto alla Foce dei Pozzi e poi a quella di Pianza, noi proseguiamo verso sinistra e in breve, a 46' siamo al bivio con il sentiero 184 che si dirige verso destra. Davanti a noi si trova la Casa Cardeto, una costruzione risistemata che ha a fianco un bel faggio centenario, e i sentieri 171 e 184 continuano oltre la Casa.
Adesso seguiamo il sentiero 184, esso inizia alla Gabellaccia e termina a Case Respettolo: noi seguiremo l'ultima parte fino all'inserimento nel sentiero 183.
Il sentiero scende lievemente e, oltre ai segni bianco-rossi, sono presenti anche segni gialli. Ben presto saliamo in un boschetto giovane e molto fitto dove prosperano i noccioli. Poi deviamo verso sinistra, costeggiando il crinale, e a 01h 03' siamo alla Foce di Porcigliola, dove il sentiero scende. Noi seguiamo una traccia verso sinistra che porta alla vetta della Torre di Monzone a cui siamo diretti.
Inizialmente la traccia è ben evidente e si apre con panorama sulla vicina Rocca di Tenerano. Sono presenti alcuni segni rossi e qualche segno giallo che risultano utili, ma la posizione della vetta principale della Torre è ben evidente.
Saliamo per un rado boschetto e poi, presso una radura, a 01h 16' prendiamo verso destra in salita (presente segno rosso) evitando una traccia che prosegue nel bosco.
Costeggiamo gli alberi per paleo e entriamo in un altro boschetto dove troviamo un ometto e segni gialli. Li seguiamo leggermente verso sinistra e ci portiamo a un tratto aperto, panoramico sul Sagro e la sua cresta nord-ovest con ben visibili i Tre Uomini, sul Borla e sulle relative cave. Salendo poi vedremo bene il Pizzo, Giovo, Cresta Garnerone e Grondilice e dietro il Pisanino e all'estremità destra anche il Sella.
A 01h 25' siamo in vetta, dove sono presenti i tipici massi di calcare cavernoso, ma non esiste nessuna indicazione a parte dei segni rossi. La visuale dalla vetta è ostacolata dall'abbondante vegetazione. Dopo una sosta a 01h 40' torniamo indietro per il percorso fatto in salita e a 02h siamo nuovamente alla Foce di Porcigliola. Qua scendiamo verso sinistra per recuperare il sentiero 183.
Il primo tratto di sentiero è in lieve discesa in un altro giovane e fitto bosco con pochi segni, ma tragitto piuttosto chiaro. Poi il bosco diventa meno fitto e la discesa più decisa su una mulattiera piuttosto degradata e qualche inghiottitoio sulla destra.
A 02h 16' troviamo dei ruderi sulla destra (Case Respettolo) e in un paio di minuti siamo sul sentiero 183. Questo a sinistra va a innestarsi nel sentiero 140⇧ all'Alpe di Monzone, mentre, a destra, va alla Foce dei Pozzi e termina al Rifugio Carrara. Ricordiamo che tratti del sentiero 183 erano usati dagli abitanti di Monzone per andare a lavorare alle cave del Sagro (Mulattiera di Respettolo).
Adesso quindi prendiamo a destra diretti alla Foce dei Pozzi e dopo 1' (02h 19') troviamo sulla sinistra l'indicazione del sentiero 196. Esso proviene dalla strada Monzone-Vinca e nella prima parte segue la via di lizza del Balzone e termina in questo punto. Scendendo per questo sentiero ci si inserisce sulla marmifera del Balzone ed è possibile di visitare, con deviazione, la zona del Balzone e poi innestarsi nel sentiero 139⇧ da cui si può risalire alla Foce di Pianza.
Noi continuiamo sul 183, in lieve salita, nella faggeta avendo a fianco qualche muro di contenimento e dei ruderi. A 03h 30' siamo in un tratto aperto e panoramico su Pizzo e Sagro.
Seguono saliscendi e poco dopo il sentiero prende decisamente a salire verso destra e si apre con scorci panoramici. A 02h 45' siamo alla Foce dei Pozzi situata, come suggerisce il nome, in zona carsica. Qua si intersecano i sentieri 183 che stiamo percorrendo e il 174 che dalla Foce di Pianza va alle Case Cardeto.
Proseguiamo in direzione del Rifugio Carrara e in pochi minuti troviamo sulla sinistra un pozzo di una decina di metri di diametro che è l’imbocco dell’Antro degli Orridi (quota 1204 m) che scende per 210 metri e ha uno sviluppo verticale di 610.
Saliamo nel bosco abbastanza ripidamente fino ad arrivare a 03h a una radura panoramica (Alpe di Burla) dove il panorama si apre alla Torre di Monzone, all'Appennino, al Pizzo, al Pisanino e al Sagro.
Continuiamo la salita seguendo i segni sempre molto evidenti, seguono saliscendi e ancora una radura panoramica a 03h 09'.
Rientriamo nel bosco e saliamo ancora e a 03h 34' ci innestiamo nell'Anello Didattico del Monte Ballerino. Esso circonda il monte omonimo e, in parte, coincide con il sentiero 183.
Lo seguiamo verso sinistra (mancano segni) per tratto ampio e ameno che ci porta in 5' fuori del bosco. Siamo adesso a Campocecina, una vastissima prateria posta a oltre 1300 metri tra il modesto Zucco del Latte e il Monte Borla. Campocecina è luogo ameno per pic-nic in estate, per portare i bambini a giocare con la neve in inverno ed è luogo di partenza per diverse escursioni. Alcuni ritrovamenti fanno pensare che la zona fosse frequentata in epoca romana. In loco sono presenti rimboschimenti a conifere, ma in alto predominano i faggi.
Noi ci spostiamo alle falde dello Zucco (incrociando il sentiero 173) in posizione panoramica sul Sagro e sui bacini marmiferi di Carrara e sulla costa. Di fronte è presente una traccia che porta in vetta al panoramico Monte Borla.
Ci fermiamo una ventina di minuti fino a 04h 06'. Torniamo sui nostri passi fino al sentiero 173 che lasciamo a destra, esso si dirige al vicino Rifugio Carrara passando dalla Chiesa di S. Bernardo. Questo lungo sentiero continua in direzione opposta per la Foce di Pianza, quella del Faneletto, quella di Vinca e termina alla Capanna Garnerone nella Valle di Vinca.
Noi seguiamo lo sterrato che corre parallelo al sentiero, un po' più in basso, e in pochi minuti siamo a una deviazione a destra per il rifugio: è il sentiero 182 che proviene da Torano e termina appunto al rifugio. Ancora più in basso c'è un'altra deviazione per il rifugio (sentiero 171/185).
Adesso siamo quindi sul sentiero 171/185, nella faggeta, che segue lo sterrato, supera sulla sinistra la Casa della Bella Pisana, con lapide ricordo della Guerra Partigiana, e a 04h 20' ci porta sulla strada asfaltata.
Sulla sinistra c'è una bella fonte di acqua freschissima sormontata da una statua della madonna: è la Fontana di Acquasparta. Seguiamo la strada verso destra avendo di fianco l'ampio parcheggio del Ristorante Belvedere. Superiamo il ristorante e, a 04h 23', chiudiamo l'anello al Piazzale di Acquasparta.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio (6,5 km). Superato quest’ultimo paese si prende la deviazione a destra (9,5 km) per Campocecina che si segue per altri 10 km fino al punto di soccorso delle Cave e al Piazzale dell’Uccelliera, pochi metri avanti. Poi si curva a sinistra (19 km) e in pochi minuti si arriva al Ristorante Belvedere con il suo ampio parcheggio e al Piazzale di Acquasparta (20 km).
Note
Questa escursione non è difficile e si svolge per lo più nei boschi. Interessanti sono i panorami che si aprono sul Pizzo d'Uccello, sulla Cresta Garnerone e Grondilice, sul Pisanino e sul Sagro.
La vetta della Torre è piuttosto boscosa e poco panoramica, ma poco sotto il panorama è buono.
È consigliabile percorrere in primavera o in autunno quando la vegetazione è meno abbondante.