DATA ESCURSIONE: 11/07/2022
Qui
un approfondimento sul Monte Pelato.
L'escursione inizia dall'ampio spiazzo delle Gobbie (1028 m) situato da parte opposta rispetto all'omonimo albergo ristorante, in passato ricovero di cavatori. Provenendo dalla Galleria del Vestito si trova poco distante dall'ingresso est della stessa. Qua iniziano i sentieri 150 (Le Gobbie-Passo Sella) e 157 (Le Gobbie-Passo del Vestito-Renara) con breve tratto iniziale in comune. Inoltre iniziaa il sentiero 156 (Le Gobbie- Foce del Frate-Colle della Tecchia-Canevara) e transita il 153⇩ (Pasquilio-Passo degli Uncini-Arni), con tratto finale in comune. La nostra intenzione è percorrere la panoramica cresta del Monte Pelato, così ingenerosamente descritto nella Guida delle Alpi Apuane del Cai: "prominenza di poco conto del tratto di cresta arrotondata tra la Focetta del Palazzolo e il Passo d'Angiola".
Noi adesso seguiremo per qualche minuto il tratto comune ai due sentieri 157 e 150, inizialmente per strada asfaltata. A 4' abbiamo sulla destra l'ingresso est della Galleria del Vestito e seguiamo la marmifera verso destra (presenti indicazioni dei sentieri e delle cave Piastrone e Buca). A sinistra ci sono le pendici del Monte Pelato, mentre sulla destra le propaggini del Macina e dello Schienale dell'Asino.
A 8' la via di cava sale a sinistra, diretta alle cave del Pelato, ed è presente una sbarra superabile a destra. Invece a destra della curva sale il sentiero 150. Mentre il 157 prosegue per il vicino Passo del Vestito e poi scenderà con percorso impegnativo verso Renara. Seguiamo l'ampia marmifera con vista sulla sinistra sul Monte Altissimo.
A 13' sulla destra c'è la deviazione per una grossa cava abbandonata scavata nelle pendici del Monte Pelato. Proseguiamo e dopo un paio di minuti arriviamo a un edificio che rimane sulla sinistra, di fronte al quale c'è un'altra ampia traccia per la cava di prima. La seguiamo e subito sulla sinistra, in alto, vediamo una vecchia costruzione che forniva elettricità alla cava. Poco più avanti scorgiamo un cippo cilindrico di marmo, ricordo di Nino Vivani, probabilmente vittima del lavoro. A 20' siamo presso la cava abbandonata che vediamo nella sua interezza.
Adesso saliremo al meglio a recuperare la Cresta del Monte Pelato. Il percorso che seguiremo è proprio sopra la Galleria del Vestito che ha forato il Pelato ed è più o meno lo stesso della carta 4Land. Prendiamo a sinistra, salendo per una sorta di gradini di marmo, che comunque tali non sono. Saliremo circa 170 metri su pendio di marmo con qualche raro albero, paleo e fioriture. In particolare vedremo diverse piante di Paeonia officinalis, ormai in fruttificazione (le pendici orientali del Pelato, come già visto in altre escursioni, sono ricche di questo fiore, ma sempre in posizione non semplice da raggiungere). La salita è faticosa, ma non è difficile, basta non spostarsi troppo sulla destra. Il primo obiettivo è raggiungere un vecchio tubo del'acqua, dove siamo a 25', poi ci spostiamo un po' a sinistra. Più avanti a 33' qualche albero ci aiuta nella progressione che effettuiamo sempre a zig-zag. A 42' scorgiamo un piccolo ometto e procediamo adesso lievemente sulla destra fino a raggiungere a 55' un ometto più grande al quale seguono altri ometti, ma il percorso di salita è evidente.
A 01h 03' siamo sulla cresta (1272 m). Questa scende verso destra per la Foce del Palazzolo (1207 m), ma non sappiamo se il tratto sia facilmente percorribile. Invece a sinistra la cresta sale. Tutta la cresta è panoramica sulle Apuane settentrionali (eccetto Pizzo e Pisanino), sulla costa fino al Golfo della Spezia, sulla Valle di Renara con cave ancora attive. Sulla sinistra c'è l'Altissimo, qua boscoso, e le Apuane centrali.
Adesso saliamo verso sinistra, il crinale è facile, largo e ben camminabile.è sempre consigliabile rimanere nel versante verso l'Altissimo quando c'è un minimo di difficoltà. Dopo 5' siamo su una prima quota (1295 m) con ometto, non indicata dalle cartine. Adesso la cresta sale di poco per poi aumentare un poco la ripidità e a 01h 19' siamo alla quota 1326 (1322 m). In passato qua c'era anche l'indicazione" Monte Pelato 1325 metri", ma la vetta del monte non è questa. Proseguiamo qualche metro e poi scendiamo a 01h 24' fino ad arrivare a una selletta in cinque minuti. Qua è possibile scendere un po' a caso a recuperare la marmifera, facendo un po' di attenzione, ma oggi vogliamo seguire l'intera cresta. Riprendiamo a salire e a 01h 39' siamo a un'altra quota (1315 m) non indicata in cartina, più bassa della precedente, anche qua c'è un ometto. Adesso scendiamo trovando qualche albero e poi saliamo di nuovo e a 01h 55' siamo al punto più alto della cresta, quindi la vetta (1330 m) del Monte Pelato (presente scritta Monte Pelato 1330 m). Scendiamo, trovando ancora qualche albero, fino a una selletta da cui prendiamo a salire e a 02h 09' arriviamo alla quota 1329 m. Qua c'è un cippo di marmo che indica il confine tra le province di Massa-Carrara e di Lucca (lo è l’intero crinale). Da un lato c'è una T (Toscana) e dall'altro niente perché il cippo è rovinato, per cui possiamo presumere che il cippo risalga al periodo pre-unitario, quando qua passava il confine tra il Granducato e lo Stato Estense.
Scendiamo di nuovo, mentre la cresta diventa un ampio crinale con qualche albero. A 01h 13' saliamo un mammellone erboso fino a portarci in 5' alla quota 1325 (1327 m), ultima del crinale. Anche qua c'è un ometto e sotto c'è una trincea della linea gotica. Il panorama si apre sulla costa e sul crinale Focoraccia-Carchio. Scendiamo per facili sfasciumi e a 02h 24' siamo al Passo dell’Angiòla o Foce del Frate o del Fratino (1310 m) così chiamato per la presenza di un monolite di pietra che ricorda, con un po’ di fantasia, appunto una persona incappucciata. La foce è attraversata dal sentiero 156, di cui abbiamo già parlato, mentre qua inizia il 143 (Foce del Frate-Uncini-Altissimo-Passo del Vaso Tondo). Il passo è molto panoramico sulla costa, sul monte Fiocca e sul Sumbra; in primo piano, verso mare, abbiamo il Monte Antona. Adesso seguiremo il 143 fino al Passo degli Uncini. Esso costeggia a est la catena degli Uncini, il sentiero è molto panoramico sulle Apuane dal Sagro al Grondilice, Contrario, Cavallo, Tambura, Sella, Macina, Fiocca e Sumbra, fino alle Panie. Subito saliamo tra qualche albero, poi all'aperto per facili roccette, segue poi leggera discesa e saliscendi con qualche albero. Molte fioriture, in particolare di Aquilegia Bertoloni, poi più avanti diversi esemplari di Astrantia pauciflora con il bel fiore bianco a forma di stella, sono entrambi endemismi apuani, inoltre lungo il percorso vedremo diversi esemplari di Epipactis helleborine (una orchidea).
A 02h 39' gli alberi aumentano, subito dopo c'è una bella finestra panoramica verso la costa cui ne segue un'altra a 02h 47' e una terza a 02h 58'. Le finestre sono sulla destra e la cresta presenta qualche monolito calcareo e altre formazioni erose dalle acque. A 03h 07' siamo al Passo degli Uncini (1367 m). Questa piccola sella è panoramica sulle Apuane settentrionali, dal Sagro al Sumbra, sull'Altissimo, sul Picco di Falcovaia e le Apuane meridionali. Inoltre permette la visione delle marmifere dell'Altissimo e della vecchia Cava dei Colonnoni e di Cava della Tela (dove transita il sentiero 152A (ex32), vedi relativa escursione). Qua transita il sentiero 153⇩ che adesso seguiremo mentre il 143 prosegue per la vetta dell'Altissimo. Abbiamo incontratto il 153⇩ pochi metri prima del passo, esso sale sulla destra e siamo appunto saliti qualche metro, ma i punti più panoramici sono un po' più lontano. Come detto tramite il 153⇩ torneremo alle Gobbie.
Scendiamo quindi nel bosco e a 03h 15' siamo in uno spiazzo panoramico sulle Apuane, anche se la vegetazione limita un po' la visuale. Segue poi una breve discesa a tornantini e dopo 5' entriamo decisamente nella faggeta, dove il sentiero scende ameno. A 03h 43' arriviamo all'ingresso di una delle grotte di cui è ricca la zona e dopo 10' siamo sulla marmifera (1138 m) che proviene da destra, dalle cave del Fondone, alla base dell'Altissimo. Proseguiamo per pochi minuti verso sinistra e a 03h 55' siamo al bivio 153⇩/156 (1126 m). Il 156 sale a sinistra diretto alla Foce del Frate, noi proseguiamo a destra per tratto comune ai due sentieri. Adesso seguiamo una mulattiera costruita durante l'ultima guerra per permettere di raggiungere facilmente il crinale e le strutture difensive della Linea Gotica. Fatti pochi metri scendiamo verso destra. Il primo tratto è aperto e panoramico, in particolare su Sella e Macina, mentre a 04h entriamo nuovamente nel bosco e scendendo nella mulattiera principale si innestano vecchie vie di lizza delle cave del Pelato. In particolare a 04h 08' siamo a una radura dove un'ampia via di lizza sale verso destra. A 04h 18' chiudiamo l'anello tornando al parcheggio delle Gobbie.