DATA ESCURSIONE: 06/12/2020
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un approfondimento su Campocecina.
L'escursione inizia presso lo spiazzo-parcheggio in località Case Ferrari, posto sulla sinistra salendo per Campocecina. Qua transita il sentiero 140⇧ (Torano-Casa Cardeto-Ponte di Monzone). Lo spiazzo si trova poco dopo una curva con indicazione "Monte della Formica" e strada marmifera (con sbarra) a destra per le cave di Canal d'Abbia e per Colareta. Sulla destra c'è il modesto Monte Formica, alle pendici del quale c'è una casa in costruzione e mai terminata.
Il sentiero 140⇧ arriva alla strada in prossimità del cartello Monte della Formica, la segue per qualche decina di metri e arriva allo spiazzo-parcheggio dove entra di nuovo nel bosco.
[Il nome Capanne Ferrari deriva dal nome della ditta Ferrari che collaborava con l'organizzazione tedesca Todt nella costruzione della strada per Campocecina che aveva fini militari. Proprio in questa località però i lavori si interruppero e furono ripresi, lentamente, nel dopoguerra e furono terminati negli anni '60. Pochi metri più avanti del parcheggio, in direzione Campocecina, si vedono, addossati alla roccia, i resti dei tetti delle costruzioni che servirono come alloggio dei lavoratori durante la costruzione della strada stessa e come deposito dei materiali.]
Questa zona aveva anticamente il nome Piscinicchi (anche Pissonecchi), toponimo usato oggi anche per le zone immediatamente a nord. Allo spiazzo ci sono le indicazioni del sentiero e saliamo subito sulla destra, nel bosco di conifere, frutto degli errati rimboschimenti degli anni cinquanta. La progressione è semplice, a parte qualche albero caduto sulla sede del sentiero.
A 9' ci innestiamo nel sentiero 185 nei pressi di un'ampia grotta, caratteristica in inverno per le sue stalattiti di ghiaccio. Il sentiero 185 proviene da Castelpoggio, passa per la Gabellaccia ed è diretto al Rifugio Carrara, a Campocecina. Proseguiamo sulla destra in salita per tratto comune 140⇧/185.
Il bosco è adesso una bella faggeta ormai spoglia e il percorso è ameno in lieve salita, esso ci porta, dopo un breve tratto in bosco di conifere, a 20' a un altro bivio (Bivio Cardeto): il 185 continua verso destra diretto a Campocecina, mentre il 140⇧ devia a sinistra. Al ritorno torneremo qua percorrendo il 185.
Poco prima del bivio una breve traccia scende a destra alla vicina strada carrozzabile per Campocecina, dove è presente il cartello Bivio Cardeto. Ancora prima ci sono le indicazioni verso destra per il Cippo Monumentale alla Resistenza che si trova pochi metri in alto rispetto al sentiero (presente indicazione).
[È un cippo marmoreo, alto circa due metri, posto in loco nel 1951, come si evince dalle scritte su di esso. Su una faccia c’è un profilo di montagna con un cielo stellato e la scritta “non cedere / 9 settembre 1943” (data della nascita del CNL, Comitato Nazionale di Liberazione); su un’altra faccia “il sangue versato / sui monti ridona / libertà ed onore / al popolo italiano” e sulla terza “Divisione apuana / B.ta Garibaldi / G. Menconi / G.pi Patrioti apuani / Bta Lunense” / 9 settembre 1951”. Il cippo è stato dimenticato e riscoperto nel 2009 dall'amico Giuseppe Volpi. Nel 2010 è stato in parte pulito.]
Seguiamo il sentiero 140⇧ diretti alla Sella dei Grenzi. Saliamo adesso nuovamente tra i faggi e abbiamo subito, in basso a sinistra, dei ruderi nascosti dalla vegetazione: sono i resti di costruzioni di servizio delle miniere di manganese che si trovano più in alto. Proseguiamo con qualche tratto ripido, passiamo presso una risorgenza di acqua con un tubo nero. Poi lasciamo il bosco e, a 28', siamo a un primo punto panoramico sulla costa con bella visuale sul Golfo della Spezia e le sue isole e sul Porto di Marina di Carrara. Poco prima del punto panoramico una traccia sale verso destra al Crinale dei Grenzi, ma la trascuriamo (probabilmente va a inserirsi nel sentiero non numerato che andremo a percorrere a breve). Entriamo nuovamente nel bosco continuando a salire e a 38' siamo poco sotto alla vicinissima Sella dei Grenzi, qua lasciamo il sentiero 140⇧ e prendiamo, a destra, una traccia non numerata, ben segnata, facile e sempre ben evidente, che segue, in salita, un crinale che costituisce confine tra i comuni di Carrara e Fivizzano, mantenendosi per lo più nel versante carrarino.
[I Grenzi sono i versanti nord-ovest del Monte Ballerino percorsi dal sentiero 140⇧. In dialetto carrarese grenz significa: sull’orlo, vicino, ai margini, ma non è detto ci sia un collegamento col toponimo.]
All'inizio della traccia c'è una evidente freccia rossa. Il tratto iniziale è su paleo tra arbusti e giovani alberi. A 45' sulla destra ci sono resti di capannelli usati per la caccia, essendo questa una zona di transito della selvaggina. Dopo un paio di minuti c'è una radura e poi si rientra nel bosco. Subito dopo, sulla sinistra, a una decina di metri dalla traccia, si trova un cippo di confine del 1892 in marmo, presso uno spuntone panoramico sulla Torre di Monzone e sulla Rocca di Tenerano, ma oggi la visibilità è molto scarsa. Poi passiamo in un tratto di rimboschimento a pini, proseguiamo per la cresta tra massi e piccoli faggi e a 53' siamo presso uno spiazzetto panoramico sulla zona dell'infermeria delle cave vicino al piazzale dell'Uccelliera, sul crinale di Colareta, su Carrara fino alla costa e sul Golfo della Spezia.
Ancora un paio di minuti di crinale e ci innestiamo nel sentiero 171. Il sentiero proviene dalla Maestà dellaVilla (Tenerano) e termina al Rifugio Carrara. Sulla destra ci sono subito le prime case di Acquasparta.
[Acquasparta è un antico alpeggio, nel comune di Carrara, cui salivano, nella buona stagione, contadini e pastori, per lo più da Gragnana. È caratterizzato dalla presenza di casupole, alcune delle quali sono state riattate, e da una piccola faggeta.]
Da Acquasparta si sale al piazzale omonimo oppure, con il sentiero 185, si scende alla Gabellaccia. Noi andiamo verso sinistra in direzione della Sella Cardeto. Percorriamo una bella faggeta per sentiero ameno con modesti saliscendi. A tratti, sulla sinistra si vedono, tra i faggi spogli, la Rocca di Tenerano e la Torre di Monzone. A 01h 12' alcuni segni rossi indicano la presenza, sulla destra di una traccia evidente e non segnata che va a recuperare il sentiero 183 (Rifugio Carrara-innesto 140⇧/171). La traccia prosegue nella faggeta in salita, poi saliscendi e parte finale in salita.
A 01h 24' ci innestiamo nel sentiero 183. La traccia arriva a circa 500 della Foce dei Pozzi che rimane sulla sinistra. Sempre a sinistra essa incrocia, dopo una ventina di metri, un tubo dell'acqua presumibilmente a servizio delle cave del Monte Borla poste in basso. Ci spostiamo un po' verso sinistra verso la Foce dei Pozzi fino al vicino spiazzo panoramico, ma oggi la visibilità è carente e adesso nevica copiosamente per cui torniamo indietro.
A 01h 35' siamo nuovamente all'innesto della traccia che abbiamo percorso poco fa e proseguiamo in direzione del Rifugio Carrara. Siamo per tratto pianeggiante o in lieve discesa ancora nel bosco. Dopo una decina di minuti percorriamo una radura panoramica (non oggi) per poi rientrare nel bosco. Saliamo lievemente e a 01h 52' la salita aumenta.
A 01h 59' siamo al bivio tra il sentiero 183 e l'Anello del Ballerino che adesso seguiremo, verso sinistra, con un po' di salita che ci porta al punto più alto dell'odierna escursione (1367m).
[Il percorso didattico Anello del Monte Ballerino è un percorso che si snoda presso il Rifugio Carrara, attorno al monte omonimo. È di facile percorrenza: mezz’ora di cammino per 60 metri di dislivello. Lungo il percorso sono posti alcuni cartelli esplicativi ai fini didattici per spiegare gli aspetti naturalistici e le attività umane a essi legati. Il primo tratto, a comune con il sentiero 183, si snoda in una bella faggeta fino a un notevole punto panoramico sul Pizzo d’Uccello, sul Pisanino e sul Sagro. Poi il sentiero porta ai Prati di Campocecina e da questi nuovamente al rifugio. È stato attrezzato e completato nel 2008 e inaugurato sabato 24 maggio 2008.]
In pochi minuti siamo ai Prati di Campocecina bianchi di neve. Ci spostiamo verso il pino solitario alle pendici dello Zucco del Latte, ma il panorama non è visibile. Ricordiamo che la zona è estremamente panoramica sulla costa, sulle isole dell’arcipelago toscano e sulla Corsica, sul golfo della Spezia e sull’Appennino, oltre che sul Pizzo d’Uccello e sul Monte Sagro. Ci attardiamo in zona e poi scendiamo con lo stradello turistico a 02h 15', salendo per altra traccia (sentiero 173 Rifugio-Capanna Garnerone) in pochi minuti si va al Rifugio passando dalla Chiesetta.
[Campocecina o Campo Cècina, si trova nel comune di Carrara, dal cui centro dista 20 km. Esso è una vastissima prateria acidofila tra la zona dei Pozzi, lo Zucco del Latte e il Monte Borla. Verso nord guarda verso la Valle di Vinca mentre a sud domina il bacino marmifero di Torano. Sono presenti in loco rimboschimenti a conifere. La distesa erbosa giustifica il toponimo “Campo”, per quel che riguarda “Cecina” alcuni sostengono che derivi da Campus Caesaris, infatti pare che in zona sia stata trovata una lapide dedicata a Octavio Neroni Maiori il che testimonierebbe una frequentazione del luogo in epoca romana. Campocecina è luogo ameno per pic-nic in estate, per portare i bambini a giocare con la neve in inverno e luogo di partenza per diverse escursioni. Inoltre da qua partono amanti del deltaplano e del parapendio. Il sentiero principale che attraversa la zona è il numero 173, ma altri sentieri si snodano nelle vicinanze diretti al Monte Borla, al Monte Sagro, ai bacini marmiferi di Torano, del Borla e del Sagro, alla rupe del Balzone, a Monzone e a Vinca permettendo escursioni molto varie e sempre interessanti di varia durata e mai difficoltose.] in pochi minuti siamo al bivio per il per il Rifugio e il 182. Il Rifugio Carrara è ben visibile poco sopra mentre il sentiero 182 scende alla strada e poi terminerà a Torano. [Il rifugio Carrara dell'omonima sezione Cai è punto di partenza o di arrivo dei seguenti sentieri: 171 da Maestà della Villa, 173 dalla Capanna Garnerone, 182 da Torano, 183 per Casa Respettolo che si innesta poi nel 171, 185 da Castelpoggio. Inoltre da esso inizia il breve itinerario didattico del monte Ballerino.]
Dopo un tratto aperto e panoramico sulla costa scendiamo in una bella faggeta. A sinistra c'è una casa ben tenuta detta della Bella Pisana che su una delle pareti porta una lapide in ricordo della guerra partigiana. Subito dopo, a 02h 32', siamo alla strada asfaltata e sulla sinistra c'è una fonte sormontata da una statuetta della Madonna. Seguiamo la strada verso destra avendo sulla sinistra l'ampio parcheggio del bar-ristorante Belvedere da cui si gode di bel panorama sulla costa. A 02h 36' siamo alla rotatoria di Acquasparta
[Al piazzale di Acquasparta termina la carrozzabile da Carrara per Campocecina con una rotonda asfaltata che circonda il Parco della Memoria, intitolato alla Shoah. Esso è costituito dalle statue del XIV simposio internazionale di scultura tenutosi a Carrara nel 2001. Quel anno il tema era: “La memoria del presente. Dalla Shoah alla cultura della pace”.]
Il parco è sempre suggestivo ed emozionante, ma, in particolare, quando la copertura nevosa si confonde con le statue, esso merita una visita non frettolosa. Noi scendiamo sulla sinistra seguendo il sentiero 171/185. Il primo tratto passa tra ruolotte stanziali poste tra gli alberi. In breve passiamo su un ponticello in legno che supera un modesto rivolo, il sentiero 171 va a destra e noi seguiamo il 185 che scende a sinistra. Passiamo presso alcune case di Acquasparta e poi per uno spiazzo panoramico sulla costa, in particolare sul Golfo della Spezia. Qua una croce lignea e un cippo marmoreo ricordano Rita Conti (1961-1979) che qua trovò tragica morte il 2 giugno 1979 a causa di un fulmine.
Proseguiamo in discesa nella faggeta che poi si apre panoramica sulla destra sulla costa e sulla zona di Colareta. A 02h 50', presso una curva a gomito del sentiero, sulla destra una traccia sale forse a recuperare quella che abbiamo percorso noi in precedenza dalla Sella dei Grenzi al sentiero 171.
Scendiamo con qualche tornante e, a 02h 58', vediamo in alto l'ingresso di un paio di grotte di interesse speleologico la cui apertura è protetta da pali di legno. In questo tratto alcuni ometti sfidano le leggi della gravità. Intanto nel bosco aumentano i pini frutto dei rimboschimenti degli anni '50 poco rispettosi della flora locale. I pochi faggi e aceri ci permettono di ammirare il foliage.
Proseguiamo la lieve discesa e a 03h 10' siamo al bivio con il sentiero 140⇧ (Bivio Cardeto) dove chiudiamo l'anello. Percorriamo il percorso fatto all'andata e a 03h 32' terminiamo l'escursione.