(LU-Molazzana) FOCE DEL PIGLIONICO–SENT. DEL PASTORE-INNESTO SENT. 117 (1470 m)-INNESTO SENT. PER VETRICIA (1349 m)-ABISSO REVEL (1432 m)–BIVIO 117/127 (1155 m)–ROCCIA DEL SOLE (1109 m)-FOCE DEL PIGLIONICO (in parte ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Foce del Piglionico (1130 m)

Località di arrivo:

Foce del Piglionico (1130 m)

Dislivello mt.:

470

Tempo totale:

5h

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Baita pania (se aperta)

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

stradello◆sentiero del Pastore◆117(ex 7)◆traccia◆117(ex 7)◆traccia◆138⇩

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (58)
Disclaimer
Descrizione itinerario
Escursione del 09/08/2020




Questa escursione è una variante della prececedente:
FOCE DEL PIGLIONICO–INNESTO SENT. VETRICIA (1349 m)-FOCETTA DEL PUNTONE (1608 m)–RIFUGIO ROSSI(1591 m)–INNESTO SENT. DEL PASTORE (1475 m)-FOCE DEL PIGLIONICO (ANELLO)

L'escursione inizia dalla Foce del Piglionico. La strada per accedervi ( Strada delle Rocchette) prevede il pagamento di un pedaggio di 3 euro giornalieri e la macchinetta per pagare il tributo si trova all'inizio della strada stessa, pochi metri dopo la deviazione a destra per S. Antonio. È necessario portare con sé la moneta spicciola.
Percorsi circa 4 chilometri ci troviamo nei pressi della foce dove parcheggiamo in prossimità del Piazzale della Foce del Piglionico. Esso è intitolato, dal 2016, a Viola Bertoni "Mamma Viola" (1891-1965), medaglia d'oro al valor civile per l'attivo impegno nella Guerra di Liberazione. Qua è presente una cappella votiva che ricorda il sacrificio di un gruppo di partigiani (Gruppo Valanga) che combatterono con i tedeschi sul vicino Monte Rovaio nel 1944.
Al piazzale arrivano il sentiero 138⇩ da Pizzorno per Colle a Panestra e il 133 dal Molino del Riccio che si innesta nel precedente (poco sotto la Foce si stacca una traccia evidente per la Roccia del Sole, di cui parleremo più avanti). Inoltre qua inizia il sentiero 117 per il Rifugio Rossi, Foce di Valli e Cardoso e il 127 per la Foce di Mosceta. Inoltre c'è l'indicazione per il Sentiero della Libertà che è un anello intorno al Monte Rovaio e l'indicazione per un Albero Monumentale. Quest'ultimo è un faggio centenario (Faggio Tardelli) situato a pochi minuti di cammino dalla foce scendendo verso Colle a Panestra.
Noi saliamo presso la cappella dove un'indicazione indica una traccia, segnata giallo-azzurro, per la Baita Pania. In un minuto siamo sullo stradello che inizia poco distante dalla cappella (chiuso da una sbarra). Lo seguiamo in salita verso destra e superiamo qualche tornante. A 8' il panorama si apre, di fronte, su Uomo Morto, Pania, Pizzo delle Saette e Vetricia e a destra su Freddone, Fiocca e Sumbra.
A 12' siamo al piazzale del secondo edificio della Baita Pania dove c'è l'indicazione del sentiero giallo-azzurro di raccordo con il sentiero 117. Il primo edificio della Baita Pania si trova poco distante sul sentiero di raccordo. Presso la Baita Pania c'è un modesto tentativo di cava e un ampio piazzale panoramico con sotto un vecchio ravaneto.
Proseguiamo sullo stradello verso sinistra e in 5' siamo alla Baita Nobili. Presso l'edificio c'è un ampio piazzale panoramico, anche sulla Pania Secca, che funziona da piazzola per l'elicottero, e un modesto tentativo di cava. Questa baita è intitolata a Roberto Nobili (1955-2000), medico del Soccorso Alpino, che in queste montagne perse la vita durante un'operazione di soccorso nel 2000.

[Le baite Pania sono edifici di cava poiché in questa zona furono aperte, per un breve periodo, delle cave che non ebbero successo. Essi sono proprietà del Comune di Molazzana che li ha ristrutturati per usarli come punti di ristoro e case-vacanza (ci sono una decina di posti letto). Sono aperte nei fini settimana di luglio-agosto e su richiesta nel resto dell'anno e sono affidate ai gestori del Rifugio Rossi. Invece la Baita Nobili, anch'essa vecchio edificio di cava e proprietà del Comune di Molazzana, è usata dal soccorso alpino.]

Dopo una breve sosta saliamo nel boschetto seguendo lo stradello e, a 20', troviamo l'inizio del Sentiero del Pastore, sulla sinistra, con un grosso ometto e traccia ben evidente. Questo sentiero molto panoramico si raccorda in alto con il sentiero 117 di cui costituisce interessante alternativa per salire al Rifugio Rossi. La traccia è sempre evidente e i numerosi ometti aiutano l'escursionista. Gli alberi si fanno più radi e il fondo del sentiero si fa roccioso. È necessario mantenersi un po' sulla sinistra all'inizio, ma basta seguire gli ometti.
A 28' siamo a una specie di bivio dove andiamo a sinistra in salita nel bosco. Poi siamo subito fuori dal bosco su per un bel campo roccioso alle pendici della Pania Secca, che ricorda la Vetricia. A destra abbiamo un ampio canale e cominciamo a vedere la Grotta del Pastore. A 41' sulla destra, in posizione panoramica, c'è uno pseudo-dolmen che ci attardiamo a guardare da vicino. Seguono alcuni alberi e un po' di salita. A 50' c'è un canale roccioso sulla destra e subito entriamo nel bosco, da cui usciamo a 58' e percorriamo per un paio di minuti un ravaneto, presumibilmente esso scende dal Canale della Luna usato per salire in invernale alla Pania Secca. Siamo ormai in prossimità della grotta che rimane alla nostra sinistra.
Per tratto erboso arriviamo a 01h 03' a una traccia che porta all'apertura principale della grotta. Essa non è molto grande, c'è un'altra apertura più piccola a sinistra e un muretto sulla destra, probabilmente per custodire gli animali. Scendiamo subito e percorriamo una ripida e panoramica cengia erbosa, prima stretta poi più larga, che ci porta in un bosco a 01h 12'. Subito a sinistra c'è uno spiazzo panoramico sulla Pania Secca. Poi saliamo per tratto ripido nel bosco tra rocce che ci porta a 01h 19' a innestarci nel sentiero 117 (presente flebile freccia rosa su un faggio) poco prima della fine del bosco. Salendo si va al Rifugio Rossi. Noi adesso scendiamo per recuperare la traccia per la Vetricia. La discesa è gradevole, a tornantini nel bosco, con qualche spiazzo di vecchie carbonaie.
A 01h 39' siamo a un punto panoramico sul Rovaio. Scendiamo e in 4' siamo presso il cartello didattico relativo alla geologia e geomorfologia delle Apuane. Qua inizia una traccia segnata con numerosi ometti che sale alla Vetricia. La vediamo esattamente alla sinistra del cartello con evidente ometto su una grossa roccia. Seguiamo questa evidente traccia in salita non ripida, evitando un ometto che scende a destra dopo 3', andando a sinistra.
A 01h 49' siamo a un secondo bivio dove prendiamo a destra per evidente traccia sempre con ometti. [Andando verso destra si va alla Vetricia bassa, vedi relazione citata.] Dopo 5' c'è un altro bivio dove dobbiamo salire a sinistra seguendo alcuni punti rossi sugli alberi (piccoli pezzi di plastica inchiodati). Troveremo poi alcune "phi" nere e naturalmente ometti. La traccia è diretta all'Abisso Revel e alla Vetricia alta con deviazione.
A 01h 58' siamo presso un ometto e andiamo a destra, superiamo un breve ravaneto e poi prendiamo a salire per ripide rocce panoramiche su Uomo Morto e Pania Secca, alle nostre spalle. Attenzione perché qua, tra le rocce, noi abbiamo visto una vipera sul cammino.
A 02h 08' ci troviamo tra qualche albero. Seguiamo i segni e siamo subito a una "phi" nera da cui vediamo bene una freccia rossa con "AR" proprio di fronte a noi. La freccia indica il vicino Abisso Revel. Decidiamo di seguire gli ometti che ci portano alla Vetricia Alta e visitare il Revel dopo. Quindi presso la freccia prendiamo a sinistra e a 02h 12' siamo presso una roccia con un ometto da cui saliamo decisamente per portarci in Vetricia in pochi minuti. A 02h 19' ci troviamo in prossimità di un modesto abisso.

[La Vetrìcia è un ampio pianoro roccioso tra i 1.300 e i 1.500 metri, delimitato a ovest dalla Borra di Canala e a nord dai prati dell' Uomo Morto, essa si affaccia sulla valle della Turrite Secca. La zona è caratterizzata da intensi fenomeni carsici, le rocce hanno subito una notevole fratturazione verticale con la formazione di cavità a pozzo, alcune delle quali non ancora esplorate, ci sono poi solchi paralleli e vaschette dal fondo piatto (dette Kamenitze) esse sono scavate per l’azione corrosiva di un’alga. Una cavità molto nota è l’apertura superiore della Grotta del Vento, mentre quella inferiore è a Fornovolasco. Tra le altre numerose cavità, tutte con baratri verticali, ricordiamo: la Voragine dei Bamburzi (- 140 metri), la Buca del Ragno (- 120 metri), la Buca Larga (- 251 metri) formata di una serie di pozzi, la Specola Bassa (-110 metri) e l'Abisso Revel (- 300 metri) che è il più importante e il più conosciuto.]

Ci attardiamo un po' ad ammirare questa zona dove sono presenti alcuni abissi non molto profondi. Vediamo alcuni rapaci che abbiamo probabilmente disturbato. Vediamo degli ometti che indicano un percorso per la parte alta della Vetricia (nell'escursione citata abbiamo seguito gli ometti nella Vetricia più bassa). La nostra intenzione è adesso vedere il Revel e poi scendere alla Roccia del Sole per cui lasceremo ad altra escursione la visita a questa zona della Vetricia.
Quindi torniamo indietro a 02h 40', scendiamo e in 5' siamo alla roccia con ometto e andiamo a sinistra. Subito dopo un paio di minuti seguiamo le indicazioni per il Revel. Siamo all'abisso a 02h 50' nel bordo sud dell'apertura a 1432 m, secondo il GPS.

[Inizialmente noto come Buca della Vetrìcia, fu poi intitolato ad Enrico Revel che fece parte del gruppo che per primo raggiunse il fondo. Si trova nella zona sud-ovest dell’altopiano della Vetrìcia ad altezza di 1445 metri e si presenta all’esterno come un’enorme apertura più o meno ellittica lunga 60 metri e larga 10. È profondo 300 metri nel bordo nord dell’apertura e 285 in quello sud, i fiorentini avevano dato invece la misura di 316 metri. L’abisso è notevole poiché ha uno sviluppo esclusivamente verticale e fu a lungo considerata la verticale più lunga del mondo. Nei primi 100 metri le pareti si avvicinano fino a 15 metri per poi allargarsi di nuovo. In fondo all’abisso c’è un nevaio perenne e nella parte superiore nidificano i gracchi. Come gli altri abissi della Vetricia esso ha avuto origine tettonica e i fenomeni carsici hanno avuto un ruolo secondario. L’abisso, conosciuto da sempre dagli abitanti del luogo, è stato fonte di leggende paurose e qualche locale cercò anche di addentrarvisi senza successo. Nel luglio del 1931 alcuni speleologi del GSF (Gruppo Speleologico Firenze) riuscirono a scendere fino al fondo utilizzando scale di corda e, da allora, pochi altri sono riusciti nell’impresa che rimane molto impegnativa anche con le tecniche moderne.]

L'antro si sviluppa davanti a noi e occorre non avvicinarsi troppo. Sulla destra una traccia sale seguendo il confine dell'apertura. Saliamo un poco fino alla scritta arancione G23 Revel. Dopo aver visto in sicurezza l'antro torniamo indietro dopo 5' seguendo il percorso fatto all'andata. A 03h 18' siamo di nuovo al bivio con i segni rossi e dopo 10' siamo sul sentiero 117 presso il cartello della geologia delle Apuane. Sostiamo una decina di minuti poi prendiamo a scendere per tornantini.
A 03h 38' siamo presso una grotta protetta alla meglio con qualche tronco per impedire di scivolare dentro. Proseguiamo e dopo una decina di minuti siamo in uno spiazzo con ruderi, qua c'è un'indicazione per la Baita Pania da cui siamo passati alla partenza. Inoltre c'è un cartello che illustra la fauna delle Apuane. Ancora un po' di discesa ripida e a 04h 01' il sentiero si fa più tranquillo. Ancora 10' e arriviamo al bivio tra i sentieri 117 e 127. Il 127 va a sinistra in discesa per la Foce di Mosceta e in esso si inserisce il sentiero 139⇩ che percorre la Borra di Canala. Il sentiero 117 va a destra alla vicina Foce del Piglionico.
Adesso andremo a cercare il sito della Roccia del Sole. Ci dirigiamo in direzione nord oltre il bivio, saliamo pochi metri poi scendiamo al meglio cercando di mantenere la direzione nord. A 04h 21' incrociamo una evidente traccia a quota 1116 m. Questa traccia unisce il sentiero 138, sotto il Piglionico, con il sentiero 127 e costituisce la traccia d'accesso più agevole per il sito della Roccia del Sole.
La traccia si sviluppa in un boschetto e ci porta in un paio di minuti al bivio per la Roccia del Sole (iscrizione su una pianta). Ancora pochi metri e siamo sulla placca rocciosa. Qua sostiamo 20' a vedere le iscrizioni e torniamo indietro a 04h 44'.

[Il lastrone presenta numerose e interessanti incisioni. Il nome fu dato da Giorgio Citton e Isa Pastorelli che scoprirono quest'area piuttosto vasta alla base del Monte Piglionico, degradante verso nord e libera da vegetazione. Sulla roccia sono incise oltre cinquanta segni: pennati, cerchi, motivi geometrici, trie (giochi quadrangolari), rosoni a sei petali, orme di mani e di piedi. Probabilmente la roccia era legata a culti solari. Rimandiamo ad articoli presenti in rete e ai libri degli scopritori.]

Dopo 5' saliamo su un ravaneto da cui è possibile vedere bene la zona della Roccia del Sole dietro di noi con alle spalle la Vetricia e la Pania della Croce. Poi siamo ancora nel bosco e dopo altri 5' ci innestiamo nel sentiero 138⇩ che proviene da Colle a Panestra. Saliamo a destra in salita ripida e siamo al piazzale del Piglionico e terminiamo l'escursione a 05h.

È possibile accedere alla Roccia del Sole direttamente dal Piazzale del Piglionico scendendo sul sentiero 138⇩ e deviando subito sulla evidente traccia a sinistra. Superiamo il ravaneto e siamo subito al bivio e alla roccia. Servono circa 10'.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa, passando per Altagnana (5,5 km) e Antona (8,4 km) si supera la galleria del Vestito che porta in provincia di Lucca. Si scende e si arriva ad una seconda galleria, superata la quale arriviamo ad Arni (21,2 km), continuiamo, troviamo la deviazione per il Cipollaio (23,5 km) prendiamo a sinistra (località Tre Fiumi ristorante) e proseguiamo la provinciale fino alla deviazione a sinistra per Careggine (26,7 km). Si prosegue superano isola Santa e si perviene a Castelnuovo Garfagnana (40,5 km). Si seguono le indicazioni per Molazzana (SP 43) (51,2 km). Poi si prosegue per Piglionico (54,1 km) evitando alcune deviazioni. Subito dopo l'ultimo bivio per Sant'Antonio è presente la colonnina per il pagamento del pedaggio per accedere all'ultimo tratto di strada. Da Seravezza si segue la strada provinciale di Arni (strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, e si arriva poco dopo alla deviazione per Retignano e poi a quella per Levigliani (12 km), si supera il bivio per Terrinca. Poi si continua fino alla Galleria del Cipollaio (20 km) e presso la località Tre Fiumi (20 km) si recupera l'itinerario precedente.
Da Castelnuovo Garfagnana è possibile un percorso più breve con la SP 43. In prossimità del centro del borgo (venendo da Massa) si prende uno stretto tornante a destra in direzione Monteperpoli. Dopo 2,5 km subito dopo il Ristorante Bonini si devia a destra seguendo le indicazioni per Piglionico e Alpe di sant'Antonio. A 5,1 km si supera il borgo di Montaltissimo e si prosegue in direzione Piglionico.
Note
Questa escursione permette di accedere alla parte alta della Vetricia e all'Abisso Revel. I panorami sono sempre interessanti sulle Panie e sull'Uomo Morto.
Di grande interesse il Sentiero del Pastore che percorre le selvagge pendici della Pania Secca. Notevoli sono poi le incisioni della Roccia del Sole.
Per ulteriori informazioni rimandiamo a: Michele Sivelli, Mario Vianelli "Abissi delle Alpi Apuane, Guida speleologica, Società Speleologica Italiana, Bologna 1982 "per quanto riguarda l'Abisso Revel.
E a: Giorgio Citton, Isa Pastorelli "Incisioni rupestri sulle Apuane e in Alta Versilia, Massarosa, 1995" per la Roccia del Sole.
La classificazione EE dell'escursione deriva dal fatto che parte del percorso è su sentieri non segnati, ma, comunque, ben indicati con numerosi ometti. Inoltre sulla Vetricia occorre attenzione a non farsi male nel percorrere i tratti su massi fessurati e sull'orlo dei numerosi abissi. Occorre poi non sporgersi sull'Abisso Revel. Il resto del percorso non pone problemi. Naturalmente è da evitarsi con neve e ghiaccio, ma anche in presenza di fondo scivoloso, dopo le piogge.
Traccia GPS