MONTE FORATO

LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri

07 Febbraio 2009

Ed ecco appresso

sta il Corchia aspro, e il nudo Pietra Pana,

cui la montagna forata s’addossa

d’immane ponte adamantino a foggia,

ch’arte tu credi eppur natura eresse!

Giuseppe Tigri[1]

(f.f.) il monte Forato è uno dei monti di maggior fascino delle Apuane, facile da raggiungere ed unico per la particolarità del suo foro che da sempre ha attirato escursionisti, viaggiatori e scienziati. Particolarmente spettacolari sono le albe ed i tramonti attraverso il foro, visibili, rispettivamente, dalla Versilia e dalla Garfagnana ed i passaggi della luna e di altri corpi celesti che attirano l’interesse degli astrofili. La zona del Forato permette diverse possibilità di escursioni tra cui alcuni interessanti anelli e, volendo, è possibile percorrere anche una ferrata aerea, ma abbastanza semplice, che porta alla vetta principale.

MONTE FORATO

il monte Forato visto da Pruno, a dx la vetta maggioreIn passato chiamato anche Penna o Pania Forata si trova interamente nel comune di Stazzema.

È una vetta rocciosa con due punte (1223 e 1209 metri) caratterizzata da un grande arco naturale aperto tra le due cime che gli dà il nome e che, da sempre, ha attirato scienziati, escursionisti e curiosi. Inoltre ha stimolato la fantasia popolare nella creazione di storie e di leggende sull’origine del foro stesso.

Una grande croce è situata sulla vetta minore e da essa si gode una vista superba specialmente sul gruppo delle Panie.

La montagna è facilmente raggiungibile con diversi sentieri e, se non si soffre di vertigini, è possibile percorrere anche l’arco sommitale.

Il versante della montagna verso la Versilia è prevalentemente roccioso mentre quello garfagnino è più tranquillo e boscoso.

LA VETTA ED IL FORO

La vetta ha due punte: la cima settentrionale, dove si trova la croce è 1209 metri, la meridionale, la maggiore, è alta 1223 metri. Tra le due vette si trova il celeberrimo arco di roccia.

La vetta più frequentata dagli escursionisti è quella settentrionale, molto ampia e di accesso facilissimo. l’arco del foro visto salendo alla vetta minore

Il foro è largo 32 metri ed alto 26 metri e lo spessore minimo dell’arco roccioso è otto metri. Attraverso di esso, in direzione Versilia, si vedono i tre paesi di Cardoso, Volegno e Pruno oltre al resto del panorama che arriva al mare.

Il foro è stato causato da fenomeni erosivi di acqua e vento sulla roccia calcarea già di per sè soggetta a fenomeni carsici, per quanto una leggenda popolare lo faccia derivare da una lotta titanica tra l’eremita San Pellegrino ed il Diavolo tentatore[2].

Il foro è chiamato anche arco o passo del monte Forato e si trova a quota 1160 metri. Di fianco ad esso passa il sentiero 110 ed è attraversato dal 12.

Lungo il sentiero 110, provenendo dalla foce di Petrosciana, in 45’ si arriva ad un intaglio panoramico: a sinistra un sentierino porta alla vetta maggiore, mentre a destra un altro percorre l’arco roccioso mentre il sentiero 110 continua in leggera discesa verso il vicino foro.

Chi volesse salire l’arco tenga presente che la salita è breve, ma richiede attenzione e mancanza di vertigini, in particolare c’è un passaggio esposto da superare. È possibile, comunque, arrivare ad una sorta di pianoro sommitale e panoramico dell’arco, salendo, più facilmente, dall’altro lato dalla parte della vetta minore.

La grande croce è situata sulla vetta minore (settentrionale) e da essa si gode una vista superba sulle Panie, Appennino, Monte Croce e gruppo del Procinto e sulla sottostante Cresta Pulita. Questa croce fu eretta il 31 agosto 1913 nel XVI centenario Costantiniano e restaurata nel settembre 1995, come si ricava dalla lapide marmorea murata sul basamento della croce stessa.

Sotto la cima settentrionale ci sono resti di trincee e di fortificazioni costruite dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Esse facevano parte del sistema difensivo conosciuto come linea gotica.

Come si arriva in vetta  la croce sulla vetta minore, sullo sfondo, il Procinto, dietro il Matanna e a dx il monte Gabberi

  • Dalla Foce di Petrosciana: sono possibili tre itinerari diversi. Il sentiero 110 per la Foce di Valli porta direttamente al foro, mantenendosi in quota. Da esso si stacca la Ferrata Salvatori per la vetta maggiore. Il sentiero 131 sempre per la Foce di Valli si mantiene più basso e, presso la Casa del Monte, incontra il 12 che attraversa il foro. Scendendo sul versante occidentale è possibile prendere il sentiero 124 dal quale si staccano tracce di sentiero presso Casa Bosi (circa 1000 metri) che tagliano il versante del monte fino al foro.

  • Da Fornovolasco: il sentiero 6 porta alla Foce di Petrosciana, oppure con la diramazione 12 direttamente al foro.

  • Da Cardoso: il sentiero 12 porta al foro dal versante opposto rispetto a Fornovolasco passando per Casa Colombara. Altrimenti il 7 che porta a Collemezzana (e poi a Foce di Valli) e, tramite il 124, va a recuperare il 12.

  • Da Foce di Valli: il sentiero 110 ed il 131 in direzione opposta a quelle indicate precedentemente. Particolarmente panoramico il 110 per la rocciosa Cresta Pulita.

Sono possibili anche itinerari per rocciatori lungo la cresta Nord-Ovest per la cima nord.

ANELLI

Il gran numero di sentieri che circondano la zona del monte Forato permettono di effettuare diversi anelli con parecchie varianti:

  • Anello da Fornovolasco: è quello più comune partendo dalla Garfagnana. Sentiero 6, Chiesaccia (ruderi di chiesa medievale), Foce di Petrosciana. Sentiero 110 oppure 131 per la vetta e ritorno con il 12. Oppure dalla vetta andare a Foce di Valli sia con 110 che 131 e da qua scendere con 130 a chiudere l’anello. Il percorso presenta diverse varianti con un massimo di circa 6 ore di cammino.

  • Da Aleva: è questo un borgo abbandonato che si raggiunge facilmente da Fornovolasco. Qua si prende una mulattiera segnata GT in salita fino ad incontrare il 137 presso una marginetta. Poi Foce di Petrosciana innestandosi nel 6. Sentiero 110 o 131 per la vetta, discesa con l’ altro sentiero fino a Petrosciana, 109 per le Porchette, 108 per il Termine, da qui in breve di nuovo ad Aleva. Percorso di circa 6 ore che passa attorno al monte Croce.

  • Da Cardoso: è l’anello partendo dall’Alta Versilia. Sentiero 7 per Collemezzana e Foce di Valli. Sentiero 110 per la Cresta Pulita e la vetta e poi con il 12 ritorno a Cardoso passando da Casa Colombara per un totale di 6, 7 ore. È possibile da Cardoso con il 12 e con il 124 andare alla Foce di Petrosciana, da qui alla vetta e scendere ancora con il 12.

FERRATA DEL MONTE FORATO

 la salita dell’arco sommitale, il foro si vede in basso. In alto la croce e a destra la Pania della Croce.La via ferrata si stacca dal sentiero 110 proveniente da Foce di Petrosciana per Foce di Valli. Fu costruita dalla sezione Cai di Forte dei Marmi e fu intitolata all’ingegner Renato Salvatori, già vice presidente della sezione stessa.

Salvatori fu progettista della ristrutturazione del rifugio Forte dei Marmi nel periodo 1963-1966 ed a lungo fu animatore entusiasta delle attività sezionali.

La ferrata percorre la cresta Sud-Est del monte terminando prima della cima meridionale del monte stesso (1223 m). Lo sviluppo totale della cresta è di 1250 metri di cui 330 attrezzati con cavo metallico ancorato alla roccia su paletti di ferro, il dislivello superato è di 262 metri dalla Foce di Petrosciana alla vetta.

Una scala metallica di 5 metri permette di superare un tratto verticale iniziale piuttosto esposto. La roccia della cresta è calcare cavernoso soggetto ad erosione per l’azione del sole e della neve. Il tratto attrezzato termina poco prima della vetta. Nel complesso la ferrata è aerea, ma facile, adatta anche ad essere percorsa in inverno.

I lavori per attrezzare la via durarono da settembre a dicembre 1977 e l’inaugurazione ufficiale ci fu il 24 maggio 1978. La ferrata subì in seguito lavori di ristrutturazione ed il 24 maggio 1998 fu apposta una targa commemorativa all’inizio del tratto attrezzato per ricordare i venti anni dall’inaugurazione con la scritta: “Sentiero Ing. Renato Salvatori”.

ALBA E TRAMONTO ATTRAVERSO IL FORO

I fenomeni più notevoli dal punto di vista astronomico sono la doppia alba ed il doppio tramonto attraverso il foro. Essi sono veramente spettacolari.

Interessante è pure vedere il transito della Luna, di Venere e di altri corpi celesti. Questi fenomeni[3] sono apprezzabili da luoghi diversi punti e in date ben precise. In rete è possibile trovare informazioni dettagliate di questi avvenimenti.

Alba nell’arco del Forato

Dalla Versilia è possibile apprezzare la “doppia alba”. Il sole sorge una prima volta all’interno del foro, poi viene oscurato dall’arco e quindi ricompare sopra lo stesso con uno spettacolo notevole.

La visione migliore è da casa Piastrola nel borgo di Pruno (22-25 maggio e 20-23 luglio) circa 20’ dopo il sorgere del sole. Posteggiata l’auto nel parcheggio del paese si sale a destra nel borgo e poi a sinistra in uscita seguendo i segni del sentiero per l’Acquapendente fino a vedere ben evidente il monte sopra la casa Piastrola. Il giorno migliore è il 25 maggio, ma va bene anche il 23 luglio.

Nello stesso periodo vanno bene come punti di osservazione anche Volegno, Colle d’Orzale, Colle a Iapoli e Tiglieta tutti borghi nei pressi di Cardoso e Pruno.

Il fenomeno è ben visibile anche dal sentiero per il Folgorito che parte da Riomagno di Seravezza. Prima di arrivare al Folgorito si inizia a vedere il monte Forato: questo è il punto di osservazione. I giorni migliori sono il 30 aprile, il 1 maggio e il 12-13 agosto, 15-20 minuti dopo l’alba.

Una sequenza di immagini che può servire a dare un'idea del fenomeno è visibile qui, mentre qui, scegliendolo dal menù a tendina "video & slideshow" è disponibile anche un breve filmato.

Tramonto nell’arco del Forato

Il “doppio tramonto” è ben visibile dalla Garfagnana e dalla media valle del Serchio: il sole sparisce una prima volta dietro l’arco per riapparire poi dal foro con le Apuane ormai già nere.

Il miglior punto di osservazione è dal duomo di Barga il 10 e 11 novembre ed il 30 e 31 gennaio, ma ne esistono tantissimi altri come Calomini nel giorno del solstizio d’inverno.

Luna ed altri corpi celesti

Di grande interesse sono anche i transiti della luna calcolabili con maggior difficoltà e, naturalmente variabili, ma il fenomeno si ripete almeno una ventina di volte ogni anno ed è osservabile da luoghi ed orari diversi.

Discorso analogo vale per il transito di Venere e di alcune costellazioni ben riconoscibili.

NE HANNO SCRITTO

Ho trovato alcuni autori che hanno visto e descritto il monte Forato sin dal Settecento, quella che segue è una scelta di quelli che conosco.

1743

Fino alla scesa immediata di Stazzema, osservai a mano sinistra orribili dirupi di montagne. A mano destra rimane un monte scoscescissimo, detto il Monte Forato, accanto alla Pania, in cima del quale è un masso di marmo sterminato, ritto e forato a guisa d’una gran porta, o finestra. Mi fu fatto osservare il giorno dopo da Stazzema, donde comparisce simile ad una finestra, attraverso alla quale passa la luce; e mi fu detto che vi si passa di sotto, e vi si gira d’intorno, e si cammina anche sopra all’architrave di essa finestra, che è larghissimo. Egli verisimilmente è avanzato alle immense rovine, seguite in questa pendice per la rosura de’ Torrenti, come congetturai a car. 8, ma quel foro potrebbe essere stato naturale in principio, e di poi ingrandito, ed aiutato con l’arte dai Liguri Apuani[4].

1762

Il Monte Forato è un arco naturale grandissimo tutto di marmo il quale è sulla cresta della pendice di un monte attaccato nel basso con la Pania, ed è a 2 miglia lontano da lei a Mezzogiorno. Si è già detto che tutta la gran Valle del Pietrasantino nell’alto è caduta affatto e dirupata. Il dirupamento ha prodotto quest’arco, perchè mancatogli sotto il masso della pietra, l’arco essendosi trovato saldo e quasi circolare, e ben appoggiato sopra i suoi piloni perpendicolari con i quali fa tutto un masso continuo, e che sono parte dello stesso monte di qua e di là, è rimasto così grosso modo, e massiccio, e sopra ricoperto di terra, e di cespugli di carpini e faggi. Egli è tanto largo che vi si può passare e vi si passa sopra, ma bisogna non essere soggetto a giramenti di testa altrimenti si va in precipizio. Io non volli avventurarmi a passarci sopra perchè il pavimento non è piano, ma una molto ardita curva, che precipita dalle due parti laterali[5].

1874

Dal dorso della Petrosciana spicca una cresta dentellata, parte degli erti gruppi che circondano la base della Pania, denominata il monte Forato, dal traforo naturale sulla sua sommità, quasi un arco di magnifico ponte, sostenuto dai suoi piloni, stupendo spettacolo visibile dai monti e dalle vali della Versilia. Questo monte così particolare destò fino dal secolo XVI la curiosità dei naturalisti: il Giansonio ne pubblicò una incisione nelle sue tavole delle illustri città di Italia[6].

1876

Dalla base di questa [la Pania della Croce] specie di piramide parte l’enorme muraglia che difende la valle a Nord-Est e termina a Sud-Est colla Pania Forata, o Monte Forato, il quale presenta un fenomeno assai raro. Pare impossibile che quella cima d’uomo, quel principe degli osservatori che era l’abate Spallanzani, avendo percorso lo stesso cammino da me tenuto, e per di più attraversate le Panie che descrisse, non faccia verun cenno per quanto io sappia, della Pania Forata. Dunque ve ne dirò io qualche cosa. [Stoppani continua spiegando il fenomeno del sole che attraversa due volte l’anno un altro monte forato: il Martinsloch o Pertugio di S. Martino nella valle del Linth in Svizzera. Ed accenna anche al monte Torghatten in Norvegia] Rimontando la Versilia, appena al di là di Ruosina, vi trovate in faccia a quella maraviglia della natura, che si presenta verso oriente, mentre la valle ascende da Ovest ad Est. Da quella cortina o muraglia che vi ho detto, si rizza maestoso un monte bicorne. È precisamente la Pania Forata. Il pertugio si apre proprio nel mezzo della fronte, tra i due corni, come l’occhio di Polifemo. È un gran foro, una caverna ovale, un po’ triangolare. Io credo debba avere almeno 50 metri di luce pel largo, e quasi altrettanti d’altezza [nota dell’autore: ricordo che la mia gita si effettuò nel 1872. nel Bollettino del Club Alpino Italiano del 1873 leggesi un’interessante descrizione della Pania della Croce di G. Dalgas. Il Monte Forato è alto 1172 metri sul livello del mare. Il foro può avere, secondo l’autore, 30 metri di altezza e da 20 a 25 di larghezza. Io lo credo più vasto.] Certi il pertugio delle Apuane non presenterà il bel fenomeno del pertugio delle Alpi Retiche, perchè correndo, come ho detto, da Est a Ovest, un po’ che sia lungo, non può essere facilmente infilato dal raggio che gli venga o dalla levata o dal tramonto del sole, anche nel giugno, quando il sole è più alto sull’orizzonte.......... La Pania Forata mi par troppo meridionale, perchè possa sperarne la visita [del sole]. Però anche senza sole, era pur bello, com’io lo vidi, quello specchio di purissimo cielo, entro quella cornice di rupi! Quell’azzurro che spiccava così sereno fra il grigio cinereo della montagna, tutta irta, ignuda, seminata di antri cupi e selvaggi, che disegnavano le loro livide ombre sulla parete quasi a picco sparsa soltanto di qualche strappo di verzura! Dev’essere il grande spettacolo per colui che per l’opposto pendio ascende alla valle del Serchio e rimontando il torrente Petrosciana, si affaccia all’immane pertugio, ove gli si allarga d’improvviso allo sguardo l’immenso mare! Ma non mi fu possibile goderne[7].

1910

The view through the enormous aperture, a hundred feet in diameter at least, was stupendous. Appearing straight down beneath our very feet lay the villages of Cardoso, Volegno, Relignano [Retignano], and Ponte Stazzimese [Stazzemese]. Thousands of feet below, further on, could be seen Serravezza and Pietrasanta, and then the blue Mediterranean sprinkled over with the white sails of fishing boats from Spezzia to Leghorn. No finer view can be imagined, especially as it is a Gargantuan picture framed by the rugged walls surrounding this glorious arch of nature[8].

NEI PRESSI DEL MONTE

Aleva

Gruppo di casolari in pietra sulla sommità di un pianoro a 916 metri, raggiungibile da Fornovolasco. Alcuni sono stati sistemati ed usati per le vacanze. Si trova nel comune di Vergemoli. Da esso un sentiero porta al Termine.

Cardosol’arco visto in discesa sul sentiero 12 per Cardoso

Piccolo paese nel comune di Stazzema situato a 265 metri alle falde del Monte Forato. È famoso per l’estrazione della pietra omonima che è un’arenaria metamorfica usata per fare mensole, stipiti, pavimentazioni, tetti ed, in passato, usata anche come pietra da costruzione. Le relative cave si aprono qua e là intorno al paese. La strada dal fondovalle continua in alto per Volegno e Pruno. Il paese è stato epicentro dell’alluvione che il 19 giugno 1996 provocò danni e diverse vittime nell’alta Versilia. La ricostruzione è, in parte, ancora in corso ed i segni si vedono nei boschi che circondano il paese. Da qua partono tre sentieri importanti. Il sentiero 8 per Foce Moscoso e la Foce delle Porchette che costeggia in parte il canale Versilia ed inizia da una casetta-captazione poco a monte del paese. Il sentiero 12 che parte nello stesso punto è diretto al monte Forato ed interseca il 124 Foce di Mosceta – Collemezzana – Foce di Petrosciana. Il sentiero 7 parte in prossimità della chiesa ed è diretto a Collemezzana - Foce di Valli – Rifugio Rossi – Piglionico.

Casa Colombara

Costruzione abbandonata, ma non distrutta, (agg.: in via di ristrutturazione al Marzo 2010) alle pendici del monte Forato a 767 metri di quota. Si arriva ad essa col sentiero 12 da Cardoso che qua incrocia il 124 Foce di Mosceta – Collemezzana – Foce di Petrosciana. Il sentiero 12 prosegue per un tratto sulla sinistra insieme al 124 per poi staccarsi in direzione della foce del Monte Forato e la Casa del Monte. La costruzione in pietra locale è immersa nel verde del bosco ed è circondata (ahimè) da una gran quantità di spazzatura, ben visibile in basso nel crinale del bosco.

Casa del Monte

A quota 919 metri, erano dei ruderi, ora restaurati, alle pendici del Monte Forato cui si può pervenire col sentiero 131 Foce di Petrosciana-Foce di Valli, oppure col 12 Cardoso-Fornovolasco.

Collemezzana

È un gruppo di case a 775 metri di quota situato in posizione panoramica sotto la Pania della Croce e di fronte al Gabberi ed al Lieto. Adesso saltuariamente abitato, ma in passato era abitato da alcune famiglie che si dedicavano all’agricoltura nei terrazzamenti vicini. Tra gli abitanti ricordiamo Angiolo Bartolucci (1871-1945) detto il Nonno, molto ospitale con gli escursionisti di passaggio. Egli fu ucciso dai tedeschi 10 giorni prima della fine della guerra mentre accompagnava un gruppo di soldati alleati. È importante crocevia dei sentieri 7 e 124.

Costa Pulita

È così chiamato il versante erboso a est della Pania della Croce che dal Passo degli Uomini della Neve scende a Foce di Valli, attraversato dal ripido sentiero 7. Prende lo stesso nome anche la continuazione del crinale da Foce di Valli al Forato percorsa dal sentiero 131 in basso e dal 110 in quota. Il nome deriva dalla mancanza di vegetazione. C’è da aggiungere che mentre il versante il versante orientale è prativo e boscoso, quello occidentale e marittimo è roccioso con grotte ed aspre pareti verticali, mentre i boschi prosperano solo in basso nella Valle di Cardoso.

Foce di Petrosciana

È valico importantissimo (961 metri) tra l’alta Versilia e la Garfagnana sin da tempi remoti, insieme a quello del Cipollaio. Da qua sarebbe dovuta passare una carrozzabile solo progettata e non realizzata poiché fu preferito realizzare la strada fino ad Arni, per accedere ai bacini marmiferi e fu trasformata la vecchia linea ferroviaria per il Cipollaio in carrozzabile. Per questo motivo la zona è rimasta incontaminata e mantiene l’aspetto che hanno conosciuto i viandanti dei secoli passati. La foce è molto panoramica sul gruppo del Procinto da una parte e sul Croce dall’altra, sull’Appennino e sulla cresta della Pania Secca. È presente quella che sembra la base per una maestà ormai perduta o per una lapide e molte indicazioni per sentieri e croci commemorative. Da qua passa il sentiero 6 che da Stazzema continua in verso Fornovolasco, che era l’antica via di collegamento, mentre a destra in basso c’è il sentiero 131 per Casa del Monte, Foce di Valli ed il Forato, in alto invece c’è il sentiero 110 alternativo per il Forato e Foce di Valli con l’indicazione anche della ferrata: è questo il sentiero dedicato all’ingegner Renato Salvatori.

Foce Valli

Ripiano erboso alla base della imponente parete sud della Pania della Croce a quota 1266 metri. È punto di comunicazione tra l’alta Versilia (Cardoso) con la Garfagnana (Fornovolasco) ed è importante nodo di sentieri. Qua arriva il sentiero 110 dalla Foce di Petrosciana dopo aver percorso la Costa Pulita, il 131 sempre dalla Foce di Petrosciana mantenendosi più basso nel bosco, il 125 dalla Foce di Mosceta ed il 7 da Cardoso per Piglionico. Non è raro vedere mufloni e cavalli al pascolo. Un albero solitario offre ombra al viandante stanco. Il luogo offre un panorama splendido sulla Pania della Croce.

Fornovolasco

Borgo a 480 metri immerso nel verde alle pendici della Pania Secca nel comune di Vergémoli. Esso è dominato dalla bella vista della Pania della Croce e del monte Forato e si trova alla confluenza di tre torrenti che proseguono poi come Tùrrite di Gallicano. Il paese deve il suo nome e la sua fortuna passata all’attività iniziata da fabbri bresciani e bergamaschi che vennero nel secolo XV per lavorare il ferro presente nelle montagne circostanti, anche per farne palle da cannone. Già all’inizio del 1800 l’attività dei fabbri era quasi scomparsa ed il paese si ridusse in condizione di gran povertà da cui si è risollevato con l’esplorazione e l’apertura turistica della Grotta del Vento. Qua iniziano i sentieri 6 per la Foce di Petrosciana ed il 130 per quella di Valli.

I SENTIERI

Sentiero 6

Stazzema (ca500m) – incrocio 5 - incrocio 5 bis (nuova numerazione 120) – incrocio 121 - Fonte di Moscoso (800m) incrocio 8 – incrocio 124bis – incrocio 124 - Foce di Petrosciana (961m) incrocio 131 e 110 – incrocio 137 - Petrosciana (704m) – incrocio 12 - Fornovolasco (480m). Antica strada di collegamento tra l’Alta Versilia e la Garfagnana, portava da Stazzema a Fornovolasco e da qui a Gallicano. In passato si pensò anche di trasformarla in carrozzabile, ma poi si optò per la strada del Cipollaio, mantenendo inalterata la zona. Numerosi sono i sentieri che incrociano questa via principale e numerose le maestà, testimonianza della religiosità popolare. Nel primo tratto del percorso si incrociano la Casa Giorgini e la Casa del Pittore

Sentiero 7

Cardoso (265m) – Collemezzana (770m) innesto 124 - Foce di Valli (1266m) innesto 110, 125, 130 - Passo degli Uomini della Neve (1690) – innesto 126 - Focetta del Puntone (1611m) innesto 139 -Rifugio Rossi (1609m) – innesto 127 – Piglionico innesto 138, 133.

Sentiero 12l’arco del Monte, qua passa il sentiero 12

Cardoso (265m) – Casa Colombara (767m) - Penna Rossa - Arco del Monte Forato (ca 1190m) - Casa del Monte (919m) -Innesto sentiero 6 per Fornovolasco. Il sentiero, in parte, ha risentito dell’alluvione del 1996 ed è piuttosto ripido nella parte iniziale.

Sentiero 110

Foce di Petrosciana (961m) –innesto ferrata del Forato - arco del Forato ed innesto sentiero 12 - Monte Forato (1209m) - Foce di Valli (1266m). All’inizio si percorre la cresta del Forato che si lascia presso il raccordo con la ferrata per entrare nel bosco, il sentiero si mantiene più o meno parallelo alla cresta ed arriva all’arco del monte poi scende ed in seguito sale per percorrere la panoramica Costa Pulita, in parte all’aperto ed in parte nel bosco fino all’ultima discesa per la Foce di Valli.

Sentiero 124

Foce di Petrosciana (961m) – innesto 124bis – Casa Colombara (767m) innesto 12 - Penna Rossa - Collemezzana (770m) innesto 7 - Foce di Mosceta (1170m). Unisce due tra i nodi più importanti per le escursioni nelle Apuane meridionali.

Sentiero 131

Foce di Petrosciana (961m) - Casa del Monte (919m) incrocio 12 - Foce di Valli (1266m) incrocio 130, 125, 7. il sentiero per lo più si sviluppa nel bosco. Lungo di esso, nel tratto verso la Pania è facile imbattersi nei mufloni che prosperano in queste zone.

ALTRI MONTI FORATI

È, il seguente, un elenco parziale:

  • Prestreljenik (monte Forato), alto 2498 metri si trova nel massiccio del Kanin e presenta un finestrone naturale di 10 metri per 7,5. Si trova nelle Alpi Giulie in Slovenia.

  • Martinsloch o Pertugio di S. Martino si trova tra le rocce dei Tschingelhörner in Svizzera. Il foro ha dimensioni 9 per 16 metri e dal sottostante villaggio glaronese di Elm, nella valle del Sernf, due volte l’anno offre lo spettacolo della doppi alba con i raggi del sole che colpiscono il campanile della chiesa.

  • Monte Torghatten ampio 35 metri e alto 20 e lungo 160. È un monte modesto di 288 metri nell’isola di Torget nella municipalità di Brønnøy nella Novegia. Esso può essere facilmente percorso a piedi.

ITINERARI RELATIVI AL MONTE FORATO:

 

note

1 Giuseppe Tigri (Pistoia 1806, Pistoia 1882) abate e scrittore. Fu professore e direttore del Liceo Classico Niccolò Forteguerri di Pistoia. Grande amante del dialetto e dei canti popolari toscani. Celebrò la montagna con grande passione cercando di sposare il Risorgimento nazionale con il patrimonio culturale locale che si esprimeva nella lingua e nelle virtù popolane. Tra le sue opere ricordiamo: “Canti popolari toscani”, “Il montanino toscano volontario alla guerra della indipendenza italiana del 1859”. La citazione in epigrafe è tratta da: “Le selve della montagna pistoiese (canti cinque), seconda edizione con l’aggiunta di due canti e di note illustrative”, Felice Paggi Libraio-Editore, Firenze, 1868. Pag 18.

2 Paolo FANTOZZI, Le leggende delle Alpi Apuane, Le Lettere, Firenze, 2003. In questo testo sono raccolte leggende e storie delle Apuane, quelle che riguardano il Forato sono a pagina 63-68.

3 A causa dell’inclinazione dell’asse terrestre il punto in cui il sole sorge e quello in cui tramonta variano nel corso dell’anno. Il giorno degli equinozi coincidono, rispettivamente, con l’Est e l’Ovest. Nel semestre autunno-inverno entrambi si spostano a sud e nel semestre primavera-estate si spostano a nord.

4 Giovanni TARGIONI TOZZETTI, Relazioni d’alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana per osservare le produzioni naturali e gli antichi monumenti di esse. Edizione seconda con copiose giunte, Tipografia Granducale per Gaetano Cambiagi, Firenze, 1773. Tomo VI, pag 121-122. Il viaggio nella zona di Stazzema fu fatto nell’autunno 1743. Targioni Tozzetti (1712-1783) fu medico e naturalista toscano.

5 Giovanni Stefano CONTI, Viaggio da Lombrici di Camaiore al Monte della Pania. Manoscritto della relazione di quel viaggio effettuato il 7 luglio 1762 dal Conti. Il documento è conservato presso l’Archivio di Stato di Massa ed è citato da: Giorgio GIANNELLI, Uomini sulle Apuane, Galleria Pegaso Editore, Forte dei Marmi, 1999. Pag 22 e pag 35.

6 Cesare ZOLFANELLI, Vincenzo SANTINI, Guida alle Alpi Apuane, Tipografia di G. Barbèra, Firenze. 1874. Ristampa anastatica a cura di Multigrafica Editrice, Roma, 1983. Pag 144.

7 Antonio STOPPANI, Il bel paese, Milano, Tipografia Giacomo Agnelli, 1876. Pag 404-408. Stoppani (1824-1891) abate, paleontologo e patriota è considerato il padre della geologia italiana.

8 Francis Patrick Fletcher VANE, Walks and People in Tuscany, John Lane, London, 1910. Pag 219-220. Francis Vane era un baronetto inglese (1861-1934) il testo completo è disponibile on-line.

 

LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri