(MS-Carrara) GABELLACCIA–CASA CARDETO–ROCCA DI TENERANO (mt.1206)–ACQUASPARTA (mt.1260)-GABELLACCIA (in parte ANELLO) [§]
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

GABELLACCIA (mt.895)

Località di arrivo:

Gabellaccia (mt.895)

Dislivello mt.:

365

Tempo totale:

4h 10'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Bar Belvedere Acquasparta

Rifornimento acqua:

Miniere - Acquasparta

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

185–140Nord(ex 40)–184–sentiero non numerato–184-140Nord(ex 40)-171-185

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (16)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 26/10/2008





Qui un approfondimento sulla Rocca di Tenerano.
Qui un approfondimento sulla Gabellaccia.
Qui un approfondimento sul sentiero 185.


Arrivati al valico della Gabellaccia, caratterizzato dai ruderi della vecchia Dogana ed indicato da un cartello stradale, parcheggiamo l’auto.
Possiamo farlo in uno slargo della strada, poco avanti, oppure in uno stradello che entra proprio di fronte ai ruderi, ma qua è piuttosto malagevole. Il sentiero 185, che passa dai ruderi attraversa la strada e poi sale a destra, a fianco dello stradello.
Lo prendiamo e, con alcuni tornanti, arriviamo in cinque minuti ad un caratteristico arco di roccia che attraversiamo.
Saliamo nel bosco agevolmente fino ad incontrare sulla destra (22’) l’imbocco del sentiero 140Nord(ex 40) in prossimità di alcune grotte. Il sentiero 140Nord(ex 40) da Torano porta a Monzone e per un breve tratto coincide col 185.
Continuiamo a salire fino ad un secondo bivio (34’): il 140Nord(ex 40) sale a sinistra mentre il 185 continua a destra per una bella pineta.
Prendiamo il sentiero 140Nord(ex 40) e saliamo per una faggeta, sulla sinistra ci sono dei ruderi nascosti dalla folta vegetazione: sono i resti di costruzioni legate alle miniere che si trovano più in alto.
A 43’ il sentiero si apre verso il mare per poi entrare di nuovo nel bosco, poco dopo (51’) un’altra radura panoramica dalla quale passiamo al versante che dà sulla Rocca di Tenerano e sulla Torre di Monzone, siamo nel bosco ed il sentiero è adesso in discesa per una decina di minuti.
A 1h 04’ siamo presso il primo edificio della miniera e subito dopo al secondo, più grande e con una torretta, poi scendiamo e a 1h 10’ troviamo una fonte.
Dopo 5’ troviamo l’ingresso di una delle miniere di manganese preannunciata dalla presenza del minerale nero del metallo lungo il sentiero. Subito dopo segue una salita che all’inizio è piuttosto ripida poi segue un tratto di corda metallica che aiuta in un tratto un po’ esposto, ma non difficile.
A 1h 28’ incontriamo un rudere, che lasciamo a sinistra, e a 1h 31’ un primo bivio con il 171 (che prenderemo al ritorno) e dopo un minuto un secondo bivio con il 174. ancora un paio di minuti e siamo alle Case Cardeto.
Casa Cardeto è ormai fatiscente ed è caratterizzata da un bellissimo faggio centenario, scendiamo seguendo le indicazioni dei sentieri 140Nord(ex 40)/171 e poco dopo troviamo una deviazione a sinistra per il 184 che seguiamo e che ci porta ad una grossa croce di legno alla base della Rocca di Tenerano (1h 37’).
Adesso seguiamo ben evidenti tracce di sentiero alla destra della croce che ci fanno rapidamente salire il modesto monte.
Salendo il panorama si apre sul monte Sagro e sul Pizzo d’Uccello ed a 1h 52’ siamo ad una bella sella panoramica da cui il Pizzo si erge dietro la Torre di Monzone.
Ancora pochi minuti (1h 59’) e siamo in vetta. La zona è molto amena con una piccolissima croce di legno ed un panorama splendido sul mare, sull’Appennino e sul Sagro ed il Pizzo d’Uccello, la Foce di Giovo e la cresta Garnerone fino al Grondilice ed alla Tambura.
Dopo una sosta di 15’ scendiamo ed arriviamo alla croce in 13’ e siamo nuovamente alla casa Cardeto dopo 34’, a 41’ siamo al bivio con il 174 e a 42’ a quello con il 171 che prendiamo. I sentiero sale abbastanza ripidamente per una decina di minuti per poi continuare più tranquillo, a 55’ costeggiamo delle grotte scavate nella roccia calcarea e a 1h 13’ il sentiero passa tra due case ristrutturate per andare in una piana con una mini-maestà dedicata alla Madonna di Fatima, in alto, a sinistra, ci sono alcuni ripetitori.
Invece sulla destra vediamo il piazzale di Acquasparta (parco della memoria molto bello dedicato alla Shoah) e costeggiamo un altro gruppo di case restaurate (1h 15’) presso le quali ci immettiamo nel sentiero 185 che seguiamo a destra.
La discesa nel bosco è molto piacevole, in questo tratto è una pineta, frutto di un rimboschimento non molto rispettoso della flora locale, a 1h 25’ troviamo l’ingresso di due grotte ad interesse speleologico e a 1h 31’ c’è il bivio con il 140Nord(ex 40) e chiudiamo l’anello.
La pineta finisce e percorriamo un tratto molto ameno tra i faggi fino ad arrivare a 1h 40’ al secondo bivio del 140Nord(ex 40) che si dirige a sinistra, continuiamo e a 1h 55’ siamo alla Gabellaccia ed all’auto.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Carrara si segue la strada per Gragnana. Castelpoggio e Fosdinovo, prima di quest’ultimo paese si prende la deviazione a destra per Campocecina (9,5km) e superata la Maestà si arriva alla Gabellaccia (14,5 km) ben indicata da un cartello stradale.
Note
Il percorso è facile e breve, per lo più nel bosco. Interessante è la zona delle miniere di Manganese che erano proprietà della FIAT. La Rocca di Tenerano è molto panoramica e merita la piccola fatica di salirla, specialmente se l’aria è pulita ed i panorami sono tersi. Chi vuole può salire al Piazzale di Acquasparta in cui sono state poste le sculture dedicate alla Shoah del Simposio di Scultura del 2001, particolarmente suggestivo quando c’è la neve.