DATA ESCURSIONE: 18/06/2017
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un approfondimento sul Monte Piglione.
Lasciamo l'auto nei pressi della discesa asfaltata per il cimitero di Casoli, dopo una serie di box di lamiera per custodire le auto. Volendo basta salire pochi metri, oltre la curva della strada, e si trova un ampio spiazzo-parcheggio.
Prendiamo i tempi dall'inizio dei sentieri 105/112, con le relative indicazioni su un palo della luce, proprio dove inizia la discesa per il cimitero.
Scendiamo ripidamente e, dopo circa 1', alla prima curva della strada per il cimitero prendiamo verso sinistra, seguendo il ben evidente sentiero. Sulla destra, in basso, scorre il torrente Lombricese e si vedono le propaggini del modesto monte Ciurlaglia con le pareti calcaree scavate dalle acque, tipiche di tutta questa zona.
Poco dopo siamo presso un'edicola con icona marmorea del 1885 dedicata a S. Domenico del Rosario, qua si accede a una serie di costruzioni poste più in alto e, più avanti presso un altro accesso della stessa casa, c'è un’icona marmorea di S. Giovanni del 1934.
Dopo un tratto iniziale di falsopiano, iniziamo a salire un po' per arrivare, a 9', a una marginetta (430 m) restaurata nel 2004 e dedicata a San Rocco. Qua i due sentieri si separano: il 105 sale a sinistra diretto alla Foce del Crocione (o del Termine) e poi a Pascoso, mentre il 112 prosegue in falsopiano a destra. Questo sentiero è diretto alla Focetta di S. Vincenzo e lo percorreremo per intero.
Tralasciamo subito la traccia a destra poco dopo la marginetta, essa è diretta al torrente dove è possibile bagnarsi. Il sentiero non è ben segnato nella parte iniziale, ma la traccia è comunque ben evidente, trattandosi di una vecchia mulattiera e si sviluppa nel bosco. Stiamo costeggiando il Rio Lombricese e tutta la zona è ricca di acque che scendono in ruscelli e rivoli secondari.
A 11' superiamo un primo ponte sul Fosso della Grotta all'Onda, che scende da sinistra per immettersi nel Rio Lombricese.
Adesso prendiamo a salire per la mulattiera che presenta tratti in buon stato di conservazione, scorgiamo tra le fronde il borgo di Casoli e dietro le propaggini del monte Gevoli.
A 23' superiamo un altro ponte sul Fosso del Boschetto, tributario di quello dell'Acqua Bianca, che andremo a costeggiare per un tratto.
La salita continua anche a tornantini, con qualche tratto ripido; a 31', verso sinistra, su una roccia troviamo le indicazioni gialle per un itinerario di arrampicata (penna Bula).
La salita si fa poi meno ripida e passiamo presso terrazzamenti ormai coperti da vegetazione. A 55' siamo nei pressi di un lungo riparo sotto roccia che in queste zone è facile a trovarsi e poteva essere rifugio per gli uomini preistorici. Lo costeggiamo e subito dopo andiamo verso destra, superiamo facilmente un guado (qua è presente un cartello della Baita Paoli-Barsi).
Saliamo ancora a tornantini, mentre la sede del sentiero si allarga, continuando troviamo un altro ruscello che costeggiamo mantenendolo sulla nostra sinistra e che poi supereremo senza problemi. Più avanti scorgiamo tra le fronde, verso sinistra, i ruderi della Chiesa di Campo all'Orzo, dove arriveremo tra circa un'ora.
Seguono saliscendi e più avanti è possibile scorgere, abbastanza distanti, un gruppo di abitazioni (case Borelle) se la vegetazione non è abbondante come adesso.
A 01h 24' siamo a un modesto guado (sempre del Canale dell'Acqua Chiara) e riprendiamo a salire. Dopo 10' lasciamo a destra un canalino roccioso e continuiamo a salire mentre il bosco si dirada e il panorama si apre sulla costa, su Gabberi, Lieto, Matanna e, lontano, sulla cresta Carchio - Focoraccia.
A 01h 38' giungiamo alla Focetta San Vincenzo, con indicazioni di vari sentieri. Infatti qua arriva, oltre al sentiero 112, il 104 da Metato e il 101 dal Passo del Lucese, percorrendo il quale (in discesa) in pochi minuti si arriva alla baita Paoli-Barsi degli Amici della Montagna di Camaiore. Inoltre qua inizia anche la via più semplice per salire al monte Prana. Da parte opposta il sentiero 101 prosegue per la Foce del Termine e poi per quella del Pallone, inoltre una ampia traccia verso destra porta alla vicina Baita Verde degli Amici di Campallorzo e si innesta nel sentiero 102.
La zona è panoramica, in particolare sul vicino monte Prana, sul Piglione e sul Matanna. Dopo 5' di sosta andiamo a percorrere il sentiero 101 in direzione della Foce del Termine, alla quale comunque non arriveremo.
Nel primo tratto la visuale è aperta, sulla sinistra, sulla costa e su Gabberi, Lieto e, di fronte, sul Matanna. A 01h 51' sulla destra c'è una bella fonte di acqua freschissima, molto utile in una giornata calda come quella odierna anche considerando che non ce ne sono altre.
Dopo un paio di minuti siamo ai ruderi della Chiesa di San Rocco a Campallorzo che da tempo si vorrebbe restaurare e trasformare in una struttura ricettiva per escursionisti e scolaresche. I ruderi si trovano in bella posizione panoramica e qua si ammira nuovamente anche il Piglione.
Qua arriva il sentiero 102 da Piè Lucese e, in basso, verso destra si nota una costruzione rurale con davanti i tipici covoni versiliesi. Stiamo percorrendo la parte alta di Campo all'Orzo che scende verso destra, nei suoi terrazzamenti era coltivato l'orzo da cui il nome.
Dopo una brevissima sosta lasciamo la zona della chiesa percorrendo un tratto ameno di crinale per poi spostarci sul versante di destra che guarda sul Piglione.
Saliamo un poco e cominciamo a trovare qualche albero, a 02h 03' troviamo i ruderi di una marginetta dedicata a Sant'Antonio. Continuiamo in falsopiano tra vegetazione più abbondante e subito dopo siamo presso un'abitazione (Azienda agricola Campo all'Orzo) sulla sinistra, con indicazione via Lencia (nome della zona) e un'altra costruzione è più in basso, verso destra.
Lungo questo tratto prosperano le piante di agrifoglio con le loro bacche rosse in inverno. Le piante diminuiscono fino a scomparire e a 02h 14' siamo all'inizio della discesa per la Foce del Termine (presenti cartelli), a circa 1010 m, dove il panorama si riapre anche sulla costa mentre davanti abbiamo il gruppo delle Panie. Qua lasciamo il sentiero e ci dirigiamo verso destra per salire alla modesta quota 1077. Il percorso è semplice tra rocce e terreno erboso, seguendo una traccia di cacciatori o salendo al meglio.
A 02h 26' siamo sul panoramico pianoro sommitale dove prospera la bella Rosa pulverulenta. Ci spostiamo verso destra, seguendo una evidente traccia che poi scende tra alte felci, avendo di fronte il Piglione. Scendiamo facilmente e a 02h 40' siamo in località la Parte, ci innestiamo, a sinistra, nel sentiero 103, proprio dove inizia la traccia segnata in blu per salire al Piglione, verso destra (al ritorno la faremo in discesa).
Questo sentiero unisce la Foce del Termine con la Groppa e noi lo percorreremo quasi fino alla Groppa (gruppo di case). Il primo tratto è nel bosco in falsopiano e poi lieve salita.
A 02h 49' il sentiero si apre e scorgiamo bene la vetta nord del Piglione (la più alta) che stiamo aggirando. Il sentiero si sviluppa a mezzacosta, è ameno e panoramico, in particolare sulle Panie.
A 02h 57' siamo presso i ruderi di una vecchia marginetta e proseguiamo a saliscendi. Poco più avanti c'è uno stradello che scende a sinistra e che trascuriamo. Entriamo nuovamente nel bosco in salita.
A 03h 11' costeggiamo alcuni esemplari di faggio, tra cui uno molto maestoso. Subito dopo scorgiamo alcuni esemplari di giglio martagone, pianta non facile a vedersi e che deve essere rispettata.
5' dopo scorgiamo in basso, verso sinistra, il borgo di Pascoso. Adesso scendiamo lievemente, poi il sentiero si allarga a stradello, a 03h 22' trascuriamo una traccia che sale verso destra.
A 03h 31' c'è un cartello del sentiero e la discesa aumenta. Verso destra tracce portano alla modesta vetta del Monte Tondo (1042m) che costituisce la cosiddetta Groppa. Noi scendiamo per 5' e poi a 03h 37' troviamo una traccia verso destra, in salita, con un ometto. La dobbiamo seguire, lasciando il sentiero 103. La traccia è ampia ed evidente e si sviluppa in salita, ai margini del bosco.
Saliamo e a 03h 45' troviamo un ampio stradello, a destra, che trascuriamo spostandoci verso sinistra, seguendo la traccia che qua, per qualche metro, è infrascata.
Le pendici erbose del Piglione e delle sue propaggini sono evidenti e chiara è pure la traccia che va seguita verso sinistra, evitando di spostarsi verso destra. Dobbiamo arrivare a una sella che si trova di fronte a noi.
A 03h 58' siamo a questa sella (1069 m) dove si trova un ometto e dove si arriva anche con altri percorsi. A sinistra ci sono due modesti rilievi gemelli che sono propaggini del Piglione. Noi seguiamo la traccia verso sinistra per la vetta meridionale del monte, che si sviluppa per balze erbose piene di fioriture.
La traccia aggira facilmente la zona sommitale e arriva in vetta. Noi saliamo comunque al meglio il pendio finale senza seguirla completamente e a 04h 31' siamo alla vetta.
Qua c’è una croce bianca innalzata il 13 agosto 1990 da tre amici (Giuseppe, Silvio e Valerio) con indicato “M. Piglione qui antecima sud-est m. 1188 Cima m 1233”. Essa si affaccia sulle piane di Lucca e di Pisa, il panorama si apre sulle Apuane meridionali e sulle Panie.
Sostiamo pochi minuti e a 04h 39' scendiamo per la traccia di crinale che unisce le due vette del monte e poi risaliamo un poco.
Il crinale è ampio e panoramico e ci porta in una decina di minuti al punto più alto dell'odierna escursione (1085 m), un rilievo secondario della cresta.
Continuiamo poi a scendere e a 04h 52' un ometto ci indica la traccia in discesa, segnata di blu, continuando la cresta invece si sale alla vetta principale del Piglione (vetta nord 1231 m) anch'essa molto panoramica (consigliata per chi non c'è mai stato). La salita richiede circa un quarto d'ora, ma noi invece scendiamo per il sentiero di sinistra.
A 05h 09' siamo alla base della vetta principale e seguiamo la traccia verso sinistra, prima in lieve discesa e poi in discesa più ripida dopo una decina di minuti.
Poi entriamo in una pinetina dove c'è un tratto di qualche metro molto ripido. A 05h 27' chiudiamo l'anello tornando sul sentiero 103. Adesso seguiamo il percorso fatto all'andata seguendo la traccia tra le felci che ci porta a 05h 51' sul sentiero 101. Qua ci fermiamo per 17'. A 06h 07' siamo alla chiesa, poi ci dissetiamo alla fonte e a 06h 20' siamo alla Focetta San Vincenzo. Scendiamo per il percorso fatto all'andata e a 08h siamo sulla strada all'inizio dei sentieri 105/112.