MONTE NONA
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri

11 Dicembre 2008

(f.f.) Il Monte Nona non è alto, ma è molto panoramico se abbiamo la fortuna di salire in una giornata di buona visibilità. Il panorama va dal mare al Sagro, all’ Altissimo, al Sumbra ed in particolare alle Panie, poi ci sono il Croce, l’Appennino, il Piglione ed il Prana ed in lontananza i monti Pisani.

MONTE NONA

dalla vetta del M. Gabberi: da sx Procinto, Nona, Matanna. Al centro della foto c’è il Callare.Si trova nel comune di Stazzema. È un monte delle Apuane Meridionali formato da calcare rossiccio la cui vetta raggiunge quota 1297 metri. Il monte era conosciuto anticamente come monte delle Porche, le quali sono le piane, cioè le terrazze coltivate.

Alla sua base sud-occidentale si trova il Rifugio Forte dei Marmi mentre a sud si trova l’Albergo Rifugio Alto Matanna.

Presenta un aspetto duplice: pendii erbosi e sfasciumi sul lato orientale verso la Garfagnana ed alti dirupi strapiombanti nel versante verso mare. In particolare la parete Sud-Ovest è un enorme ed impressionante lastrone giallastro, striato di grigio dall’acqua, che scende per oltre 200 metri.

Il gruppo del Monte Procinto è da considerarsi come l’appendice occidentale del Nona da cui è separato dall’Intaglio o Foce del Procinto.

Dal Callare del Matanna parte un facile sentiero per la cresta sud, non numerato, ma ben segnato e ben visibile, che porta alla vetta in circa venti minuti. Un altro itinerario, non segnato, parte invece dalla Foce delle Porchette tramite il sentiero 109.

l’impressionante parete Sud-Ovest fotografata dal sentiero 5Il monte offre agli scalatori opportunità di fare varie arrampicate, in particolare la citata parete Sud-Ovest, alla cui base è stato tracciato il sentiero Bruni[1] (oggi sentiero 5). Essa fu scalata per la prima volta seguendo il canalino Allegri[2] che si trova nella parte più bassa della parete prossima al Procinto. La scalata fu effettuata da F. Brunetti alla fine degli anni venti. Il resto della parete, non offrendo possibilità di progressione, fu vinto solo con l’arrampicata artificiale che fa uso di chiodi a pressione e ad oggi sono state aperte molte vie a cominciare dagli anni ‘60.

Arrampicate normali sono offerte dalla parete nord-ovest, dallo spigolo nord vinto nel 1964, dal canale nord-ovest, dalla parete ovest-nord-ovest e dal canale sud-sud-ovest.

In vetta era presente una croce di ferro che ora giace desolata a terra mentre la vetta è indicata da un ometto, da essa si domina la sottostante vetta del monte Procinto con la sua croce sommitale.

Splendida è la vista che va dal mare al Sagro, all’ Altissimo, al Sumbra ed in particolare alle Panie, poi abbiamo il Croce, l’Appennino, il Piglione ed il Prana ed in lontananza i monti Pisani.

ANELLO DEL MONTE NONA

Il monte è circondato da alcuni sentieri:

  • il sentiero 5 da Stazzema per il Callare del Matanna, il tratto che segue la parete strapiombante sud-ovest fu fatto costruire da Aristide Bruni. Il tratto lungo una cinquantina di metri alla base della parete stessa fu ricavato dalla nuda roccia ed è oggi provvisto di un cavo d’acciaio per sicurezza in caso di neve e ghiaccio, infatti dalla parete cade acqua dall’alto. Una targa marmorea all’inizio della salita dice: “Sentiero alpino A. Bruni luglio 1884”. Una seconda lapide lungo il tratto attrezzato dice: “Questo sentiero per congiungere con breve e sicura via la vallate della Vezza e della Tùrrite Cava fu ideato e compiuto dall’ingegnere Aristide Bruni incoraggiandolo particolari(?) ed il CAI auspice la sezione di Firenze. 26 ottobre 1890 sentiero del Callare 1259m, diramazione per la foce del Procinto 460m, giro della cintura 624m, lunghezza totale 2343m. CAI la sezione di Carrara (Apuana) donò”.
  • Il sentiero 109 dall’Albergo Alto Matanna per la Foce di Petrosciana, esso segue il versante est, erboso e boscoso, del monte, mantenendosi a mezza costa.
  • I sentieri 8 (da Palagnana per Cardoso) e 6 (da Fornovolasco per Stazzema) seguono agevolmente i versanti nord e nord-ovest del monte passando nel bosco per semplici roccette.

È possibile effettuare l’anello intorno al monte in circa cinque ore ed aggiungendo un’altra ora salire alla vetta. L’anello può essere iniziato da Stazzema o dall’Albergo Rifugio Alto Matanna.

I PASSI

Callare del Matanna

a sx il Procinto e sullo sfondo il NonaSituato a quota 1139m, è una sella molto panoramica tra il monte Nona ed il monte Matanna che mette in comunicazione Stazzema, ed in particolare la zona dell’Alpe della Grotta, con l’albergo Rifugio Alto Matanna e quindi con la Garfagnana.

È caratterizzato dalla presenza di un traliccio della corrente e da un crocifisso di grandi dimensioni ben visibile anche da lontano.

Si arriva al Callare con il sentiero 5 da Stazzema passando per l’Alpe della Grotta e si scende in pochi minuti all’albergo Alto Matanna per pendii erbosi nei quali, in primavera, sbocciano numerosi i crochi.

Il termine callare significa valico.

Il crocifisso è stato messo dall’UOEI di Pietrasanta. Fu realizzato inizialmente in cemento e posto in loco nel 1951, restaurato una prima volta nel 1995 e poi nel 1999. Nel 2000 il crocifisso fu realizzato in bronzo e collocato al posto di quello di cemento, dono della Fonderia Artistica Mariani di Pietrasanta, con affissione della targa bronzea il 24 settembre 2000. Infine è stata sostituita la croce lignea con un’altra sempre in legno il 14 settembre 2008, con nuova piccola targa ricordo dell’evento.

Foce delle Porchette

Foce delle Porchette con la maestà addossata alla propaggine nord del M. NonaÈ un intaglio roccioso tra il Monte Nona ed il Monte Croce a quota 982m dominato dalla parete verticale di una propaggine nord del Nona.

È chiamata anche Foce di Porche (il monte Nona era chiamato anticamente Monte delle Porche), di Palagnana o di S. Giovanni. La denominazione Porchette deriva da Porche: cioè piane, terrazze, coltivate.

Da qua passavano le vie di comunicazione tra Stazzema e la sua frazione Palagnana, ancora oggi non collegate con strade carrozzabili[3] e quindi tra l’Alta Versilia e la Garfagnana.

Essa è importante nodo di sentieri: il sentiero 8 da Palagnana si dirige a Foce Moscoso ed a Stazzema mediante l’incrocio con il sentiero 6; il 109 dall’albergo Rifugio Alto Matanna va a Foce di Petrosciana mantenendosi in quota; il 108 va a Foce del Termine costeggiando il Croce.

C’è una bella maestà con la Madonna col bambino e con un altro piccolo che presumo sia San Giovanni Battista.

I RIFUGI

Rifugio Forte dei Marmi

Il rifugio Forte dei Marmi (865m) all’Alpe della Grotta è proprietà del Cai di Forte dei Marmi ed è situato nel comune di Stazzema. Fu inaugurato nel maggio 1966.

Era inizialmente un casolare proprietà della famiglia Gherardi, autonominatisi custodi del monte Procinto che permettevano, a pagamento, l’uso di una scala di legno necessaria per accedere alla ferrata del monte. È situato in luogo molto ameno, circondato da abeti e dominato dal monte Procinto e dalla parete orizzontale del monte Nona mentre poco distante c’è il monte Matanna.

Il rifugio è facilmente raggiungibile con il 5 e 5 bis (nuova numerazione 120) da Stazzema, con il 106 da Pomezzana, con il 121 da S.Rocchino e sempre con il 5 dalla zona del Matanna.

Oltre che per diversi itinerari escursionistici il rifugio è punto di partenza per arrampicatori del Procinto e del Nona e per la famosa ferrata del monte Procinto.

Albergo Rifugio Alto Matanna

Situato nel comune di Stazzema alle pendici meridionali del Nona all’ombra di conifere, è raggiungibile da strada asfaltata dalla Foce di Bùcine.

Fu costruito da Alemanno Barsi che già possedeva e gestiva l’Albergo alpino del Matanna alle Ferriere di Palagnana (687m).

L’Albergo, che prese la denominazione di Alto Matanna, sorse al Piano d’Orsina a 1040 metri alla fine del 1800. Il complesso è dotato anche di una piccola cappella destinata al culto. Barsi, insieme al figlio Daniele, fu l’ideatore, nel 1910, della famosa e sfortunata funicolare aerostatica[4] da Grotta all’Onda per la Foce del Pallone.

I Barsi permettevano agli escursionisti l’uso gratuito della sala dell’albergo e qua, il 27 maggio 1923, fu fondata la sezione lucchese del Cai.

La struttura passò poi alla famiglia Rossi di Camaiore che nel 1973 la cedette al comune di Pietrasanta suscitando il risentimento dei camaioresi che sentivano l’albergo-rifugio come loro proprietà e che avrebbero voluto che lo comprasse il loro comune.

Pietrasanta utilizzò la struttura come colonia estiva per bambini e nel 2008 lo ha messo in vendita, la struttura è stata rilevata dall’attuale concessionaria che ha vinto la concorrenza del Comune di Camaiore che aveva intenzione di farne una colonia per ragazzi ed anziani e di lasciare uno spazio per gli escursionisti.

L’albergo è in posizione privilegiata dal punto di vista escursionistico: qua passa il sentiero 3 (Palagnana-Foce del Pallone-Foce di Grattaculo), il 5 (Callare del Matanna-Stazzema), il 109 (Foce delle Porchette-Foce di Petrosciana ed è facile salire alle vette del Nona e del Matanna.

ITINERARI RELATIVI AL MONTE NONA:

note

1Aristide Bruni: ingegnere milanese residente a Firenze, al quale si deve la prima ascensione documentata del monte Procinto. Il 17 novembre 1879 egli, insieme a C. Dinelli ed alle guide E. Bertozzi, Efiso Evangelisti di Pruno e G. Evangelisti, salì il monte per quella che poi sarebbe diventata la ferrata. In realtà pare che la sommità della montagna fosse stata raggiunta già anni prima da alcuni boscaioli che erano saliti per tagliare il bosco sommitale nel 1848. Bruni divenne un grande estimatore della zona che promosse dal punto di vista alpinistico e turistico. Fece costruire il sentiero a lui dedicato ed anche la famosa ferrata, a cura del Cai di Firenze, che divenne operativa nel 1893.

2 Chiamato così in ricordo dello sfortunato giovane che precipitò dopo averlo quasi vinto nel 1926.

3 In realtà un tentativo di costruire una strada fu fatto ad iniziare dal 1973: la strada asfaltata oggi arriva all’inizio del sentiero 5/6 e poi prosegue come sterrato per circa un chilometro fino a Casa Giorgini: l’intenzione era quella di arrivare alla Foce delle Porchette e poi scendere a Palagnana. Naturalmente avrebbe devastato l’intera zona.

4 Qui un approfondimento.

 

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