DATA ESCURSIONE: 29/12/ 2019
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un approfondimento sulla Rocca di Tenerano.
L'escursione inizia presso lo spiazzo-parcheggio in località Case Ferrari, posto sulla sinistra salendo per Campocecina. Qua arriva il sentiero 140⇧ (Torano-Casa Cardeto-Ponte di Monzone).
Questa località si trova dopo una curva con indicazione "Monte della Formica" e strada marmifera (con sbarra) a destra per le cave di Canal d'Abbia e per Colareta. Sulla destra c'è il modesto Monte Formica, alle pendici del quale c'è una casa in costruzione bloccata da molto tempo.
Il sentiero 140⇧ arriva alla strada in prossimità del cartello Monte della Formica, la segue per qualche decina di metri e arriva allo spiazzo-parcheggio dove entra di nuovo nel bosco.
[Il nome Capanne Ferrari deriva dal nome della ditta Ferrari che collaborava con l'organizzazione tedesca Todt nella costruzione della strada per Campocecina che aveva fini militari. Proprio in questa località però i lavori si interruppero e furono ripresi, molto lentamente, nel dopoguerra e furono terminati negli anni '60. Pochi metri più avanti, sulla strada per Campocecina, si vedono, addossati alla roccia, i resti dei tetti delle costruzioni che servirono come alloggio dei lavoratori durante la costruzione della strada stessa e come deposito di materiali.] Questa zona aveva anticamente il nome Piscinicchi (anche Pissonecchi), toponimo usato oggi anche per le zone immediatamente a nord. Allo spiazzo ci sono le indicazioni del sentiero e saliamo subito, sulla destra, nel bosco di conifere, frutto degli errati rimboschimenti degli anni cinquanta. La progressione è semplice, a parte qualche albero caduto sulla sede del sentiero.
A 9' ci innestiamo nel sentiero 185 nei pressi di un'ampia grotta, caratteristica in inverno per le sue stalattiti di ghiaccio. Il sentiero 185 proviene da Castelpoggio, passa per la Gabellaccia ed è diretto al Rifugio Carrara, a Campocecina.
Proseguiamo sulla destra in salita per tratto comune con il sentiero 185. Il bosco è adesso una bella faggeta e il percorso è ameno in lieve salita e ci porta, dopo un tratto in bosco di conifere, a 21' a un altro bivio (Bivio Cardeto): il 185 continua verso destra diretto a Campocecina mentre il 140⇧ devia a sinistra. Poco prima del bivio una breve traccia scende alla vicina strada carrozzabile per Campocecina (la percorreremo al ritorno). Ancora prima ci sono le indicazioni verso destra per il Cippo Monumentale alla Resistenza che si trova pochi metri in alto rispetto al sentiero (presente indicazione). [È un cippo marmoreo, alto circa due metri, posto in loco nel 1951, come si evince dalle scritte su di esso. Su una faccia c’è un profilo di montagna con un cielo stellato e la scritta “non cedere / 9 settembre 1943” (data della nascita del CNL, Comitato Nazionale di Liberazione); su un’altra faccia “il sangue versato / sui monti ridona / libertà ed onore / al popolo italiano” e sulla terza “Divisione apuana / B.ta Garibaldi / G. Menconi / G.pi Patrioti apuani / Bta Lunense” / 9 settembre 1951”. Il cippo è stato dimenticato e riscoperto nel 2009 da Giuseppe Volpi. Nel 2010 è stato in parte pulito ed è stata posta una targhetta sul sentiero per potere accedere al sito.]
Seguiamo il sentiero 140⇧ diretti alla Sella dei Grenzi. Saliamo adesso nuovamente tra i faggi e abbiamo subito, in basso a sinistra, dei ruderi nascosti dalla vegetazione: sono i resti di costruzioni di servizio delle miniere che si trovano più in alto e che vedremo al ritorno. Proseguiamo con qualche tratto ripido, passiamo presso una risorgenza di acqua con un tubo nero. Poi lasciamo il bosco e, a 35', siamo a un primo punto panoramico sulla costa con bella visuale sul Golfo della Spezia e le sue isole e sul Porto di Marina di Carrara. Poco prima del punto panoramico una traccia sale a destra verso il Crinale dei Grenzi, ma la trascuriamo (probabilmente va a inserirsi nel sentiero non numerato che andremo a percorrere a breve).
Entriamo nuovamente nel bosco continuando a salire e a 46' siamo poco sotto alla Sella dei Grenzi, qua lasciamo il sentiero 140⇧ e prendiamo una traccia non numerata, ben segnata, facile e sempre ben evidente, che segue, in salita, un crinale che costituisce confine tra i comuni di Carrara e Fivizzano, mantenendosi per lo più nel versante carrarino. [I Grenzi sono i versanti nord-ovest del Monte Ballerino percorsi dal sentiero 140⇧. In dialetto carrarese grenz significa: sull’orlo, vicino, ai margini, ma non è detto ci sia un collegamento col toponimo.]
All'inizio della traccia c'è una evidente freccia rossa. Il tratto iniziale è su paleo tra arbusti e giovani alberi. A 52' sulla destra ci sono resti di capannelli usati per la caccia, essendo questa una zona di transito della selvaggina.
Dopo un paio di minuti c'è una radura e poi si rientra nel bosco. Subito dopo, sulla sinistra, a una decina di metri dalla traccia, si trova un cippo di confine del 1892 in marmo, presso uno spuntone panoramico sulla Torre di Monzone e sulla Rocca di Tenerano, verso la quale siamo diretti.
Poi passiamo in un tratto di rimboschimento a pini, proseguiamo per la cresta tra massi e piccoli faggi e a 01h siamo presso uno spiazzetto panoramico sulla zona dell'infermeria delle cave vicino al piazzale dell'Uccelliera, sul crinale di Colareta, su Carrara fino alla costa e sul Golfo della Spezia.
Ancora un paio di minuti di crinale e ci innestiamo nel sentiero 171, nel punto più alto dell'odierna escursione (1253 m). Il sentiero proviene dalla Maestà dellaVilla (Tenerano), e termina al Rifugio Carrara. Sulla destra ci sono subito le prime case di Acquasparta. [Acquasparta è un antico alpeggio, nel comune di Carrara, cui salivano, nella buona stagione, contadini e pastori, per lo più da Gragnana. È caratterizzato dalla presenza di casupole, alcune delle quali sono state riattate, e da una piccola faggeta.]
Da Acquasparta si sale al piazzale omonimo oppure con il sentiero 185 si scende alla Gabellaccia. [Al piazzale di Acquasparta termina la carrozzabile da Carrara per Campocecina con una rotonda asfaltata che circonda il Parco della Memoria, dedicato alla Shoah. Esso è costituito dalle statue del XIV simposio internazionale di scultura tenutosi a Carrara nel 2001. Quel anno il tema era: “La memoria del presente. Dalla Shoah alla cultura della pace”.]
Noi andiamo verso sinistra diretti alla Sella Cardeto da cui saliremo alla Rocca di Tenerano. Percorriamo una bella faggeta per sentiero ameno con modesti saliscendi. A tratti, sulla sinistra si vede, tra i faggi spogli, la Torre di Monzone. Ci fermiamo qualche minuto a parlare con un anziano escursionista che ci parla della rete di sentieri e tracce presenti in zona, molti ormai perduti per la crescita della vegetazione.
A 01h 21' alcuni segni rossi indicano la presenza, sulla destra di una traccia che porta alla Foce dei Pozzi dove si incrociano i sentieri 183 (Rifugio Carrara-innesto 50/171) e 174 (Casa Cardeto-Foce di Pianza). Tralasciamo la traccia che, comunque, ci ripromettiamo di percorrere in seguito.
Proseguiamo in discesa e a 01h 27' siamo presso un affioramento di roccia calcarea che somiglia vagamente alla parte superiore di un teschio con le occhiaie. Subito dopo incrociamo un tubo dell'acqua e poi inizia un tratto di ripida discesa con brevi tornantini.
A 01h 39' siamo a un primo bivio; a sinistra il sentiero 140⇧ porta alle miniere e lo percorreremo al ritorno. Noi andiamo a destra per tratto comune tra il 140⇧ e il 171 e in un paio di minuti siamo a un altro bivio: sulla destra si stacca il sentiero 174 (Casa Cardeto-Foce di Pianza) per la vicina Foce dei Pozzi.
Proseguiamo a sinistra e poco dopo, a 01h 44', siamo a un altro bivio: sulla destra si stacca il sentiero 184 (Gabellaccia-Cassa Cardeto-Case Respettolo). Subito dopo c'è Casa Cardeto, una costruzione risistemata che ha a fianco un bel faggio centenario dal quale recentemente è caduta una parte che giace a terra. Ci attardiamo qualche minuto alla Casa e poi saliamo sul vicino poggio per portarci alla Sella Cardeto. Naturalmente è possibile anche seguire il sentiero.
A 01h 51' siamo alla Sella Cardeto. Il sentiero 140⇧/171 prosegue a destra mentre il 184 va a sinistra. La sella divide la Valle del Saliceto Bardinello a ovest dall'Alpe di Monzone a est dove scorre il Canal del Rio.
A ovest, alle pendici della Rocca di Tenerano, ci sono i Prati di Cardeto, piane che erano usate da pastori per un po' di agricoltura di sussistenza, oltre che per il pascolo. Negli ultimi anni la vegetazione è molto aumentata per cui i prati stanno scomparendo.
Sulla destra della sella si trova, a pochi metri, una rustica croce in legno alla base della Rocca di Tenerano, dalla croce inizia la facile e rapida salita per la vetta. Dietro si innalza la Rocca di Tenerano, verso cui siamo diretti. La traccia è evidente tra l'erba e sale dietro la croce. Entriamo in un boschetto di faggi dal quale usciamo in pochi minuti. Saliamo adesso tra paleo e roccette per evidenti ripidi tornantini con fastidioso fondo a sassetti (specialmente in discesa).
Salendo il panorama si apre progressivamente sul Sagro, sul Pizzo, sul Pisanino oltre alla vicina Torre di Monzone. A 02h 10' siamo a una selletta panoramica, in particolare su Monzone Alto di cui si scorge bene la chiesa.
Seguiamo salendo per roccette, facendo un minimo di attenzione, e subito siamo sul pianoro sommitale e a 02h 15' siamo presso la vetta dove si trova un rustico ometto sommitale. Il panorama è splendido sulla costa fino al golfo della Spezia, sull'Appennino, su Sagro e sua cresta sud-ovest, su Pizzo d'Uccello, Pisanino, Cresta Garnerone, Grondilice e Tambura. Poco distante scorgiamo la tozza mole della Torre di Monzone e, in basso, i numerosi nuclei abitativi della Lunigiana immersi nella nebbia.
Dalla vetta si stacca verso nord-ovest la cresta che degrada verso Tenerano. Dopo una sosta di 15' torniamo indietro. A 02h 48' siamo nuovamente a Sella Cardeto. Ripetiamo il percorso fatto all'andata e a 03h siamo nuovamente al bivio 140⇧/171.
Adesso prendiamo a destra seguendo il 140⇧ che ci riporterà al Bivio Cardeto. Scendiamo lievemente e poi un breve tratto in salita ci porta a un rudere dove il sentiero scende a sinistra. A 03h 11' c'è un breve tratto attrezzato con corda metallica, utile in caso di ghiaccio, e scendiamo verso la zona delle miniere. A 03h 19' sulla sinistra c'è l'ingresso di una miniera.
Proseguiamo e dopo un paio di minuti si stacca verso sinistra una traccia diretta a una piazzola con strutture di servizio della miniera, presumibilmente per la raccolta del minerale da far scendere a valle con la teleferica. Questa traccia prosegue poi per innestarsi nel sottostante sentiero 184, prima della zona delle Cave Peghini.
Saliamo e superiamo un rivolo di acqua che va ad alimentare il Canal d'Arpa che fondendosi con il Fosso di Saliceto formerà il Bardinello. Un breve tratto di ripida salita ci porta a 03h 24' presso gli edifici principali della miniera, ormai ridotti in ruderi. [L’estrazione del minerale di manganese, che si presenta di colore nero, fu operata dalla Fiat Ferriere Piemontesi, proprietaria dell’attività, nel periodo dell’autarchia 1939-43, ma la presenza del minerale era probabilmente conosciuta già precedentemente. Il minerale era calato con teleferica nella zona della ex cava Peghini dove sono presenti strutture di raccolta del materiale. L'attività fu abbandonata nel 1955. Sono conosciute anche come miniere di Scortico e di Canal d’Arpa dal nome dei canali presenti in zona]
Proseguiamo e dopo 5' troviamo un altro edificio di servizio della miniera. Segue una bella faggeta con saliscendi con sulla destra, tra gli alberi, la Torre di Monzone e la Rocca di Tenerano con Sella Cardeto.
A 03h 33' iniziamo a salire decisamente e subito dopo troviamo, sulla sinistra, lo spiazzo di una carbonaia.
A 03h 40' arriviamo alla Foce dei Grenzi dove chiudiamo l'anello. Seguendo il percorso fatto all'andata a 03h 59' ci innestiamo di nuovo nel sentiero 185. Proseguiamo pochi metri e scendiamo una traccia evidente, con indicazione, che ci porta a 04h 04' sulla strada asfaltata per Campocecina presso il cartello Bivio Cardeto.
Adesso scendiamo sulla strada con panorami sulla zona di Colareta e sulle cave di Canal d'Abbia. A 04h 13' siamo allo spiazzo di Capanne Ferrari dove concludiamo l'escursione.