MONTE DEI RONCHI
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri

03 marzo 2010

(f.f.) il monte dei Ronchi è un piccolo monte, a forma di panettone, vicino all’Altissimo. Non è molto conosciuto ed è poco frequentato dagli escursionisti che possono comunque vederlo dalle montagne che lo circondano, oltre all’Altissimo: il Picco di Falcovaia, il Corchia, il Freddone e il Sumbra.

MONTE DEI RONCHIda Passo di Croce: il monte dei Ronchi, a dx, sullo sfondo al centro il monte Altissimo e a sx le Cervaiole

Il monte dei Ronchi è alto 1354 metri e si trova interamente nel comune di Seravezza. Con la sua mole boscosa a forma di panettone domina il paese di Campagrina.

È una vetta modesta circondata dal monte Altissimo, dal Picco di Falcovaia, dal Corchia, dal Freddone e dal Sumbra.

Si sale alla vetta partendo dal colle omonimo, forato da una breve galleria della marmifera, seguendo tracce di sentiero.

Sulle sue pendici si apre l’abisso Franco Milazzo che si sviluppa per 8 km con un dislivello di 700 metri. inoltre sono presenti antiche cave.

ETIMO[1]

Il nome deriva dal latino medioevale runcus (= terreno disboscato, sterpeto, terreno incolto da dissodare). In latino runca è l’erbaccia e runcāre significa sarchiare[2]. In zona il toponimo è presente come: Entroronco (Polla del Cartàro a Canevàra), Roncaccio (Canevàra), Roncali (Forno), Ronchi (Marina dei Ronchi), Roncivalle o Roncisvalle (Antóna).

Questo termine non è presente solo da noi, ma è abbastanza diffuso in altre zone.

Ricordiamo la terzina di Dante[3]:

Aronta è quei ch’al ventre li s’atterga

che ne’ monti di Luni, dove ronca

lo Carrarese che di sotto alberga

COME SI SALE

Si segue il sentiero 31 partendo dalla Galleria del Castellaccio presso Arni oppure dalla Galleria del Cipollaio. In entrambi i casi ci si porta sulla marmifera fino alla galleria del Colle dei Ronchi. Tracce di sentiero sono presenti sul lato verso Arni, esse portano alla vetta in circa 30 minuti. La salita è ripida e faticosa tra rovi e lamponi fino ad una crestina che porta alla sommità da percorrere con una certa attenzione. Il luogo è pochissimo frequentato, il sentiero non è segnato e le tracce sono piuttosto confuse.

Esistono comunque altri percorsi per salire, sempre per tracce di sentiero, uno dalla località Tre Fiumi.

LA VETTAsulla vetta, sullo sfondo il monte Sumbra, seminascosto

La vetta è un pianoro erboso senza alcun segno distintivo. Essa è molto panoramica sui monti circostanti. Inoltre nelle prossimità della vetta c’è “un buco soffiante” dell’Abisso Milazzo che solo gli speleologi possono esplorare.

INTORNO AL MONTE

Campagrina

Frazione del comune di Stazzema a 805 metri tra Tre Fiumi ed Arni. Si trova tra il monte Altissimo ed il Sumbra, proprio alle falde del monte dei Ronchi. A lungo il borgo è stato legato all’attività estrattiva del marmo. Da qua partono itinerari per portarsi alla base della parete sud del Sumbra.

Galleria del Castellaccio

La galleria del Castellaccio, lunga circa 500 metri, si trova per metà del comune di Seravezza e per metà di quello di Stazzema. È la seconda delle due gallerie che permettono il collegamento tra Massa ed Arni.

Galleria del Cipollaio

Si trova a quota 799 metri ed è lunga 1125 metri, prende il nome dal colle sotto il quale la galleria è stata scavata. È percorsa dalla strada omonima che dalla bassa Versilia (Querceta e Seravezza) porta in località Tre Fiumi. Lungo il percorso, in passato, passava una ferrovia marmifera. L’opera è della fine del 1800 e permise di mettere in comunicazione la Versilia con i bacini marmiferi di Arni e la Garfagnana in generale. Poi fu necessario ancora altro tempo per la sistemazione dei collegamenti con Castelnuovo Garfagnana e la zona di Massa. In particolare la galleria fu scavata dal 1875 al 1878 e per i suoi tempi era davvero un’opera unica in Italia. Prima dell’imbocco della galleria, provenendo dalla Versilia, si stacca una strada a sinistra in direzione delle cave delle Cervaiole.

Tre Fiumi

È un’aspra e selvaggia conca a circa 750 metri di quota devastata da cave e ravaneti, in particolare dalla spettacolare cava, ormai abbandonata, che porta ancora il cartello Henraux all’ingresso che ricorda la vecchia proprietà e dalla cava Le Tagliate addossata alla galleria. Esistono ancora gli edifici di servizio della cava ed un ristorante funzionante: La Romana. Qua arriva sia la strada dal Cipollaio da Seravezza e quindi dalla Versilia che la provinciale Arni-Castelnuovo che attraversa anche la breve galleria omonima. Oggi questa località è l’incontro di tre strade e potrebbe essere quindi, più propriamente, denominata Tre Strade, ma il nome attuale origina dall’incontro di tre rami fluviali: il Canale del Freddone, che è parallelo alla strada del Cipollaio, la Tùrrite Secca parallela alla strada per Castelnuovo ed il ramo che scende da Arni della stessa Tùrrite che è parallelo alla strada da Arni. Sono zone carsiche e quindi i letti dei fiumi sono quasi sempre asciutti. La zona, che si trova nel comune di Stazzema, a seguito di accordi con la società Henraux del 2006, dovrebbe essere sistemata con la costruzione di un teatro in una cava dismessa e la trasformazione degli edifici ex officine ed uffici della Società Henraux in un centro accoglienza per i turisti per la valorizzazione delle marmitte dei Giganti, delle Cave dismesse e dei beni naturalistici della valle di Arni.

Abisso Franco Milazzo

È una grotta di interesse speleologico situata nel monte dei Ronchi. Alla fine della galleria del Cipollaio (versante garfagnino) una stradina lungo il canale del Freddone porta in pochi minuti all’ingresso che si trova 10 metri sopra l’alveo del torrente sulla sua sinistra orografica. La quota d’ingresso è a 840 metri, il dislivello totale è 700 metri calcolato partendo da un’apertura della grotta scoperta presso la vetta. Dall’ingresso la grotta scende per almeno 280 metri. Lo sviluppo lineare, al momento, è superiore agli 8 km . L’apertura della grotta fu individuata sin dal 1987 e censita come FA70, ma l’esplorazione iniziò ufficialmente nel 1989 ad opera del Gruppo Speleologico Faentino e continuò alacremente negli anni successivi. Attualmente è classificata come la ventunesima grotta in Italia per lunghezza.

Colle dei Ronchila galleria presso il colle dei Romchi, il sentiero per la vetta sale a dx

Si trova a 1210 metri ed è forato dalla galleria lunga un centinaio di metri della marmifera per le cave del Fondone, oggi sentiero 31.

SENTIERO 31

Azzano (452m) - Foce del Giardino (1022m) – Cervaiole - Strada marmifera per le cave del Fondone - Arni (916m) innesto 144 -Strada Marmifera per il Passo Sella - Passo di Sella (1500m) – Arnétola (ca 900m). Da Azzano, dopo una ripida scalinata, ci immettiamo in una mulattiera che costituisce il sentiero, superiamo alcuni ruscelli fino ad arrivare, a circa 750 metri, presso ad alcuni ruderi tra cui una pregevole fornace a pianta circolare. Seguiamo il bosco fino alla Foce del Giardino da cui iniziamo a vedere l’Altissimo con le sue impressionanti cave abbandonate: la Tacca Bianca e quella dei Colonnoni, mentre più in basso c’è la Cava Massa ancora in funzione. Poi iniziamo a salire il pendio roccioso del Picco di Falcovaia in parte per gradini e poi per una bella via di lizza impreziosita da rari piri marmorei fino al piazzale di cava dove il sentiero è interrotto dai lavori della cava delle Cervaiole. Dall’altra parte della cava il sentiero segue la strada asfaltata per il Colle del Cipollaio per poi immettersi a sinistra nella marmifera per le cave del Fondone. Dalla cava si scende nel bosco fino alla galleria del Castellaccio, dalla curva prima della galleria per Arni seguiamo una via di cava ripida ed ormai inerbita che porta alla Madonna del Cavatore, poi alle case Giannelli ed al Rifugio Puliti da cui scendiamo verso il parcheggio e la strada. Dal parcheggio all’ingresso di Arni il sentiero diventa la marmifera per le cave della zona, quasi tutte abbandonate. Superiamo una sbarra metallica e saliamo sempre ripidamente fino al Passo Sella. Si superano piazzali di cava, edifici abbandonati ed il bivio per la Cava Faniello. Ai lati del sentiero la cresta del Macina da una parte e le pendici del Fiocca dall’altra. Il sentiero arriva al passo di Sella dal quale la marmifera prosegue per le cave Ronchieri. La marmifera per il passo Sella, destinata in realtà alle cave Ronchieri, costruita negli anni ’70 è diventata il vecchio sentiero 31, che in buona parte ha ricalcato. In passato l’ultimo tratto rappresentava il collegamento da Vagli ad Arni ed è una bella mulattiera che passa per boschi alla base del versante orientale del Sella.

 

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1 Molte di queste notizie sono tratte da: Carlo Alberto Del Giudice, Toponomastica storica della valle del Frigido (Massa di Lunigiana), Biblioteca Nuova Serie N. 125, Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi, Aedes Muratoriana, Modena, 1992, pag 134.

2 Sarchiare significa ripulire il terreno in superficie mediante il sarchio o altri strumenti in modo da asportare le erbacce o favorire la respirazione delle radici delle piante aumentando la quantità di terra attorno alla pianta stessa. Il sarchio è la zappa con il bidente.

3 Dante, Inferno, XX, vv. 46-48.

 

LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri